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27 Ottobre 2026 10:22

L’ attore Raoul Bova condannato a un anno e sei mesi per reati fiscali

Secondo le accuse a suo carico, l'attore romano tra il 2005 e il 2011 ci sarebbe stata un’evasione per circa 700mila euro con la deduzione di alcuni costi personali alla società che gestisce la sua immagine con un artificio fiscale, per non pagare le tasse.

ROMA – Raoul Bova è stato condannato oggi dal Tribunale monocratico Penale di Roma a un anno e sei mesi di reclusione per evasione fiscale, ed all’attore sono stati concessi la non menzione e la sospensione della pena.  Per Bova difeso da Giulia Bongiorno, la Procura capitolina aveva richiesto la pena di un anno . L’attore romano è stato condannato per dichiarazione fraudolenta mediante artifici. Secondo l’accusa della Procura, che aveva richiesta una pena inferiore a quella inflitta, ossia un anno di reclusione, Bova avrebbe ottenuto, tra il 2006 e il 2010, sgravi fiscali trasferendo alcuni costi alla società “Sammarco” che gestisce la sua immagine, sfruttando così facendo un sistema che avrebbe permesso di pagare un’aliquota Iva più bassa del dovuto.

La sorella di Raoul, Daniela Bova, e la sua ex moglie Chiara Giordano, entrambe imputate nello stesso procedimento, sono state assolte. La Procura di Roma aveva sollecitato per la sorella di Bova una condanna a un anno e 4 mesi, mentre per l’ex moglie la richiesta era di un anno.

“La sentenza di oggi ha escluso che Raoul Bova abbia mai emesso fatture per operazioni inesistenti, quindi l’accusa  relativa a presunte operazioni fittizie, che costituiva il cuore del processo, è stata sbriciolata dalla sentenza di assoluzione“, ha commentato l’ avv . Giulia Bongiorno difensore di Raoul Bova . “La condanna si riferisce esclusivamente all’interpretazione di un contratto sui diritti di immagine sul quale si è già espressa la Commissione Tributaria di Roma in via definitiva dando inequivocabilmente ragione a Raul Bova. La Commissione Tributaria ha sottolineato che contratti come quello oggetto del processo penale in realtà sono strumenti tipici e legittimi nel mondo artistico. Siamo certi – ha concluso l’ avv. Bongiorno – che l’appello ribalterà la condanna anche prendendo spunto anche dalle eloquenti statuizioni della Commissione tributaria“.

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