Le intercettazioni telefoniche che hanno mandato in carcere Fabrizio Pomes ed il boss mafioso Orlando D’ Oronzo | 2a parte

Le intercettazioni telefoniche che hanno mandato in carcere Fabrizio Pomes ed il boss mafioso Orlando D’ Oronzo | 2a parte

(….omissis……pag. 224)   Infatti, come si rileva dalla Determina nr. 89 del 26.3.2013 della Direzione Patrimonio del Comune di Taranto, in considerazione delle lungaggini amministrative connesse all’espletamento della gara ad evidenza pubblica, in data 27.02.2012 veniva ordinato alla CORDA FRATES il rilascio del Centro sportivo in parola, mentre, con comunicazione del 13.3.2013, l’ ATI CORDA SOC. COOP. FRATES,  ASSOCIAZIONE DELFINI AZZURRI ONLUS ed ASSOCIAZIONE CALCIO CLUB DELLISANTI comunicava la disponibilità a rilasciare spontaneamente la struttura in data 26.3.2013.

Contestualmente in data 13.3.2013, l’ Associazione Sportiva Dilettantistica CENTRO SPORTIVO POLIVALENTE MAGNA GRECIA dava la propria disponibilità a gestire l’impianto sportivo comunale sino al termine dei campionati dilettantistici e, comunque, sino all’affidamento della struttura sportiva al nuovo aggiudicatario.

CdG magna grecia_tennisVeniva, pertanto, sottoscritto (in data 26.3.2013) un contratto di affidamento temporaneo  dell’impianto sportivo per la durata di cinque mesi (con termine fissato in data 26.8.2013 , poi prorogato) tra il Comune di Taranto (nell’occasione rappresentato dall’ Ing. Gianrodolfo DI BARI) e l’ A.S.D. CENTRO SPORTIVO POLIVALENTE MAGNA GRECIA nella persona del Presidente pro-tempore CIOTOLA Rosa.

Di rilievo appare la considerazione che la appena citata CIOTOLA Rosa , come si è sopra indicato in relazione ai componenti della società cooperativa FALANTO, non è altri che la moglie di DI CARLO Angelo, nipote di D’ORONZO Orlando. Singolare (ma per nulla casuale), peraltro, risulta la composizione dell’ Associazione Sportiva della stessa rappresentata, costituita in data 14.2.2013 con atto privato nr. 3947 registrato in data 2.4.2013 tra:

  • DI CARLO Angelo, eletto alla carica di presidente;
  •  BRUNETTI Raffele, indagato nel presente procedimento in quanto associato mafioso del D’ORONZO;
  • ALBANO Anna Pia moglie del BRUNETTI , eletta alla carica di vicepresidente;
  • CIOTOLA Rosa , eletta alla carica di segretario-tesoriere.

Circostanze queste che non lasciano spazio spazio ad alcun dubbio circa il perdurare della completa e diretta riconducibilità del Centro Sportivo in parola alla persona di D’ORONZO Orlando (ed alla associazione mafiosa da lui diretta) come peraltro testimoniato dal complesso delle operazioni tecniche da cui puntualmente emergeva l’interesse del D’ORONZO ad inserirsi completamente in ogni aspetto della gestione del Centro Sportivo “Magna Grecia“.

Ciò avveniva, per esempio, nella conversazione registrata alle 17:57 del 7.6.2012 (progressiva nr. 1360 Rit.551/12) allorchè accennando a dei giochi gonfiabili (che come si vedrà sarebbero stati successivamente installati nel “Magna Grecia“, RICCI Salvatore chiedeva “senti qua zio, poi posso andare da…da Enzo per il fatto dei giochi là”   per poi alla domanda del D’ORONZO  (” chi…chi….Enzo”) aggiungere precisava  “ah…e si, che non puoi andare, e quello là, quello che ce li deve dare che li dobbiamo mettere a….come si chiama…al Magna Grecia…capito ?

Di giochi da mettere nel centro sportivo, si parlava anche più avanti, allorchè, proseguendo la conversazione con BRUNETTI Raffaele detto “Gigetto“, questi riferiva “qua sto combattendo con quel cesso di quello che ti doveva mettere i giochi là, dove sto io…” per poi alla domanda del D’ORONZO “delah…ma chi è, come si chiama…Vincenzo ?” proseguire “ ah…ah…che  che se doveva mettere i giochi per te, ci vogliono venticinque….e l’altro giorno POMES, stavo io, si è litigato, “com’è, gli hai dato una parola ad Orlando, che li dovevi mettere i giochi”…..”no, se non mi danno venticinquemila euro, non li metto….”

In sostanza il BRUNETTI riferiva al D’ ORONZO che il fornitore dei giochi avrebbe rifiutato l’installazione dei giochi chiedendo prima il pagamento di 25.000,00 euro, rifiuto che il POMES avrebbe cercato di superare citando la promessa (“parola“)  fatta dallo stesso fornitore ad “Orlando” (ossia al D’ORONZO) circostanza questa che dimostra la piena validità dell’assunto accusatorio in ordine allo stretto legame del POMES col D’ORONZO (e cioè il gruppo mafioso allo stesso facente capo).

Gaetano Diodato

 nella foto, Gaetano Diodato

Allorchè, seccato, il D’ORONZO commentava di non farli mettere, il BRUNETTI faceva presente “però tuo fratello ha spianato là, ha fatto tutti i lavori..ah...” e subito il D’ORONZO ribatteva ” e li facciamo mettere da un’altro invece di metterli lui….” per poi commentare “che  quello, poi a poco la volta li dovevamo dare a quello mica li dovevamo dare tutti in una volta a tremila euro al mese, come si incassavano si davano….” mentre il BRUNETTI, continuando a raccontare l’ accaduto. commentava che a nulla erano valse le proposte del POMES  ” si…tutto…ma POMES ha dettp “mettilo, non ti preoccupare, corrispondo io ha detto….ti faccio…..ti faccio gli assegni…ha detto….”

Ed ancora nella conversazione registrata alle ore 20:08 del 26.6.2012 (progressiva nr. 1998 Rit. 551/12) in cui D’ORONZO suggeriva al nipote RICCI Salvatore (convivente di D’ORONZO Antonella ) di stare il più vicino al POMES Fabrizio in modo da farsi affidare la realizzazione dei numerosi lavori di ristrutturazione necessari all’interno del Centro Sportivo. Di rilievo appariva anche un tratto della conversazione registrata alle ore21:07 del 26.7.2012 (progressiva 495 rit.  763/12 ) allorchè ai commenti di DIODATO Gaetano:

“...il bar più importante lo sai qual’è ? …è quello “città giardino” (Giradini Vigilio)…quello con il Comune sta perà….io per poco…io per poco non sono riuscito a prenderlo lo sai ?....”   D’ORONZO Orlando ipotizzava  “...quello là quello là….quello dobbiamo vedere se lo prendiamo con la cooperativa (la FALANTO ) ce lo dobbiamo prendere a quello….hai capito ? eh…come per esempio…tante tante cose con la cooperativa si possono prendere queste qua…perchè la cooperativa può fare queste cose qua hai capito ?  Ho fatto prendere quelle cose là…tutte e tutte in gestione…poi piano piamo, poi…poi ti dico, io ora che vengo giù…la cooperativa si….”

e subito  DIODATO osservava

eh quello sono tutte…quelle sono tutte pulite che non ci possono toccare…no che ogni volta che creiamo una cosa ci…a me mi hanno tolto i locali dopo sette otto anni dieci anni che li tenevo…la salumeria dopo dodici anni sono venuti a levarmela

La natura di soggetto giuridico cui intestare fittiziamente attività imprenditoriali al fine di eludere le normative di prevenzione antimafia della Coop. FALANTO appare dal tenore di questa conversazione talmente chiara da non meritare davvero altri commenti. Sia il D’ ORONZO che il DIODATO hanno offerto inconsapevolmente con tali frasi la prova provata del reato di cui al capo a)2 dell’ imputazione.

Sempre parlando con il DIODATO (ore 21.20 del 01.8.2012 progressivo nr. 568 rit 763/12 ALL. 311)  il D’ORONZO illustrava la possibilità di poter rilevare una cooperativa di Matera facente capo ad uno amico (tale MARTINO Domenico) per poi invitare l’interlocutore

“...eh…perciò se tu parli con quello là…del ….del campo sportivo (POMES Fabrizio)  …dillo questo fatto qua della ditta che..e…e quello….sicuramente dice no noi teniamo già la Cooperativa…e che se…. ”  per poi aggiungere  “...e tu…fai parte della Cooperativa …perchè la cooperativa è la mia…hai capito ?…eh…è la mia…mio figlio è il presidente…è la mia la cooperativa…e tu già fai parte delle cooperativa…io quello gli ho detto pure a a qualche altro compagno…hai capito ?” 

Anche in questo caso le parole del D’ ORONZO  fugano ogni possibile dubbio: la cooperativa “è la sua !“.

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