MENU
19 Luglio 2024 21:07
19 Luglio 2024 21:07

Luca Poniz (Anm): “A troppi magistrati interessa più la carriera che il lavoro”

"Serve chiarezza" dice al Corriere: "Non lascio certo per responsabilità nel caso Palamara, ma per tutelare l'Anm. Siamo indisponibili a qualsiasi giunta"

ROMA – “Mi sono dimesso non certo per responsabilità nella vicenda emersa dalle intercettazioni di Luca Palamara, perché non ne ho. Ma perché per affrontarla non ci sono più le condizioni. Innanzitutto la coesione. La timida reazione di Unicost riguardo alle presunte conversazioni di magistrati di quella corrente con Palamara ci ha fatto capire che non ci sono i presupposti né per affrontare la questione morale, né per fare nulla”. Sono le parole di Luca Poniz presidente dimissionario dell’Anm in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘Corriere della Sera’.

Luca Poniz

“Abbiamo chiesto e ottenuto le dimissioni di consiglieri Csm, e del procuratore generale di Cassazione. Certo non abbiamo potere legislativo, ma di proposta. E dopo le prime intercettazioni ne abbiamo fatte alcune importanti al ministro della Giustizia. – continua PonizE poi sulla riforma del Csm e sui meccanismi di elezione. Sugli incarichi apicali: nessuno dopo averlo ottenuto ora vuole tornare a fare il semplice sostituto come prevede la Costituzione. E appena nominato può addirittura concorrere a un altro”. 

“Fin quando ai magistrati sembra interessare più la carriera che il lavoro, il problema c’è. Questo l’ho detto dall’inizio del mio mandato. Ma per questo serve uno sforzo diffuso di coraggio e un’assunzione di responsabilità collettiva – aggiunge Poniz parlando poi delle correnti – L’unico che riuscì a ottenerlo fu il regime fascista. Queste smemoratezze sono pericolose. Noi ci siamo dimessi anche per tutelare l’Anm, che non rischia nessuno scioglimento”.

“Il rapporto con la politica è già disegnato nelle regole del Csm, con le componenti togata e laica. La relazione dovrebbe esaurirsi lì. Due magistrati possono certamente vedersi a cena e parlare di nomine, ma non può avere voce una persona esterna al Csm – continua PonizSi discute molto dei togati, ma non ci si preoccupa che negli anni la componente togata ha espresso candidati molto più vicini alla politica di quanto fosse in passato. Il presidente della Repubblica ha ben individuato gli indici per il ripristino della legalità”.

E in merito alle intercettazioni Poniz conclude affermando che “quando avrò padronanza completa di quello che è avvenuto ne parleremo a lungo. Noi abbiamo chiesto quelle chat e i colloqui intercettati, ancora prima che venissero pubblicate sui giornali, ma non ce li hanno mandati. Lo abbiamo chiesti perché come Anm siamo una potenziale parte lesa. Mi chiedo a quale titolo l’abbiano avuta i giornalisti”.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Francesco Curcio è il nuovo procuratore capo della Procura di Catania
Ecco tutti gli incarichi della vicepresidenza Ue.
Il Servizio Segreto Usa finisce sulla graticola
Guardia di Finanza, cambio al Comando Regionale Puglia
Sindaci e governatori più amati d’Italia, la classifica del Sole24Ore
Lo sciopero alla Rai diventa un caso: il Tribunale dà ragione a Chiocci direttore del Tg1
Cerca
Archivi
Ospedale Covid alla Fiera del Levante: 10 indagati per corruzione, falso ideologico e peculato
Francesco Curcio è il nuovo procuratore capo della Procura di Catania
La DIA di Milano arresta 2 imprenditori contigui ad un "clan" di Cosa Nostra. Sequestri per 5 milioni di euro
Lucia Morselli accusata di associazione per delinquere dalla Procura di Taranto
Antitrust avvia istruttoria su società dei gruppi Armani e Dior

Cerca nel sito