La Guardia di Finanza di Monza, delegata dalla Procura di Milano, ha effettuato una serie di perquisizioni nella sede italiana della società Amazon guidata da Jeff Bezos ed anche nelle abitazioni di 7 manager del colosso americano del commercio elettronico e negli uffici di Kpmg, non indagati.con l’ipotesi di una evasione fiscale di alcune centinaia di milioni tra il 2019 e il 2024, L’indagine è solo l’ultimo dei numerosi casi che coinvolgono Amazon in Italia. A dicembre 2025 , la società ha concordato con l’ Agenzia delle Entrate di pagare 510 milioni di euro (605,88 milioni di dollari) per risolvere una delle sue controversie fiscali. In corso anche altre due indagini: una che riguarda presunte evasioni fiscali nel periodo 2021-2024, e un’altra incentrata su presunte frodi doganali e fiscali su importazioni cinesi.

Il filone di inchiesta, per ora senza indagati, è coordinato dal pm Elio Ramondini e punta a capire se Amazon abbia operato attraverso una struttura permanente non dichiarata sul territorio italiano nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024, anno in cui il gruppo ha avviato un programma di “conformità cooperativa” con il fisco e ha iniziato a pagare le tasse in Italia. Se fosse dimostrata la presenza stabile in Italia, il colosso dovrebbe versare cifre ingenti al fisco italiano.
Amazon: “Dialoghiamo con le autorità fiscali italiane, azioni sproporzionate”
“Amazon paga tutte le tasse dovute in Italia ed è uno dei primi 50 contribuenti del Paese – si legge in una nota dell’azienda – Siamo tra i maggiori investitori stranieri in Italia, con oltre 25 miliardi di euro investiti negli ultimi 15 anni e oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato. Il 18 marzo 2025 abbiamo presentato una istanza di cooperazione e collaborazione rafforzata all’Agenzia delle Entrate, chiedendo una conferma formale sul corretto inquadramento fiscale delle nostre attività, le stesse che sono oggetto dell’azione odierna della Procura. L’istanza è stata dichiarata ammissibile il 15 maggio 2025 e il relativo procedimento è attualmente in corso”.
“Durante questo periodo abbiamo continuato a pagare tutte le imposte richieste – si legge ancora nella nota di Amazon – . È quindi sorprendente e profondamente preoccupante che, mentre siamo attivamente impegnati in questo dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane per ottenere chiarezza su questioni tecniche complesse, la nostra azienda e i nostri dipendenti continuino a essere oggetto di azioni aggressive e del tutto sproporzionate da parte della Procura. Contesti normativi imprevedibili, sanzioni sproporzionate e procedimenti legali prolungati incidono sull’attrattività dell’Italia come destinazione di investimento”







