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25 Settembre 2026 14:25

Emilio Fede si salva dal carcere, sconterà la condanna ai domiciliari

Il giornalista era stato condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi di detenzione per il "caso Ruby bis". Per i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano mandare in prigione un 88enne con problemi di salute "andrebbe contro il senso di umanità".

MILANO – Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, ha accolto una delle istanze dell’avvocato Salvatore Pino, stabilendo che  Emilio Fede, 88 anni, condannato lo scorso aprile in via definitiva a 4 anni e 7 mesi può scontare la pena in “detenzione domiciliare” . Nella loro decisione i giudici osservano che Fede, per il quale era già stato sospeso l’ordine di carcerazione, è sofferente di “alcune patologie” e pertanto la detenzione in carcere “andrebbe contro il senso di umanità“. Ed alla sua età da detenuto sarebbe sottoposto a “una enorme sofferenza superiore certamente a quella che inevitabilmente consegue a ogni regime detentivo“.

Fede aveva ottenuto la sospensione dell’ordine di carcerazione dalla Procura generale milanese,  con differimento della pena in attesa che il Tribunale di Sorveglianza si esprimesse sulla richiesta di detenzione domiciliare, misura alternativa che può essere concessa a Fede  perché ha più di 70 anni e peraltro il reato do cui deve rispondere a seguito della sua condanna non è ostativo. Nell’istanza la difesa aveva esposto anche dei motivi di salute per i quali Fede aveva chiesto al giudice di poter stare nella casa della moglie a Napoli. Emilio Fede quando la parte rimanente della pena arriverà a 4 anni, potrà chiedere anche l’affidamento in prova.

Il giornalista ex-direttore del TG4 si è sempre proclamato innocente rispetto al reato di “favoreggiamento della prostituzione” per le serate a luci rosse nella villa San Martino di Silvio Berlusconi ad Arcore, ad aprile aveva anche annunciato la sua intenzione di presentare la domanda di grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per l’ avvocato Salvatore Pino suo difensore, il reato per cui è stato condannato, la vicenda più in generale e le condizioni dell’ex direttore sono tutti elementi per i quali “ha un senso” la richiesta di grazia che se accolta estingue la pena.

L’ex direttore del Tg4 sconterà la pena nella sua casa a Segrate. La Sorveglianza gli ha imposto una serie di prescrizioni: potrà uscire  solo per quattro ore al giorno dall’abitazione, tra le 10 e le 12 e tra le 16 e le 18, oltre che per “comprovati motivi di salute“. Non potrà frequentare pregiudicati (quindi non potrà incontrare il suo ex-amico Silvio Berlusconi) e “dovrà adoperarsi per quanto possibile al risarcimento del danno” alle vittime.

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