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19 Febbraio 2026 09:52

I Carabinieri eseguono a Statte un provvedimento di aggravamento di misura cautelare per uno stalker

I Carabinieri della Stazione di Statte insieme ai colleghi della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Taranto, hanno eseguito un provvedimento di aggravamento di misura cautelare nei confronti di un 29enne di Taranto che, già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato sottoposto alla misura più afflittiva della custodia cautelare in carcere.

Il giovane era stato arrestato a marzo dell’anno scorso, poiché responsabile di atti persecutori (stalking) nei confronti di una donna di Statte. In quell’occasione, aveva addirittura investito volontariamente, con la propria auto, la vittima, colpevole di rifiutare le sue avances, procurandole lesioni guaribili in 20 giorni, e rendendosi così responsabile anche del più grave reato di tentato omicidio.

L’individuo sebbene agli arresti domiciliari per le ragioni anzidette, invece di ravvedersi, perseverava nel tormentare la malcapitata, alla quale indirizzava innumerevoli squilli telefonici e comunicazioni minatorie. Lo stesso, inoltre, pubblicava su alcuni social network annunci a sfondo sessuale e foto riferite alla donna, arrivando anche ad attivare e/o modificare le condizioni di forniture di utenze domestiche intestate alla vittima, on-line o telefonicamente, facendo credere di essere la parte interessata. La donna, pertanto, oltre alle evidenti sofferenze morali e psicologiche subiva anche un danno economico.

In considerazione delle ulteriori condotte di stalking poste in essere dall’interessato ai danni della sua vittima, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Taranto dr.ssa Vilma Gilli, concordando con il pubblico ministero titolare delle indagini dr. Lanfranco Marazia e con gli ulteriori riscontri investigativi dei Carabinieri, disponeva l’applicazione della custodia cautelare in carcere, in sostituzione degli arresti domiciliari ritenuti non sufficienti ad infrenare la condotta criminosa del soggetto che, pertanto, veniva associato presso la Casa Circondariale di Taranto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

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