Un migliaio di persone si è radunato davanti agli ingressi di Palazzo Nuovo una delle sedi dell’Università di Torino, luogo di partenza della manifestazione. Attenzione massima per tutti gli obiettivi sensibili, in primis la Prefettura in piazza Castello. Il livello di allerta a Torino è molto alto, sono giunti in città mezzi e 400 agenti della Polizia di rinforzo da Milano, Genova, Bologna e Padova per affiancare le forze dell’ordine locali.. “Dicono che Torino sarà la nuova Val Susa: noi dalla Val Susa abbiamo imparato a lottare a testa alta e con il sorriso. Fuori le truppe di occupazione! E sarà dura, per loro!”, è la minaccia degli antagonisti, che da giorni evocano la guerriglia dei “No Tav”, studiando anche strategie per portare a Torino quelle stesse strategie. Sono previsti in corteo anche alcuni spezzoni sociali, rappresentati da movimenti diversi, come Non una di meno, che ha annunciato la sua presenza.
La manifestazione pro Askatasuna a Torino è stata indetta a livello cittadino, ma è previsto l’arrivo di attivisti provenienti da Genova, Bologna, Milano, dalla Lombardia e dal Nord-Est. Nelle scorse ore sono stati diffusi anche messaggi di solidarietà da altri centri sociali e collettivi. Tra questi lo storico Leoncavallo di Milano, sgomberato lo scorso agosto.
Al corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna di Torino sgomberato dalla Polizia hanno partecipato anche il segretario della Cgil del Piemonte, Giorgio Airaudo e Edi Lazzi segretario della Fiom-CGIL di Torino. “Penso che il Comune di Torino abbia fatto la cosa giusta e che deve riprendere quella strada, che è una strada di dialogo, che è una strada che mette a disposizione del quartiere, spazi, che ovviamente si fa carico di una mediazione sociale, ovviamente il discrimine delle responsabilità e della non violenza è fondamentale, per me lo è, io sono un obiettore di coscienza”. ha affermato Airaudo.

Durante il corteo dopo lo sgombero di Askatasuna. Un gruppo di persone incappucciate in testa alla manifestazione ha cercato di sfondare il cordone della Polizia lanciando bottiglie e oggetti. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Ci sono state cariche con manganellate da un lato e bastonate da parte dei manifestanti. La guerriglia urbana in corso Regina Margherita a Torino è cominciata all’angolo con via Vanchiglia, quando i manifestanti hanno visto in lontananza la sagoma di Askatasuna.
Dietro lo striscione sono sparite le famiglie sostituite da volti coperti da passamontagna. Gli idranti sono entrati in azione ma le prime file sono arrivate a contatto. Con le prime manganellate sono iniziati lanci di pietre e lacrimogeni. Mezz’ora di battaglia, alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme. I manifestanti hanno provato ad avanzare su corso Regina Margherita, venendorespinti in un primo momento dalle forze dell’ordine con cariche, idranti e lacrimogeni.
I manifestanti pro Askatasuna hanno dato alle fiamme alcuni cassonetti che poco prima avevano posto come barricata in Corso Regina Margherita per tentare di rallentare le cariche. Un gruppo di antagonisti ha lanciato fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine. Anche grossi sassi sono stati lanciati in direzione dei reparti mobili della Polizia che hanno risposto nuovamente con lacrimogeni.

Vi sono sette agenti di polizia feriti nel primo bilancio dopo gli scontri avvenuti a Torino tra le forze dell’ordine e i manifestanti per il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. A quanto si apprende dalla Questura di Torino i feriti, poliziotti dei reparti mobili, sono stati colpiti da oggetti contundenti. Ancora una volta. La caccia al poliziotto non conosce tregua ma ha i contorni vigliacchi di chi agisce a volto coperto o con maschere antigas. Tutto premeditato, tutto doloso. L’obiettivo è sempre lo stesso: cercare il morto.

Askatasuna, i manifestanti: “Quello di oggi è solo l’inizio”
“Oggi è solo l’inizio di una grande mobilitazione continua – dicono i manifestanti che protestano contro lo sgombero dell’Askatasuna – Il 17 gennaio ci sarà un’assemblea nazionale a Torino per costruire un grande corteo nazionale il 31 gennaio. Rinasceranno spazi e comitati ancora più forti. Questo è l’inizio, il progetto collettivo deve guardare al futuro“. “Askatasuna è un progetto e con la grande manifestazione di oggi lo abbiamo dimostrato. Proveranno ad attaccarci, ad arrestarci e a criminalizzarci, ma non facciamo passi indietro perché abbiamo deciso di riscrivere la storia – hanno detto dal microfono – la sera di Capodanno saremo ancora in queste strade a far capire che quella sarà l’inaugurazione di un anno di lotta e chi ci ha mandato fuori si pentirà perché ci troverà ovunque”.
“La nostra storia non è finita con uno sgombero e se il ministro Piantedosi pensa di aver ottenuto una vittoria, si sbaglia di grosso – hanno aggiunto – abbiamo fatto una scelta coraggiosa, di non delegare a quattro politici le decisioni sul nostro futuro ed ora ci fanno pagare questa scelta. Chi alza la testa fa paura, ma noi non abbiamo paura di fare paura. È il momento di costruire il contropotere, di costruire la nostra alternativa”.
Il vicepremier Tajani: «Non ci faremo intimidire»
“Io penso che la legge debba essere sempre rispettata. Quando si vìola la legge lo Stato ha il dovere, non il diritto, ha il dovere di farla rispettare e il ministro dell’Interno Piantedosi ha fatto rispettare la legge”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, rispondendo a Torino alle domande dei giornalisti sullo sgombero del centro sociale Askatasuna. “Se poi i violenti vogliono continuare a fare violenza – ha aggiunto – non possono pensare che lo Stato rimanga immobile, il Governo non può rimanere immobile, perché la violenza è la violenza contro i cittadini: distruggere auto, menare poliziotti, carabinieri, finanzieri che fanno il loro dovere… tanti di questi sono figli di papà che se la prendono con i figli del popolo, come diceva Pasolini, e così non va bene”.
Il ministro Zangrillo : “Non riuscirete a portare il terrore come tanti anni fa”
“Eccola la vostra democrazia, la vostra maledetta violenza, la barbarica voglia di sfasciare la nostra benedetta democrazia. Fate cose schifose e c’è chi continua non solo a giustificare tutto questo, ma anche a esaltarlo. Non ci fate paura, ma solo tristezza”. Così Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, sugli scontri di oggi a Torino nel corso della manifestazione pro Askatasuna. “Siete gli stessi – ha dichiarato – che non molti decenni fa portarono il terrore nelle nostre strade, ma stavolta fidatevi, non ci riuscirete. Siete gli stessi, voi di Askatasuna, avete le stesse facce da figli di papà, buona razza non mente. Avete gli stessi occhi cattivi. E guardate negli occhi quella brava gente, ragazze e ragazzi delle Forze dell’Ordine che cadono feriti, che rischiano la vita per le vostre schifose fantasie rivoluzionarie. La Democrazia, chi governa, Forza Italia e io stiamo con le Forze dell’Ordine. I torinesi stanno con lo Stato non con l’antiStato. Ascoltate, tra una vostra schifezza e l’altra, cosa dice e scrive la brava gente di voi”.
Delmastro: “Violenza e bombe carta, ecco l’orrido volto di Askatasuna”
“Ecco l’orrido volto di Askatasuna: violenza, violenza, violenza e bombe carta all’indirizzo delle divise. L’estrema sinistra di Avs, che ieri sproloquiava di una Torino che oggi sarebbe stata ‘bellissima’ per via della manifestazione, si vergogni e chieda scusa alle forze dell’ordine, bersaglio sempiterno della maleodorante e delinquenziale galassia anarchica italiana. ‘Bellissime’ sono le divise, non chi le assalta e chi sta con chi le assalta”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Giustizia.





