Jessica Maric Moretti non andrà ai domiciliari. Il tribunale delle misure coercitive del Cantone del Vallese ha deciso di imporre misure sostitutive alla detenzione preventiva per la gestrice del bar ‘Le Constellation’ di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno. Lo riferisce l’emittente Rts, secondo cui il tribunale ha così accolto la richiesta del pubblico ministero. Si tratta delle misure classiche che consistono nel divieto di lasciare la Svizzera, nell’obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso il pubblico ministero, nell’obbligo di presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia e nell’obbligo di versare adeguate garanzie.

Le motivazioni del Tribunale
Le misure cautelari decise per Jessica Maric Moretti, proprietaria del Constellation, sono state stabilite dal Tribunale per le misure detentive di Sion, su proposta della Procura generale del Vallese, “a causa del rischio di fuga, unico rischio invocato dall’accusa”. Nelle motivazioni il giudice di garanzia precisa che “non avendo il Ministero Pubblico richiesto la carcerazione preventiva, tale misura restrittiva non poteva essere ordinata dal Tribunale”. Il Tribunale evidenzia che “ogni imputato è presunto innocente fino al passaggio in giudicato di una sentenza di condanna”. Ed evidenzia che “il principio cardine della procedura penale svizzera prevede infatti che l’imputato rimanga in libertà fino al giudizio; la carcerazione preventiva può essere ordinata solo su richiesta del Ministero Pubblico e in casi eccezionali, come ultima ratio, per garantire il corretto svolgimento dell’istruttoria”.
L’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti
È stata intanto eseguita questa mattina al Policlinico Gemelli l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il 16enne romano deceduto nella strage di Capodanno a Crans Montana. Dai primi risultati sono emerse lesioni da ustioni ma per stabilire le cause della morte serviranno ulteriori accertamenti. Il team di medici legali ha effettuato anche esami radiologici, Tac e tossicologici. Questi ultimi in particolare saranno necessari per appurare se il decesso sia avvenuto per asfissia.
L’esame autoptico è stato disposto dai pm di Roma titolari dell’inchiesta in cui si procede per omicidio plurimo colposo, disastro, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.

Le condizioni delle vittime dell’incendio
Intanto le condizioni dei sette ricoverati in terapia intensiva al Niguarda di Milano sono “ancora estremamente critiche”, informa Guido Bertolaso assessore lombardo al Welfare . Due in particolare sono molto gravi: le prossime 48 ore saranno decisive. Vengono alla luce ulteriori nuovi dettagli della tragedia. Per l’ex gestore del locale teatro della strage, prima del 2015 Le Constellation era solo una sala giochi. Sarebbe stato Jacques Moretti a trasformare il seminterrato con rilevanti interventi edilizi avviati senza presentare una domanda di concessione edilizia ma solo inviando al Comune una comunicazione. Inoltre, un’immagine delle telecamere di sicurezza del locale, mostrata dal Tg3, sembra confermare che l’uscita di sicurezza era bloccata da un mobiletto, forse un tavolino. Una via di fuga che, forse, avrebbe potuto risparmiare tante giovani vite.

Mentre il processo muove i primi passi il governo italiano ha formalizzato l’intenzione di costituirsi parte civile, come confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che, nella sua informativa alle Camere, ha definito questa scelta «giusta» per tutelare la memoria delle vittime italiane e garantire che lo Stato sia presente in ogni fase del procedimento penale svizzero.
“La tragedia di Crans-Montana è una tragedia dell’Italia intera e per questo il Governo continuerà a battersi affinché sia fatta chiarezza e per esigere che ogni responsabilità sia accertata”, ha sottolineato Tajani, delineando le linee guida che l’esecutivo seguirà per “non far spegnere i riflettori» sulla morte di sei ragazzini e il ferimento di altri 14”. Parole arrivate subito dopo il minuto di silenzio dell’Aula per le giovani vittime. A dargli forza è la risoluzione firmata da tutti i capigruppo del Senato che impegna l’Esecutivo “ad assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell’incendio”. Ma soprattutto lo vincola “a valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile“.
Richiesta di procuratore straordinario fuori Cantone
Alla Procura vallesana è stata nel frattempo presentata la richiesta per la nomina di un procuratore speciale proveniente da fuori Cantone incaricato di fare chiarezza sulla tragedia di Crans-Montana, in cui 40 persone hanno perso la vita. La richiesta è stata depositata dall’avvocata losannese Miriam Mazou, che rappresenta la famiglia di una vittima.
Intervistata da Rts l’ avvocata Mazou ha spiegato che il diritto vallesano prevede esplicitamente la possibilità di nominare un procuratore esterno in presenza di ”motivi importanti”. In questo caso le motivazioni sono la portata della tragedia e il fatto che le indagini devono riguardare anche l’operato delle autorità vallesane.





