Megaman: il Blu Bomber

Megaman: il Blu Bomber

Parte uno: Megaman e la serie classica

 

 

di Paolo Campanelli

Uno dei titoli più importanti della Capcom e del panorama videoludico generale, Megaman, è uno dei giochi più famosi del periodo ’85-‘2000, e continua ad essere amato e adorato da fan in tutto il mondo tutt’oggi; più di 50 titoli compongono la saga e si avvia al suo trentesimo anniversario, a dicembre 2017. La saga del Blu Bomber si divide in 7 differenti serie, ognuna con differenti tipi di gameplay, talvolta molto diversi l’uno dall’altro. Si possono dividere principalmente in giochi platform 2D per le serie Classica, X, Zero e ZX, GDR per le serie Battle Network e StarForce, avventura 3D per la serie Legend e spin-off vari dai generi assortiti.

Schermata 2016-06-04 alle 10.56.49Noto in Giappone con il nome di Rockman (e durante la produzione con i nomi di Rainbowman e Colorman, per via di tutte le possibili colorazioni alternative che il personaggio prede durante i giochi), nel corso degli anni molti personaggi ricorrenti sono stati inseriti, fra cui la sorella Roll, il cane robotico Rush in grado di trasformarsi in vari veicoli per aiutare il suo padrone, il fratello maggiore Protoman (in giappone Blues), lo Yellow Devil, liquido boss ricorrente che ancora infesta gli incubi di coloro che all’epoca erano bambini e l’immancabile clone malvagio Bass (Forte) e il suo compagno canino Trebble (Gospel), teoricamente più potente degli originali ma sempre da loro sconfitti; ad uno sguardo attento non sfuggirà il filo conduttore “musicale” della maggior parte dei nomi

La serie “classica”, pubblicata a partire dal 1987 (il gioco tuttavia arrivò in Europa solo 3 anni dopo) è tutt’oggi ritenuto un platform di prima categoria, e, così come quasi tutti i suoi seguiti, ha retto molto bene al passaggio del tempo. I titoli sono usciti dal 1988 (megaman2) al 1998 (megaman8) con altri tre titoli prodotti successivamente, Megaman&Bass nel 2002, Megaman9 e 10 nel 2008 e tardo 2009; gli ultimi due titoli creati per sembrare quanto più possibile giochi per il NES, come i primi 6 capitoli; inoltre, la serie conta 5 capitoli (identificati da numeri romani) per GameBoy, di cui solo l’ultimo titolo non segue la storia dei “fratelli maggiori”.

La serie è ambientata nell’anno 200X (e dal quinto capitolo 20XX), gli avanzamenti nel campo della robotica hanno portato alla creazione di robot per pressoché qualsiasi funzione, i Meccaniloidi, e una nuova branca di robot umanoidi specializzati in ruoli industriali chiamati Robot Masters, in grado di esercitare un diretto controllo su robot più semplici. I più grandi esperti della materia sono il dottor Thomas Light e il dottor Albert Wily, che insieme hanno costruito un grande numero di questi Robot Masters. Il primo capitolo della serie inizia quando il dottor Wily ruba 6 dei robot precedentemente costruiti e li converte in robot da combattimento, con l’intenzione di conquistare il mondo. Il motivo di questo tradimento non è chiaro, ma fan teorizzano che si tratti di un modo per portare al potere i Robot Master, talmente avanzati da provare emozioni e avere desiderio, ma destinati a vivere sotto il giogo umano e a diventare macchine obsolete una volta che il progresso li avesse superati.

Rock, un robot costruito dal dottor Light per fare faccende domestiche, ma con un forte senso di giustizia chiede allora di essere convertito in un robot da combattimento a sua volta. Armato di un cannone ad energia solare integrato nel braccio (in realtà due, ma in grado di essere utilizzati solo uno alla volta), e l’abilità di copiare alcuni degli attacchi utilizzati contro di lui dai Robot Masters, il robot, ora chiamato MegaMan, affronta tutto ciò che gli viene scagliato contro fino ad arrivare a sconfiggere il dottor Wily.

Nei capitoli successivi, la storia non cambia molto: il secondo, terzo e settimo capitolo hanno fondamentalmente la stessa trama, con il dottor Wily che ora usa i propri robot costruiti apposta per sconfiggere Megaman anziché utilizzare quelli altrui, nel quarto capitolo rapisce la figlia di un altro scienziato, il Dottor Cossak, per combattere al suo posto, ma poi rivela di essere lui dietro al tutto.

In Megaman 5 utilizza i suoi robot per dare la colpa a Protoman, prototipo di RobotMasters originariamente creato insieme a Light e conseguentemente fratello maggiore di Megaman, ma la verità viene a galla dopo che il Protoman originale aiuta Megaman a distruggere l’impostore; in Megaman6 Wily si traveste da MisterX e da il via ad un torneo di combattimento tra robotMasters, utilizzandone i vincitori per i suoi scopi. In Megaman8 Wily entra in possesso di un’energia aliena fatta di pura malvagità, base indiretta della trama di molti titoli successivi, in Megaman&Bass, titolo successivo cronologicamente, costruisce un robot che in apparenza sfugge al suo controllo e che vuole conquistare il mondo a sua volta, ma in realtà è sempre lui a controllarlo.

Schermata 2016-06-04 alle 10.55.56

Nei più recenti nono e decimo capitolo, Wily convince I RoboMasters di turno che sono prossimi alla rottamazione e di combattere contro l’umanità, e utilizza un virus tecno-organico in grado di far impazzire di rabbia i robot, chiamato Roboenza rispettivamente. Nella serie del GameBoy e nel remake dei primi tre giochi per il Megadrive (Megaman: The Wily Wars) vengono introdotti nuovi personaggi: la Genesis Unit, i cui 3 robot sono inspirati dal caposaldo della letteratura cinese “Viaggio ad Occidente”, i Megaman Killers, Enker, Punk, e Ballade, a loro volta dal nome musicale, Quint, un Megaman malvagio proveniente da un futuro alternativo armato di una combinazione tra un pogo e un martello pneumatico e gli Staroids, antichi robot provenienti dallo spazio. Questi robot sono tutti stati costruiti o riattivati dal dottor Wily

È corretto dire che, nella serie classica, il cattivo è sempre il dottor Wily. Sempre. Nel nono capitolo una sequenza arriva addirittura a fare ironia su questo fatto. Esistono poi due giochi di Megaman per computer, pubblicati nel 1990 e 1992, che, benché cerchino di mantenere la formula base intatta (e il dottor Wily come nemico), falliscono in tutto il resto e sono ritenuti fra i peggiori giochi del periodo. Le musiche, soprattutto quelle 16-bit dei primi 6 giochi, sono entrate nel cuore di tanti, specialmente quelle del secondo capitolo. Una nota particolare è la musica del livello di Elecman, nel primo titolo, estremamente simile al brano Faithfully del gruppo Jurney; le tante musiche hanno inspirato alcuni gruppi come i Protomen e i Megas, e ancora oggi continuano a ricevere cover.

Le abilità base di Megaman restano costanti nella serie: il megabuster è in grado di sparare 3 colpi in rapida sequenza alla volta, o di caricare per un super-proiettile da megaman4 in poi; l’abilità di scivolare sul terreno, per evitare colpi o per passare in pertugi più stretti, è presente dal terzo capito e diventa una abilità vitale in molte occasioni. L’eccezione per entrambe le abilità sono gli ultimi due titoli, 9 &10, creati per essere quanto più possibile simili ai primi due, riducendo quindi le abilità di Megaman a saltare e sparare colpi base.

I giochi di Megaman usano uno svolgimento non-lineare, una novità ai tempi dei primi capitoli, permettendo al giocatore di scegliere quale degli 8 livelli selezionabili affrontare in quale ordine (6 nel primo capitolo, e divisi in due serie da 4 nel settimo e nell’ottavo) Il terzo capitolo, dopo aver affrontato gli otto Robot masters, fa rigiocare 4 dei livelli ora modificati per includere la necessità di utilizzare le nuove armi acquisite nel corso del gioco, e oppone al giocatore il Doc.Robot, un robot costruito da Wily in grado di utilizzare le abilità dei robot masters del gioco precedente.

Settimo e ottavo capitolo hanno un livello introduttivo e un livello intermedio in più a dividere le due differenti “ondate” di robot Masters, oltre alla presenza di Bass. L’ultimo livello di pressoché ogni gioco, inoltre, che costringe il giocatore ad affrontare i precedenti boss in sequenza, prima di poter accede al boss finale, ed è una costante in tutte le serie ad eccezione di MegamanLegends Un’altra novità introdotta dalla serie, è l’abilità di copiare gli attacchi usati dai boss, o almeno una forma simile a quella usata, e utilizzarli contro altri boss e nemici semplici con effetti molto amplificati.

Alcune combinazioni hanno poco senso all’apparenza, ad esempio l’attacco di Cutman, Roiling Cutter, un mix tra un boomerang e una cesoia, è efficace contro Elecman (ma fermandosi e ragionando, tagliare i cavi ferma lo scorrere della corrente). Eccezione alla regola è la Metalblade da Megaman2, in grado di decimare tutto ciò che non ne è immune ed essere lanciata in 8 direzioni differenti, riuscendo a coprire efficacemente l’equivalente di metà dello schermo (la Metalblade è infatti ritenuta una delle armi più potenti in assoluto nei giochi in 2D)

È importante segnalare che la maggior parte dei robot Masters della serie classica, a partire da Megaman2 sono disegnati dai fan: 54 differenti Robot masters sono infatti presi direttamente da disegni e schemi mandati dai fan. Spesso i robotmasters seguono un tema, per esempio, HeatMan da MM2 è un robot di fuoco dall’aspetto di uno Zippo e lo si affronta in un impianto per lo smaltimento dei rifiuti costruito in un vulcano, Junkman di MM7 è stato costruito per riciclare rottami viene incontrato in una discarica e ricorda il mostro di Frankenstein, Chargeman di MM5 è un treno e viene affrontato in un vagone in movimento. Spesso il loro design ricorda alcuni nemici che si possono trovare nei livelli di giochi precedenti o successivi, dando un senso di “continuità tecnologica”.

Le copertine della serie sono un caso non unico, ma decisamente interessante: Giappone e Europa infatti hanno sempre ricevuto immagini di una certa qualità; le versioni americane, invece, hanno quasi sempre sofferto del fatto che l’artista non avesse idea di che cosa stesse illustrando. Ciò è estremamente evidente nel caso del primo titolo, ritenuto una delle peggiori 5 immagini di videogiochi di sempre, o la copertina di MM3, con i personaggi giusti ma non i colori; il fatto è spesso causa di ilarità da parte dei fan, al punto tale che, al rilascio di Megaman9 &10, ormai in formato digitale e quindi privi di copertina, vennero rilasciate illustrazioni che con il gioco hanno a che fare poco e nulla, ma molto sceniche. Il “BadCoverMegaman” ha raggiunto un tale livello di ironia tra i fan da essere diventato un personaggio a se stante in alcuni crossover.

Oltre agli 11 giochi ufficiali, Megaman è stato parte di molti spin-off e altri giochi intermedi creati per il Gameboy (Megaman: the Wily Wars e versioni più semplici dei giochi per consolle maggiori marcati con numeri romani) o altre consolle portatili, fra cui un gioco calcistico (Megaman Soccer), un gioco di corse automobilistiche (Battle&Chase), picchiaduro (The Power Fighter e come combattente in molti altri titoli Capcom) e un Pinball, oltre a vari cameo in giochi Capcom (Marvel VS Capcom, Dead Rising) E la sua apparizione più recente come combattente in Super Smash Brothers 4 ha riacceso gli animi di fan da tutto il mondo.

Il primo capitolo ha, nel 2007 ricevuto un remake nella forma di Megaman Powered up, e ha aggiunto 2 Robotmasters ai precedenti 6; è l’unico vero caso di remake, in quanto gli altri giochi sono stati ricreati come porting per le collezioni, ma sostanzialmente si tratta degli stessi giochi. Megaman è apparso spesso al di fuori del mondo videoludico, apparendo in cartoni animati (uno suo, che però non è mai arrivato in Italia e gli ha dato la definizione di “super fighting robot”, e come personaggio secondario nei cartoni animati di SuperMario, seppur distorto come quasi tutti i personaggi che appaiono al di fuori dei due idraulici) e una nuova serie è prevista di andare in onda per il trentennale, in varie serie di fumetti e manga che riprendono la storia dei giochi fedelmente o che espandono l’universo di Megaman a seconda degli editori, e come cameo in alcuni film e animazioni.

Data la grande sfaccettatura del franchise, però, non è Megaman o uno degli altri Robot masters ad essere il volto della serie: tale onore spetta al Met, un semplice robottino tondo che si nasconde sotto un elmetto giallo, che appare, in una versione o nell’altra, in ogni singolo gioco della saga È da prendere nota, infine, che il termine “Robot Masters” è stato scritto in ogni singola possibile variazione su materiale ufficiale, rendendo impossibile quindi trovarne una “versione grammaticalmente corretta”.

Please follow and like us:
error

Ti piace il Corriere del Giorno ? Fallo sapere !

Open chat
1
Vuoi contattare la nostra redazione ?
Ciao, vuoi contattare la nostra redazione ?