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8 Febbraio 2023 15:04
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Gianluca Vialli non ce l’ha fatta

La sua ultima intervista: "Sono felicissimo di fare il capodelegazione dell’Italia. Un giorno mi piacerebbe, dopo aver imparato, fare il presidente di una squadra. Farei un sacco di cavolate, però ho anche tante idee e tante cose che vorrei provare a cambiare, per rendere il calcio uno sport migliore”.
di Antonello de Gennaro

L’ex attaccante della Nazionale, Juve, Samp, Cremonese e Chelsea è morto a Londra all’età di 58 anni a causa di un tumore al pancreas contro il quale ha combattuto per oltre cinque anni. Gianluca Vialli aveva annunciato qualche settimana fa tramite il sito della FIGC una propria pausa dall’incarico di capo delegazione degli azzurri. Subito dopo il trasferimento nella capitale inglese (dove l’ex bomber ha vissuto molti anni) da dove è arrivata la notizia che le sue condizioni si erano aggravate. Proprio a seguito di un nuovo acuirsi del suo stato di salute Vialli era stato ricoverato in una clinica della città dove era stato raggiunto anche dalla madre.

La famiglia di Vialli ha reso noto la morte dell’ex campione con una nota“Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli – scrivono –. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori”.

La moglie è sempre stata a Londra, al suo fianco, fino a quando non ha dovuto dirgli addio. Cathryn White-Cooper aveva sposato Gianluca Vialli in gran segreto il 26 agosto 2003, dando poi la notizia delle nozze solo attraverso un comunicato all’Ansa. Si erano conosciuti a Londra, quando lui era un calciatore del Chelsea. Lei, modella di origini sudafricane, era arredatrice d’interni. Si erano sposati nel magico castello di Ashby, a Northampton, ma lo avevano fatto solo davanti ai familiari e a pochi amici intimi. Gianluca di Cathryn si era innamorato subito, ma per conquistarla ha raccontato di averci messo più di quattro mesi. Quell’insistenza però lo ha ripagato con i fiori più belli della sua vita, le due figlie Sofia e Olivia

Con la moglie e le due figlie Vialli ha vissuto sempre lontano dai riflettori, lontani dai social ( un caso più unico che raro). Di Cathryn si sa poco proprio per questo: i genitori vivono in Sudafrica, dove spesso la famiglia è stata per le vacanze di Natale, e ha una sorella gemella. Non ha mai concesso interviste né si è fatta notare a sfilate o serate di gala. Ma quando c’era, era accanto al “suo” Gianluca. Nel febbraio 2019 Vialli aveva ricevuto il premio “Facchetti” e lei era accanto a lui. Si era commossa, sentendogli dire che “la battaglia per la malattia continua e io non mollo“. Lo amava alla follia.

Alle sue figlie ha pensato anche negli ultimi anni di malattia: “Spero di vivere il più a lungo possibile, però mi sento molto più fragile di prima e ogni comportamento mi porta a fare questo ragionamento, cioè: “È la cosa giusta che sto mostrando alle mie figlie?”. In questo senso, cerco di essere un esempio positivo, cerco di insegnare loro che la felicità dipende dalla prospettiva attraverso la quale tu guardi la vita. Cerco di spiegare loro che non devi darti delle arie, devi ascoltare di più e parlare di meno, migliorarti ogni giorno, devi ridere spesso e aiutare gli altri. Secondo me, questo è un po’ il segreto della felicità. Soprattutto cerco di fare in modo che abbiano l’opportunità di trovare la loro vocazione“. 

Vialli è stato uno dei più grandi attaccanti del calcio italiano: tra gli anni ’80 e ’90 ha fatto la storia di questo sport tanto che nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame. Nato a Cremona gioca per quattro anni tra i professionisti con la maglia grigiorossa conquistando nel suo ultimo campionato la promozione in Serie A. Poi passa alla Sampdoria dove indosserà la maglia blucerchiata fino al 1992. Nella prima stagione conquista la Coppa Italia ma la svolta della sua carriera è quando sulla panchina del club ligure arriva Vujadin Boskov che lo schiera da prima punta. Vialli, insieme a Roberto Mancini, forma una delle coppie più iconiche del calcio italiano (“i gemelli del gol”) e con la maglia della Samp i due campioni vincono lo scudetto nella stagione 1990-1991.

Gianluca Vialli ed il suo “amico-fratello” Roberto Mancini

Quell’anno diventa anche il capocannoniere della Serie A con 19 gol. L’anno successivo la Samp riesce anche ad arrivare in finale di Coppa Campioni ma nella finalissima di Wembley vincerà il Barcellona. Proprio lo storico match giocato a Londra sarà l’ultima partita di Vialli con la maglia della Samp: 223 gare e 85 reti. Poi il trasferimento alla Juventus: Vialli arriva in bianconero per la cifra record di 40 miliardi di lire e forma con Roberto Baggio e Fabrizio Ravanelli un tridente stellare. L’anno successivo arriverà alla Juve anche Alessandro Del Piero, aumentando così lo spessore tecnico di una squadra già fortissima.

Vialli alza allo Stadio Olimpico di Roma la Champions League vinta dalla Juventus “italiana”

La prima stagione però, nonostante il trionfo in Coppa Uefa, non è ricca di soddisfazioni (anche a causa di qualche infortunio) mentre quella successiva Vialli si affermerà in maniera totale anche grazie alla guida tecnica di Marcello Lippi. Proprio nella stagione 1994-1995 Vialli conquisterà il suo secondo scudetto e la quarta Coppa Italia. La stagione indimenticabile però è la successiva, l’ultima in bianconero, quando insieme a Del Piero e Ravanelli trascina la Juve al trionfo in Champions League. La finalissima di Roma contro l’Ajax è leggendaria con la Juve che batterà gli olandesi ai calci di rigore. Sarà il suo ultimo match con la maglia della Juve con la quale ha disputato 145 partite e realizzato 53 reti.

Il passaggio al Chelsea

Vialli nell’ultima parte della sua carriera ha giocato in Inghilterra indossando la maglia del Chelsea insieme a Gianfranco Zola e Roberto Di Matteo. Nel primo anno con i Blues conquista la FA Cup e in quello successivo, nel doppio ruolo di giocatore e manager guida il club inglese al trionfo in League CupCoppa delle Coppe (battendo in semifinale il Vicenza di Guidolin e Luiso e in finale lo Stoccarda di Löw).  L’anno seguente il Chelsea batterà il Real Madrid nella finale di Supercoppa Europea e in Premier perderà solo 3 partite classificandosi al terzo posto con 75 punti alle spalle di Manchester United (79) e Arsenal (75). Al termine della stagione Vialli deciderà di ritirarsi dal calcio giocato. Continuerà ad allenare il Chelsea fino al settembre del 2000 prima di essere sostituito da Claudio Ranieri.

La Nazionale: dall’esordio alle “Notti Magiche”

Vialli ha avuto un ottimo rendimento anche con la maglia della nazionale italiana: ha collezionato 59 presenze e realizzato 16 gol. Il suo esordio risale al 16 novembre 1985, a soli 21 anni, nella sfida persa contro la Polonia per 1-0. Bearzot lo convoca anche per il Mondiale del 1986 in Messico mettendo a referto 4 presenze. Vialli diventerà poi uno dei simboli dell’Italia nella gestione successiva, quella di Azeglio Vicini: il 24 gennaio 1987 realizzerà il primo gol in azzurro contro Malta. Partecipa anche agli Europei del 1988 e viene inserito nella squadra del torneo. Il 26 aprile 1989 giocherà contro l’Ungheria la prima partita con la fascia da capitano. Nel 1990, nel mondiale di casa, guiderà, insieme a Roberto Mancini e Roberto Baggio, l’Italia fino alla semifinale poi persa a Napoli contro l’Argentina di Maradona. L’ultima presenza e gol con la nazionale risalgono al 19 dicembre 1992 nella sfida contro Malta valida per le qualificazioni ai Mondiali del ’94 negli Usa.

Dal novembre 2019 era entrato in FIGC come capo delegazione azzurro, al fianco dell’amico fraterno Roberto Mancini suo partner d’attacco ai tempi della Samp . Nella sua ultima intervista con Walter Veltroni sulla Gazzetta dello Sport alla domanda “C’è qualcosa nel calcio che vuoi ancora fare?” aveva risposto: “Sì, è per questo che vorrei vivere ancora per qualche anno almeno, ho tante cose che voglio fare. Sono felicissimo di fare il capodelegazione dell’Italia. Un giorno mi piacerebbe, dopo aver imparato, fare il presidente di una squadra. Farei un sacco di cavolate, però ho anche tante idee e tante cose che vorrei provare a cambiare, per rendere il calcio uno sport migliore”.

Queste le emozionanti parole che Gianluca Vialli rivolse agli Azzurri due giorni prima del trionfo dell’Italia agli Europei 2020 contro l’Inghilterra. Vialli, amico fraterno del ct Roberto Mancini, si dimostrò un punto di riferimento per l’intera squadra durante il torneo: un uomo dotato di grande umanità dentro e fuori dal campo. Vialli, capo delegazione della Nazionale, parlò a tutta la squadra nel centro tecnico di Coverciano, riuscendo a vincere le lacrime. E legge un passo di un discorso del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, “L’uomo nell’arena”.

Parole toccanti che ci sono state restituite dal documentario “Sogno Azzurro, che la Rai ha dedicato al successo della Nazionale. Ecco il testo: L’onore spetta all’uomo nell’arena. L’uomo il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue. L’uomo che lotta con coraggio, che sbaglia ripetutamente, sapendo che non c’è impresa degna di questo nome che sia priva di errori e mancanze.L’uomo che dedica tutto se stesso al raggiungimento di un obiettivo, che sa entusiasmarsi e impegnarsi fino in fondo e che si spende per una causa giusta. L’uomo che, quando le cose vanno bene, conosce finalmente il trionfo delle grandi conquiste e che, quando le cose vanno male, cade sapendo di aver osato.

Adesso Vialli è libero di correre nelle praterie celesti dove incontrerà suoi amici e colleghi, e da dove, ne siamo sicuri, con il suo esempio di esemplare uomo di sport ispirerà tante persone che amano lo sport ed il calcio. Ciao Gianluca ci mancherai.

Il suo ricordo dagli amici ed il mondo del calcio

Il mondo sportivo rende onore a Gianluca Vialli

La notizia della morte di Gianluca Vialli è messa in risalto da un po’ tutti i quotidiani europei. “Il mondo ha perso una leggenda” titola il Sun e di “leggenda” parlano anche il Mirror, la Bild tedesca e il foglio spagnolo As. Il Mundo Deportivo lo indica come “mito del calcio italiano“. Il Daily Mail riassume l’accaduto, ricordando anche il suo passato al Chelsea, e pubblica una foto con la moglie, la modella inglese Catheryn White Cooper. I francesi dell’Equipe danno la notizia della morte e pubblicano sul sito una carrellata di immagini del campione quando era in attività, ricordando l’amicizia «eterna» con il ct Mancini fin dal tempo in cui calcavano il prato palla al piede: “l’Europa piange Gianluca Vialli“, il sottotitolo.

La FIGC ha annunciato, in una nota, che in sua memoria sarà osservato un minuto di raccoglimento prima di tutte le gare in programma nel weekend. I funerali, invece, si svolgeranno lunedì a Londra in forma strettamente privata. 

(ha collaborato Alessia Di Bella)

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