LO SQUALLIDO TEATRINO DELLA POLITICA. IL SENATORE VITALI CI RIPENSA: “NON VADO PIU CON CONTE. MI HANNO CHIAMATO BERLUSCONI E SALVINI”.

LO SQUALLIDO TEATRINO DELLA POLITICA. IL SENATORE VITALI CI RIPENSA: “NON VADO PIU CON CONTE. MI HANNO CHIAMATO BERLUSCONI E SALVINI”.

La realtà è che con la nuova redistribuzione dei collegi elettorali, Vitali non sarebbe mai riuscito a farsi rieleggere, considerata l’ultima “trombatura” ricevuta dagli elettori nel suo piccolo collegio elettorale nel brindisino a Francavilla Fontana.

di ANTONELLO de GENNARO

Nella notte il senatore di Forza Italia Luigi Vitali si autoridicolizza e resta all’opposizione. Addormentatosi “responsabile” si è risveglia nuovamente berlusconiano, decidendo di non aderire più al gruppo degli “europeisti” che sta cercando in queste ore di garantire un terzo governo presieduto da Giuseppe Conte. La motivazione ? “Mi hanno chiamato Silvio Berlusconi e Matteo Salvini” .

Soltanto dieci ore prima, Vitali assicurava di essere pronto a sostenere il presidente del Consiglio dimissionario: “Stavo nel gruppo di Fi – aveva dichiarato qualche ora fa – perché la presidente Bernini, alla quale mi lega un sincero rapporto di amicizia e di riconoscenza, mi ospita“.

Motivando il suo cambio di sponda a favore del premier Conte, parlando con il CORRIERE DELLA SERA , Vitali di dichiara “stanco da settimane“, non condividendo più la linea del centrodestra e del voto. “In tutte le riunioni del gruppo di Forza Italia ho espresso le mie perplessità sulla presa di posizione del centrodestra e degli azzurri perché questo non è il momento di tornare alle urne“. Ed aggiungeva anche altro: “Al di là del rapporto personale con il Cavaliere e di un’amicizia con il presidente dei senatori Anna Maria Bernini è finita la liason con la classe dirigente azzurra”. Tutto ciò per giustificare la propria decisione “sofferta” ( o ridicola ?) di rispondere alla chiamata di Giuseppe Conte.


Ieri attorno alle 19 e 30 il senatore brindisino si era recato per circa un’ora a Palazzo Chigi per confrontarsi con il premier dimissionario Conte. Al centro della loro conversazione il “dossier giustizia”. Vitali sostiene di essere ancora oggi un garantista rivendicando di aver firmato da sottosegretario di via Arenula misure “ad personam” come la ex legge Cirielli e il “falso in bilancio”. Ma cià nonostante si era convinto della sua scelta infedele giustificandola così: “stimo il presidente del Consiglio e mi auguro si possa far nascere un nuovo gabinetto con un progetto di futuro del Paese. Conte ha gestito al meglio la trattativa sull’Europa nel pieno di un autonomia“.

Deciso il salto della sponda Vitali avrebbe aderito questa mattina al gruppo Maie-Europeisti-Centro-democratico. Ed a chi gli chiedeva cosa gli avesse promesso Conte rispondeva: “Nulla. Perché nemmeno lui sa se farà il governo e con quali partiti. Dunque, girano solo falsità». Non solo voltagabbana a fasi alterne ma anche falsario.

Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Alle 23 e 30 di ieri sera Vitali assicurava che l’operazione di passare con Conte è andata in porto, senza alcun passo indietro. Poi il ritorno a casa, la visione dei commenti negativi sui socialnetwork. Su Facebook i suoi amici gli danno del “fallito” , chi rincara la dose “È solo un venduto, che non avendo speranza di rielezione, cerca di mantenere la poltrona il più possibile !!!Fino a qualche giorno fa diceva … darò la fiducia solo contro una radicale riforma della giustizia , sennò non ci sono motivi. Grande coerenza….“, un’altro scrive: “Aveva la mia stima, ma così facendo ha tradito il mandato che noi elettori di Fi le abbiamo conferito. Ha rinnegato 26 anni di garantismo per sostenere il premier di Bonafede. Provo solo molta tristezza“, un altro ancora “Lei ha avuto tutto da Berlusconi, politicamente, lei deve veramente tutto a FORZA Italia e invece tradisce alla prima occasione?! E persino pubblica un post, come se fosse un motivo per esserne fieri?! Avrebbe dovuto essere leale, prima con i suoi elettori, poi con Berlusconi. La colpa però è di Berlusconi, perché continua a circondarsi di traditori”.

L’ironia nei commenti non manca:Gino ma stai parlando di te? Fai bene altrimenti non sapresti dove sbarcare il lunario.Spiegaci con nome e cognome chi sono “vedo gente pensare più a interessi di parte”…Cioè tu. Hai avuto anche il mio voto. Se sei senatore e per i voti del partito di F. I. Avevano ragione i tuoi compaesani , loro che ti conoscono bene ti bocciarono alle elezioni nel tuo collegio e tu abusando del tuo ruolo di segretario regionale ti mettesti “ il paracadute “ inserendoti nel listino.Tanto vali. Hai scritto due giorni fa che non svendevi 20 anni di battaglie politiche.Dai Gino dillo a noi “ tuoi amici” quale è “il vaccino “ per far dimenticare in due giorni vent’anni .Ti prego faccelo sapere“.

Il telefono di Vitali esplode di chiamate e messaggi , fra i quali due telefonate ricevute gli hanno fatto cambiare idea ancora una volta. Il primo è Silvio Berlusconi presidente di Forza Italia. Vitali rivela il contenuto della conversazione: “Il presidente mi ha ricordato il passato insieme: sono iscritto a Forza Italia dal 1995, ho sempre indossato la casacca azzurra. Poi il Cavaliere in un passaggio si è spinto avanti: “Hai visto che ho parlato delle larghe intese?”. Come dirgli, stai sereno al tuo posto. in qualche modo un esecutivo nascerà.

Dopo alcuni minuti , a mezzanotte inoltrata, questa volta al telefono è il segretario della Lega, Matteo Salvini. I due parlano a lungo ed a un certo punto della conversazione Salvini gli dice: “Ma cosa vai a fare lì? Hai visto che io ho aperto su giustizia e fisco?”. Secondo Vitali, che dalla scorsa estate dietro le quinte in Puglia, è al servizio della Lega accanto al suo amico fraterno Roberto Marti, senatore della Lega e da poco segretario regionale pugliese del Carroccio, quel passaggio è dirimente. All’una e trenta Vitali compie l’ennesima capriola scrivendo ai suoi collegi di Forza Italia che qualche ora prima aveva abbandonato: “Ragazzi, c’è un ripensamento”.


Un ritorno sui suoi passi, dopo aver detto “sì” all’avvocato del popolo. Cosa gli avranno promesso il Cavaliere e il leader leghista? Vitali nega: “Questa è la mia ultima legislatura. Hanno prevalso gli affetti. D’altro canto cosa sarei andato a fare in un governo presieduto da Giuseppe Conte? Sarei stato solo un mercenario”. La realtà è che con la nuova redistribuzione dei collegi elettorali, Vitali non sarebbe mai riuscito a farsi rieleggere, considerata l’ultima “trombatura” ricevuta dagli elettori nel suo piccolo collegio elettorale nel brindisino a Francavilla Fontana.

“Basterà quindi aspettare ed assisteremo all’ennesima capriola di Vitali” assicura un’ autorevole esponente pugliese di Forza Italia, da sempre critica sulle posizione politiche di Vitali. In effetti basta aspettare: il teatrino del “voltagabbana” non è ancora finito.

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