di Antonello de Gennaro
Dopo la diffida inoltrata da Mediaset a Google e a Meta (Facebook, Instagram) per violazione del copyright, sparisce su Internet l’ultima puntata di “Falsissimo” il format-delirio sul web di Fabrizio Corona, condannato con sentenza definitiva per bancarotta, evasione fiscale, estorsione, diffamazione, riciclaggio ecc. al centro di una serie di nuove indagini della Procura di Milano. La puntata di lunedì scorso di “Falsissimo” è stata rimossa e cancellata dalle principali piattaforme social sulle quali veniva trasmessa.
Mediaset nei giorni scorsi aveva denunciato Corona per diffamazione e ora ha ottenuto dai colossi del web la rimozione del programma perché al suo interno comparivano filmati e immagini di proprietà della stessa Mediaset. Analoga richiesta è stata avanzata dai legali del conduttore Alfonso Signorini che aveva querelato Fabrizio Corona per revenge porn. Google e Meta hanno riconosciuto la violazione del diritto d’autore.
L ‘iniziativa di Mediaset, che ha così anticipato gli auspicati provvedimenti giudiziari, è riuscita a bloccare la puntata in cui Corona aveva preso di mira i volti noti, le precedenti trasmissioni del programma “Passaparola“, suscitando anche la serena ed elegante reazione di Gerry Scotti e di tutto il mondo che ruota attorno alla tv fondata da Silvio Berlusconi.

Mediaset aveva chiesto una misura di prevenzione nei confronti di Corona per impedirgli di usare i social per diffondere il suo programma che utilizza materiali audiovisivi non propri. La società ha anche denunciato per ricettazione, oltre a Corona, anche Google (editore del social Youtube) e Meta (editore dei social Instagram e Facebook) e TikTok.
La Procura di Milano, aveva aperto più filoni d0inchiesta sul caso Corona-Signorini, a seguito della querela presentata degli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, oltre all’ipotesi di diffamazione, contestata a Fabrizio Corona, per i suoi attacchi nei video ad Alfonso Signorini , e anche (in concorso ) ai responsabili di Google Italia e Google Ireland (sede centrale europea) per i quali la Procura milanese sta vagliando anche l’ipotesi aggravante di ricettazione, sempre in ordine a presunte responsabilità del motore di ricerca e in relazione al caricamento sui propri server di quelle puntate.
Il reato di ricettazione prevede la condanna per tutti, coloro che ricevono “cose provenienti da illeciti al fine di procurare a sé o ad altri un profitto». Va ricordato che Corona è indagato per revenge porn per la presunta diffusione illecita di chat e immagini mostrate nei video (Alessandro Piscopo ex manager del “tronista” Antonio Medugno, interrogato giovedì dai Pm ha fatto scena muta si è avvalso della facoltà di non rispondere . La stessa Procura, sempre coi pm Mannella e Gobbis, sta indagando sui presunti abusi e ricatti denunciati dal tronista Antonio Medugno e che avrebbe subito, secondo la sua versione, da Alfonso Signorini. Una inchiesta dell’ autorità giudiziaria che anche attraverso il materiale acquisito da telefoni e dispositivi di Corona e di tutti gli indagati, porterà all’identificazione dei responsabili dei reati.

Chi è Fabrizio Corona
Fabrizio Corona è nato a Catania il 29 marzo 1974 e ha due fratelli, Francesco e Federico. I genitori sono il giornalista Vittorio Corona e Gabriella Previtera. Vittorio era figlio di Aurelio Corona, capocronista del quotidiano La Sicilia di Catania, e fratello del giornalista e conduttore Rai, Puccio Corona. Una famiglia di persone per bene e seri giornalisti, dai quali Fabrizio Corona non ha imparato nulla, infangandone il buon nome e la reputazione costruita nel tempo.
Vittorio Corona entrò come giornalista alla Rizzoli, lavorando per Novella 2000 . In seguito divenne vicedirettore del settimanale Annabella. Dopo un breve rientro in Sicilia a Telecolor, tornò a Milano e divenne vicedirettore di Amica prima di passare in Rai dal 1983. Nel 1991 venne assunto da Emilio Fede come vicedirettore del Tg Studio Aperto (Italia Uno) .
Fabrizio Corona ha iniziato a muove i primi passi facendo nell’agenzia Major di Milano con ben poca fortuna il modello. In seguito con i soldi della moglie (l’ex top model Nina Moric) aveva fondato nel 2001 l’agenzia fotografica Corona’s fallita a seguita di ingenti debiti e conseguente bancarotta, contratti con la Mondadori Pubblicità società dell’impero multimediale della famiglia Berlusconi .

Il suo mentore e presunto amante Lele Mora, sentito come indagato nell’ambito dell’inchiesta sul crac dell’agenzia Corona’s, dichiarò davanti ai pm di Milano : “Ebbi una relazione con Fabrizio Corona, spesi per lui circa due milioni di euro nel periodo 2004-2006“. Mora ha anche raccontato che nel 2005 iniziarono «i grandi litigi tra Corona e la Moric (ormai ex da molti anni) , avendo lei scoperto dai verbali dell”inchiesta Vallettopoli “dell’esistenza della relazione del marito con me, cosa che io avevo sempre negato e che poi è emersa durante l’indagine di Vallettopoli. In quel periodo spesso Corona veniva buttato fuori di casa e mi chiedeva ospitalità. Io gli avevo consigliato di prendersi una casa per suo conto. Gli avevo anche detto che l’avrei aiutato sul piano economico. Come in effetti è stato“.
Lele Mora dichiarò anche di aver comprato a Fabrizio Corona come gesto d’amore “otto autovetture a partire da una Audi Cabriolet per arrivare alla Bentley Continental. Anche l’appartamento – aggiunse il manager – in via de Cristoforis a Milano gliel’ho comprato io, o meglio ho rifornito Corona di circa un milione 500 mila euro in contanti“.

I guai giudiziari e le condanne di Fabrizio Corona
La vita (e le gesta) di Fabrizio Corona è stata contrassegnata da diversi procedimenti giudiziari. Nel 2013 suscitò clamore la sua fuga per sottrarsi al carcere, conclusasi con l’arresto in Portogallo, dopo aver attraversato in auto Francia e Spagna, allorquando era diventata definitiva la condanna a 5 anni di reclusione per il “foto-ricatto” ai danni del calciatore francese David Trezeguet all’epoca giocatore di calcio della Nazionale francese. L’episodio di Trezeguet risale alla primavera del 2006. Dopo una partita vinta giocando per la Juventus, il centravanti si recò a Milano per festeggiare in alcune discoteche. Qui avvicinò una ragazza e la seguì a casa sua, ignaro di essere seguito da uno dei fotografi dell’agenzia di Corona, che gli scattò 25 immagini all’entrata dell’appartamento e altre 21 all’uscita, l’indomani mattina. Dopodichè fu Corona a contattarlo proponendogli di pagare per quelle foto che altrimenti sarebbero uscite sui magazines di gossip con cui Corona collaborava, come emerse dalle indagini agli atti.
La Corte di Cassazione convalidò la sentenza della Corte d’Appello di Torino del 16 gennaio 2012 che aveva inasprito la condanna di primo grado (3 anni e 4 mesi). I reati contestati a Corona erano “estorsione aggravata” e“trattamento illecito di dati” vicenda giudiziaria questa, che prima di passare per competenza dalla magistratura di Torino, era emersa nell’ambito dell’inchiesta del pm John Woodcock, la famosissima “Vallettopoli“.

Corona ed il carcere
Fabrizio Corona è tornato libero il 23 settembre del 2023, dopo oltre dieci anni passati tra carcere, domiciliari e affidamento terapeutico in comunità per curare le sue dipendenze, per un cumulo di pene conseguenti ai reati di estorsione, corruzione, frode fiscale e bancarotta. “Mi hanno buttato in galera sei volte, ma sono ancora qui, non mi hanno fatto niente”, aveva affermato Corona con la solita tracotanza e presunzione.
“La prima vera inchiesta mi ha tolto tutto e ha tolto tanto al mondo del gossip, quei giornali hanno chiuso o vanno malissimo. Io mi sono dovuto reinventare, creando un personaggio e andando contro il sistema e l’ho pagata, ma questo mi ha permesso di avere 20 dipendenti, portare lavoro a tante persone, essere un grande imprenditore, mentre chi faceva parte di quel mondo, in primis Lele Mora, è finito“.

I contrasti e le denunce di Selvaggia Lucarelli
A gennaio 2024, risale, invece, la prima denuncia sporta da Selvaggia Lucarelli nei confronti di Fabrizio Corona per diffamazione. “Corona aveva iniziato ad apostrofarla con parole irripetibili – aveva dichiarato al Corriere della Sera la sua legale, Barbara Indovina -. Da allora, in poco più di un anno, Selvaggia ha ricevuto centinaia di messaggi da persone (spesso giovanissimi) che la apostrofano con quelle stesse parole attraverso messaggi, video tra le risate, in tutti i canali social: postare il dileggio è diventato lecito, questi contenuti di odio sono diventati virali. Negli ultimi tre giorni sono arrivate le minacce di morte“.
In totale le denunce della Lucarelli a Corona sono otto. “Le indagini sono in corso – aveva aggiunto l’avvocata Indovina -. Se il dileggio e il disprezzo diventano un’ossessione e una pratica quotidiana accompagnata da minacce, a mio parere e anche per la Giurisprudenza, si tratta di stalking“.

Selvaggia Lucarelli dedica la sua ultima newsletter al “fenomeno Corona” che analizza nei dettagli, rispondendo criticamente all’editoriale di Marco Travaglio direttore de Il Fatto Quotidiano (giornale con il quale la Lucarelli collabora), , che ha evocato la censura sulla diffida del giudice a continuare a diffondere materiale e parlare del “caso Signorini” nelle puntate di Falsissimo. “È curioso che prima lo si punisse perché i suoi scoop li usava per non pubblicarli, ricattando la gente, e ora lo si punisca perché li pubblica, facendo infuriare gente che pagherebbe oro per non vederli pubblicati “, è stasto il commento del direttore delFatto Quotidiano, il quale sottolinea che “un giudice civile di Milano gli ha praticamente tappato la bocca, ordinandogli di rimuovere tutti i contenuti su Signorini e vietandogli di diffonderne di nuovi “. E questo, sostiene ancora Travaglio, “non per qualche reato già commesso, ma per quelli che potrebbe commettere in futuro. Cioè perché Signorini e Mediaset hanno chiesto che non parli di loro. Una bella pretesa, che però si chiama censura preventiva“. Ed a chi fa notare a Travaglio che Corona, non è giornalista, il direttore de Il Fatto Quotidiano replica: “dove sta scritto che nel villaggio iperglobale dei social possono parlare di Mediaset e di Signorini soltanto i giornalisti?“.
La Lucarelli, nella sua newsletter ribalta quanto sostenuto da Marco Travaglio sostenendo che “l’ordinanza – firmata dal giudice Roberto Pertile, presidente della Sezione Prima Civile – lungi dall’essere un provvedimento censura nei confronti di Fabrizio Corona rappresenta invece l’applicazione rigorosa dei limiti del diritto di cronaca e di critica previsti nel nostro ordinamento” ed aggiunge aggiunge, “l’inibitoria disposta dal Tribunale non configura una censura di stampa, bensì un legittimo provvedimento a tutela di diritti fondamentali altrui di fronte a un abuso della libertà di espressione”.
Il lunghissimo commento della Lucarelli è un dettagliato e lucido esame dell’agire di Corona, ed a un certo punto, Selvaggia Lucarelli scrive, non solo come attenta osservatrice del fenomeno, ma purtroppo come vittima, che “il metodo Corona” lo ha provato sulla propria pelle.

Così scrive la Lucarelli: “È devastante, psicologicamente devastante. Io ho vissuto per due anni sotto questo attacco. Non c’era nulla di pruriginoso che Corona potesse usare contro di me, quindi ha utilizzato l’offesa, lo “stronza cicciona” è stato da lui rilanciato decine di volte, lo ha fatto diventare un modo virale di definirmi, ha minacciato il mio fidanzato, ha rivelato il posto di lavoro di mio figlio che ne ha subito conseguenze che non posso raccontarvi, ha simulato a teatro atti sessuali col mio cartonato mentre il suo avvocato ( Ivano Chiesa n.d.r.)ridacchiava insieme a lui”.
La Lucarelli racconta di essere stata “presa di mira” da Corona per ben due anni, periodo di tempo in cui dice di essere diventata sistematico bersaglio di insulti, insinuazioni e minacce che toccavano non solo lei, ma anche chi gli stava vicino: “Mi ha insultata e ha coinvolto persone accanto a me, sventolando le denunce e perculandomi. Mi ha creato uno stato di ansia perenne per il suo sadismo nell’annunciare che mi avrebbe dedicato speciali e li avrebbe dedicati al mio fidanzato, minacciando pure di presentarsi fisicamente dove si esibiva lui a teatro o dove lavorava mio figlio. Ho visto persone soffrire accanto a me”.

Selvaggia Lucarelli usa la sua esperienza personale in una ben più ampia analisi con cui sostiene che “difese dalle accuse, dalle parole, dalle insinuazioni lanciate in un modo così devastante e virale, non esistono al momento perché – spiega la Lucarelli – si tratta di qualcosa che va oltre la diffamazione e, secondo la sua visione, si tratta di qualcosa si avvicina di più alla fattispecie dello stalking” ed aggiunge “La verità è che se diventi bersaglio di Corona non hai strumenti efficaci e rapidi per difenderti. Non è diffamazione semplice perchè è riduttivo paragonarla a un articolo o a una frase detta in tv. Lui serializza il sospetto e l’insulto, e trasforma le sue vittime in format. Ha i mezzi, il seguito e il potere narrativo per distruggere chiunque, oltre che la spregiudicatezza e, non ultimo, ha dalla sua parte il fatto che le società che producono Falsissimo non sono intestate a lui… Quello che fa non si può chiamare diffamazione, è riduttivo. È ovviamente qualcosa che ha più a che fare con lo stalking, ma lui non viene sotto casa, non ti manda lettere o pizzini o email, ti trasforma in bersaglio narrativo permanente e monetizzatile”, si legge nella newsletter “Vale tutto”.
L’amara riflessione si conclude sottolineando che, secondo lei, questo nuovo tipo di “violenza mediatica” sarebbe al momento “inarrestabile” a causa di un vuoto legislativo, ma anche a causa di chi sarebbe complice della sua inedita forza, ovvero gli altri media che rilanciano accuse, illazioni e sospetti dati in pasto al web, così come gli utenti social che seguono in massa il format Falsissimo e ne diffondono in maniera esponenziale i contenuti, anche come meme, facendo sempre più monetizzare Corona e rendendo le sue accuse sempre più virali. La lunga riflessione-sfogo (questa volta sacrosanto, che condividiamo) di Selvaggia Lucarelli tocca molti altri punti interessanti, evidenziando, per esempio, che contro il modo di comunicare di Corona, che dice qualunque cosa, non ci sono quasi più anticorpi sociali (e cita i paladini del politically correct, del femminismo, della lotta al bodyshaming), parlando del posizionamento come eroe anti-sistema che rende ancora più forte la narrazione, discutendo sull’effettiva “notiziabilità” della maggior parte delle sue “rivelazioni”, ma soprattutto ricordando che Corona e il suo modo di comunicare hanno un seguito enorme tra i giovanissimi.
Conclude Selvaggia Lucarelli: “Sono curiosa di capire come potremo più spiegare ai ragazzini che le donne non sono puttane perché fanno del loro corpo quello che vogliono, che l’orientamento sessuale altrui non ci riguarda e non va urlato, che il corpo altrui non si deride, che non abbiamo il diritto di scavare nel torbido per monetizzarlo in un video e farci dei meme, che non possiamo insultare e offendere sui social. Perché mentre tutto questo diventava linguaggio virale e monetizzato, voi ADULTI sghignazzavate con Corona. E coi ragazzini”.






