di Veronica Ursida
Mentre i milanesi sono impegnati nelle loro attività di vita – casa, metro tram e, lavoro, – molti non si sono resi conto che è nata una città nella città. Il Villaggio olimpico realizzato da Coima, Covivio e Prada Holding, si sta popolando . Il villaggio si sta popolando di atleti ma è chiuso al mondo dei curiosi. Le sei palazzine costruite accanto ai binari della stazione di Porta Romana, e destinate a diventare residenze universitarie al termine della rassegna, accoglieranno 42 delegazioni in 1.154 camere. Per quanto riguarda il progetto Parco Romana, è anch’esso allineato con i parametri previsti dal Pnrr, in quanto segue le linee guida di transizione ecologica, digitalizzazione, inclusione sociale e territoriale, e ambisce ad essere un riferimento di sostenibilità nella riqualificazione urbana. Tra gli elementi distintivi del Masterplan, si evidenziano un parco centrale, una ‘foresta sospesa’, su cui è in corso la valutazione di fattibilità tecnica ed economica, nonché piazze pubbliche ed eco-zone, cioè corridoi verdi che potranno ospitare attrezzature di interesse pubblico (sportive, aree bambini, orti urbani).

A guidare la visita negli ambienti azzurri sono il vice capo missione Enzo Bartolomeo, e l’ addetto stampa Filippo Consales,, che fanno da ciceroni agli ospiti ammessi in via straordinaria . Le camere sono in attesa di essere occupate completamente e gli ambienti comuni, fino al quartiere operativo della missione, dove oltre al maxischermo per non perdere un istante delle gare c’è già pronta la lavagna dove aggiornare il medagliere dei singoli sport.
Il Villaggio ha un’architettura aperta che consentirà la permeabilità e l’integrazione con l’area circostante. Sarà un villaggio a impatto zero, rappresentando un modello per i criteri Esg (Environmental, social, governance). Il disegno è dello studio di architettura americano Skidmore, Owings & Merrill – Som, che ha vinto il concorso tra 71 studi di 9 Paesi. il Villaggio Olimpico sarà trasformato (si parla di soli 4 mesi dalla fine dei Giochi) in student house, residenze, co-working, servizi privati di interesse pubblico e spazi pubblici. “Il Villaggio Olimpico – ha dichiarato durante la conferenza stampa il sindaco di Milano Giuseppe Sala – è un progetto moderno e a impatto zero. Tutto il progetto è il simbolo dello sviluppo immobiliare legato alla rigenerazione urbana che sta portando avanti la città e che riguarderà soprattutto il sud di Milano. Sono convinto che, malgrado questo periodo di pandemia, Milano tornerà ad essere quella di prima, anzi meglio di prima”. Plauso anche da parte di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, che ha ricordato che le Olimpiadi creano più di 36mila posti di lavoro e 4,3 miliardi di euro di valore aggiunto.

A poche ore dall’inaugurazione, quando la tensione per le gare è ancora lontana, sotto uno scroscio di pioggia e l’altro gli atleti approfittano per farsi il selfie col simbolo dei Giochi sullo sfondo: cinque cerchi in versione gigantesca. Dentro questo villaggio si vivranno momenti da raccontare e, a differenza dei colleghi delle altre città, gli atleti presenti a Milano potranno sfruttare l’unico luogo con tutti i crismi del villaggio. Per gli altri invece la scena sarà diversa: in Valtellina e ad Anterselva si vive negli hotel, mentre a Cortina sono stati realizzati dei moduli abitativi temporanei , anche se le sciatrici Goggia, Brignone e compagne alloggeranno in albergo), a Predazzo nella caserma della Guardia di Finanza. Dopo tre ore a zonzo e un pieno di atmosfera olimpica occorre riconsegnare il badge: il tuffo nella vita da atleta è stato breve, ma intenso. Saranno 25mila i posti letto negli hotel che verranno predisposti durante le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 per accogliere tutta la famiglia olimpica, ovvero lo staff degli atleti, i medici, gli addetti e il personale di supporto. Gli hotel sono stati selezionati a Milano, in Valtellina (dove verranno creati nuovi collegamenti viari e ferroviari con il capoluogo lombardo), a Cortina d’Ampezzo, in Val di Fiemme e a Bolzano.

Si tratta di un progetto che non solo guarda all’evento sportivo, ma che intende lasciare un’eredità duratura al territorio e ai cittadini. ll Villaggio nasce come esempio concreto di riqualificazione a impatto zero. L’intervento ha richiesto appena trenta mesi di lavori e ha visto il coinvolgimento esclusivo di imprese italiane. La sostenibilità è stata la stella polare del progetto: impianti fotovoltaici integrati e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile permetteranno di ridurre al minimo l’impatto ambientale, segnando un precedente importante per opere di questa portata.

Le stanze
Il Villaggio come detto diventerà uno studentato quindi stanze da universitari. I posti letto sono 1.700 per 42 delegazioni, per ogni atleta ospite predisposte lenzuola, asciugamani, un beauty per una toilette ambiziosa con stampata la scritta “Faster, Higher, Stronger – Together”, prese multiple alle pareti, ma anche estintori. Ogni bagno ha il bidet, oggetto non conosciuto da qualche atleta.


Il letto
Il letto alle Olimpiadi fa sempre discutere. È duro, morbido, di cartone (come quelli delle Olimpiadi di Parigi) ? A Milano, al momento è tutto al suo posto. Comodini, armadi (contenenti stendino, panno cattura polvere e ciabatta multipresa per caricare smartphone, pc e tablet). Il materasso è personalizzabile , avendo tre parti assemblabili e personalizzabili da ogni atleta. Margherita Ostoni, atleta azzurra dell’hockey, pur vivendo a Milano, non torna a casa a dormire, e spiega: “Io ho problemi alla schiena ma su questi letti dormo benissimo”. Finalmente nei bagni sono presenti i bidet, gradita novità rispetto alle precedenti edizioni. sopratutto quelle di Parigi. Atleti americani e asiatici lo inquadrano con sospetto e meraviglia: «Credo che sia tempo di rispondere alla domanda che tutti si fanno», scherza pattinatrice artistica su ghiaccio britannica Phebe Bekker mostrando il bagno, mentre i commenti dei fan italiani esplodono tra l’ironia e l’istruzione all’uso. Sì, il bidet in Italia è un must e, tra curiosità e sorpresa, la scelta pare azzeccata.


La mensa – ristorante
Per gli atleti che hanno sempre fame preparate due mense per 3.400 pasti giornalieri : quotidianamente vengono cucinate 450 chili di pasta e 3.000 uova . La sala ristorante gli per staff ed i volontari è una stanzone anonimo triste, la sala per gli atleti è paragonabile ad un ristorante. Il menu interessante : straccetti di fesa di tacchino stufati, nasello olio e limone, grana, bocconcini di mozzarella, mais dolce, pizza. Predisposto una zona per i vegani, ed una anche per i celiaci. Per gli ospiti autorizzati ad averne accesso previsto un ticket accessibile, considerati i prezzi di Mlano: solo 37 euro.

La fisioterapia
Nella zona della fisioterapia, lo staff medico coordinato da Maria Rosaria Squeo si muove tra lettini e dispositivi per ecografie, onde d’urto e laser, mentre all’ultimo piano campeggia la lounge: una stanza curata nei dettagli e raffinata negli interni, con divani, poltrone, tavoli e lampade per la lettura, macchina del caffè, paniere con gli snack e un originale, almeno nei colori, calcio balilla. Chi vuole potrà farsi personalizzare il materasso, rivolgendosi al fornitore, l’azienda giapponese Airweave, che in pochi attimi allestirà il prodotto su misura.


Accesso agli ospiti
Si può entrare al Villaggio olimpico? Solo se invitatì, dotati di permessi speciali. Ma non si può dormire. . Aggirandosi per le strade del Villaggio, ci si imbatte tante facce conosciute. Gli atleti azzurri di hockey, pattinaggio velocità, pattinaggio di figura e short track ci sono quasi tutti, compresa Arianna Fontana. Ma anche gli americani, big inclusi: Jordan Stolz, un vero fenomeno del pattinaggio velocità, è sempre in giro.
La geopolitica nei palazzi
Le vari nazionali hanno appeso scritte, sigle o bandiere alle finestre . Alzando lo sguardo sembra di sfogliare un atlante sulle pareti di cemento e vetro. Nessuna divisione “politica anche Stati Uniti e Danimarca non confinano, così non litigano come Trump sulla Groenlandia. La rappresentativa israeliana ha una sola atleta a Milano. Non compare la palazzina della Russia in quanto i russi partecipano come Atleti Individuali Neutrali. Non si vedono al momento bandiere ucraine e dall’organizzazione spiegavano che non ci sono divieti geografici. All’ingresso il Muro della tregua olimpica, firmato dalla presidentessa del Cio Kirsty Coventry e dai vari ospiti istituzionali.

L’Italia : quattro piani per 77 atleti
L’Italia è un mondo a parte perché ha un edificio personalizzato con la scritta “Italia Team”, senza alcun dubbio il più elegante: 77 atleti occupano dal quarto al settimo piano, ed hanno come condomini nello stesso stabile le rappresentanze degli atleti australiani, austriaci e slovacchi . Molte stanze sono doppie, ma anche singole . Ai piani presenti sale per fare cyclette, una stanza medica, una lounge con elegantissimo calcio balilla trasparente. Molto bello il medagliere componibile .

La palestra
Ma quando gli atleti non dormono, come vivono il Villaggio? La palestra allestita da Technogym è sempre aperta e non si prenota: chi arriva prima, si accomoda senza fare la fila. I macchinari e le attrezzature sono illimitate ed utilizzabili anche di notte per eventuali atleti sonnambuli che tengono al loro benessere fisico. Assistenza medica garantita da un distaccamento dell’ Ospedale Niguarda, mentre in vista delle Paralimpiadi si sta allestendo anche l’ambiente per la manutenzione delle protesi degli atleti paraolimpici.
Le tentazioni
Chi invece volesse fare amicizia di notte può recarsi nelle aree comuni e conoscere altri atleti . Per serate più leggere e distensive, presenti ed utilizzabili videogiochi, calcio balilla, air hockey e distributori gratuiti. Una Coca Cola (sopratutto se Zero zuccheri) non si nega a nessuno, basta non raccontarlo al proprio nutrizionista. Chi vorrà rifarsi il look potrà approfittare della poltrona del barbiere.
Religione per tutti
Nel Villaggio c’è una sala di preghiera multiconfessionale, senza distinzione tra le differenti religioni. Interessante anche una “mind zone” (zona del pensiero) per la meditazione e una specie di igloo costruito da una marca di birra dove, al mattino, si fa yoga.
La cabina per le elezioni al Cio
La cosa più curiosa vista al Villaggio è sicuramente il seggio elettorale. Infatti ci sono da rinnovare i rappresentanti degli atleti al Cio e, all’ingresso della sala mensa, è possibile votare nel segreto della cabina elettorale. I candidati compaiono sui manifesti elettorali presenti in tutte le palazzine.









