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20 Febbraio 2026 19:34

Dopo i rilievi del Quirinale salta la “norma Lotito” per prolungare i diritti tv a Sky e Dazn

Semaforo rosso dal Quirinale all'emendamento che avrebbe prolungatro la validità dell'attuale accordo per la trasmissione delle partite della serie A fino al 2026. Dietro lo stop le perplessità del Colle e i malumori nella maggioranza per l'eccessivo protagonismo del presidente della Lazio

Esclusa dal  decreto Milleproroghe la norma Lotito . Il governo si avvia a stralciare la proroga, fino al 2026, dei diritti tv del calcio per Dazn e Sky, che figura all’interno del decreto atteso martedì pomeriggio nell’aula del Senato.  La norma ha origine da un emendamento, che porta come primo firmatorio il senatore di Forza Italia e presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito, che giovedì scorso era stata approvata dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di palazzo Madama.

Nel testo dell’emendamento si legge:Ove sussistano ragioni economiche i contratti di licenza per i diritti tv del calcio possono essere prorogati per il tempo necessario” e comunque non oltre la durata complessiva di cinque anni. I diritti tv della serie A, legati a un contratto triennale (2021-2024), scadono l’anno prossimo; la norma ne proroga la validità fino al 2026. La misura modifica la previsione sui contratti dei diritti tv contenuta nella legge Melandri e arriva nei giorni in cui i vertici della Lega di serie A si sono detti quasi pronti per il via libera al nuovo bando, relativo al periodo 2024-2026. 

L’ipotesi più accreditata è un emendamento soppressivo in aula. Ad indurre l’esecutivo a cancellare la norma Lotito sono stati i rilievi del Quirinale, che negli scorsi giorni ha posto questioni, di merito e di metodo, sulla norma. Ma ci sono anche ragioni interne alla maggioranza: dentro Fratelli d’Italia sono molti i mal di pancia per quello che viene definito generosamente…”un eccessivo protagonismo” di Lotito.

Nelle valutazioni del governo sono ristretti anche i tempi parlamentari: il decreto “Milleproroghe” deve essere convertito entro il 27 febbraio. Dopodichè, una volta approvato al Senato, passerà alla Camera e l’obiettivo è quello di chiudere l’iter con questo secondo passaggio. Ecco perché la questione dei diritti tv del calcio sarà affrontata a Palazzo Madama e non a Montecitorio: se, infatti, il testo fosse modificato alla Camera, allora dovrebbe ritornare al Senato in terza lettura, rendendo quasi impossibile la conversione entro i termini previsti. 

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