Emergenza CoronaVirus: parte la Fase 2: divieti e riaperture

Emergenza CoronaVirus: parte la Fase 2: divieti e riaperture

Spostamenti tra Regioni “solo per casi urgenti”, no all’attività ludico-ricreativa all’aperto, mascherine fortemente raccomandate in tutti i contatti sociali

ROMA – “Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità“, si legge nel testo del decreto sulla fase 2 dell’emergenza CoronaVirus, “ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza“.

DPCM-26aprile2020

Sono solo alcune delle norme contenute nel testo del decreto sulla fase 2 dell’emergenza CoronaVirus, annunciato dal presidente del Consiglio il 26 aprile 2020.  Le disposizioni del nuovo Dpcm per la Fase 2 saranno valide dal 4 al 17 maggio 2020. Alle imprese che potranno riaprire dal 4 maggio sarà consentito preparare la ripartenza con “attività propedeutiche” a partire dal 27 aprile.  Ecco la lista delle attività che possono riaprire il 4 maggio, con i relativi codici Ateco:  

Ateco-doc-4-maggio

Il Dpcm del governo entra in vigore il 4 maggio 2020 e riguarda la «fase 2» del contagio da CoronaVirus. Ecco che cosa si potrà fare, che cosa rimane vietato — e che cosa, al momento, rimane poco chiaro. Per queste situazioni dubbie, spiegano fonti vicine al governo, gli esperti sono al lavoro: “Saranno chiarite prima dell’entrata in vigore del decreto“.

Ci si può spostare all’interno della Regione? 
Sì, ma solo per quattro motivi: lavoro, urgenze, motivi di salute, visite ai congiunti. Il testo del decreto spiega che “sono consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute” e — novità rispetto alla fase 1 — “si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti” , purché “venga rispettato il divieto di assembramento” (insomma: niente feste tra parenti) e “il divieto interpersonale di almeno un metro“, e “vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie“. 

Chi sono i congiunti?
La definizione “da vocabolario” è, semplicemente, “familiari“. L’interpretazione del governo è: figli, genitori, nonni, nipoti, cugini.

I fidanzati rientrano tra i congiunti?
Nel decreto non se ne parla nel dettaglio, ma l’interpretazione fornita da Palazzo Chigi è che “le coppie di fatto, i fidanzati e gli affetti stabili vengono assimilati ai congiunti“. Il Governo sta comunque valutando se fare una pagina con le risposte alle domande più frequenti per chiarire anche questo punto.

Posso fare una cena tra amici?
La risposta, purtroppo, è al momento negativa: non si può fare. Una cena tra amici non rientra infatti tra i motivi considerati validi per gli spostamenti. 

Se sono in una Regione diversa da quella dove risiedo posso tornare a casa?
Sì, il rientro presso il domicilio o il luogo di residenza è sempre consentito. Si deve fare la quarantena soltanto se previsto dalle ordinanze regionali.

Se sono all’estero posso tornare a casa? 
Sì, ma devo rimanere 14 giorni in quarantena.

Per gli spostamenti devo compilare l’autocertificazione?
Sì, rimane sempre l’obbligo di giustificare lo spostamento.

Si può andare nelle seconde case ? 
No, perché non rientra nei quattro motivi di urgenza.

Si può andare a passeggiare ? 
Sì, anche lontano da casa. Nel decreto si legge che è consentito “svolgere individualmente o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti attività sportiva o attività motoria, purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività“. 

I parchi saranno aperti?
Sì: ma “l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici», si legge nel decreto, “è condizionato al rigoroso rispetto” del divieto di assembramento e “della distanza di sicurezza interpersonale di un metro”. Le aree attrezzate per il gioco dei bambini restano comunque chiuse; i sindaci potranno disporre temporanee chiusure di specifiche aree in cui non è possibile assicurare il rispetto della distanza di sicurezza e del divieto di assembramento.

Posso fare il bagno in mare? 
Chi è residente in un posto di mare può fare il bagno, chi vive in montagna può passeggiare nei boschi.

Si possono portare i bambini dai nonni?
Sì, ma bisogna tutti rispettare la distanza di sicurezza e indossare la mascherina.

Posso fare sport all’aperto? 
Sì, anche lontano da casa: ma sempre da solo, oppure in due ma mantenendo la distanza di due metri. Posso farlo anche nei parchi.

Posso andare in bicicletta? 
Sì, rientra negli sport all’aperto.

Posso allenarmi nei centri sportivi? 
No, i centri sportivi sono chiusi fino al 18 maggio 2020.

Quando riaprono le palestre?
La data non è stata ancora fissata e sarà decisa dopo aver ricevuto il parere del Comitato tecnico scientifico. Nel decreto si dice solo che le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali restano sospese.

Quali negozi riaprono il 18 maggio? 
Soltanto quelli al dettaglio. Rimangono chiusi centri commerciali e mercati rionali, salvo quelli che vendono generi alimentari.

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