C’era una volta un imprenditore romano tale Valerio Antonini che l’anno scorso attaccava Massimo Giove via social l’ex-patron del Taranto Calcio , colpito da una grave crisi finanziaria, che aveva portato ad una forte penalizzazione della squadra di calcio jonica che militava nel campionato di Lega Pro, prima di fallire e finire in Eccellenza. tramite i propri profili social. L’attuale proprietario della squadra siciliana, utilizzava parole forti per spiegare il momento che si sta vivendo in Serie C: “Il Taranto sta falsando il campionato” rivolgendosi al socio di maggioranza della squadra jonica all’epoca dei fatti: “Il suo ‘ex’ Presidente dovrebbe essere citato in giudizio da tutti noi Presidenti di Serie C per i danni creati rovinando un campionato intero, avendo cominciato la stagione consapevole che non sarebbe arrivato a Natale e mettendo in atto queste finte vendite societarie da prima repubblica”.
Il bello (o meglio lo squallore) di Antonini doveva ancora arrivare, perchè se c’è qualcuno che sta facendo cquello per cui l’anno scorso attaccava Giove ed il Taranto Calcio è proprio lui: Valerio Antonini da Roma, che sembra raffigurare la raffigurazione dell’antico proverbio “Il bue chiama cornuto l’asino“.

“Valerio Antonini sta portando l’intero panorama sportivo nazionale” scrive il quotidiano LA SICILIA “e con esso la reputazione della città di Trapani, in una situazione di serio imbarazzo. La comunità aveva riposto fiducia in questo imprenditore romano che aveva deciso di investire nel territorio d’origine della moglie e che era stato addirittura premiato con la cittadinanza onoraria. Ma da mesi, da quando è scoppiata la polemica del palazzetto dello sport, Antonini attacca chiunque: prima il sindaco, poi la stampa e i tifosi, poi la Federazione Italiana Pallacanestro, che nei giorni scorsi ha inflitto alla Trapani Shark altri tre punti di penalizzazione da scontare nel campionato in corso, oltre a due anni di inibizione personale come presidente della società.

Caos Trapani Shark, multa e sconfitta a tavolino dopo la rinuncia contro la Virtus Bologna. Antonini: “In coppa giocheremo”
Scriveva lo scorso 5 gennaio il Fatto Quotidiano: “Perdita della gara e omologazione della stessa con il risultato di 20-0 con obbligo del Trapani Shark S.S.D. A R.L. di pagamento dell’ammenda di euro 50mila prevista per la prima rinuncia alle gare”. Così in una nota il giudice sportivo ha decretato la scontata sconfitta a tavolino al club di basket trapanese dopo la mancata presentazione per il match contro la Virtus Bologna previsto per domenica 4 gennaio. Il club siciliano aveva comunicato via mail “l’impossibilità di partecipare alla gara” “per asseriti motivi di forza maggiore ritenuti dalla LBA non idonei a giustificare il rinvio di gare già calendarizzate”, si legge ancora nella nota del giudice sportivo.
Antonio così reagiva: “Per quanti giocatori ci saranno (solo 5 !!! n.d.r.) , scenderemo in campo. Non daremo alla Federazione l’opportunità di togliersi la soddisfazione di farci radiare per nostre inadempienze”, ha dichiarato successivamente Antonini al microfono della Rai, preannunciando “richieste di risarcimento danni senza precedenti” e con un occhio poi anche al futuro: “Bisogna cercare in qualche modo di arrivare a giugno per poter ricominciare in maniera diversa, probabilmente con un nuovo proprietario”. Lo squallido show di Antonini continua.

Il basket italiano non aveva bisogno di una figuraccia come quella di ieri, sebbene annunciata, scrive giustamente la Gazzetta dello Sport per quanto che è accaduto a Samokov, in Bulgaria, durante il playin di Champions League tra gli israeliani dell’Hapoel Holon e Trapani, “è un salto di qualità (al ribasso) di una vicenda che si trascina da settimane e pare non finire mai. Il club siciliano si è presentato con cinque giocatori e si è arreso dopo nemmeno sette minuti quando, tra infortuni e limite di falli raggiunto, è rimasto soltanto il giovane Martinelli costringendo gli arbitri a decretare la fine della partita per il mancato rispetto del numero minimo di atleti in campo. Surreale, farsesco, un inedito di cui non sentivamo alcun bisogno”.
Scrive la Gazzetta dello Sport: “La Fiba ha immediatamente decretato la conclusione della serie: la gara di ritorno di domani non si giocherà, Trapani è fuori dall’Europa. Ed è un bene, considerato il rischio di una nuova figuraccia, stavolta in Sicilia. In Italia invece, dove evidentemente non si riesce a creare un meccanismo di salvaguardia, il braccio di ferro e la battaglia legale proseguono. L’attesa, al netto dei prossimi, eventuali, pronunciamenti del Tribunale federale sui fascicoli aperti, è concentrata sulla giornata di sabato, come se non bastasse una rinuncia (quella di domenica scorsa a Bologna) per considerare sufficientemente falsata l’equità competitiva di un torneo così importante come la Serie A. La partita contro Trento dirà se Trapani verrà esclusa dal campionato oppure se proseguirà e con quali intenti. Perché della squadra che ha iniziato la stagione è rimasto quasi nulla e i punti di penalizzazione sono già 8. In ogni caso, il limite è stato decisamente superato e i danni sono ingenti per il basket italiano e per i tifosi di Trapani, vittime incolpevoli di questo caos“

Nel basket il tracollo è già sotto gli occhi di tutti. Nel giro di poche settimane la squadra del Trapani Shark è passata dal sogno alla disfatta: prima l’addio di Jasmin Repeša, poi l’uscita del capitano Alibegović e di Allen, quindi la cessione di Jordan Ford e le trattative per Petrucelli, Eboua e Rossato. Una vera e propria fuga da Trapani, causata dalle pendenze fiscali (Irpef e Iva) e dal conseguente blocco del mercato.
La Federazione Italiana Basket ha comunica che in data odierna, pochi minuti prima dell’inizio dell’udienza convocata presso il Tribunale federale, la società Trapani Shark ha presentato formale richiesta di ricusazione del Collegio chiamato a decidere. Un espediente per cercare di bloccare il dovuto procedimento contro il Trapani Shark. La Corte federale, organo competente a valutare l’istanza, si pronuncerà quanto prima.
Per capire la situazione del Trapani Shark è necessario rimettere in ordine date e numeri. La Trapani Shark è già entrata nella stagione 2025-2026 con un fardello di penalità. Tra provvedimenti per irregolarità amministrative e violazioni contestate nel corso dell’autunno, al club sono stati complessivamente sottratti 8 punti in classifica, secondo i provvedimenti più recenti. In particolare, il 30 dicembre 2025 il Tribunale Federale FIP ha inflitto altri 3 punti (che si sono sommati ai precedenti), inasprendo una situazione che ha iniziato ad avere conseguenze tecniche e psicologiche sulla squadra. Nella stessa seduta è arrivata anche l’inibizione per 2 anni, fino al 30 dicembre 2027, nei confronti del presidente Valerio Antonini, provvedimento che limita il suo raggio d’azione all’interno della vita societaria. La sequenza è documentata dai comunicati federali e dalle principali testate sportive.
A novembre, un primo giro di sanzioni aveva già introdotto il blocco del mercato (divieto di tesseramento e di deposito di nuovi contratti) e un punto di penalità, misure contro cui la società ha poi presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI. Già in estate, inoltre, la FIP aveva deliberato 4 punti di penalizzazione per violazioni legate ai requisiti economico-finanziari, provvedimento che il CONI ha successivamente confermato respingendo il ricorso del club.

La “falsa dichiarazione” all’iscrizione al campionato
Tra i capi di imputazione più pesanti c’è la contestazione legata alla veridicità delle dichiarazioni presentate in sede di iscrizione al campionato. Per la FIP, il perimetro riguarda la correttezza delle attestazioni sul fronte fiscale e contributivo; per la società, la materia è intrecciata a vicende di presunta truffa sui crediti d’imposta che sarebbero state denunciate alle autorità competenti nel corso del 2025. Su questo punto, il 19 dicembre 2025 il Tribunale Federale ha riconosciuto—ma in un altro procedimento — la concreta possibilità (priva di alcuna certezza però !) che la società e il suo presidente siano stati “vittime” di una condotta truffaldina di terzi, non adottando, in quel caso, provvedimenti disciplinari a carico di Valerio Antonini. È questo il precedente che il club ritiene favorevole per impostare la propria difesa, ma non chiude il quadro: i diversi procedimenti seguono binari autonomi e la decisione sulla ricusazione incide solo sul “chi” giudicherà, non sul “se” e “come” verrà giudicato nel merito.
Il provvedimento più simbolico, sul piano istituzionale, resta l’inibizione biennale a Valerio Antonini: una misura pesante che fotografa la frattura tra club e sistema-FIP/LBA. Nella motivazione, accanto alle violazioni contestate, pesa anche la valutazione su comportamenti ritenuti lesivi dell’immagine del movimento: settimane di dichiarazioni incendiarie, minacce di ritiro dalla competizione, accuse pubbliche di persecuzione hanno irrigidito i rapporti. L’equilibrio tra libertà di critica e responsabilità istituzionale è finito al centro di un caso che, da locale, è diventato nazionale, mettendo sotto i riflettori non solo la giustizia sportiva ma anche gli standard di governance richiesti a una società professionistica.
La vicenda ha avuto risonanza anche oltre confine, complice l’anomalia di alcune partite a organico ridotto e un racconto mediatico che ha enfatizzato l’immagine di un “club nel caos”. In particolare, media esteri hanno riportato episodi-limite, come gare affrontate con soli cinque giocatori e interrotte anzitempo, con ripercussioni sulle competizioni internazionali
La cronologia dei fatti e procedimenti
7 gennaio 2026: richiesta di ricusazione del collegio depositata a ridosso dell’udienza. La decisione spetta alla Corte Federale.
2-3 gennaio 2026: nuove note del club denunciano accanimento, l’impossibilità di presentare reclami nei tempi e l’esodo di giocatori; scenario tecnico ridotto a 7 elementi.
30 dicembre 2025: ulteriori 3 punti di penalizzazione e inibizione di 2 anni al presidente Antonini
19 dicembre 2025: in un distinto procedimento, il Tribunale Federale non adotta provvedimenti contro Valerio Antonini, riconoscendo la plausibilità della tesi secondo cui il club potrebbe essere stato vittima di truffa da parte di terzi sui crediti d’imposta.
24 novembre 2025: il Consiglio Federale FIP introduce un punto di penalità e il blocco a tesseramenti e nuovi contratti; la società ricorre al Collegio di Garanzia.
21 maggio 2025: la FIP delibera 4 punti di penalizzazione per irregolarità amministrative. La Trapani Shark ricorre al CONI. Il ricorso della società di Antonini verrà respinto a luglio 2025 , confermando la sanzione.
In ogni caso, la società TARAPANI SHARK dovrà fare i conti con l’inibizione del presidente, il blocco contrattuale (finché non cadrà) e con la necessità di ricostruire un gruppo tecnico in grado di reggere l’urto del calendario. La gestione della comunicazione diventa strategica: meno benzina sul fuoco, più dossier e contabilità in ordine. Il minimo comune denominatore è la credibilità , che Antonini ha ormai perso: verso i tesserati, verso il pubblico, verso i regolatori. È qui che la partita esce dal recinto del diritto e rientra nella sfera della gestione societaria.

Se il basket piange, il calcio a Trapani non ride….
Dopo la squadra di basket anche al Trapani Calcio vengono contestate irregolarità in quanto la società – che ha la stessa proprietà cioè Antonini – è in grossa difficoltà. È notizia di questi giorni, infatti, il nuovo deferimento arrivato dal procuratore federale per violazioni amministrative, sia a titolo di responsabilità diretta per la condotta dei propri dirigenti sia a titolo di responsabilità propria. Il Trapani Calcio rischia ulteriori punti di penalizzazione nella classifica del girone C di Serie C dopo gli 8 che gli erano stati già comminati.
“Il procuratore federale, a seguito della segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare il Trapani (Girone C di Serie C) nonché i legali rappresentanti e dirigenti della società per una serie di violazioni di natura amministrativa” si legge in una nota della Figc.
Al Trapani Calcio vengono contestate irregolarità quali mancato pagamento di Irpef, Iva, stipendi, utilizzo di conti non autorizzati. Il presidente è sempre più contestato e si fa spazio il rischio che anche nel campionato di C la situazione possa degenerare come successo per la società di basket. E a soffrire sarebbe la città che rischia di perdere entrambe le squadre.
Imbarazzante la difesa della società di Antonini, affidata ad un comunicato stampa, respingendo le accuse e parla di una vicenda già nota. Secondo la società, il deferimento sarebbe “una mera riproposizione, tramite copia integrale, di quello relativo al mese di ottobre 2025”, già discusso davanti al Tribunale federale nazionale, con la sola esclusione della posizione Inps riferita ad agosto 2025. Il club precisa inoltre che il procedimento non avrebbe alcuna correlazione con i pagamenti relativi a settembre e ottobre 2025.
Antonini. ha annunciato persino una denuncia contro l’Agenzia delle Entrate, accusandola di perseguitarlo. “Ho le prove di un tentativo clamoroso di distruggere me e le due società che rappresento – ha dichiarato – anche l’ultimo deferimento del Trapani Calcio è un copia-incolla di quello del 16 ottobre, già contestato al Tfn l’8 gennaio. Ho sentito dire che non avrei pagato gli stipendi, poi leggo il documento e parla di 1,8 milioni versati tra ottobre e dicembre”. Dichiarazioni imbarazzanti, che non vengono mai documentate alla stampa ed all’opinione pubblica dall’imprenditore romano.

Il motivo del deferimento
Valerio Antonini, Vito Giacalone e Andrea Oddo, presidente e procuratori della società, sono stati deferiti per non aver provveduto, entro il termine del 16 dicembre 2025, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2025 in favore dei tesserati, dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori addetti al settore sportivo nonché per non aver provveduto al versamento della quarta e quinta tranche delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS in scadenza rispettivamente entro le mensilità di agosto e settembre 2025.
A Trapani cresce la preoccupazione per un epilogo che rischia di lasciare la città senza entrambe le sue squadre simbolo, tra penalizzazioni, deferimenti e il concreto pericolo di esclusioni dai campionati. I tifosi sono già in rottura con Antonini. Durante l’ultima partita al Provinciale cori contro il presidente trapanese sono stati intonati dagli ultras per buona parte dell’incontro, e, poi, è stato anche esposto uno striscione “tutto apposto, tutto pagato, ma u finemu stu campionato?”. La giornata odierna del 8 gennaio sarà quindi una data chiave. Potrebbe segnare l’inizio della fine anche per il Trapani Calcio.

Il fallimento del progetto Telesud
Naufragato anche il progetto di Antonini sull’emittente Telesud di farla diventare da siciliana a nazionale La società, in crisi finanziaria, spegne il segnale digitale: giornalisti e dipendenti scioperano per stipendi non pagati. Comprati i locali per fare gli studi di quella che nei suoi sogni diventerà una emittente nazionale, ma ha versato solo la caparra senza mai concluderne l’acquisto dinnanzi al notaio. Della tv oggi non c’è più nulla. I macchinari sono stati pignorati e i venti dipendenti, tra cui nove giornalisti, licenziati.
Dallo scorso settembre 2025 l’emittente trapanese non è più visibile sul digitale terrestre e trasmette esclusivamente sulle piattaforme digitali. L’editore ha giustificato quella scelta con la necessità di abbattere i costi, primo fra tutti il canone che le tv presenti sul digitale terrestre pagano all’operatore di rete Rai Way.
Antonini voleva buttarsi in politica: la scorsa estate fonda il movimento Futuro con l’intento di aggregare la gente delusa dai partiti tradizionali e creare una lista per le prossime amministrative, e. per sostenere il suo progetto, Antonini aveva acquista anche l’emittente televisiva Telesud con l’obiettivo di estenderne il raggio d’azione sull’intera isola, annunciando che Futuro agirà traendo ispirazione dalle politiche di alcuni leader sudamericani con i quali Valerio Antonini racconta di essersi confrontato durante le sue missioni all’estero per curare i suoi affari: Fidel Castro e Miguel Díaz-Canel a Cuba, Daniel Ortega in Nicaragua, Evo Morales in Bolivia e Nicolas Maduro in Venezuela, (che non ha fatto una bella fine !)

La reazione della città di Trapani
Col sindaco di Trapani Giacomo Tranchida lo scontro è accesissimo, ed Antonini va giù duro, spara a zero sui social contro contro di lui. “Per anni ho investito una marea di soldi dove nessuno aveva mai investito nulla, in una città che ha saputo solo distruggere e non proteggere” a cui ha replicato il sindaco Giacomo Tranchida “Sono preoccupato per questo aspetto ma al momento preferisco non aggiungere altro“. aggiungendo poche parole: “Antonini dice tante cose, queste con le altre”.
Nelle ultime ore anche la tifoseria organizzata, protagonista del sostegno al Trapani Shark negli ultimi due anni, ha preso posizione con un comunicato ufficiale. I gruppi hanno preso le distanze da “azioni, comportamenti e scelte societarie volte a far morire il basket trapanese” dichiarando di non riconoscersi in atteggiamenti “arroganti, provocatori o scorretti” criticando anche la politica cittadina per la mancanza di vigilanza.
A dicembre dell’anno scorso,la Corte dei Conti ha aperto un’indagine su un finanziamento al Trapani calcio: 300 mila euro di contributi pubblici erogati grazie a una norma approvata dall’ Assemblea regionale siciliana.





