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3 Dicembre 2022 07:49
3 Dicembre 2022 07:49

Emergenza gas. Il ministro Cingolani rassicura: “Per l’inverno siamo coperti”

Il ministro della transizione ecologica: "Distinguerei i timori legati ai costi dai timori sulla quantità. In questo periodo "in Italia stiamo trasportando" gas all'estero, per cui "la situazione, a livello di quantità, non è complessa"

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, intervenendo alla trasmissione “1/2hInPiu’‘, condotta da Lucia Annunziata, parlando sul tema del gas ha detto: “In questo momento distinguerei i timori legati ai costi dai timori sulla quantità, in quanto in questo periodo in Italia stiamo trasportando gas all’estero, per cui la situazione, a livello di quantità, non e’ complessa, lo è però a livello di costi“.

Nello specifico il ministro ha sottolineato che in questo momento “stiamo esportando verso Austria e Germania tra i 18 e i 20 milioni di metri cubi, e poi ci sono 40 milioni di metri cubi per gli stoccaggi“. Aggiungendo che a livello di stoccaggi “abbiamo preso un impegno europeo di arrivare a fine ottobre al 90% e noi ci siamo arrivati a fine settembre, e ora puntiamo ad aumentarli“. Secondo il ministro questo livello “ci permetterà di avere più flessibilità per questo inverno“.

Pertanto in questo momento, ha sottolineato il ministro, la situazione attuale “ci porta a simulazioni in cui noi abbiamo un inverno ‘coperto’, al netto di eventi catastrofici come ad esempio un clima molto rigido“, senza tralasciare il fatto che attualmente “i flussi di gas continuano ad arrivare“.

A livello europeo, ha detto ancora il titolare della Transizione ecologica, in merito alle quotazioni del gas “l’ipotesi su cui si lavora sarebbe quello di indicizzare il prezzo del gas venduto in Europa agganciandolo a piattaforme più stabili” rispetto al Ttf di Amsterdam. Attualmente, ha sottolineato il ministro “stiamo pagando delle bollette impossibili anche perché le quotazioni del gas sono fatte al Ttf di Amsterdam che non è connesso alla domanda e all’offerta di gas”, mentre “ci sono mercati a livello globale ben più grandi e stabili di Amsterdam“, per cui “l’ipotesi è di indicizzare il prezzo del gas agganciandolo a piattaforme più stabili, come avviene per esempio con il Brent“.

“Nei prossimi 2-3 giorni invieremo a Bruxelles decine di linee concordate con altri paesi e attenderemo la decisione della Commissione”, ha concluso Cingolani.

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