Esiste una nuova Taranto che vuole rinascere con i valori e la bellezza della città.

Esiste una nuova Taranto che vuole rinascere con i valori e la bellezza della città.

di Antonello de Gennaro

Taranto non è solo il “mostro” (cioè l’ ILVA), a Taranto non ci sono solo ciminiere (ENI, Cementir) , Taranto è la città che vuole e può tornare ai fasti di un tempo, la città che non si vuole rassegnare alle logiche del “ce me ne futt a mè !” che ci ha condotto lungo il corso degli ultimi vent’anni verso la crisi totale che vive la città ed i tarantini. In realtà vi è, esiste anche una parte sana della città e della sua provincia, che ha già iniziato il conto alla rovescia per un riscatto sociale, economico, politico, con nuove iniziative, progetti e sopratutto voci fuori dal coro (e se permettete noi ne siamo una valida testimonianza).

In alcune componenti della città si respira una nuova aria, ed è un valido e rappresentativo esempio la Città Vecchia, dove un gruppo di giovani talenti organizza ogni anno degli eventi , delle manifestazioni che coinvolgono non solo tutta la città e la provincia, ma vedono anche la crescente presenza di turisti piacevolmente colpiti dalla ricerca di nuove bellezze e culture.

Un valido esempio è il progetto associativo “Made in Taranto” che si prefigge lo scopo di promuovere e diffondere un nuovo modello di sviluppo economico, non più basato sull’ assistenzialismo statale (come è sempre accaduto a Taranto)  ma bensì imperniato sui concetti della sostenibilità ambientale, della eco-compatibilità e delle reti di imprese. Nella sua presentazione online, l’associazione “Made in Taranto” si propone di “aggregare le tante aziende, negozi e professionisti operanti in Taranto e provincia che, supportando progetti innovativi, sono dichiaratamente orientati al cambiamento“. In questo modo scrive l’associazione Made in Taranto sul loro sito ” cominceremo a diffondere l’idea di un tessuto produttivo unito nel tentativo di emergere da una tradizione caratterizzata da sole grandi industrie“.

Grazie a “Made in Taranto” abbiamo scoperto un’iniziativa dell’ associazione Selva Cupina  nata  a San Giorgio Jonico , in provincia di Taranto, le cui radici provengono dalla tradizione e  ricerca storico-musicale della provincia ionico-salentino. Il presidente, Aurora Abatemattei, e i 4 componenti del gruppo, Natascia , Tony e Maikol, si prefiggono di portano avanti la loro passione riproponendo i brani che caratterizzano le nostre radici culturali, dallo Jonio al Salento,  per arrivare al Gargano, con pizziche, tammurriate, stornelli e tarantelle per la riscoperta dei suoni e delle voci della nostra cara e amata Terra Puglia.  Il video che vedete di seguito è stato realizzato a cura di Cataldo Albano:

E allora, cosa c’è di più bello che danzare su questa grande rivoluzione culturale in cui convergono nuove sensibilità, colori, armonie ed energie? E’ proprio la danza a raccontare al mondo queste struggenti emozioni che possono essere colte passeggiando tra le note di felicità di una Taranto che vuole ripartire, costi quel che costi. E’ la danza infatti lo strumento scelto dall’associazione Selva Cupina per raccontare il bello di questa città, con le sue contraddizioni, le sue tradizioni, i suoi valori. Una danza speciale, talmente speciale da averne fatto subito un videoclip perchè il mondo finalmente sappia quanto di bello sta accadendo qui.

Ecco, questa è la Taranto che vogliamo, una città che la smetta di sfogare solo rabbia, di lamentarsi, di piangersi addosso, di bere una birra per moda credendola tarantina, quando invece è di proprietà sudafricana, prodotta ed imbottigliata a Roma . Taranto deve diventare una nuova città, i cui cittadini diventino protagonisti del cambiamento, che può prendere luce anche senza l’assistenzialismo dello Stato, e senza l’indotto industriale siderurgico. Abbiamo molti esempi da imitare. Si, da imitare, perchè prendere spunto da chi ha saputo fare di meglio non deve essere squalificante, ma un incentivo a fare di meglio e di più.

CdG festival martinaGuardiamo a Matera, guardiamo allo sviluppo turistico del Salento, e prendiamo esempio da chi è stato capace di fare meglio di noi. Non a caso anche a Lecce e Matera non ci sono aeroporti, ed arrivarci in treno dal centro nord è una vera e propria odissea. Un altro buon esempio viene anche dalla Valle d’ Itria sempre più visitata ed apprezzata dai turisti di mezzo mondo, nonostante sia senza stazioni ed aeroporti vicini.

Quindi gli imprenditori, operatori economici, commercianti di Taranto se vogliono possono farcela e dimostrare di non essere solo buoni a criticare e lamentarsi accampando sempre scuse e giustificazioni delle volte a dir poco patetiche. E’ arrivato il momento del “fare“. Senza se e senza ma. Bisogna fare qualcosa e sopratutto per le nuove generazioni, per le prossime, per quei bambini che meritano una vita migliore.

Furnari e Labriola i due

Furnari e Labriola i due “truffatori” elettorali eletti con il M5S

Così come è arrivato il momento di cambiare passo, di formare una nuova generazione politica, diversa da quella attuale buona solo ad andare a braccetto con pseudo imprenditori, che l’ amico Francesco Divella  noto imprenditore nel settore alimentare,   ex presidente della Fiera del Levante ed  ex-deputato, chiama “prenditori” di commesse e denaro pubblico, denaro che viene ancora oggi destinato in parte a finanziare le attività politiche (e non solo…) del “protettore” di turno.

Questa gente deve andarsene a casa, così come la città di Taranto ed i suoi cittadini-elettori deve smettere di fare ponti d’oro (che poi si dimostra non esserlo) ai “forestieri” di turno come la Sen. Finocchiaro (Pd) che calano nella nostra provincia ad estorcere la fiducia dei tarantini per i propri fini elettorali e poi svanire nel nulla. Così come la città deve smettere di credere ai soliti capi-popolo e qualunquisti che si annidano in alcune associazioni ambientali o in movimenti politici.

Schermata 2014-09-07 alle 14.39.50E parlo di alcune persone come gli on. Furnari e Labriola, eletti con il Movimento 5 Stelle con la promessa di accontentarsi di 2.500 euro al mese , salvo poi mettersene in tasca più di 15 mila euro al mese ! E la Labriola si era presentata precedentemente alle elezioni amministrative per il Comune di Taranto prendendo solo 1 voto !

CdG bari notte biancaTaranto può e deve cambiare da sola, senza le proteste (ridicole) in piazza della Confindustria di Taranto, senza le feste stradali ed in piazza della Confcommercio di Taranto che servono solo a fare incassare bar e ristoranti del centro. Anche in questo caso un buon esempio di creatività, di organizzazione, di impegno “privato” viene dalle feste in bianco organizzate a Bari e persino nella nostra provincia a Castellaneta.  Senza soldi pubblici.

Forza Taranto, dimostra di esserci, rialzati. Credici. Niente è impossibile.

image_pdfimage_print
Please follow and like us:
error

Ti piace il Corriere del Giorno ? Fallo sapere !

Open chat
1
Vuoi contattare la nostra redazione ?
Ciao, vuoi contattare la nostra redazione ?