Le app come spie: rubano i nostri dati senza permesso

Le app come spie: rubano i nostri dati senza permesso

Fra le multinazionali del web che ricevono la maggior parte dei dati condivisi delle app, c’è Google al primo posto , seguita da Apple e Facebook

Le App per i dispositivi iOS e Android condividono con le piattaforme connesse – come Google, Apple e Facebook – una valanga di informazioni personali degli utenti anche senza averne la necessaria autorizzazione. Tutto ciò emerge da una ricerca del Mit e degli atenei di Harvard e Carnegie-Mellon che è stata condotta su 110 applicazioni presenti disponibili su Google Play e App Store. La classifica delle società  che ricevono il maggior numero di dati,  vede al primo posto Google, seguito da Apple e Facebook.

Schermata 2015-11-08 alle 15.54.52La ricerca ha evidenziato che le applicazioni per Android di Google sono più inclini di quelle per la piattaforma iOS di Apple a condividere informazioni personali come  ad esempio il nome e l’indirizzo di posta elettronica (73% delle app Android contro il 16% di iOS). Sui dati di localizzazione, il dato invece si inverte, venendo condivisi più dalle app iOS (47%) che di quelle Android (33%).

Nel caso specifico delle informazioni mediche i ricercatori hanno scoperto e rilevato che 3 applicazioni di salute e fitness su 30 analizzate condividono con terzi ciò che gli utenti cercano online e i dati immessi nelle app. L’associazione Privacy International ha affermato alla tv inglese Bbc che in questo modo i nostri dispositivi “ci tradiscono“. Questa ricerca è in linea con un altro recente studio, dell’Università della Pennsylvania, secondo il quale a condividere informazioni personali degli utenti a vantaggio di terze parti, senza che i consumatori ne siano consapevoli, sono ben 9 siti web su 10.

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