MENU
1 Ottobre 2026 02:56

Lospinuso: “Altro no sulla centrale Eni. Renzi venga a Taranto per parlare con le imprese dell’indotto ILVA”

Il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso, commentando il parere della Giunta regionale pugliese sul potenziamento della centrale Eni in una nota ha preso una posizione molto chiara per la tutela delle imprese dell’ indotto Ilva.

“Un dato è inconfutabile – dice Lospinuso – la sinistra preferisce avere una centrale ad olio combustile, obsoleta e vecchia di 60 anni, piuttosto che una nuova che porterebbe, tra l’altro, enormi benefici occupazionali per il territorio. Tradotto vuol dire che la sinistra pugliese è per il ‘no’ alla tecnologia, all’innovazione, alla tutela reale dell’ambiente e della salute, e come sempre anche al lavoro”.

“Hanno bocciato il progetto di Enipower – aggiunge Lospinuso – che, con un investimento di 340 milioni di euro, avrebbe portato a 500 posti di lavoro per dieci anni e interessato decine di imprese tarantine, comportato l’autosufficienza energetica della raffineria e la sua solidità finanziaria, oltre ai benefici per l’ambiente e la salute pubblica che tecnologie innovative consentono. Dopo questo ‘no’, il progetto è stato ridimensionato e la Giunta Vendola-Emiliano ha perso un’altra occasione per rilanciare Taranto. C’è chi, infatti, si permette il lusso di ‘sbuffare’ davanti a un investimento di 100 milioni di euro, che darebbe respiro all’indotto industriale. Un indotto oggi in ginocchio, come è noto. Renzi aveva promesso, a Natale, che sarebbe venuto a Taranto ed oggi, che siamo quasi a Pasqua, del premier non abbiamo visto neanche l’ombra – ha ricordato Lospinuso –  Eppure dovrebbe proprio venire a trovarci, prima che il decreto venga convertito, per ascoltare il grido di dolore di imprese e lavoratori, fornitori, autotrasportatori, per rivedere i correttivi allo stesso decreto che oggi lasciano assolutamente insoddisfatti tutti gli attori economici. Le imprese hanno solo una colpa: quella di essersi fidati dello Stato durante la gestione commissariale dell’ Ilva, e così hanno maturato crediti che non possono riscuotere. Per loro, il decreto ‘Salva Taranto’ suona come una beffa e rischia di trasformarsi, paradossalmente, nella condanna a morte di Taranto. Mi auguro davvero – conclude Lospinuso – che si trovi immediatamente una soluzione per pagare i debiti contratti dell’Ilva. Altrimenti, sarebbe una morte annunciata e un fallimento per tutta la nostra Provincia”

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Poste Italiane: via all'integrazione con Tim
Ennesimo "flop" della Procura di Bari: rinuncia alla richiesta di fallimento della società Bari calcio.
Anche Q8 si unisce ad ENI e IP: tetto sui prezzi dei carburanti dal 1° ottobre
L’ex compagna di Lavitola si rivolge ai magistrati: “Sono stata minacciata dopo la testimonianza”
La famiglia e i fedelissimi celebrano i 90 anni di Berlusconi: ultima festa a Villa Certosa.
Raffaele Zingone, nuovo amministratore delegato di Banca Ifis
Cerca
Archivi
Poste Italiane: via all'integrazione con Tim
Ennesimo "flop" della Procura di Bari: rinuncia alla richiesta di fallimento della società Bari calcio.
Anche Q8 si unisce ad ENI e IP: tetto sui prezzi dei carburanti dal 1° ottobre
L’ex compagna di Lavitola si rivolge ai magistrati: “Sono stata minacciata dopo la testimonianza”
La famiglia e i fedelissimi celebrano i 90 anni di Berlusconi: ultima festa a Villa Certosa.

Cerca nel sito