Le “frottole” di casa Berlusconi. Il caso “Premium”

Le “frottole” di casa Berlusconi. Il caso “Premium”

di Valentina Taranto

Era solo lo scorso 23 marzo 2016 cioè quindici giorni fa quando sui principali organi d’informazione, SOLE24ORE in testa, Piersilvio Belusconi rendeva noto attraverso il suo ufficio stampa che “Mediaset non ha alcuna intenzione di uscire dalla pay-tv.Premium non è in vendita“. Il messaggio veniva affidato Marco Giordani, direttore finanziario di Mediaset, che mise fine (mentendo) a una ridda di voci secondo cui il gruppo cui il gruppo guidato ( ??? ) da PierSilvio Berlusconi avrebbe venduto Premium a Vivendi, in cambio di azioni: la famiglia Berlusconi sarebbe divenuta socia del finanziere Vincent Bollorè, il play-maker della partita su Telecom Italia  del colosso francese. Scenari poco credibili, scriveva il SOLE24ORE : “la pay-tv, dove ormai stanno migrando tutti i contenuti più pregiati (dai film allo sport ai talent show) è “core business” per Mediaset” ha ribadito Giordani. “Uscirne, significherebbe affidare il futuro del gruppo alla sola tv generalista, un orizzonte troppo riduttivo per un editore e un broadcaster, nel mercato attuale“.

Schermata 2016-04-09 alle 12.04.18Ebbene è successo esattamente il contrario di quanto sosteneva PierSilvio Berlusconi e proprio ieri il consiglio di amministrazione di Mediaset , convocato nel pomeriggio per ufficializzare lo scambio azionario di un pacchetto del 3,5% del capitale con Vivendi, ha dato l’ ok all’accordo  che prevede una collaborazione che spazia dalla pay tv alla produzione in comune di contenuti proprietari. E tutto ciò ha generato una giornata trionfale in Borsa per la società di Cologno Monzese, vissuta proprio sull’attesa dell’annuncio ufficiale.

In un comunicato stampa congiunto, le due società hanno reso noto di aver raggiunto un accordo “strategico industriale” che include la vendita della quota del Biscione nella pay-tv Mediaset Premium (l’89% della pay-tv, mentre il restante 11% è stato acquistato dagli spagnoli di Telefonica per 100 milioni, ma questi ultimi usciranno dalla piattaforma), in rosso e a questo punto destinata fuori dal perimetro del gruppo berlusconiano.

Per la famiglia ha parlato il vicepresidente e ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: “Se mi chiedete se questo sia il primo passo per il disimpegno della famiglia Berlusconi nel settore dei media la risposta è assolutamente no e lo dico con convinzione assoluta“, ha sottolineato salvo poi citare investimenti che riguardano sì i media, ma non la tv: “La volontà è di investire e spingere, prova ne sono gli investimenti in radio, Libri e Banzai. E’ un primo passo verso un’apertura europea“.

A differenza delle indicazioni della vigilia, al momento Berlusconi non entrerà nel cda francese: “Parliamo di due società quotate con consigli in carica. Ad oggi il mio ingresso nel cda di Vivendi non è previsto, ma se il contributo di uomini di Vivendi in Mediaset e di noi in Vivendi, verrà giudicato importante non è escluso che avvenga in futuro“.

Un altro pezzo dell’ Italia che passa di mano ai cugini francesi, un altro episodio che la dice lunga sulla limitata credibilità delle dichiarazioni di “casa Berlusconi” dove mentire sapendo di mentire è nel DNA di famiglia !

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