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15 Agosto 2026 03:32

LA DIA E I CARABINIERI SEQUESTRANO BENI PER OLTRE 2 MILIONI E MEZZO DI EURO A PLURIPREGIUDICATO FOGGIANO

Il provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Bari in accoglimento della proposta a firma congiunta del Direttore della DIA e del Procuratore f.f. Roberto Rossi del capoluogo pugliese, scaturisce dagli approfondimenti investigativi svolti sinergicamente dalla Direzione Investigativa Antimafia del capoluogo pugliese e dall’ Arma dei Carabinieri di Foggia,

di REDAZIONE CRONACHE

La Direzione Investigativa Antimafia e i Carabinieri di Foggia hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Bari nei confronti di Michele Scuccimarra, pregiudicato 58enne foggiano, residente a Orta Nova. La lunga carriera criminale dello Scuccimarra ha inizio alla fine degli anni ‘80 quando rimane implicato in due importanti indagini sulla criminalità organizzata foggiana: la operazione Veleno (dal 1988 al 2002) per la quale è stato condannato, con sentenza irrevocabile, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e la “operazione Decanter”, avente ad oggetto un sodalizio criminale operante negli anni 2012-2013 finalizzato al traffico di stupefacenti, di T.L.E., rapine, truffe, furti, ricettazione e riciclaggio per la quale ha riportato la condanna in via definitiva per detenzione di armi da fuoco e munizionamento, fra cui 5 pistole con matricola abrasa, di cui due da guerra, nonché per 4 episodi di detenzione di sostanza stupefacente.

Il provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Bari in accoglimento della proposta a firma congiunta del Direttore della DIA e del Procuratore f.f. Roberto Rossi del capoluogo pugliese, scaturisce dagli approfondimenti investigativi svolti sinergicamente dalla Direzione Investigativa Antimafia del capoluogo pugliese e dall’ Arma dei Carabinieri di Foggia, che ripercorrendo l’excursus criminale del proposto e analizzandone la situazione patrimoniale hanno permesso da un lato di accertarne la pericolosità sociale qualificata e dall’altro di far emergere la rilevante sperequazione tra i redditi dichiarati ed i beni accumulati negli anni, molti fittiziamente intestati a familiari e frutto di investimenti realizzati con i proventi di attività illecite.

Il sequestro ha interessato la TECOS un’impresa operante nella commercializzazione di imballaggi per ortofrutta con un volume di affari che sfiora i 4.000.000 di euro, 9 mezzi (tra autoveicoli di grossa cilindrata e mezzi pesanti), 2 appartamenti, 3 locali, 1 complesso immobiliare composto da appezzamento di terreno e capannone industriale e diversi rapporti finanziari per un valore complessivo di oltre 2.500.000 di euro.

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