Cecchi Gori accolta istanza detenzione domiciliare

Cecchi Gori accolta istanza detenzione domiciliare

Accolta dal Tribunale di sorveglianza l’ istanza detenzione domiciliare per Vittorio Cecchi Gori, presentata dall’ avvocato Paola Balducci del Foro di Roma

ROMA – Nonostante le terribili giornate del CoronaVirus, la dottoressa  Angela Salvio  giudice relatore del tribunale di Sorveglianza di Roma,  accogliendo  in brevissimo tempo  l’ istanza di detenzione domiciliare per Vittorio Cecchi Gori, presentato dal suo legale avv. Paola Balducci, formulando parere favore affinchè  sconti agli arresti domiciliari il cumulo di pena di 8 anni, 5 mesi e 26 giorni per il crac Safin e quello relativo alla Fiorentina Calcio di cui era stato proprietario.

La decisione del giudice dovrà essere ratificata dal tribunale di Sorveglianza. Una volta dimesso Vittorio Cecchi Gori potra’ fare ritorno a casa con possibilita’ di sottoporsi a controlli e terapie in ospedale come chiesto dalla difesa.

L’ avv. Balducci ha riferito via Facebook di aver ricevuto la notifica questa mattina, e di essere andata a trovare Cecchi Gori al Policlinico Gemelli di averlo trovato molto provato.

Questo il commento della sua ex-moglie Rita Rusic:Mi hanno telefonato gli avvocati, erano molto contenti perché nonostante il coronavirus e tutti i problemi per cui in questo momento va tutto a rilento e non soltanto la giustizia, in pochissimo tempo è stata presa una decisione e data questa opportunità a Vittorio quando verrà dimesso dal Gemelli, oltre che di scontare la sua pena ai domiciliari anche di continuare a curarsi. Avrà infatti due ore a disposizione al giorno nelle quali potrà uscire per andare dal medico e quindi continuare le cure indispensabili per la sua salute. Una decisione bellissima per noi che siamo la famiglia e che condividiamo con lui questi momenti sia nel bene che nel male e questa volta condivideremo questa enorme felicità”.

“Ci tenevo a ringraziare l’avvocato Balducci e l’avvocato Biffa per il loro lavoro tempestivo – ha aggiunto la Rusic –  ma anche l’ospedale Gemelli, quindi il Professor Landi che come sempre è stato indispensabile per la salute di Vittorio. Giorgio Meneschincheri per l’aiuto e poi tutti quelli che hanno auspicato e si sono augurati che Vittorio potesse scontare la pena a casa e non a Rebibbia che solo vista da fuori fa paura”.

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