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12 Ottobre 2026 20:45

Criminalità reati in calo in Italia: a Milano il record di denunce

I delitti denunciati in Italia diminuiscono per la prima volta dopo quattro anni consecutivi di crescita. La classifica delle città più colpite secondo l'indagine de "Il Sole 24 ore"

Milano, Firenze e Roma sul podio per il numero di denunce, tra le città italiane, legate ad episodi di criminalità. Oristano è invece in fondo all’elenco. I delitti denunciati in Italia diminuiscono per la prima volta dopo quattro anni consecutivi di crescita: nel 2025 sono stati circa 2,36 milioni, l’1,8% in meno rispetto al 2024, pari a 42.242 delitti in meno. Tra Roma (-5,3%) e Bologna (-0,3%), subito dopo, il divario nel tasso è molto contenuto: circa 36 delitti ogni 100mila abitanti. Per l’amministrazione della Capitale, il calo vale molto di più: «Le statistiche non tengono conto del Giubileo – sottolinea Francesco Greco, ex procuratore di Milano oggi con delega alla sicurezza al Comune di Roma – che in città ha portato 100mila persone in più al giorno. La diminuzione dei reati, ad esempio dei borseggi, significa che il presidio della polizia ha funzionato“.

Ma da soli i controlli non bastano. “È importante aumentare la percezione di sicurezza nei cittadini – aggiunge Greco – . Per questo stiamo implementando la videosorveglianza e abbiamo avviato un piano di sicurezza notturna. Ma le risorse del Comune sono limitate, e ci siamo dovuti accontentare di attivare il piano solo tre giorni a settimana, anziché sette“.

A Torino, dove il 2025 segna un -4,3%, con 6.058 denunce per 100mila abitanti, il Comune sta lavorando sul decoro pubblico. “Chiediamo al Governo di far seguire agli annunci sulla sicurezza risorse concrete. Servono più agenti e mezzi adeguati“, lamenta il sindaco Stefano Lo Russo. “La sicurezza si costruisce su quattro pilastri: politiche comunali di cura e coesione sociale, presidio delle forze dell’ordine, sanità territoriale e un sistema penitenziario capace di garantire sicurezza e reinserimento. Noi abbiamo investito nella rigenerazione urbana tutte le risorse Pnrr disponibili per “costruire” sicurezza attraverso la cura della città“.

Milano prima per l’incidenza di denunce

Milano si conferma la provincia con la maggiore incidenza di denunce in rapporto ai residenti, seguita da Firenze e Roma. Oristano registra invece il tasso più basso. Sono i principali risultati della nuova edizione dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, la tappa dedicata alla sicurezza della storica indagine sulla Qualità della vita nelle province italiane.

I risultati sono pubblicati sul quotidiano e sul sito del Sole 24 Ore. L’Indice utilizza le statistiche consolidate dello SDI, la banca dati interforze del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, fornite in esclusiva al Sole 24 Ore, e confronta 106 territori provinciali sulla base dei delitti denunciati ogni 100 mila abitanti.

Come cambia il crimine

Delitti commessi e denunciati all’autorità giudiziaria per tipologia negli ultimi sette anni

Meno furti e rapine, più truffe e danneggiamenti

A determinare la flessione nazionale sono soprattutto i furti, che scendono a 992.660, quasi 62mila in meno rispetto al 2024 (−5,9%). Tornano sotto il milione per la prima volta dal 2022 e rappresentano il 42,1% dei delitti denunciati. Diminuiscono in particolare i furti su auto in sosta (−16,2%), in abitazione (−8,7%) e con destrezza (−6%). In calo anche le rapine (−3,6%) e, tra queste, quelle in pubblica via (−7,7%).

In aumento, invece, le truffe e frodi informatiche, che raggiungono 298.651 casi, il 4,4% in più rispetto al 2024 e il 40,8% in più rispetto al 2019. Crescono anche i danneggiamenti, a quota 288.938 (+3,9%), le percosse (+3,4%) e le estorsioni (+1,4%).

Diminuiscono le denunce per violenze sessuali (−2,8%) dopo anni di progressiva emersione del fenomeno, grazie ad una crescente propensione alla denuncia. Gli omicidi volontari scendono da 326 a 289 (−11,3%): il valore più basso nella serie storica dal 1950, che eguaglia il solo dato del 2020 registrato durante la pandemia. I tentati omicidi diminuiscono del 13,1%, a 993.

Il totale degli illeciti denunciati nel 2025 resta comunque superiore del 2,4% rispetto al 2019. I dati provvisori del primo semestre 2026 indicano un’ulteriore flessione del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.La classifica provinciale.

Le città del Nord e Roma tra le top ten . Ultima Oristano

Le prime dieci posizioni per denunce ogni 100 mila abitanti sono occupate, nell’ordine, dalle province di Milano, Firenze, Roma, Bologna, Torino, Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno.

Sette dei primi dieci territori sono città metropolitane. Nei territori delle 14 città metropolitane si concentra complessivamente il 47,4% dei delitti denunciati in Italia. Milano supera le 7 mila denunce ogni 100 mila residenti e registra un aumento dello 0,6% rispetto al 2024. Firenze, seconda con 6.374 denunce ogni 100 mila abitanti, segna una diminuzione del 2,9%. Le denunce scendono anche a Roma (−5,3%), Bologna (−0,3%) e Torino (−4,3%).

All’estremo opposto della graduatoria si trovano Oristano, con 1.707 denunce ogni 100 mila abitanti (circa un quarto rispetto al dato di Milano), seguita da Potenza (1.968), Enna (2.165) e Benevento (2.177). Tra le variazioni annuali, Aosta registra l’incremento più marcato del 15,1%, con un tasso di 3.306 denunce ogni 100mila abitanti. Le flessioni più accentuate riguardano invece Ragusa (-11,3%) e Rimini (-10,7%), quest’ultima negli ultimi anni sempre presente nelle prime posizioni.

Sicilia ‘indietro’ tutta

La flessione dei reati, infine, nel 2025 attraversa gran parte del Mezzogiorno. Ad esempio, il segno meno si trova in otto province siciliane su nove, con le flessioni più marcate a Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%).

L’Isola ovunque registra volumi sotto i livelli del 2019. Illeciti in discesa anche nelle province campane, da Caserta (-4,8%) a Napoli (-1,6%), in quattro delle sei province pugliesi e in quattro delle cinque calabresi. Fanno eccezione Brindisi (+0,4%) e Cosenza (+2,3%).

Le denunce per i minorenni

Nel 2025 le segnalazioni relative a minorenni denunciati o arrestati raggiungono quota 39.600, contro le 38.247 del 2024: il 34% in più rispetto al 2019. Rappresentano il 4,7% del totale delle segnalazioni relative a persone. Per le rapine in pubblica via, la quota di minorenni raggiunge il 25,8%. Sondrio registra l’incidenza più elevata di segnalazioni relative a minorenni sul totale provinciale (9,7%), seguita da Modena (8,3%). Le segnalazioni relative a cittadini stranieri denunciati o arrestati sono 292.820, pari al 35,1% del totale, rispetto al 34,7% del 2024. Milano, Roma, Torino e Bologna raccolgono insieme il 25% delle segnalazioni relative a stranieri. A Prato la quota sul totale provinciale raggiunge circa il 60%.

Chi sale e chi scende

I territori utilizzano anche la possibilità, introdotta di recente, di destinare parte del gettito dell’imposta di soggiorno per “coprire gli alloggi dei poliziotti che arrivano per rafforzare il presidio durante la stagione estiva, o per pagare più vigilantes privati”. È quanto racconta Jamil Sadegholvaad, sindaco del Comune di Rimini. Negli ultimi anni tra le prime cinque in classifica, segna uno dei cali di denunce più marcati (-10,7%), seconda solo a Ragusa (-11,3%). “Alcune tipologie di microcriminalità come scippo e furto con destrezza, soprattutto sugli autobus, sono legate al flusso turistico, tanto balneare quanto fieristico“, ribadisce il primo cittadino.

Sul versante opposto, Aosta, registra l’aumento più marcato dei reati denunciati (+15,1% su base annua). Pesano le denunce per violenze sessuali, estorsioni, percosse e riciclaggio. “Episodi che erano tenuti nascosti ora emergono e questo è un bene”, nota il sindaco Raffaele Rocco, sottolineando una maggiore propensione alla denuncia. “Aosta è una città piccola e ha un basso indice di criminalità (3.306 reati ogni 100mila abitanti, ndr), ma i singoli eventi vengono vissuti con grande apprensione. Per far fronte a questa insicurezza percepita abbiamo intensificato controlli e videosorveglianza“. Secondo l’amministrazione, però, pesa la disgregazione del tessuto sociale. “La Valle d’Aosta – afferma Rocco – ha un primato di suicidi molto elevato e c’è un leggero aumento dello spaccio. La società è più vulnerabile, c’è chi ha perso il lavoro, o è ai margini della società. La tenuta sociale si sta sfaldando e bisogna lavorare con scuole, associazioni e assistenza sociale, per intercettare il disagio il prima possibile“.

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