Ecco cosa fanno i deputati pugliesi in Parlamento

Ecco cosa fanno i deputati pugliesi in Parlamento

Uno studio che riguarda la XVII Legislatura che va da marzo 2013 a novembre 2015. Attraverso elementi quantitativi e qualitativi aè stata valutata l’azione di deputati e senatori per rilevarne l’efficacia. Il MiniDossier contiene analisi sulle dinamiche di funzionamento delle Camere e classifiche su parlamentari e gruppi. 

E’ interessante analizzare attraverso il portale OpenParlamento l’attività dei parlamentari  pugliesi a Roma. L’indice di produttività infatti vine calcolato attribuendo a ciascun parlamentare un valore numerico per ogni atto presentato in parlamento o di cui è stato relatore. Per ogni atto si prende in considerazione: la tipologia, il consenso ricevuto, l’iter e la partecipazione del parlamentare ai lavori. Da notare per quanto riguarda i deputati eletti a Taranto, il bassissimo indice di attività dei due rappresentanti, selezionati, candidati e votati dal Movimento 5 Stelle, e cioè Alessandro Funari ( classificatosi al 598° posto  su 630) e Vincenza Labriola (piazzatasi 332° su 630) , i quali  dopo aver preso per i fondelli gli elettori con lo spot-truffa  elettorale di Beppe Grillo ( ricordate ? “I nostri deputati prenderanno solo 2.500 euro di stipendio“) sono passati al gruppo Misto incassando completamente i circa 20 mila euro al mese.

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Nel confronto fra i deputati eletti a Taranto, l’ on. Michele Pelillo (Pd) ha raggiunto la percentuale più alta , con il 78,26% di presenze, contro il deputato del centro destra Gianfranco Chiarelli, eletto dal PdL e successivamente migrato nel movimento Conservatori & Riformisti che fa riferimento all’europarlamentare salentino Raffaele Fitto, con una percentuale del 69,57 % di presenze. Un dato significativo considerando gli incarichi dell’on. Pelillo, che è stato prima vice presidente delle Commissione Finanze e successivamente eletto capogruppo del Pd nella stessa Commissione rinunciando al precedente ruolo. Discreta anche la presenza dell’ on. Vico, rientrato in Parlamento dallo scorso marzo 2015, che ha una percentuale (92,50%) molto alta, ma dato il breve periodo di presenza parlamentare non è stato classificato.

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L’ indice di produttività non prende in considerazione il lavoro, anche rilevante, che alcuni parlamentari svolgono per gli incarichi necessari al funzionamento della macchina politica e amministrativa del Parlamento (Commissioni, Gruppi, Comitati, Giunte, Collegi e Uffici di Camera e Senato). Per la spiegazione dettagliata dei criteri di valutazione del nuovo indice di produttività vai qui.

Con assenza si intendono i casi di non partecipazione al voto: sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione. Purtroppo attualmente i sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’altro. I regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell’assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l’assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute.

Attraverso elementi quantitativi e qualitativi è stata valutata  l’azione di deputati e senatori per rilevarne l’efficacia. Il MiniDossier contiene analisi sulle dinamiche di funzionamento delle Camere e classifiche su parlamentari e gruppi. Nel 2011 la pubblicazione dell’Indice rispondeva all’esigenza di introdurre elementi qualitativi nella valutazione dell’attività dei rappresentanti dei cittadini italiani.Gli aggiornamenti apportati mantengono l’impianto originario cercando al tempo stesso di cogliere le novità, politiche ma anche procedurali, avvenute con il susseguirsi di Esecutivi sostenuti da larghe intese.  Dei quasi 1.000 fra deputati e senatori quelli che riescono veramente ad influire sui processi parlamentari non arrivano a 100. Molte volte non bastano impegno e presenza costante, quello che veramente conta è presidiare ruoli politici – ad esempio capogruppo – o istituzionali – ad esempio presidenza di commissione – che regolano l’agenda dei lavori e  definiscono le priorità. Questo MiniDosser offre una sintesi dell’attività istituzionale dei parlamentari con l’intento di incentivare dinamiche più profonde di confronto fra politici e cittadini. Viene illustrata nel dettaglio la metodologia adottata e rilasciamo i dati che abbiamo usato per le elaborazioni. Al tempo stesso, chiediamo alle istituzioni un impegno ad aprirsi e fornire maggiori informazioni necessarie per più approfondite analisi. Per la stesura di questo rapporto sono stati analizzati gli atti parlamentari da inizio Legislatura al 30 Novembre 2015.

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