DeadPool: Il gioco personale del mercenario chiacchierone

DeadPool: Il gioco personale del mercenario chiacchierone

di Paolo Campanelli

Come ogni supereroe che si rispetti, Deadpool (nome di battesimo Wade Wilson) è comparso in vari videogiochi, per poi avere un titolo tutto suo. O almeno, questo è quel che dice lui. Dopo essere stato contattato (più volte) dalla HighMoonStudious per fare un gioco, Deadpool finalmente decide di alzarsi da quella sua poltrona e di mettersi al lavoro; quando un semplice lavoro di assassinio viene interrotto da Sinistro, vecchia conoscenza degli X-men, e dai suoi Marauders. Di li comincia un capitolo di vendetta, battutacce e, secondo Cable (un mutante proveniente dal futuro e amico di lunga data di DP) di lotta per il futuro del mondo. O qualcosa del genere.

Il gioco è un mix tra avventura e picchiaduro, le aree di gioco sono varie ma non largamente esplorabili; spesso, infatti, il giocatore sarà guidato come in un corridoio dal punto A a quello B, con relativamente poche (seppur molto divertenti) variazioni; di tanto in tanto il giocatore dovrà affrontare sezioni Platform o risolvere dei semplici enigmi. Il combattimento vede Wade alle prese con l’esercito dei cloni di Sinistro, molti in possesso di poteri ispirati a vari personaggi del mondo mutante come Tempesta, Blob e Havoc, contro i quali verranno utilizzate le fide katane, pistole, mitragliatrici, granate, martelli, combo e supermosse sbloccate utilizzando punti ottenibili giocando. Deadpool può inoltre usare il teletrasporto (trucco classico, cortesia dell’amico Weasel) e di rigenerare dalle ferite dato un momento di calma

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La grafica, pur non essendo il massimo della gamma, è comunque molto inspirata, con degli scorci molto belli nelle aree all’aperto e con una grande attenzione allo sventramento, costante nel mondo di Deadpool, e su di Deadpool: subire danni, infatti, lascerà segni sul corpo di Wade, arrivando a mostrare ossa scoperte e sangue sgocciolante man mano che i danni aumentano; anche solo rigenerare lascia la pelle visibile, per chi è meglio evitare i danni in assoluto

 Punto di forza del titolo è come viene presentata la trama, molto spesso attraverso la mente malata di Deadpool al punto tale di distorcere la realtà, con citazioni a raffica, non-sense a profusione e umorismo di lega varia- Oltre alla storia, sono presenti una serie di sfide, principalmente di combattimento, al completamento delle quali il giocatore riceverà dei costumi speciali da utilizzare all’interno delle sfide stesse (il tutu è un classico sempre alla moda), ma non nella modalità storia

 Nonostante la grande “Deadpoolità”, il gioco in sé convince poco. Il contenuto scaricabile, per 3 euro, contiene solo altre due sfide, e il gioco in se varia tra 30 e 40 euro nelle sue versioni PC, PS3 e XboX360; può andar bene per persone che giocano incostantemente (per esempio, chi lo fa solamente una volta alla settimana), ma per gli altri, è meglio aspettare delle offerte. Wade inoltre risente della totale assenza di Bob, lui nel film c’era almeno. 

Naturalmente, come la quasi tatalità dei media dove Deadpool è il protagonista, si tratta di gioco non adatto ai bambini , stessa cosa dicasi per il film e la maggior parte dei suoi fum

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