Roberto Mancini e Claudio Ranieri alla guida della Nazionale italiana di calcio. Oggi, il nuovo,, commissario tecnico ed il direttore tecnico dell’Italia sono stati presentati in conferenza stampa dal presidente della FIGC Giovanni Malagò ha aperto dicendo: “Buonasera a tutti, salvo qualche eccezione sono presenti tutti quelli che c’erano ieri. Spazio a Mancini e Ranieri, al loro coinvolgimento nel ruolo di ct e presidente del Club Italia. Sono molto felice, sentiamo tutti il peso delle responsabilità del fatto che sono tre Mondiali che saltiamo. Sono 20 anni che non giochiamo una partita della fase finale di un Mondiale, l’ultima è stata la finale del 2006. Sto cercando una terza persona che integri l’organizzazione. C’è un lato positivo in questa incredibile pressione, alimentata dalle vicende degli ultimi giorni, il campionato non è cominciato e più che mai il calcio sta cercando di far capire che in un momento complesso, io sono stupefatto che a tutti i livelli si sia detto qualcosa su questa situazione. Noi siamo contenti di essere sotto la lente d’ingrandimento“

Mancini, è partito dalle scuse per il burrascoso addio del 2023: “Riguardo alla mia vicenda di tre anni fa: Vi evito un po’ di fatica perché molti farebbero questa domanda. Vi anticipo. Tre anni fa ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto“, ha detto il Ct, aggiungendo“. E’ andata così, sono dispiaciuto perché per me la maglia della Nazionale è stato sempre importante. E’ come quando perdi la donna della tua vita, hai commesso qualcosa che non dovevi. Mi dispiace, ma ora grazie alla sorte e al Presidente Malagò posso rifarmi. Cercherò di fare il massimo e riportare la Nazionale dove merita”. Una conferenza stampa di presentazione che per il nuovo Ct azzurro non poteva non passare per il ricordo di Gianluca Vialli: “Ci fosse stato lui forse non sarebbe accaduto nulla, saremmo andati avanti e avremmo vinto qualcos’altro. Credo che anche lui in questo momento sia molto felice”.
Al suo fianco, Claudio Ranieri nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia : “Questo è il coronamento di una carriera, ero incredulo quando ho ricevuto la chiamata del presidente Malagò. Nessuna voglia di rivalsa rispetto al mio addio alla Roma, voglio far tornare ad appassionare la gente all’azzurro“. Vari i punti del suo ‘programma’: “Giocare a calcio costa troppo, alcune famiglie non possono permetterselo e questo non può essere. Una delle difficoltà è nel salto tra l’Under 21 e il calcio dei grandi, dobbiamo permettere di far giocare i giovani. Nei settori giovanili bisogna puntare sulla tecnica individuale. E io cercherò di provvedere, anche ripartendo dal progetto che avevano messo a punto Maldini e Leonardo“.

Chiaro l’obiettivo del ct Roberto Mancini: “Quando sono arrivato la prima volta sono rimasto cinque anni, sono tanti. Ho firmato contratto di quattro anni e spero di poter vincere un trofeo o magari due. Quando noi siamo partiti mi ricordo il 95% dei giornalisti che ci ritenevano l’ottava squadra d’Europa. Se l’Italia va al Mondiale come dovrebbe, quando è lì diventa una delle squadre da battere, anche se arriva da non favorita diventa pericolosa. Nostro obiettivo è formare una squadra pericolosa il prima possibile”. Il nuovo commissario tecnico ha così concluso la sua conferenza stampa: “Il mio obiettivo è fare in modo che la Nazionale riparta e torni a vincere. Io posso solo sperare che giochino più italiani possibili per avere più scelta. Gli auguro di giocare il più possibile. Penso che abbiamo ancora giocatori che possano arrivare al livello di Bellingham, confermo questo pensiero. Poi lui al Real Madrid è cresciuto ancora. Se troveremo giocatori bravi di altro passaporto, come fanno le altre Nazionali, vedremo. E ricordo che Ranieri ha vinto con il mio Leicester“.
Ranieri si è soffermato sul discorso stranieri: “Le squadre sono piene di giocatori che arrivano dall’estero, e questo non va bene. Chiederò aiuti a tutti, anche alla politica se serve. Non possiamo andare avanti così. Ne va della nostra italianità. Bisogna dare l’opportunità a Roberto di poter scegliere. Io spero che tutti possano far giocare calciatori italiani, in Serie A e in Serie B”. L’ultimo appunto è sul “no” all’Italia dopo l’addio di Spalletti: “Non mi sono mai pentito. Non potevo interrompere un contratto con la Roma, la mia squadra del cuore, per fare il c.t. Ci sarebbero stati conflitti di interesse notevoli, per cui, a malincuore, ho preferito rifiutare”. Ranieri ha quindi concluso la sua conferenza stampa: “Non vado da Roberto a dire gioca questo o quello. Io parlavo con i collaboratori, lui ha i suoi. Se vorrà la mia idea io gliela darò. Se non mi chiede nulla non mi preoccupo. Tutto porta esperienza, è stato un anno particolare che mi è servito molto. Formativo”.


Questa la chiusura del presidente della FIGC Malagò: “Sono stato contattato dal segretario Uefa per fare una riunione con tutte le grandi federazioni calcistiche europee. Lo considero importante. Nel frattempo ho ricevuto tanti documenti su questo progetto molto particolare della Fifa. Il presidente Ceferin ha espresso la propria opinione contraria al progetto, ci sarà un incontro con tutte le federazioni. Tra Fifa e Uefa oggi la situazione è di totale conflittualità. Questo caso ha tracciato un confine, onestamente ne avrei fatto a meno. Faremo un comunicato a breve”, Emblematica ed anche significativa la sua “chiusa”: “Credo nel destino. In queste giornate assurde ho pensato che non tutti i mali vengono per nuocere”.





