di Antonello de Gennaro
Senza tanti giri di parole la premier Giorgia Meloni ha criticato la decisione del gip di non convalidare la custodia cautelare in carcere per Youssef Siher, considerato la “mente” dietro i gruppi che hanno inneggiato alle piazze del 24 ottobre. “Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram ‘Movimento 17 ottobre’, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano”, ha detto in un video condiviso sui social.
“Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e, in generale, di tutti coloro che si adoperano per difendere le persone per bene dal rischio di vedere devastate le proprie città ed esercizi commerciali. Davvero, non so come possa uno Stato normale difendere le persone per bene di fronte a queste decisioni di certa magistratura”, ha concluso la premier.
“Considero estremamente grave la decisione del gip di Milano di rilasciare Youssef Siher, considerato uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana. Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese. Una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Alcune decisioni vanno prese con maggiore cautela e senso di responsabilità”, ha dichiarato il vicepremier Antonio Tajani.
“Dopo giorni di guerriglia urbana, milioni di euro di danni e Città come Milano messe a ferro e fuoco dai violenti, il principale sospettato di aver fomentato la rivolta viene giustamente individuato e arrestato e le devastazioni si fermano, ma un giudice si affretta a liberarlo. Rinnovo i miei complimenti alle Forze dell’Ordine che lo hanno individuato e fermato, ma vista la sua liberazione mi domando se possiamo parlare di ‘Giustizia giusta’”, ha dichiarato Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. “Difficile a dirsi, soprattutto alla luce della richiesta della Procura di convalida dell’arresto con accuse pesanti: istigazione per delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche, unito al rischio di reiterazione del reato e alla concreta possibilità di fuga alla luce dei numerosi contatti internazionali. Eppure, nemmeno questo è bastato al magistrato”, ha aggiunto il ministro. Il riferimento è al fatto che per il gip nei post e nel comunicato “l’indagato non prospetta mai il ricorso ad azioni violente o l’adozione di altri comportamenti integranti fattispecie di reato, nè il medesimo risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte”.
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ha definito la decisione del gip “un colpo gravissimo alla lotta contro l’estremismo e la violenza”. L’europarlamentare Nicola Procaccini ribadisce il concetto, sottolineando che la decisione lascia “sconcertati e ignora la gravità degli elementi evidenziati dal procuratore e dalla pm”. Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, sottolinea che “la mancata convalida dell’arresto non è garantismo, ma un insulto alla logica, al diritto e alle forze dell’ordine. Ora immagino che Siher potrà tranquillamente riprendere la guida ‘teorica’ degli assalti, ma per chi ha preso questa decisione non sarà una reiterazione di reato. Siamo davvero al paradosso”.

Tiziana Landoni, la gip del Tribunale di Milano che ha liberato Youssef Siher, respingendo sia la convalida del fermo sia la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura di Milano compare non a caso nell’elenco dei sottoscrittori dell’’Appello dei giuristi per Gaza”, pubblicato dalla rivista Giustizia Insieme . La Landoni figura al numero 766, con l’indicazione del Tribunale di Milano. Una circostanza che non può che far riflettere sulla allucinante decisione presa dopo le evidenti devastazioni di Milano che si sono verificate a cavallo tra il 16 e il 18 ottobre e che, vista la natura del movimento, il marocchino aveva intenzione di replicare su scala nazionale.


Secondo la Gip “i meri contatti con diversi movimenti (Pro Pal e Fronte della Gioventù Comunista) e sindacati intrattenuti da Siher” rientrano “nelle facoltà riconosciute dall’ordinamento” e “non sono indicativi dell’esistenza di un concreto pericolo di fuga dell’indagato, non essendo stati, tra l’altro, documentati abituali spostamenti all’estero” del ricercatore. Quindi per la Gip “non vi sono elementi concreti su cui ancorare la ragionevole probabilità che l’indagato, in assenza del provvedimento di fermo, si sarebbe dato alla fuga”.
Con i contenuti pubblicati sulla chat Telegram «Movimento 17 ottobre» Youssef Siher secondo la Gip Landoni ha espresso “modalità di protesta contro le attuali politiche governative, oltre ad evocare azioni di ‘disobbedienza civile’, ma che non si traducono nell’adozione di comportamenti violenti o più in generale criminonosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone”. Ma questo giudice ha mai letto le chat contro le regole democratiche dello stato di Siher ? Scriverebbe queste parole se avessero danneggiato la sua abitazione, la sua autovettura, un negozio di qualche suo parente ? Mai come in questa vicenda ci sentiamo vicini alla Procura di Milano, alle Forze dell’ Ordine e condividiamo parola per parola il commento della premier Meloni.
Siher non è solo un’attivista della galassia propal ma è anche vicino (insieme allo lo stile di origini libanesi co indagata) ai Giovani Palestinesi d’Italia, che hanno in più occasioni inneggiato al 7 ottobre e rappresentano la sigla più vicina Mohammad Hannoun l’uomo ritenuto a capo della cupola di Hamas in Italia, presente nella blacklist del Gorno USA. Il provvedimento della Landoni, firmato alle 12.21 di oggi , non si è limitato a negare la convalida del fermo ma ha respinto anche la richiesta di applicazione di una misura cautelare personale avanzata dalla Procura, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza necessari per adottarla.
Questa è la magistratura r di cui proviamo adir poco vergogna che tutela chi usa il fanatismo, l’insurrezionalismo e la violenza contro un Governo eletto dal voto dei cittadini, che tutela chi si rifiuta di fornire la proprie password di telefoni, tablet e computer, manifestando senza alcun dubbio di voler nascondere qualcosa (altrimenti perchè non rivelarle ?). A questo punto manca solo di vederlo entrare in Parlamento in qualche partito del campolargo !









