L’attuale presidente dell’ Autorità Portuale dello Jonio Giovanni Gugliotti è stato condannato per “calunnia” e “falso giuramento“ dal Gip Maccagnano del Tribunale Penale di Taranto, il quale ha accolto la richiesta di patteggiamento (e quindi ammissione delle proprie responsabilità, per il reato di calunnia in quanto responsabile di aver redatto ed inviato alla procura di Taranto dossier anonimi nei confronti di ben 40 persone,
A non credere alle sue dichiarazioni mendaci e strumentali era stato il pm Francesco Ciardo che aveva coordinato le indagini affidate alla Digos di Taranto guidata dal commissario Paolo Favia. “ll malandrino Pippi” come si firmava Gugliotti, aveva accusato in svaraii esposti Maurizio Cristini, presidente del consiglio comunale di Castellaneta, candidatosi alle ultime elezioni regionali in Puglia in una lista civica a sostegno del candidato governatore Antonio Decaro, proclamato la scorsa settimana a Bari nuovo presidente della Regione Puglia. Gli esposti avevano la curiosa caratteristica di essere numerati, dall’1 all’11, e titolati a seconda della categoria dei presunti reati commessi.

Cristini e la sua famiglia venivano etichettati come un”clan” che secondo Gugliotti avrebbe condizionato la vita amministrativa del Comune di Castellaneta, facendo affari illeciti utilizzando persino presunte fatture false, accuse che alla luce delle approfondite indagini si sono rivelate false e strumentali costituendo una valanga di azioni scorrette, teorema questo rigettato dal pm Ciardo che aveva, ascoltato a suo tempo Gugliotti come persona informata dai fatti in quanto ritenuto l’autore delle denunce, sentendosi rispondere da quest’ultimo che lui aveva trovato le lettere firmate “Pippi Malandrino” nella sua buca per la posta e che si era limitato semplicemente a spedirle alla procura jonica.

Le domande più che legittime che ci sentiamo di rivolgere apertamente alla Corte dei Conti, ed al Ministro Salvini leader della Lega che ha nominato Gugliotti alla presidenza dell Autorità Portuale dello Jonio , il quale come ammesso lui stesso in commissione al Senato ha come unica esperienza in tema di infrastrutture legate al mare, quella di essere in possesso della patente nautica da venti anni, legato e fortemente sponsorizzato dal senatore leghista pugliese Roberto Marti, ed al grande “supporter” della Lega in Puglia, Antonio Albanese titolare di società di smatimento di rifiuti in Puglia, , sono molto semplici :
Si può nominare una persona priva di alcuna competenza specifica come richiede la Legge alla guida di un’ Autorità Portuale ?
Si può retribuire come presidente di un’ Autorità dello Stato, un condannato del genere ?
Dubitiamo di ricevere risposte dai leghisti, e chiaramente non leggerete nulla sulla Gazzetta del Mezzogiorno, quotidiano di cui Antonio Albanese è co-editore al 50%, guidato dal “fedelissimo” Mimmo Mazza . Una ragione in più per capire come questo giornale che vende in edicola appena 5mila copie al giorno (dati ADS) grazie all’ accoppiata con la Gazzetta dello Sport, sopravviva solo grazie ai contributi pubblici sull’editoria, utilizzando una finta società no-profit.





