F1 trionfo italiano a Monza. Ferrari sul podio con uno strepitoso Leclerc

MONZACharles Leclerc il ragazzo-pilota monegasco di 21 anni  ha vinto ancora salendo sopra la marea rossa, sul podio di Monza, e si è preso tutto in poco più di sei mesi , l’amore del popolo, la scuderia  della Ferrari che rivede in lui probabilmente un futuro più roseo . Il monegasco questa volta può urlare in team radio tutta la sua gioia, fino a sgolarsi: “Mamma mia, mamma mia. Grazie di tutto. Siete i migliori”, ha urlato Charles in radio.

Con due vittorie consecutive, la prima a Spa, la seconda a  Monza per Leclerc riportare la Ferrari al successo sulla pista dove il successo rosso mancava da troppo tempo è stata come una vera e propria consacrazione. E’ più di un trionfo, una vera e propria incoronazione, perché ha riportato la vittoria in casa che mancava alla Ferrari  da 9 anni, dalla vittoria con Alonso nel 2010.

“Oggi sei perdonato” gli ha detto via radio Mattia Binotto, con chiaro riferimento alla strategie che il monegasco sabato durante le prove aveva disatteso, a danno di Sebastian Vettel che a causa di un errore di guida ha chiuso al 13°posto. Oggi Charles Leclerc  ha anche ottenuto oltre alla vittoria, il sorpasso  in classifica sul compagno di scuderia. Un qualcosa di molto più di un dettaglio.

Il 69° Gran Premo di Monza è stata un inseguimento durato 53 giri. Dal primo all’ultimo di tutti quelli previsti. Leclerc che partiva in pole position è scattato subito in testa ed ha resistito, da pilota coraggioso, al limite del regolamento, nella prima parte della gara ad un lunghissimo attacco di Lewis Hamilton. Nel finale dell’attacco sferrato dalla Mercedes di  Valtteri Bottas, che alla fine si è piazzato al secondo posto, davanti al compagno campione del mondo.

Appena sceso dalla macchina per le interviste  Leclerc ha urlato tutta la sua gioia: “Grazie, che gara, non sono mai stato così stanco, difficilissima, ci tenevo per il team e i tifosi, vincere qui è un sogno, lo era già stato a Spa, ma per le emozioni questa ne vale 10 di più, non ho parole. La Mercedes? Ho fatto un po’ di errori che dovrò evitare in futuro, ma per fortuna non hanno compromesso la vittoria”.

Subito dopo riflettendo il ferrarista ha confessato: “Non mi sono mai stancato così tanto – ha detto Leclercè incredibile, indescrivibile quello che ho provato in macchina e sul podio coi tifosi, è bellissimo vincere qui. La gara è stata dura, perché due Mercedes dietro erano dure da contenere. Hanno diviso la loro strategia andando lunghi con Bottas e abbiamo faticato, ma la nostra strategia con le gomme hard era giusta. Negli ultimi 7-8 giri con le dure mi sono convinto di farcela, vedevo la gente che esultava in anticipo e mi sono detto di restare concentrato. Binotto via radio mi ha detto che sono perdonato per ieri? Ma l’ha detto per scherzo, ieri quello che è accaduto è stato visto in modo sbagliato, non ho fatto niente di male per il team, quello che è accaduto non è stato colpa mia”.

Il presidente della Ferrari, John Elkann.

Immediato  è arrivato il messaggio di complimenti di John Elkann presidente del Cavallino  dopo lo splendido successo della Ferrari di Charles Leclerc: “Vincere a Monza, a casa nostra davanti ai nostri tifosi , è un’emozione straordinaria – le parole del numero 1 di Maranello -. È il regalo più bello con cui possiamo festeggiare i nostri 90 anni. Bravissimo Charles, e complimenti a Mattia e a tutta la Scuderia per questa giornata indimenticabile”.

Felice anche l’amministratore delegato Louis Camilleri:Vincere a Monza è molto emozionante e sono davvero felice per il team, per i tifosi e per l’Italia – ha detto a Monza – abbiamo atteso 9 anni e 9 per noi è un numero speciale e fortunato considerati i 90 anni della Scuderia Ferrari. C’è ancora tanto lavoro da fare e come ha detto Binotto siamo concentrati e stiamo investendo sul futuro. Noi vogliamo molto di più di Spa e Monza”.

Emozione e lacrime per Mattia Binotto, team principal di Maranello: “Leclerc è stato bravissimo e sentire l’Inno di Mameli sotto il podio è stato emozionante, mi è venuta qualche lacrima perché era da tanto tempo che non si vinceva a Monza – le parole di Binotto -. Con Leclerc è nata una stella? Ancora presto per dirlo, la stella è nata 21 anni fa, lui sta crescendo gara dopo gara e sta dimostrando quel che vale. Noi investiamo su di lui e lui su di noi. In futuro vogliamo creare qualcosa di unico“. Poi Binotto spiega una delle chiavi della gara, la scelta delle gomme a mescola dura: “È stata la scelta più bella: dure contro le medie della Mercedes. Sapevamo che Leclerc avrebbe dovuto difendere la posizione con i denti e a fine gara è stata la scelta che ci ha dato la possibilità di respirare. Siamo stati coraggiosi e ci meritiamo questa vittoria. È stata una bellissima gara, tiratissima dall’inizio alla fine. Sono gare che rimangono: giro dopo giro Leclerc si è difeso e ha venduto cara la pelle”

“Congratulazioni a Leclerc e alla Ferrari, ha avuto tantissima pressione da me e Bottas ma era troppo veloce nel rettilineo anche con il nostro Drs aperto e non potevamo superarlo’‘. Lewis Hamilton si inchina a Charles Leclerc dopo il Gran Premio di Monza vinto dal pilota Ferrari. ”Stare dietro alla Ferrari per così tanti giri mi ha distrutto le gomme – evidenzia Hamilton, terzo al traguardo -. Ma per noi un secondo e un terzo posto resta un buon risultato, un bel bottino di punti per staccare la Ferrari nel campionato costruttori. Per il sesto titolo iridato? Cerco di fare del mio meglio gara dopo gara. Il mio vantaggio è corposo ma dovrò concentrarmi sulle prossime gare”.

Sebastian Vettel è ”molto insoddisfatto’. Quattordicesimo al traguardo al Gran Premio di Monza, il tedesco della Ferrari è stato protagonista di un doppio errore alla variante Ascari: prima si è girato, perdendo il posteriore, e pochi istanti più tardi ha rischiato di restare coinvolto in un incidente con Stroll dopo essere rientrato in pista con una manovra pericolosa. ”Non l’ho proprio visto arrivare – si scusa Vettel -, mi si è innescato l’anti-stallo e non ha certo aiutato il fatto di essermi bloccato sul cordolo’‘. Ma Vettel non cerca però alibi: ‘‘Posso essere stato condizionato dal caos nelle qualifiche di ieri? No, ero di buon umore. Non ha avuto alcun impatto”.

Al nono posto si è classificata la Alfa Romeo affidata al pilota martinese Antonio Giovinazzi, che ancora una volta ha dimostrato di essere un ottimo pilota e non più una semplice promessa, tornando a far punti , frutto di un’altra grande prestazione in pista. Grande fiducia dopo il suo brutto e sfortunato incidente di Spa in Belgio ed un futuro che sorride al giovane pilota italiano: “Oggi è stata una giornata positiva per l’Italia – ha spiegato Antonio al termine della incredibile gara di Monza – Voglio dedicare i due punti a tutti i tifosi che sono accorsi qui!“.

 




Per il Sole24Ore lo sport in Puglia è un altro problema da risolvere

ROMA – Ancora una volta le ricerche elaborate per il quotidiano economico Il Sole 24 Ore evidenziano i problemi della regione pugliese sullo stato attuale dell’attitudine allo sport. Nella classifica elaborata da PtsClas  delle 107 province italiane monitorate, e 32 indicatori presi in considerazione, raggruppati in quattro macro-categorie, la città di Taranto  è quintultima in Italia piazzandosi al 102esimo posto con un indice di sportività di 0,368 e 185,2 punti. Lecce è 72esima, con un indice di sportività di 0,695 e 349,9 punti, e Brindisi si è classificata nella posizione numero 69, con un indice di sportività di 0,721 e un punteggio di 362,8. In testa alla classifica Sul podio di quest’anno c’è Trento, con un indice di sportività di 1,987 e 1000 punti, seguita da Trieste con 1,840 e 925,9, e Macerata con 1,653 e 831,6 punti.  L’indice di sportività 2019, calcolato dai ricercatori indica che Brindisi, Lecce e Taranto sono ancora distanti dagli standard di altre realtà.

Il triangolo delle province jonico-salentine Brindisi, Lecce e Taranto in termini di indice di sportività sono purtroppo sotto la media nazionale, soprattutto se raffrontate con le province del Nord e del Centro, dove si concentrano quelle con un punteggio sopra la media. Dati certamente poco confortanti, sopratutto considerando che nel 2026 Taranto sarà la sede dei Giochi del Mediterraneo , e ospitando tra capoluogo ed i comuni della sua provincia numerose  discipline in programma: atletica, badminton, calcio, ciclismo, ginnastica, orienteering, pallacanestro, pallavolo, judo, karate, lotta, pattinaggio, pugilato,  scherma, sollevamento pesi, sport equestri, tennis, tennistavolo, tiro con l’arco, tiro a volo, triathlon. Anche Brindisi e le sue province saranno coinvolte per la pallacanestro e il taekwondo , Francavilla Fontana il calcio, e Fasano per la pallamano.  A Lecce, il tiro a segno e le partite più importanti di calcio.

I parametri valuti che determinano l’indice di sportività sono oltre un centinaio. Vengono prese in considerazione 50 discipline sportive per le quale i dati fanno riferimento ognuna a società, atleti, risultati,  e numerosi aspetti della realtà sociale ed economica del territorio legata allo sport. L’indice di sportività verrà anche utilizzato nell’indagine sulla Qualità della vita 2019 arrivato alla trentesima edizione.  Quattro macro-categorie (struttura sportiva, sport di squadra, sport individuali, sport e società) e 32 sotto-indicatori:

Analizzando nel dettaglio la classifica dalla prima macro-categoria, cioè le strutture sportive, la città di Brindisi si è classificata  69esima, con un indice di 0,114 e 347,5 punti, due posti in classifica sopra a Lecce, 71esima con 0,110 di indice e un punteggio di 333,8, e Taranto, finita al 95esimo posto con un indice di 0,076 e un punteggio di 230,9. La città Taranto ancora una volta  è all’ultimo posto 107esima alla voce “Enti promozione sportiva“, con un indice di 0,161 ed un punteggio di 64,3: Brindisi 94esima (indice: 0,364, punti: 145,7) e Lecce 39esima (indice: 1,088, punti 434,9).

Taranto si è classificata 44esima davanti a Brindisi e Lecce (esclusivamente per il tasso di praticabilità sportiva ). Lecce è 46esima con un indice di 0,914 e 649,7 punti; Brindisi 56esima con un indice di 0,849 e 603,3 punti. Taranto è posizionata al 104esimo posto con 0,014, e 2,7 punti anche nell’indice di attrattività grandi eventi italiani e internazionali,: 95esima posizione in classifica per Lecce,  (0,073; 14,1). Meglio Brindisi, 45esima con un indice di 0,821 e 159 punti. Lecce è però la prima delle tre province nella classifica sugli sport di squadra, 41esima (0,305; 391,9), davanti a Brindisi 47esima (0,277; 356,8) e Taranto 98esima (0,066; 84,6) fanalino di coda .

La tredicesima edizione della classifica del  Il Sole 24 Ore sull’indice di sportività,   Brindisi salire di tre posizioni salendo al 69esimo posto (dal 72esimo) ,   Lecce al 72esimo posto che recupera 11 posizioni  dall’83esimo : un bel salto in avanti, e solito fanalino di coda  Taranto salire di due posti rispetto ad un anno fa, anche se in realtà ha ben poco da esultare. Lecce  per quanto riguarda lo sport di squadra è 41esima  (0,305; 391,9), Brindisi è 47esima (0,277; 356,8) e Taranto 98esima (0,066; 84,6).

Anche nella classifica sugli sport individuali e sport e società vedono piazzarsi  rispettivamente  tra le tre province jonico-salentine, Brindisi al 75esimo posto (0,185; 228,5) e 79esima (0,144; 219,1): Lecce è 84esima (0,149; 183,7) e 86esima (0,132; 200,7), mentre Taranto è 88esima (0,143; 176,3) e 103esima (0,083; 126,8).




F1: prima vittoria Ferrari del 201. Leclerc sul podio in Belgio

La mamma di Antoine Hubert con Leclerc

ROMACharles Leclerc conquista la sua prima vittoria in carriera e la prima stagionale per le “Rosse” della Ferrari, ha vinto il Gp del Belgio sul circuito di Spa, 13ma prova del Mondiale di Formula 1 . A 21 anni diventa il più giovane vincitore di sempre per il Cavallino e anche sul circuito delle Ardenne, il terzo più giovane vincitore di un gran premio dietro Verstappen e Vettel. Secondo posto per Lewis Hamilton e terzo per Valtteri Bottas, entrambi su Mercedes. “E’ un sogno che avevo fin da bambino, ma si è realizzato in un week end davvero difficile.Abbiamo perso un amico, voglio dedicare la mia prima vittoria in formula 1 a lui, siamo cresciuti insieme. Non posso godermi a pieno la mia prima vittoria“. Il primo pensiero di Leclerc dopo il trionfo a Spa è rivolto al giovane Antoine Hubert: ed è al pilota francese morto ieri sul circuito belga che il monegasco dedica la vittoria, la sua prima, conquistata al volante della Ferrari.

Lewis Hamilton  pentacampione del mondo inglese sconfitto ma con onore. Si complimenta ancora una volta col suo giovane rivale: “Ho dato assolutamente tutto quello che avevo, la gara è stata molto difficile, le Ferrari erano troppo veloci in rettilineo, era troppo difficile prenderle. Il 44 è il mio numero fortunato, come quello dei giri qui, ma con un paio di giri in più ce l’avrei fatta. Congratulazioni a Charles, la meritava da tempo e sono contento per lui”.

F1: Belgio; 1′ silenzio in pista per ricordare Anthoine Hubert

Tutti i piloti della Formula 1, insieme con i componenti dei rispettivi team, poco prima della partenza del Gp del Belgio si sono riuniti col lutto al braccio sulla griglia di partenza del circuito di Spa per per onorare con 1′ di silenzio la memoria del collega e amico Anthoine Hubert . Con loro, la famiglia del giovane francese e piloti e rappresentanti della Formula 2 e della Renault Academy, di cui Hubert faceva parte. Con sentita commozione, molti piloti hanno scelto di ricordare Hubert con messaggi personali, come il ferrarista Charles Leclerc, che sul casco e sul volante porta la scritta “Rip Tonio“.

“Un sogno che diventa realtà, ma non si può festeggiare in un weekend come questo” sono state le parole dette via radio del ferrarista al proprio team, e sceso dalla macchina ha indicato il cielo e l’adesivo “Racing for Anthoine” che oggi tutti i piloti hanno attaccato a caschi e monoposto.

Il digiuno della Ferrari che durava dal GP degli Usa del 2018, è dunque finito per merito di un pilota che ha guidato magnificamente per tutto il weekend e di una Ferrari che è stata perfetta anche nel pianificare le soste in gara.  La Mercedes, che ha piazzato Lewis Hamilton e Valtteri Bottas sul podio davanti a Sebastian Vettel, è stata piegata anche grazie all’azzeccata scelta di dividere le strategie dei due piloti. È una vittoria che promette di richiamare una grande folla rossa tra sette giorni a Monza. Ottimo quinto posto di Alexander Albon che ha esordito alla grande con la Red Bull, peccato per il pilota pugliese Antonio Giovinazzi, che mentre era al nono posto, al penultimo giro è finito contro le barriere  .

Il team principal del Cavallino, Mattia Binotto: “E’ una vittoria che fa bene al morale, mercoledì celebriamo a Milano i 90 anni della Ferrari e sarà bello rinvigorire questo momento. Poi c’è Monza, un’altra pista di rettilinei, di motore, forse più di questa. Porteremo la nostra terza power unit, ma bisogna che sia affidabile e sarà questa la nostra preoccupazione. Qui è stata una gara lunga, dura, abbiamo sofferto ma l’importante era vincerla. Sono contento anche per come è stata gestita la gara, va dato merito a Vettel per come ha lottato per la squadra. Anche lui ci tiene a vincere, anche oggi ha spinto e ci sarà occasione anche per lui. Charles è andato bene tutto il weekend, oggi è stato molto veloce e se l’è meritato tutto. Sono contento per lui, per la squadra e per i tifosi. Charles se l’è conquistata, l’ha voluta anche per Hubert con cui ha corso insieme“.

 




Giochi del Mediterraneo 2026. La Puglia prenda esempio da Milano e Cortina

di Antonello de Gennaro

La presenza imbarazzante di Elio Sannicandro quale estensore del dossier pressochè inutile per l’autocandidatura di Taranto, unica città a candidarsi all’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, e la mancanza di capacità organizzative di eventi di così grandi dimensioni hanno acceso i fari delle opposizioni politiche, ma anche della magistratura penale e contabile sulla trasparenza delle prossime iniziative. E’ stato infatti proprio questo giornale a svelare i trascorsi di Elio Sannicandro, così come è stato sempre il CORRIERE DEL GIORNO ad accendere i fari sulla “macchina del consenso” messa in piedi dal Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, a suon di “mancette & markette” pubblicitarie che coinvolgono i giornali, tv locali e siti web ed i soliti chiacchierati giornalisti tarantini.

A Milano per esempio si sono dati poco più di un mese per individuare il supermanager che dovrà gestire i Giochi olimpici invernali del 2026 e forse sarebbe bene che lo facessero anche il Governatore pugliese Michele Emiliano insieme ai sindaci dei comuni coinvolti insieme a Taranto nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo. Se i “soci” dei Comuni di Milano e Cortina d’ Ampezzo non dovessero trovare un accordo su un nome entro il 18 settembre, toccherà a un cacciatore di teste individuare quello che è stato per esempio Beppe Sala (che proveniva da Telecom-Pirelli) per l’ Expo milanese. Il termine ultimo è il 3 ottobre. “Entro novembre – ha dichiarato senza tanti giri di parole il presidente del Coni, Giovanni Malagòla persona e la figura dovranno entrare in attività“.  “L’identikit è quello di una persona con esperienza internazionale – ha aggiunto il sindaco di Milano Beppe Sala – , meglio se conoscesse anche il pubblico oltre che il privato, meglio se arrivasse da un mondo di eventi e di sport, però deve essere una persona con un’esperienza sufficientemente aperta e che abbia dimostrato di saper gestire eventi del genere. Serve qualcuno che rimanga per degli anni, almeno sei. Non deve essere necessariamente italiano, ma deve conoscere bene l’italiano. Il nome sarà individuato in questi mesi“.

Nel vertice tenutosi ieri a Palazzo Lombardia il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i governatori Attilio Fontana (Regione Lombardia) ed in collegamento video Luca Zaia (Regione Veneto,), i sindaci Giuseppe Sala (Milano) e Gianpietro Ghedina (Cortina), hanno concordato che la forma giuridica migliore per il Comitato Organizzatore (Ocog) è quella della Fondazione di diritto privato, non della Spa. A darne annuncio è stato il sindaco  Sala spiegando che, sebbene non vi siano significative differenze tra l’una e l’altra soluzione, quella della Fondazione garantisce comunque “più flessibilità”.

Per quanto riguarda l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, sarà importante la forma di “governance”. La scelta ideale potrebbe essere quella della costituzione di fondazione di diritto privato che rispetto a una società di capitali (esempio: s.r.l., s.p.a., società consortili) concede maggiore flessibilità. Un modello potrebbe essere quello del Toroc di Torino, la fondazione che gestì i Giochi Olimpici invernali del 2016, finanziata con i fondi del Cio e gli investimenti privati di aziende sponsor. Analogo problema si pone per i Giochi Olimpici di Milano – Cortina d’ AmpezzoSostanzialmente ci sono tre veicoli – spiega il presidente del CONIil Consiglio olimpico; l’Ocog (il comitato organizzatore dei Giochi) e l’Agenzia, che sarà sostanzialmente pubblica, con una presenza governativa e da parte delle regioni“.

A Milano-Cortina l’agenzia organizzatrice dei Giochi gestirà i fondi pubblici (circa 400 milioni) messi a disposizione dalla Regione Lombardia e dalla Regione Veneto. “L’Ocog avrà una natura giuridica di carattere privatistico – spiega ancora Malagòperché si tratterà di occuparsi di marketing, merchandising, biglietteria, sponsor, i fondi Cio, che saranno veicolati sull’ Ocog“. Per i Giochi del Mediterraneo di Taranto e province varie i fondi pubblici ammontano a 290 milioni, 100 dei quali stanziati dal Governo, gli altri a carico delle varie amministrazioni comunali (che dovranno farsi finanziare, indebitandosi, dal Credito Sportivo) e della Regione Puglia. Quindi le problematiche di gestione dei fondi è analogo a quello dei Giochi olimpici invernali del 2026  di Milano e Cortina d’ Ampezzo.

la sede della Giunta Regionale Puglia

Da non sottovalutare dei possibili effetti sull’organizzazione dei Giochi  del Mediterraneo conseguenti alla crisi di governo non avrà conseguenze , ed all’esito delle prossime elezioni regionali del 2020. La mappa delle strutture sportive è all’interno del dossier di candidatura di Taranto alla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, curato da Asset, l’agenzia regionale che si sta occupando del piano strategico per Taranto, a capo della quale, come commissario, vi è il “chiacchierato” (a ragion veduta) Elio Sannicandro.

Gli impianti di allenamento previsti sono quelli di Taranto per il calcio, il tennis e la pallacanestro 3 contro 3 e il Triathlon,  Castellaneta Marina per il tennis, Crispiano per la pallacanestro e la pallavolo, Faggiano e Manduria per la pallavolo, Leporano per la pallamano e la breakdance, Mottola per il badminton, Pulsano per il judo, il karate e la lotta,  Statte per l’atletica . A Taranto si svolgeranno le gare delle discipline paralimpiche di atletica, tiro con l’arco e nuoto, negli impianti competitivi del campo scuola Salinella da ristrutturare ed ammodernare, e dello stadio del nuoto da realizzare di sana pianta. A Brindisi la pallacanestro in carrozzina, a Massafra e   nel territorio della Valle d’Itria il ciclismo, ed a Sava la scherma.

Gli impianti a Taranto destinati agli allenamenti sono il campo comunale di Talsano, il complesso sportivo “Magna Grecia” (attualmente semi-distrutto ed in stato di abbandono)  e il centro Mar Piccolo (Palamandrillo a Pulsano, Valentino Village a Castellaneta Marina, Palazzetto dello sport a Mottola, Palazzetto dello sport a Crispiano, Palazzetto dello sport Maraglino a Leporano, pista di atletica a Statte e palazzetti dello sport di Faggiano e Manduria.   Gli impianti sportivi Da realizzare a Taranto come , la nuova piscina olimpica e il centro nautico, più tre nuovi impianti di quartiere: il primo appunto nel centro sportivo Magna Grecia, il secondo nel campo scuola della Salinella e il terzo a Paolo VI.

La XX edizione dei Giochi del Mediterraneo coinvolgerà come ben noto anche la città di Lecce per il tiro a segno e il calcio, Brindisi per la pallacanestro e il taekwondo, Francavilla Fontana per il calcio, Fasano per la pallamano, Monopoli per il calcio, e infine il territorio della Valle d’Itria per l’orienteering e il ciclismo. Tra gli impianti esistenti ma da ristrutturare a Taranto, lo Stadio Iacovone (che è ad agibilità ridotta per il 50% della sua struttura)  che ospiterà il calcio , il PalaMazzola la pallacanestro e la pallavolo ed il Palafiom judo, karate e lotta.

Su tutte queste opere da realizzare e ristrutturare si sono già scatenati gli “appetiti” dei soliti furbetti dell’appalto pilotato, su cui sarà necessaria la massima attenzione della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza. Occorrerà quindi la massima totale trasparenza, e competenza qualificata (da verificare per evitare altri casi di “staffiste”….)  trattandosi appunto di soldi e sopratutto debiti pubblici, provenienti dalle tasche dei contribuenti. Taranto non può permettersi le “furbate” del Sindaco Melucci e della sua giunta. E non può permettersi di indebitarsi ulteriormente per manifestazioni inutili e dannose come la “Ocean Race” altra “iniziativa” imbarazzante del sindaco Melucci, manifestazione questa, che in Italia nessuno ha mai voluto organizzare e tantomeno parteciparvi. Un’idea poco trasparente per la quale sono già stati sprecati decine di migliaia di euro somme per le quali ci risultano essere stati già presentati esposti alla Procura Regionale della Corte dei Conti, che come ben noto si avvale di un apposito nucleo regionale della Guardia di Finanza.

2a puntata |




I Giochi del Mediterraneo 2026 assegnati a Taranto ( o meglio alla Puglia !)

ROMA – La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, è stata assegnata a Taranto. La designazione in favore della città pugliese, unico capoluogo italiana a candidarsi ad organizzare la manifestazione è giunta nel corso dell’Assemblea internazionale dei Giochi del Mediterraneo (CIJM) nel corso dell’assemblea annuale del Comitato  tenutasi oggi a Patrasso,  che ha stabilito anche di posticipare l’edizione pugliese al 2026.

L’Italia aveva già   ospitato tre volte la manifestazione sportiva multidisciplinare dedicata ai 26 Paesi dell’area mediterranea, l’ultima nel 2009 a Pescara. I Giochi del Mediterraneo torneranno in Puglia dopo l’edizione tenutasi a Bari 29 anni fa, quando il capoluogo pugliese fu sede della 13esima edizione della manifestazione. E si tratta della quarta volta in Italia dopo Napoli (1963) e Pescara (2009).

Il Coni era  rappresentato in Grecia dalla   vice presidente Alessandra Sensini, dal membro onorario del Cio, Mario   Pescante, da Elio Sannicandro, membro del Consiglio nazionale del Coni e coordinatore del dossier della candidatura pugliese, i presidenti federali Michele Barbone (danza sportiva) e Angelo Cito (taekwondo). Della delegazione italiana facevano parte anche il governatore della Puglia,  Michele Emiliano, dall’assessore regionale Mino Borracino, dal presidente della Provincia Giovanni Gugliotti e dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci .

L’assemblea si è aperta in mattinata con i saluti istituzionali del   vice ministro dello Sport ellenico Eleftherios Avgenakis, del   presidente del Comitato olimpico greco e membro Cio Spyros Capralos e da Nikolaos Papadimatos, presidente del comitato organizzatore della   seconda edizione dei Mediterranean Beach Games che prenderanno il via   domani proprio a Patrasso. Il presidente del CIJM Amar Addadi, che nel suo discorso si è   complimentato con il Coni e il presidente Giovanni Malagò per   l’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi olimpici invernali 2026, ha  quindi nominato membri onorari del CIJM Mario Pescante, per la sua   carriera dedicata allo sport, e Tullio Paratore, ex dirigente Coni ed  attuale presidente della commissione Cooperazione e Sviluppo CIJM. Nel  pomeriggio, invece, si è svolta la presentazione della candidatura e   l’assegnazione dei Giochi a Taranto.

Dopo la proclamazione Taranto ha avuto un verdetto unanime da parte dei 26 Paesi dell’assemblea, i rappresentanti istituzionali hanno firmato il relativo contratto con i vertici del Comitato internazionale.

“Il 2026 sarà un anno speciale per lo sport italiano. – dice il presidente del Coni, Giovanni MalagòOltre alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, infatti, l’Italia, con Taranto e la Puglia, ospiterà la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Si tratta di un nuovo e importante riconoscimento per il nostro Paese e, in particolare, per il mondo sportivo che fa riferimento al Comitato olimpico nazionale italiano e che è apprezzato all’estero per le capacità mostrate nell’organizzazione dei grandi eventi“, aggiungendo “rivolgo, inoltre, le mie congratulazioni al Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, al Governo e al Parlamento che hanno sostenuto la candidatura, a Elio Sannicandro, che ne ha curato il dossier, e a tutti rappresentanti di un territorio che, attraverso questa importantissima manifestazione sportiva, troverà certamente una straordinaria occasione di promozione e rilancio della Regione, anche in termini di riqualificazione dell’impiantistica sportiva“.

“Siamo una squadra fortissima, il Coni, l’Italia, la Regione Puglia e Taranto hanno dato una bellissima prova – ha dichiarato il governatore pugliese Michele Emilianoadesso c’è un grande lavoro da fare, la responsabilità che abbiamo assunto con questa firma è enorme e bisognerà preparare tutto per bene“.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Mino Borraccino: “É un evento importantissimo – ha detto – che non significa soltanto sport ma anche la possibilità di riportare Taranto nell’immaginario collettivo dell’Europa come una realtà positiva, dopo essere stato il tacco avvelenato d’Italia. Abbiamo la possibilità di diversificare, aprire una nuova narrazione per la nostra città e per la nostra provincia. L’impegno della Regione Puglia, che non ci mette soltanto passione e organizzazione, ci mette anche la disponibilità di fondi ingenti, è la dimostrazione di come il Governo regionale,  guidato dal Presidente Emiliano, guarda con molta attenzione alla città di Taranto in tutte le sue sfaccettature“.

I finanziamenti disponibili necessari allo svolgimento della manifestazione, secondo le stime elaborate da Governo, Coni, Regione Puglia, Asset e Comune di Taranto dovrebbero essere circa 290 milioni di euro, ovviamente spalmati in sette anni. Di questi, il Governo ne metterà a disposizione circa 100. Per realizzare i Giochi sarà necessaria la disponibilità di  65 impianti che dovranno ospitare le gare, maschili e femminili, di 23 diverse discipline sportive (7 quelle di squadra).

Il presidente del Lecce mostra una ricostruzione grafica dello stadio che prevede anche la copertura per lo stadio

Nel programma stilato nel dossier sono previsti degli interventi importanti da realizzare a Taranto, come lo stadio del nuoto e il centro nautico per gli sport acquatici, inoltre è prevista la radicale ristrutturazione del campo scuola nel quartiere Salinella, che avrà una pista ad 8 corsie, a sarà ricostruito anche il pattinodromo. Oltre al capoluogo ionico, sono stati coinvolti, altri 20 comuni compresi i due capoluoghi di provincia Brindisi e Lecce dove si disputeranno le gare di alcune discipline tra cui il calcio. Per lo stadio leccese di Via del Mare, dunque, vi saranno i fondi per quegli interventi necessari sia in chiave manutentiva che di innovazione: i lavori in Tribuna Est e la copertura integrale dell’impianto.

Di tutto ciò il presidente del club giallorosso, Saverio Sticchi Damiani, aveva discusso con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ricevendo ampie rassicurazioni che erano state poi riportate alla stampa nel corso della conferenza stampa, a luglio, per i lavori di adeguamento dello stadio ai parametri della serie A. Partecipazione questa che consentirà al Lecce di ottenere un contributo dal Coni pari a circa 3 milioni di euro, una cifra con cui i giallorossi copriranno le spese di copertura totale dell’impianto.

A Taranto invece lo stadio Iacovone rimane inagibile al 50% della sua capienza . Resta da chiedersi come possa esprimere soddisfazione il primo cittadino di Taranto , il quale probabilmente i Giochi del Mediterraneo nel 2026 potrebbe vederseli dal salotto della propria abitazione di Crispiano. Senza portarsi al seguito pennivendoli e scribacchini a spese del contribuente come accaduto a Patrasso. evidentemente non bastavano le mancette e markette pubblicitarie.

 

 




Benedetta Pilato medaglia d' oro ai Campionati Mondiali Juniores di nuoto

ROMA – Una nuova medaglia conquistata da Benedetta Pilato la nuotatrice 14enne di Taranto, “rivelazione” dell’anno dopo la medaglia d’argento conquistata ai Mondiali assoluti di Gwangju, , con cui la nuova stella del nuoto italiano conferma il suo altissimo livello competitivo, anche nella manifestazione dei più piccoli, vincendo l’oro nei 50m rana ai Campionati Mondiali juniores .

Si tratta del suo prima vittoria “oro” mondiale juniores, raggiunta con il tempo di 30″60, lontano dal suo primato italiano (29″98 stabilito proprio a Gwangju), ma che le è bastato per non aver rivali in finale. L’ennesima soddisfazione di una stagione lunga, ricca di gare, ma esaltante che ha cambiato la vita delle piccola pugliese, come visibilità mediatica e popolarità. La medaglia d’oro di Budapest si aggiunge a quello conquistato ad inizio luglio agli Europei junior di Kazan.

Benedetta Pilato incredula dopo il suo secondo posto ai Campionati Mondiali in Corea

Nulla ovviamente  rispetto allo strepitoso secondo posto tra le grandi della specialità ottenuto ai recenti Campionati Mondiali in Corea. Adesso l’obiettivo della nuotatrice tarantina allenata da Vito D’Onghia, che la segue ed allena da quando aveva 5 anni, che con il supporto della Federazione Italiania Nuoto ha già stilato un programma di lavoro per i prossimi mesi, per cercare di migliorare le prestazioni di Benedetta Pilato nei 100 rana. Impensabile pensare alla Pilato in prospettiva di Tokyo 2020 in quanto i suoi 50 rana non sono specialità olimpica, e solo ipotizzarlo è una esagerazione e non sarebbe nemmeno una valutazione tecnica seria.

La piccola Benny al momento nuota le due vasche in 1’08″22, crono stabilito a Kazan che le consentì di conquistare il quinto posto agli Europei di categoria, ben lontana dal podio, ma che rimane il suo “personale”, ed anche il record italiano nella categoria Cadette, in perfetta linea con i suoi 14 anni. Non bisogna mai dimenticare la sua età: niente fretta, Benedetta ha tanto tempo davanti a sè.

Adesso le parole d’ordine sono attenzione, esperienza, tutela. E proprio per aumentare l’esperienza, e prendere confidenza con la doppia vasca, Benedetta Pilato domani tornerà in acqua nelle batterie dei 100 rana.




Taranto, brividi allo stadio. I tifosi ricordano Nadia Toffa: "Siamo pazzi di te"

TARANTO – Cori, striscioni e una gigantografia sugli spalti per ricordare Nadia Toffa. E’ stato l’omaggio che i tifosi del Taranto hanno voluto dedicare alla conduttrice de ‘Le Iene‘, morta a 40 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro e cittadina onoraria della città pugliese che più volte si è occupata dell‘Ilva quando era in vita.

Sugli spalti della curva nord dello stadio Erasmo Iacovone, poco prima del fischio d’inizio della sfida contro il Fasano , tutti hanno alzato le mani al cielo mentre hanno urlato il nome della giornalista. Oltre alla sua gigantografia, uno striscione con la scritta “Nuje assim pacc pe te!“, cioè “Siamo pazzi di te“. Messaggio che ricorda quello delle magliette divenute celebri per la raccolta fondi in favore del reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale S.S. Annunziata, che ha visto Toffa protagonista.

Buio, luci dei telefonini e cori. È terminata così, al 66esimo minuto, la sfida tra Taranto e Fasano per la “Raffo Cup” allo stadio Erasmo Iacovone. Uno dei due trasformatori dell’impianto di illuminazione ha subito un’avaria, generando un allarme nelle sedi Enel tale da rendere necessaria l’interruzione dell’energia elettrica all’intera struttura, in via precauzionale. Un blackout dello stadio che ha spento lo spettacolo in campo (il risultato era di 2-1 per il Taranto) e acceso quello sugli spalti dell” impianto sportivo del rione Salinella. L’ arbitro ha atteso alcuni minuti ma poi ha dovuto decretare la fine dell”incontro per cause di forza maggiore. Il tifo organizzato della curva Nord ha improvvisato una coreografia prima del triplice fischio finale.  Un emozione che  ha colpito tutti gli spettatori ed i giocatori presenti.

Il Comune di Taranto in una nota spiega che oggi “alle ore 12 è stata ripristinata la corrente elettrica in tutto lo stadio grazie all’intervento dell’impresa manutentrice che fornirà a breve un nuovo trasformatore provvisorio nelle more di un intervento di sostituzione radicale degli attuali trasformatori“. Un’ ennesima figuraccia di una amministrazione comunale che dimostra la sua incapacità di amministrare, giorno dopo giorno.




Taranto candidata "solitaria" italiana per i Giochi del Mediterraneo del 2025: il solito fumo negli occhi

ROMA –  Un progetto costato circa mezzo milione di euro, che prevede investimenti pubblici per circa 250 milioni di euro , 100 dei quali messi a disposizione dall’attuale Governo (ma quanto regge questo Governo ?) . Un evento “semi clandestino” che non ha mai cambiato, nè migliorato lo stato dell ‘economia locale, e le cui precedenti organizzazioni notoriamente non hanno mai portato alcun successivo flusso turistico o palcoscenico internazionale, passando nel dimenticatoio persino dei diritti televisivi. Le precedenti edizioni già disputate dei Giochi del Mediterraneo sono diciotto. A causa di inadempienze la diciassettesima edizione del 2013 si è svolta a Mersin, Turchia e non a Volos, in Grecia. La diciottesima edizione si è svolta a Tarragona, in Spagna nell’estate 2018 e non nel 2017. Le nazioni che hanno ospitato più edizioni dei giochi sono l’Italia e la Spagna, che ne hanno organizzate tre. Seguono poi Turchia e Tunisia con due e infine Egitto, Libano, Grecia, Algeria, Croazia (Jugoslavia), Marocco, Siria e Francia con una edizione ciascuno

La conferma proviene dalla circostanza che nessuna altra città del Mezzogiorno si è candidata . Il Comune di Taranto  invece, che non naviga nell’oro, essendo uscita da pochi mesi dal dissesto finanziario,  vuole ospitare la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo in calendario nel 2025, cioè fra 6 anni ! Incredibilmente persino il Ministro per il Sud, la “grillina” Barbara Lezzi si è lasciata ubriacare dall’enfasi pre-elettorale, commentando “Questa è una bella notizia per tutta la Puglia“. Resta da capire a questo punto quale sia la bella notizia, considerato che quella di Taranto è l’unica candidatura italiana.

21 settembre 2016. Il sindaco di Roma, Virginia  Raggi: “no alle Olimpiadi a Roma”

Un commento quello della Lezzi , a dire il vero, che nessuno si aspettava, sopratutto dopo che in un recente passato il M5S per voce della Sindaca di Roma Virginia Raggi aveva rifiutato e bloccata la candidatura della Capitale a giocarsela per organizzare le Olimpiadi a Roma, così come la Sindaca di Torino Chiara Appendino (M5S) si è sfilata dalla candidatura congiunta Milano-Torino ad organizzare le Olimpiadi Invernali che sono state successivamente aggiudicate all’ Italia, dopo l’accordo raggiunto dal Comune di Milano con quello di Cortina d’ Ampezzo. Secondo il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci (Pd) un rinvio della decisione, in sostanza, sarebbe potuto costar caro: “Abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo. Il sì del Consiglio dei ministri qualifica definitivamente la nostra ambizione“. Piccolo particolare , un ambizione che nessun altro comune d’ Italia aveva.

Il sindaco di Torino Chiara Appendino

L’assegnazione dei Giochi del Mediterraneo del 2025 verrà ufficializzata sabato 24 agosto in Grecia a Patrasso. E’ a dir poco ridicolo quanto scrive un quotidiano locale, sostenuto  dalle “mancette” ( o markette ?) pubblicitarie del Comune di Taranto che questa mattina ha scritto “La muscolarità della designazione del Comune di Taranto, sostenuta da un dossier ben argomentato assieme alla Regione Puglia, ha smontato poco alla volta le aspirazioni delle avversarie“, e tutto ciò peraltro senza aver mai preso visione o conosciuto alcun progetto delle altre città candidate. Il sindaco Melucci con la sua notoria sfacciataggine, a sua volta ha dichiarato “Usando un gergo sportivo abbiamo fatto squadra. E certamente il brand Italia ha inciso sulla fuga delle nostre ipotetiche rivali“. Resta da capire di quale “brand Italia” parla e chi sarebbe fuggito al cospetto di una città, Taranto che al momento non alcun impianto sportivo degno di partecipare ad una qualsiasi competizione internazionale !

Una candidatura che ha consentito ai parlamentari eletti in Puglia del Movimento 5 Stelle di cercare di prendersi qualche merito sulla base del nulla. Come si fa a non ridere quanto il “grillino” Paolo Lattanzio, capogruppo in commissione cultura alla Camera dice : “Da questo appuntamento internazionale potremo trarre benefici sul fronte del rilancio di Taranto in termini di riconversione economica. I Giochi faranno sì che Taranto non sia identificata solo con l’ingombrante presenza dell’ex Ilva“. A cui si aggiunge l’ex-portaborse ora deputato poi il deputato Giovanni Vianello che dichiara in una nota “Ciò che mi conforta è il messaggio di speranza garantito dall’aver raggiunto in gruppo un obiettivo importante“, dimenticando che al momento non è stato raggiunto ancora nulla !

I 250 milioni di spesa previsti  verranno utilizzati per la costruzione ex novo o la riqualificazione di circa sessanta impianti sportivi. Con Taranto saranno interessati una ventina di Comuni di altre tre province (Lecce, Brindisi e Bari). Oltre al contributo del governo, la parte del leone negli stanziamenti la faranno la Regione Puglia (50 milioni) le città coinvolte ed il Comune di Taranto che dovrà ulteriormente indebitarsi con il Credito Sportivo ancora una volta a spese dei contribuenti tarantini. E c’è persino chi gioisce…!

Nell’ultima edizione organizzata in Italia a Pescara nel 2009, è bene sapere che fine fece il Comitato promotore? Scomparso e dimenticato.  E la passione per far sviluppare il territorio? Tutto annegato nei finanziamenti pubblici e negli interessi privati di chi ha saputo trasformare Pescara 2009 in un affare interessante. Anche la Puglia ha già ospitato in passato i Giochi del Mediterraneo. Nel 1997  si svolsero a Bari (le gare di calcio, golf e tennis tavolo anche a Taranto, tra l’altro)  dal 13 al 26 giugno. Vi parteciparono 3473 atleti di 21 Paesi e 1541 ufficiali di gara. Le discipline furono 25: 234 gare e 742 medaglie medaglie assegnate. I Giochi si aprirono al San Nicola, la cerimonia fu conclusa da un concerto di Antonello Venditti alla presenza dell’allora capo del Governo, Prodi, del presidente della Repubblica, Scalfaro, e del presidente del comitato organizzatore,  Matarrese.

Resta da chiedersi: se l’organizzazione è un evento utile ed importante, come mai la città di Bari non si è candidata ? E come mai neanche Lecce, la città “bacino elettorale” dell’ assessore regionale Capone si è candidata ? Ai posteri l’ardua sentenza. Noi, purtroppo la conosciamo già.




La nuotatrice tarantina Benedetta Pilato a 14 anni è argento nei 50 rana ai mondiali di nuoto

ROMA – Nel nuoto mondiale è nata una stella. Benedetta Pilato, italiana, pugliese, nata a Taranto  14 anni e mezzo, è la più giovane italiana mai qualificata per un Mondiale, conquista splendida medaglia d’argento in 30” netti nei 50 rana ai Mondiali di nuoto di Gwangju dietro la statunitense Lilly King, 29”84, mettendosi alle spalle la russa Efimova, una big della specialità, terza in 30”15. Quinta l’altra azzurra Martina Carraro, già bronzo nei 100, in 30”49.

La nuotatrice tarantina dopo una partenza bruciante dell’americana, con un’azione scintillante e continua ha recuperato bracciata dopo bracciata, mettendo a serio rischio la vittoria della statunitense. Una rana lanciata con frequenze alte, potente, ed una “follia” lucida verso la gloria mondiale senza timidezza ma con sfrontatezza, forse solo al tocco ha pagato un po’ di inesperienza.

Benedetta per gli amici Benny  dopo l’impresa è estasiata piange e ride fra le lacrime “Non ci credo. Sono contentissima. Non posso dire altro se non che sto lavorando benissimo, adesso devo pensare ai Mondiali junior ma devo vivere questo momento. Non sono mai stata così tesa prima di una gara, ma penso che sia normale. Non ci pensavo proprio a una medaglia, vedendomi con il terzo tempo l’idea l’ho sfiorata, però non me l’aspettavo. Rendere la vita difficile alla King? Vabbé dai non esageriamo…però è bellissimo competere con gente che ha più esperienza”.

La liceale tarantina, fresca campionessa europea juniores , non ha mai fatto un doppio allenamento in un giorno. Promossa alla seconda liceo di scienze applicate a Taranto, va in palestra tre volte alla settimana e ogni giorno fa 31 km all’andata e altrettanti al ritorno per nuotare al massimo 5 km nella piscina di Pulsano. La allena un trentenne, Vito D’Onghia, insieme ad un gruppo di 18 ragazzini da dove emerge subito la classe di Benny. Assediata di domande, la piccola si gode la favola con incredulità. Sa rispondere colpo su colpo come sfidare le specialiste della rana.

“Sono una ragazza solare, non ho mai tempo per i social, io nuoto e studio. Non sono mai andata in discoteca, e i miei genitori mi dicono che da bambina non mi piaceva tanto l’acqua, forse avrei fatto la tuffatrice”. In camera non ha idoli, se non le sue foto. Sa il fatto suo quando risponde che “i ranisti sono una classe eletta”. “Non me l’aspettavo davvero – commenta – ma io non cambio, resto con i piedi per terra, devo ancora capire cosa ho fatto e se l’ho fatta è merito delle persone giuste che ci sono alle mie spalle”. Come tutti i talenti fatica ad assorbire i lavori aerobici: “Andare all’Olimpiade? Sì, ci arriverò“. Ora non svegliamola da questo meraviglioso sogno diventato realtà. Il coach dice di lei: “E’ una velocista pura fibra bianca”.

Dopo l’oro del Settebello di pallanuoto  per l’Italia è una grande gioia ai Mondiali. La Pilato, invece, conclude così: “Cosa ho pensato alla fine? Ho visto la luce su blocco, erano due pallini, ho iniziato a urlare… La King mi ha detto ‘tutto bene’. Mi stavo sentendo male. Sono sconvolta“.




Vamos Settebello, sei campione del mondo !

di Giovanna Rei

Il “Settebello” la nazionale azzurra di pallanuoto, allenato da Alessandro Campagna, la più vincente tra gli sport olimpici, è  diventata campione del mondo a Gwangju, in Sud Corea  e vince la medaglia d’oro per la quarta volta al Mondiale battendo la Spagna 10 a 5 in finale , dopo le vittorie del  1978 a Berlino, di Roma nel 1994, e Shanghai nel 2011.  L’Italia della pallanuoto merita di essere di nuovo la padrona del mondo, della pallanuoto del futuro: dinamica e meno fisica, con una partita autentico “capolavoro”, giocando e vincendo con la velocità una finale interpretata al meglio .

La nazionale italiana pallanuoto ed il suo “mister” Alessandro Campagna

La partita è stata dominata dagli azzurri che dopo un primo quarto in equilibrio (2-2) hanno preso il largo nel secondo periodo (5-3) allungando poi nel terzo (8-4). Doppiette di Luongo e Dolce, in gol anche Echenique, Figlioli, Renzuto, Aicardi, Di Fulvio e Bodegas. Terzo posto alla Croazia che nella finale per il bronzo ha superato 10-7 l’Ungheria.

Il quarto titolo Mondiale nella pallanuoto, quanti ne ha vinti la Nazionale di calcio, è stato un “capolavoro” di una squadra che ha nella difesa il suo punto di forza, ma che sa giocare bene anche all’attacco, sia con le ripartenze, sia con la pazienza e il palleggio, necessari a trovare il varco giusto. In vasca non abbiamo sbagliato niente, entrando da subito “dentro” la partita, con la voglia di prenderci la rivincita contro la Spagna che l’anno scorso, aveva vinto nelle semifinali dell’Europeo senza meritare . Il segreto della vittoria del Settebello è stato proprio nella lucidità iniziale.

La vittoria è stata festeggiata da tutto lo staff, compreso il ct, con un tuffo nella piscina insieme con la squadra neocampione.  “Partita perfetta in una giornata perfetta. Oggi dovevamo fare venire fuori la nostra personalità e il nostro ritmo e i ragazzi sono stati esemplari”. Così il Ct dell’Italia di pallanuoto, Alessandro Campagna, dopo il trionfo nella finale del Mondiale. “Quando vedi i giocatori che fanno tutto quello che prepari, vuol dire che sei un allenatore fortunato“, ha proseguito, dicendosi poi “orgoglioso” di aver partecipato, da giocatore o tecnico, a tre dei quattro titoli iridati vinti dal Settebello.

“Non stavamo bene all’inizio del torneo  ma abbiano saputo soffrire e nella sofferenza siamo venuti fuori – ha affermato ancora mister Campagna –  Anche oggi c’è stato un arbitraggio discutibile, con 16 espulsioni a sei a nostro sfavore. Questo mondiale è stato un buon allenamento in vista delle Olimpiadi del prossimo anno, dove la pressione e la sofferenza saranno tripli“. “E’ un Italia – ha concluso Campagnache rende orgogliosi tutti gli italiani”.

“Prima della finale ho guardato i ragazzi negli occhi e ho capito che avremmo vinto“, ha confessato Sandro Campagna dopo il rituale tuffo in piscina. Furore, cinismo e saggezza tattica sono stati i segreti del Settebello bellissimo e campione, prima squadra a qualificarsi per Tokyo 2020, medaglia d’oro otto anni dopo Shanghai.




Nasce a Taranto SunRazor 01, la prima barca solare "made in Puglia" progettata dal Politecnico di Bari

La foto di gruppo dei concorrenti

ROMA – Si chiama Sunrazor 01 l’imbarcazione solare ad alta tecnologia sviluppata dal team italiano “BlueMatrix“, di ritorno dai primi test in acqua in occasione della sesta edizione del Monaco Solar & Energy Boat Challenge di Montecarlo svoltosi dal 2 al 6 luglio scorso, manifestazione che ha riunito oltre 400 concorrenti, espositori e oltre un migliaio di visitatori nell’arco di quattro giorni. Nell’evento erano presenti aziende che hanno selezionato e assunto una ventina di giovani professionisti. Ricordiamo alcuni nomi: il cantiere navale tedesco Nobiskrug,  Torqeedo ed Energy Observer.

Soddisfatto  Bernard d’Alessandri, segretario generale del Monaco Yacht Club: “La Monaco Solar & Energy Boat Challenge contribuisce alla riflessione sul futuro della nautica da diporto. Il Principato consente attraverso questo evento di far dialogare le esperienze di industriali, ingegneri, cantieri navali, studenti e armatori per affrontare le sfide energetiche e ambientali del settore nautico».

Più che una semplice barca al momento, Sunrazor 01  è la prima e unica imbarcazione italiana nella categoria “Solar” che si alimenta grazie ad un complesso insieme di sottosistemi elettronici, meccanici e fluidodinamici: unisce materiali avanzati e tecnologie aerospaziali, batterie agli ioni di litio di ultima generazione, un propulsore elettrico ad alto rendimento, complessi software di gestione e sistemi portanti nati da un attento studio fluidodinamico sviluppato con l’aiuto del Politecnico di Bari.

Grazie al potente motore elettrico e alla sua particolare elica da competizione, SunRazor si solleva sui foil di cui è dotato, vere e proprie ali che consentono di raggiungere velocità notevoli per un mezzo di questo genere. “I nostri obiettivi a breve termine – ha commentato Cristian Pilo, team manager di BlueMatrix e progettista dello scafo – sono quelli di effettuare un’ampia batteria di test in tutte le condizioni possibili, ottimizzando il comportamento dei foil e del gruppo motore-trasmissione nelle varie condizioni di navigazione, per poi finalmente testare le reali capacità di endurance di SunRazor e le sue prestazioni di punta“. SunRazor a settembre in occasione della prossima gara di campionato in Olanda sfiderà le altre 18 imbarcazioni solari, barche nate da spin-off universitari e da laboratori sperimentali, portate in gara da 8 nazioni diverse, fra cui ben 11 presenze olandesi.

Il progetto Sunrazor avrà come sede il Mar Piccolo di Taranto. A sostenere il progetto, il Gruppo Comes di Taranto guidato da Vincenzo Cesareo, specializzato in grandi costruzioni in acciaio. E lo fa per tre motivi principali: “primo, vediamo nella mobilità sostenibile sul mare un nuovo settore di sviluppo; secondo, per svolgere attività di monitoraggio di sistemi in mare, abbiamo bisogno di mezzi in grado di muoversi con grande efficienza energetica e, in un futuro non lontano, anche in maniera autonoma; terzo, sentiamo come vocazione e dovere quello di sostenere la ricerca, soprattutto se legata all’attività di giovani all’interno del mondo universitario”, spiega Cesareo, sino a qualche giorno fa presidente di Confindustria Taranto.

“Siamo consapevoli che il futuro delle nostre imprese sarà strettamente legato alla loro capacità di innovare e soprattutto di interpretare la sostenibilità – ha dichiarato  Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, – in un messaggio in occasione della presentazione del progetto ieri presso lo “Spazio Mastai” del Palazzo dell’Informazione a Roma, Accogliere il progetto di SunRazor con una base che avrà sede nel Mar Piccolo di Taranto esprime la nostra volontà di supportare progetti fortemente orientati alla sostenibilità, che diano concreta visibilità e opportunità di sviluppo a una Regione come la Puglia, oggi così ricca di competenze e di voglia di fare“. La Puglia, ha aggiunta  Emiliano, “è un concentrato di strutture all’avanguardia, in grado di competere a livello internazionale, a cominciare dal polo dell’industria aerospaziale. Siamo certi che questo progetto aiuterà la promozione di queste competenze a livello globale. Il progetto SunRazor è anche importante per l’ipotesi di accogliere in futuro competizioni internazionali che daranno risalto alla nostra Regione in chiave turistica.

 

 

Per il sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo, “ricerca e innovazioni tecnologiche spendibili in futuro per il fine ultimo della tutela dell’ambiente sono costantemente al centro del nostro interesse. Penso, ad esempio, al monitoraggio nelle zone più sensibili, come le Aree Marine Protette, dove sarebbe vantaggioso operare con veicoli di elevata autonomia e basso impatto ambientale. Riteniamo quindi il progetto SunRazor tra le proposte interessanti in questo senso“.

“Vogliamo lavorare  a medio termine – continua il team leader – per sviluppare ulteriormente l’elettronica di navigazione, il sistema di controllo elettronico dell’assetto in portanza, ora puramente meccanico, e aumentare l’autonomia anche in condizioni di scarso irraggiamento solare”. Dopo le prove di Montecarlo, SunRazor sfiderà le altre 18 imbarcazioni solari in Olanda, a settembre in occasione della prossima gara di campionato. Si tratta di barche nate da spin-off universitari e da laboratori sperimentali, portate in gara da otto nazioni diverse, fra cui ben 11 presenze olandesi.

Mario Massimo Foglia

Il “progetto SunRazor” è anche un esempio virtuoso di collaborazione tra accademia, ricerca e industria.Al Politecnico di Bari ci siamo concentrati sullo sviluppo dei foil, le superfici portanti di cui è dotata l’imbarcazione – spiega Mario Massimo Foglia, professore del Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di BariIl team di BlueMatrix si è inoltre avvalso di un gruppo di nostri studenti che hanno supportato il coordinamento, la comunicazione e i primi collaudi di SunRazor. Di qui partirà un percorso di intensa collaborazione con BlueMatrix e le aziende e le istituzioni che hanno sostenuto il progetto, sono certo con grande entusiasmo e soddisfazione di tutte le parti coinvolte“.

 

 

 

 

 

 

 

 




Addio all'ex presidente del Lecce Giovanni Semeraro, aveva 82 anni

LECCE – Questa mattina all’età di 82 anni si è spento  nella Clinica Petrucciani del capoluogo salentino Giovanni Semeraro ex presidente del Lecce Calcio . L’imprenditore era stato ricoverato d’urgenza il 7 luglio scorso all’Ospedale Vito Fazzi di Lecce per uno scompenso cardiaco e poi trasferito in clinica. Semeraro nel 1994 acquistò la società del Lecce  affidando la presidenza a Mario Moroni e nel giro di due anni  con Giampiero Ventura allenatore in panchina riuscì a conquistare la Serie A  facendo il doppio salto dalla C al massimo campionato .

Giovanni Semeraro

Giovanni Semeraro in seguito divenne presidente del Lecce dalla stagione 2005-2006 fino al giugno 2010, passando successivamente il testimone al figlio Pierandrea. Nell’estate 2011 la definitiva cessione del club.

Durante la sua gestione, il Lecce ha giocato nove campionati di Serie A, con il picco raggiunto tra il 2003 e il 2005, quando i pugliesi chiusero al decimo e all’undicesimo posto. Nel 2005, in particolare, i giallorossi allenati da Zdenek Zeman finirono la stagione con il secondo miglior attacco della Serie A

Semeraro è stato azionista di maggioranza della Banca del Salento, poi divenuta Banca 121 e in seguito acquisita dal Gruppo Monte del Paschi di Siena. Il Lecce Calcio gli era sempre rimasto nel cuore, tanto è vero che spesso lo si vedeva in tribuna al Via del Mare.

L’attuale dirigenza del club salentino ha voluto ricordare  lo “storico” presidente del Lecce con una breve nota pubblicata sul proprio sito ufficiale: “L’U.S. Lecce esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Giovanni Semeraro, che dal 1994 al 2012 è stato patron ed azionista di rifermento del sodalizio giallorosso. Giovanni Semeraro ha scritto pagine indelebili della storia del calcio leccese. I risultati sportivi sotto la sua gestione hanno consolidato e rafforzato la notorietà del club a livello nazionale. Tutta la famiglia dell’ U.S. Lecce si stringe attorno al dolore che ha colpito la famiglia Semeraro”.




Wimbledon: un magnifico Federer cede a Djokovic dopo 5 ore di vero spettacolo

LONDRA – Il 14 luglio 2019 il torneo di Wimbledon è destinato ad entrare nella storia nel tennis, dopo aver assistito alla finale più bella, intensa e lunga di sempre, a dispetto del primo tie-break del quinto set giocato in una finale nella storia ultracentenaria dello Slam sull’erba. Novak Djokovic ha bissato il successo del 2018, vincendo il torneo per la quinta volta, infrangendo il sogno dello svizzero Roger Federer, 37 anni e 340 giorni, di portare a casa il nono successo: 7-6 1-6 7-6 4-6 12-10 il risultato della più bella e più lunga finale nella storia dei Championships.

Dopo 4 ore e 57 minuti di tennis memorabile e indimenticabile Federer manca il suo 21esimo titolo dello Slam mentre Djokovic sale a quota 16, piazzandosi a meno due dallo spagnolo  Rafael Nadal. E’ stata una finale leggendaria quella persa oggi da Federer con 94 vincenti e in cui lo svizzero ha finito incredibilmente aggiudicandosi più game e più punti di Djokovic (218 a 204), ma alla fine il serbo ha dimostrato di giocare meglio i punti importanti , e di essere il giocatore più freddo in campo.

Per il tennista elvetico resta l’amarezza per i due match-point falliti sul 9-7 a suo favore nel quinto set, con il servizio a disposizione. A quasi 38 anni, il fuoriclasse svizzero fallisce l’assalto alla nona corona a Wimbledon e al 21esimo torneo del Grande Slam

La finale di oggi, giocata sull’erba del Centre Court dell’All England Lawn Tennis Club di Londra, entrerà di diritto nella storia del tennis non solo per la bellezza dei colpi ma anche perchè è stata risolta con la formula del tie-break sul 12-12, istituita ai Championships proprio da questa edizione.

Tanti gli spettatori celebri a far da cornice a uno spettacolo tennistico eccezionale: in primo piano il principe William e Kate Middleton, che hanno assistito al match dal “Royal Box”, grande curiosità anche per la presenza di Jeff Bezos, fondatore e proprietario di Amazon, con la sua nuova compagna Lauren Sanchez. In tribuna, fra gli altri, ecco anche Pippa Middleton, sorella della duchessa di Cambridge, l’ex tennista Stefan Edberg, l’attore britannico Benedict Cumberbatch e Brooklyn Beckham, figlio del calciatore David Beckham ex Manchester United, Real Madrid e Milan, .




Tennis. E' finita la favola di Thomas Fabbiano a Wimbledon

di Giovanna Rei

A 30 anni suonati, dopo una carriera contraddistinta da Challenger e Futures in giro per il mondo, Fabbiano sta vivendo il momento più luminoso della sua carriera e in questo torneo di Wimbledon 2019 ha fatto sognare l’Italia, sconfiggendo al primo turno il numero 6 del mondo e due giorni dopo eliminando al 5° set il gigante Ivo Karlovic, più alto di lui di 38 cm.

Ma il sogno di Thomas Fabbiano è svanito ieri pomeriggio a Wimbledon, terzo Slam della stagione in corso sui campi in erba dell’All England Lawn Tennis Club.  Il tennista 30enne di San Giorgio Ionico (Taranto) attuale numero 89 del ranking mondiale, ha perso dopo due ore e 19 minuti di grande tennis internazionale  per 6-4, 7-6, 6- 4 , contro spagnolo Fernando Verdasco, numero 37 in classifica Atp, alla  sua 17esima presenza sui court di Church Road dove nel 2013 ha raggiunto i quarti.

La bella corsa di Thomas Fabbiano a Wimbledon si è dovuta arrestare davanti alla maggiore esperienza del 35enne mancino madrileno Fernando Verdasco. Una sconfitta che lascia non pochi rimpianti al tennista pugliese che è partito contratto ma poi ha sciupato ben 8 palle-break prima di cedere 4-6 il primo parziale. Nel secondo set invano Fabbiano è andato avanti 4-2. Verdasco proprio nel momento di maggior difficoltà ha iniziato a giocare e a servire meglio e, dopo aver immediatamente recuperato il turno di battuta ha chiuso brillantemente al tie-break, dominato (7-1).

Thomas Fabiano a Wimbledon

 Nel terzo set Fabbiano si è visto cancellare da un bel diritto di Verdasco la palla per andare avanti di un break sul 3-3, ha perso il servizio ma sul 5-3 ha approfittato di un passaggio a vuoto dell’avversario per rientrare in partita. Purtroppo, però, sul 5-4 ha commesso 4 errori, tra cui 2 doppi falli e al 3° match point ha finito per alzare bandiera bianca.

Resta comunque l’ottimo torneo disputato dal pugliese, che con la semifinale raggiunta la scorsa settimana ad Eastbourne aveva dimostrato di avere trovato il feeling giusto con il tennis giocato sull’erba. La ha confermato allo Slam British  imponendosi in cinque set prima sul greco Stefanos Tsitsipas, numero 6 del ranking e 7 del seeding, e poi sul croato Ivo Karlovic, numero 80 Atp (al gigante di Zagabria non sono bastati 38 ace ! ).

Chi è Thomas Fabbiano, il tennista italiano che ha sorpreso il mondo del tennis 

Nato a San Giorgio Jonico (Taranto) il 29 maggio 1989, Thomas Fabbiano è uno dei nostri tennisti di punta e sta vivendo un periodo di grande condizione atletica e mentale. Esordisce nei tornei Future a 18 anni e nel settembre 2007 ottiene la sua prima vittoria al open di Olbia. Seguiranno tre vittorie nel 2008, due nel 2010 e nel 2011 ed una del 2012. Il 2013 è l’anno per fare il salto nei tornei Challenger, ottiene due seminifinali a Todi e  San Benedetto del Tronto, vince a Recanati e si qualifica agli US Open. Il 2014 dovrebbe essere l’anno della conferma, ma una mancata qualificazione agli Open americani lo fa retrocedere in classifica.

L’anno in cui emerge entrando nella top 100 mondiale è il 2017 (arriva al 3 turno degli US Open). Si conferma l’anno successivo ottenendo l’approdo al terzo turno del Roland Garros e di Wimbledon e conquistando il 70° posto nella classifica Atp (record personale). Il 2019 è cominciato nel migliore dei modi con grandi prestazioni all’Australia Open (anche qui terzo turno) e con la vittoria sul numero 6 del mondo ottenuta a Wimbledon.




Le Olimpiadi Invernali 2026 a Milano e Cortina

ROMA – Dopo la presentazione tecnica della delegazione, la votazione degli 82 membri del Cio dallo SwissTech Convention Center di Losanna, è arrivato l’annuncio ufficiale: Milano Cortina ospiteranno le Olimpiadi Invernali del 2026, battendo, sul fil di lana, Stoccolma-Aare .

Sono passate le 18 e la festa può cominciare. Thomas Bach presidente del Cio apre la fatidica busta  “the winner is” e legge il nome di Cortina e Milano: sconfitta 47-34 la candidatura di Stoccolma-Are! L’Italia ospita i Giochi Olimpici per la quarta volta nella sua storia : dopo quelle invernali di Cortina 1956 e Torino 2006 e quelle estive di Roma 1960.

Sulle pagine social dal Coni nell’immagine postata dopo la decisione del Cio di assegnare i Giochi Invernali 2026 a Milano-Cortina si legge  “Che sogno! Milano Cortina 2026: è tutto vero!” il post continua “‘Il sogno è realtà, sarà MilanoCortina2026 ad ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali!”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è unito a lungo applauso che è scoppiato al Piccolo teatro Paolo Grassi alla notizia che il Cio ha assegnato a Milano e Cortina i Giochi invernali 2026. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte appena arrivato all’aeroporto di Ginevra ha appreso della vittoria italiana  prima di decollare e si e’ abbracciato con la sua delegazione.

Il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati: “All’estero godiamo di una stima superiore di quella che abbiamo di noi stessi

La vittoria di Milano e Cortina nella corsa ad ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026, non è solo un grande e meritato risultato che il nostro Paese attendeva da anni, ma è l’affermazione di un principio: quando si lavora uniti e compatti, per l’Italia nessun obiettivo è precluso. In questa giornata possiamo e dobbiamo sentirci orgogliosamente Italiani“. ha commentato il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ed ha aggiunto: “Oggi abbiamo avuto anche la riprova che il nostro Paese all’estero gode di un’immagine e di una stima superiore di quella che abbiamo di noi stessi. Da domani bisognerà lavorare per ripagare la fiducia che ci è stata accordata. Ma il Veneto, e Cortina in particolare, così come la Lombardia, hanno una grande tradizione per ciò che riguarda gli sport della neve e del ghiaccio e sapranno certamente essere all’altezza delle aspettative. Ci sono tutti i presupposti perché i Giochi Olimpici 2026 siano una grande festa di sport e di passione ma anche un’importante leva per l’economia, il turismo e lo sviluppo delle infrastrutture nei territori interessati. Un grazie doveroso va rivolto a chi, dal Coni al Governo, dalle Regioni Lombardia e Veneto ai Comuni di Milano e Cortina, ha lavorato nei mesi scorsi per arrivare a questo prestigioso traguardo. A tutti loro l’Italia deve rendere merito ed essere riconoscente se nel 2026 il Paese potrà godere di questa straordinaria vetrina“.

Il commento del Coni: “Risultato significativo

Sono contento, è un risultato significativo non solo per me ma per tutto il paese, sono orgoglioso di questo fantastico team che abbiamo creato insieme senza differenze di partito” è il commento di Giovanni Malagò, presidente del CONI, nel corso della conferenza stampa dopo l’assegnazione a Milano-Cortina del Giochi Invernali 2026. Ed ha aggiunto: “All’inizio è stato complicato individuare i nostri punti di forza, la nostra candidatura era peculiare. Contemporaneamente devo dire che grazie ai pionieri di questa avventura abbiamo raggiunto questo traguardo. Non ricordo nella mia vita una passione così forte. Vorrei ringraziare i governatori Zaia e Fontana, perché tutta questa passione non era così ovvia. Una parola infine per il sottosegretario Giorgetti, il cui apporto è stato fin dall’inizio estremamente positivo. La sua complicità al progetto, anche se all’inizio aveva delle perplessità con il Governo ma è stato in grado di trovare una soluzione affinché si potesse sostenere il progetto“.

Attilio Fontana: “Questo è il premio alla caparbietà ed alla professionalità di una squadra forte e preparata”

Sono emozionato e molto soddisfatto. Fin dall’inizio, tutti insiemi, ci abbiamo creduto, e questo è il premio alla caparbietà e alla professionalità di una squadra forte, tenace e preparata”  le prime parole di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, nel commentare la ‘vittoria’ di Milano-Cortina quale sede delle Olimpiadi 2026. “Guardando alla Lombardia – ha aggiunto il presidente Fontana – penso già ai grandi benefici che l’intera regione potrà avere da questo evento. Posti di lavoro, interventi infrastrutturali e sviluppo economico: tutti elementi che fanno parte del nostro dna e che, con le Olimpiadi, troveranno la massima espressione non solo a Milano e in Valtellina, ma su tutto il territorio regionale. Grazie ancora a tutti, abbiamo compiuto una grande impresa“.

Giuseppe Sala: “Grazie Malagò. Meglio insieme a Cortina, che non Milano da sola”

Ho avuto dei momenti di tensione col Coni quando si trattava di definire la squadra da presentare, ma oggi bisogna riconoscere grande merito a Malagò, che ha fatto un eccellente lavoro” ha dichiarato il sindaco di Milano Giuseppe Sala commentando l’assegnazione del Cio a Milano-Cortina dell’organizzazione delle Olimpiadi del 2026.

Dopo il no a Roma2024 “con Malagò abbiamo visto una finestra – ha aggiunto il primo cittadino di Milano ai microfoni di Sky –. Io avevo pensato addirittura alle Olimpiadi estive, poi dopo la doppia assegnazione di Parigi e Los Angeles abbiamo provato con le invernali. Se poteva essere Milano da sola? Forse, ma così, con Cortina, è meglio“.

Una vittoria sofferta, ma sopratutto una vittoria cercata. Non solo da una parte, ma da tutto un Paese. Dal comitato olimpico italiano, dalle forze politiche, dagli atleti, ma anche da quelle federazioni che qui sono venute per fare “lobbying”, per convincere anche solo un candidato, anche se non saranno mai in gara nel 2026.

 




Standing ovation per il concerto della Banda della Polizia organizzato dall’ANCRI per spiegare l’Inno Nazionale agli Azzurri.

ROMA – Un’ iniziativa che ha ottenuto la standing ovation della Nazionale di Mancini in piedi ad applaudire il concerto che si è tenuto al Centro Tecnico FIGC di Coverciano, promosso dall’ ANCRI, l’ Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, per un momento di riflessione ed approfondimento sul significato autentico dell’Inno Nazionale e per farlo”vivere” meglio agli azzurri del calcio italiano. Gli aspetti organizzativi sono stati curati dall’ex responsabile della sicurezza degli Azzurri, il prefetto Francesco Tagliente, delegato ai rapporti istituzionali dell’ANCRI, di concerto con la Figc e la Polizia di Stato.

La Banda musicale della Polizia di Stato diretta dal Maestro Maurizio Billi, accompagnata dal tenore Francesco Grollo, ha arricchito l’evento con brani musicali molto significativi e toccanti anche per il mondo dello sport. L’ omaggio a Ennio Morricone, Galop dall’ouverture di “Guglielmo Tell” di Gioacchino Rossini; “Nessun dorma” da “Turandot” di Giacomo Puccini. A seguire Michele D’Andrea ha quindi raccontato e spiegato agli Azzurri della Nazionale di Calcio il significato dell’Inno, che è il vero Canto degli Italiani, .

“Quando penso al nostro Inno Nazionale– ha spiegato Demetrio Albertini, Presidente del Settore Tecnico di Coverciano – sia quando ero calciatore ed ora da dirigente sento il senso di identità, appartenenza e responsività. La Nazionale, l’Inno e la maglia azzurra sono colonne e valori fondamentali”.

Il prefetto Francesco Tagliente, nel suo intervento,  ha ricordato che “lo sport e i valori fondanti del nostro ordinamento costituzionale sono stati i fili conduttori del mio percorso professionale e della mia vita. E non solo della mia vita perché questo evento è il frutto della sensibilità e della vocazione istituzionale e sociale del presidente della FIGC Gabriele Gravina, del Capo della Polizia Franco Gabrielli e di una bella Squadra impegnata da tempo a promuovere i valori dei simboli della Repubblica. Parlo dell’Associazione Nazionale degli insigniti al Merito della Repubblica ma non solo perché parlo soprattutto degli orchestrali della Banda musicale della Polizia diretti da Maurizio Billi, da Francesco Grollo e da Michele D’Andrea. Una squadra che è partita da Firenze 10 anni fa, festeggiando il Tricolore, ed oggi ancora unita e più attiva che mai, torna a Firenze e fa tappa a Coverciano per spiegare agli Azzurri, attraverso una chiacchierata briosa ed espressiva, il significato autentico dell’Inno Nazionale, pilastro ideale e simbolico della nostra democrazia”.

Il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove nel suo intervento ha evidenziato che “Gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana aderenti all’ANCRI, da Statuto, si sono assunti l’impegno di divulgare, a tutti i livelli ed in ogni forma, i principi e i valori della Costituzione Italiana, specialmente quelli incarnati nei simboli della Repubblica, dei quali intendono promuoverne la conoscenza storica e la portata ideale, poiché fermamente convinti che la salvaguardia dei valori rappresenta il modello di riferimento per una coscienza adulta e la formazione del mondo di domani. In tale ottica, è indubbio che lo sport in generale, e gli azzurri della Nazionale di calcio in particolare, rappresentano il momento più alto di questi valori, poiché da sempre capaci di trasmettere emozioni e messaggi positivi”.

A parlare dell’Inno anche gli Azzurri della Nazionale, che lo vivono ogni volta che scendono in campo con la maglia dell’Italia.  “L’inno italiano è un qualcosa di particolare. Non abbiamo mai pensato – ha sottolineato il c.t. Manciniche fosse una marcetta, ma l’inno più bello del mondo. Spero che quanto ascoltato oggi serva a tutti noi quando andremo in campo già da sabato e ci aiuti ancora di più. Il momento più bello penso sia rappresentare la propria nazione”.

Se penso all’inno ripenso a quando ero bambino e guardavo la Nazionale di calcio, – ha aggiunto Giorgio Chiellini –  ma anche gli altri sport e lo cantavo a casa. Poi piano piano dalle nazionali giovanili ho cominciato a cantarlo fino a raggiungere il sogno di cantarlo in Nazionale maggiore. E’ un inno stupendo, e cantarlo è un qualcosa di emozionante, un modo di caricarci tutti insieme prima della partita e trasferirci quelle vibrazioni e quelle emozioni che poi cerchiamo di riportare in campo”. Infine Leonardo Bonucci: “Dopo questa bella mezz’ora passata insieme, quel minuto davanti alle telecamere in cui viene cantato l’inno italiano prima delle gare della Nazionale azzurra sarà ancora più entusiasmante e fatto con ancora più voglia perché racconta la nostra passione, la nostra storia ed è quello che cerchiamo di mettere in campo in ogni partita. Complimenti alla Banda musicale della Polizia di Stato, siete veramente una grande squadra”.

Al termine della manifestazione Albertini ha donato a Tommaso Bove, presidente Nazionale ANCRI, una maglia ufficiale della Nazionale italiana, recante sulle spalle la scritta ANCRI, ed il numero 4.




La Champions League è dei Reds: Liverpool-Tottenham 2-0

MADRID – Jurgen Klopp è appena diventato per la sua prima volta l’allenatore campione d’Europa. Subito dopo il fischio finale, queste le sue parole a Sky Sports. “Una lotta incredibile, una notte fantastica. Non è stata forse la partita più bella del mondo, ma dovevamo soltanto vincere e i ragazzi ci sono riusciti, ed è il giusto coronamento di una stagione fantastica, molto intensa. Pazzesco quello che hanno fatto i ragazzi. Dedico il successo alla mia famiglia, che era seduta in tribuna: ho sofferto molto, questa vittoria è per loro e anche per tutti coloro che fanno parte di questo club“.

Una stagione intera per rincorrere la Champions26 secondi per metterla sotto ipoteca. O, vedendola dall’altra parte del campo, per perderla. La Champions League 2019 e’ del Liverpool ma soprattutto di Jurgen Klopp, che finalmente ha sfatato il tabù delle finali dopo averne perse sei.  La storia si fa con i titoli, e questo conta per le migliaia di tifosi di Liverpool che hanno chiuso la serata con un maestoso “you’ll never walk alone“.

La maledizione di Klopp finisce nella notte dello stadio Wanda Metropolitano di Madrid. Al tecnico tedesco per sei volte  era toccato incamminarsi a testa bassa per ricevere la medaglia d’argento. Sia che si trattasse Champions, Europa League o una coppa nazionale, con il Borussia Dortmund o con il Liverpool, da favorito o da underdog, il finale era stato sempre lo stesso. Ma questa volta no. Klopp aveva confessato alla BBC, cosa gli avrebbe ordinato papà Norbert prima della sfida con il Tottenham, se fosse ancora vivo (è morto prima che diventasse un allenatore di calcio ndr). “Vincila stavolta, Jurgen“. Un dialogo immaginario, a cui mister Jurgen Klopp ha obbedito ugualmente.

Il Liverpool è campione d’Europa, Jurgen Klopp è il tecnico campione d’Europa. Il migliore di tutti, senza se e senza ma. I tifosi delle sue squadre lo hanno sempre adorato. Per i suoi atteggiamenti istrionici in campo, per le sue interviste che hanno finito per conquistare persino quelli dei rivali. Difficile trovare qualcuno a cui Klopp stia antipatico. “Forse perché non avevo ancora cominciato a vincere sul serio”, obietterebbe lui accompagnando la frase sibillina con la solita risata da mezzo matto.

Ecco, se avete un dubbio sulla questione, quel sorriso sotto l’immancabile ciuffo biondo e gli occhi vispi, ve lo toglierebbe. No, caro mister Klopp, non ce la faresti proprio a stare antipatico. Nemmeno oggi che sei lì dove tutti ti invidiano. Sul tetto d’Europa, così in alto che quasi puoi ascoltare le parole di papà Norbert.




Roma, lacrime e striscioni: l'Olimpico saluta De Rossi

ROMA – Migliaia di bandierine gialle e rosse che sventolano in aria e poi un lunghissimo striscione con sopra scritto “Ci hai rappresentato in campo per 18 anni, da oggi la tua curva rappresenterà te per sempre. Siamo tutti DDR“.

Prima del via era stato esposto un altro striscione sempre in Curva Sud con la scritta “Nei giorni belli e in quelli tristi sei stata la bandiera dei veri romanisti!”, mentre in Tribuna Tevere è stata mostrata una gigantografia di De Rossi con sopra lo striscione “Ultras dentro e fuori dal campo”. Non c’è solo il centrocampista però nei pensieri del pubblico dell’Olimpico che non ha fatto mancare numerosi cori di contestazione nei confronti del presidente James Pallotta.

La Curva Sud dell’Olimpico saluta così Daniele De Rossi, all’ultima presenza con la maglia della Roma in occasione della gara col Parma. Prima del fischio d’inizio il capitano è sceso in campo accompagnato dai figli mentre tutto lo stadio intonava il suo nome. Sugli spalti, oltre alla famiglia, anche ex compagni in azzurro come Gigi Buffon e Materazzi, e il ct dell’Italia, Mancini.

Quando entrano le squadre la curva Sud si colora di giallorosso, con migliaia di bandierine con su scritto DDR e la scritta: “Il mio in campo”, “Ultras dentro e fuori dal campo” e “Lode a te, ultimo imperatore”. La pioggia aumentava, ed aiutava a nascondere le lacrime di tanti tifosi, così come sono aumentati anche i cori contro la società per la scelta di non rinnovare il contratto a De Rossi , compreso uno contro Franco Baldini, consulente del presidente.

I tifosi quando è arrivato il momento del saluto finale non trattengono più le lacrime. Insieme a tutti i tifosi presenti all’Olimpico: piange Gaia,  figlia maggiore di Daniele, piange  sua moglie Sarah , stretta alle braccia della moglie di Florenzi, piange Bruno Conti e piange Francesco Totti.

Sono Conti e Totti loro a premiare Daniele con un numero 16 di cristallo e sono loro ad accoglierlo prima del giro di campo con i compagni, tenendo mano nella mano la sua famiglia. De Rossi trattiene le lacrime, fino all’ abbraccio a Totti, dove non ce la fa più e scoppia  a piangere.

E’ una liberazione, per lui e per tutti. Vorrebbero farlo parlare, ma De Rossi non se la sente. Saluta ancora una volta i tifosi, poi scende da solo le scalette degli spogliatoi. E sorride. Il popolo romano lo ama senza se e senza ma. Un amore che i soldi di Pallotta non potranno mai comprare o conquistare.




Sette anni dopo la Puglia torna in serie A : grazie Lecce !

ROMA – Lo Stadio del Mare di Lecce ed il suo popolo di  30.000 spettatori hanno cantato e gridato ieri la felicità di tutto il Salento. Una squadra di calcio che diventa un simbolo territoriale attraendo le famiglie al completo per non perdere per un appuntamento con la storia.  Un doppio salto indietro per la retrocessione in serie B sul campo del Lecce nel 2012 e dopo la retrocessione in Lega Pro a causa del derby “truccato” contro il Bari.

Oltre 111 anni di storia calcistica del club giallorosso che aveva coronato per la prima volta il sogno di giocare della massima seria nella stagione calcistica 1984/85 quando conquistò la sua prima promozione in serie A. Da quel momento fino al 2012, la squadra ha militato sempre fra la massima serie e la serie B, vedendo giocare con la maglia giallorossa dei campioni come Vucinic, Bojinov, Miccoli, Cuadrado, Giacomazzi, Chevanton.

Ieri con una sorta di compensazione il destino ha tracciato un percorso inverso, questa volta verso la felicità, il club salentino ha potuto festeggiare la sua seconda promozione consecutiva. Mister Fabio Liverani ha ripercorso il passato del Lecce con  Ventura in panchina, l’allenatore che, dal 1995 al 1997, era riuscito nell’impresa di conquistare due promozioni di fila alla guida dei giallorossi . Prima di Liverani, avevano messo il loro marchio promozione, nell’ordine, Eugenio Fascetti, Carlo Mazzone, Bruno Bolchi, Gianpiero Ventura, Sonetti, Delio Rossi, Papadopulo e De Canio.

Nove vittorie ininterrotte nelle gare interne sino alla chiusura di un campionato incredibile .   Una società giovane , creata nel 2015 dall’attuale presidente Saverio Sticchi Damiani  noto avvocato amministrativista, esperto in diritto sportivo e docente universitario a soli 44 anni compiuti proprio ieri. Un lavoro straordinario quello svolto dal numero uno della società, che ha saputo conquistare anche il sostegno del finanziere svizzero Renè De Picciotto, trasferitosi da alcuni anni in Puglia ,  attualmente maggior azionista della società (il 30 per cento), e pronto da investire ancora nel Lecce.

il direttore sportivo Mauro Meluso

Sticchi Damiani e soci dopo aver rilevato la società giallorossa dalla famiglia Tesoro, hanno avviato un progetto  serio assegnando al mister Liverani e al direttore sportivo Mauro Meluso, che hanno da poco entrambi rinnovato i rispettivi contratti sino al 2022. Una struttura societaria che mira a consolidarsi nel calcio che conta, con degli  obiettivi, ambiziosi ed importanti, a partire dal restyling e la concessione  con un accordo trentennale dello Stadio del Mare da definire al più presto con il Comune di Lecce.

l’allenatore “artefice” della doppia promozione: Fabio Liverani

Il capolavoro compiuto dal tecnico romano si è basato sul gioco imposto dal Lecce  nella stagione più difficile, che vedeva la squadra iniziare il campionato come  una neo-matricola in Serie B. Liverani dopo aver azzerato la struttura di base sulla quale era stata costruita la precedente stagione vittoriosa in Lega Pro, ha saputo ridisegnare ed organizzare in fretta un nuovo gruppo, esaltando la vocazione offensiva di una squadra, che ha dimostrato una continuità di rendimento (mai due sconfitte di seguito) ed una costante crescita del proprio gioco, che ha consentito al Lecce  di diventare una vera e proprio macchina da gol, seconda soltanto al Brescia.

Fabio Liverani, ha così commentato il successo sullo Spezia che ha sancito la promozione matematica del Lecce in Serie A: “Le prestazioni di livello che abbiamo fatto mi facevano stare tranquillo: c’è stato un percorso di grande qualità e di crescita. Dopo Padova non ho avuto paura: dipendeva da noi e avevo grande serenità e fiducia nei ragazzi. I nove punti consecutivi in casa hanno dato un bel colpo al campionato e abbiamo capito di potercela fare. Vincere queste partite da allenatore è più complicato che giocarle”.




Quando il fair play vale più di una promozione

ROMA Dean Smith  manager dell’Aston Villa dai microfoni della Bbc, ha raccontato: “Ho detto a Bielsa che avrebbero dovuto farci pareggiare, perché era un gol disonesto” ed ha reso omaggio, a fine partita, al gesto di estremo fair play fatto dal collega Bielsa `el Loco´ ex ct dell’Argentina, attualmente alla guida del Leeds: Marcelo Bielsa ha tutto il mio rispetto, e oggi ha dato una bella dimostrazione di cosa sia il concetto di sportività“.

Ieri Leeds e Aston Villa si sono affrontati ad Elland Road,  in un match importante e quantomai decisivo per il torneo cadetto inglese, considerato che entrambe le squadre sono in corsa per la promozione in Premier League, quando Bielsa ha ordinato ai suoi di farsi fare un gol dopo che a loro volta erano passati in vantaggio in modo molto controverso, in quanto la squadra di casa aveva segnato a 18 minuti dalla fine grazie con Klich, “colpevole” di aver continuato l’azione mentre era a terra Jonathan Kodjia dell’ Aston Villa, il quale  poco prima aveva subito un `fallaccio´ dal giocatore Cooper del Leeds.

I giocatori dell’Aston Villa avevano chiesto agli avversari di mettere il pallone fuori, ma gli avversari del Leeds aveva continuato a giocare nonostante i giocatori dell’ Aston Villa si fossero fermati e così era arrivata la rete di Klich. Tutto ciò aveva provocato una vera e propria furibonda rissa in campo, con espulsione di El Ghazi del Villa per una presunta gomitata sferrata a Bamford del Leeds. Un altro calciatore dell’ Aston Villa,  Kodija lo aveva poi seguito negli spogliatoi perché non in grado di riprendere dopo l’infortunio, così gli ospiti erano rimasti a giocare in nove.

 

Bielsa a questo punto dopo aver `confabulato´ a bordo campo con Smith e il suo assistente John Terry ci ha pensato ed al 77′ ha ordinato ai suoi giocatori di restare fermi, ad eccezione del difensore Pontus Jansson che non ha preso bene la decisione del proprio allenatore,  l’unico che la storia del fair play non se la voleva bere e ha cercato di fermare l’ attaccante Adomah dell’Aston Villa , che è andato a segnare la rete del pareggio a porta spalancata, con tutti gli avversari fermi .

Il risultato è che il match è finito con questo risultato, il Leeds è rimasto terzo e ad essere stato promosso assieme al Norwich capolista è stato lo Sheffield United. Leeds ed Aston Villa si affronteranno nuovamente,  probabilmente nei playoff a Wembley.

A fine partita mentre Klich si scusava per avere segnato e Smith applaudiva il collega il señor Marcelo Bielsa ha tagliato corto: “C’è poco da dire, le cose sono andate come avete visto, mi sembra tutto chiaro. Più fair play o intento di placare gli animi? Non vedo la differenza… E comunque il calcio inglese è da sempre famoso per la sua nobiltà”. Da oggi, grazie al “loco” (il pazzo) argentino, lo è ancora di più.

Se il Leeds avesse vinto contro l’Aston Villa, sarebbe rimasta a tre punti dalla seconda, giocando l’ultima giornata contro l’Ipswich Town ultimo in classifica. Una situazione che rende ancora più onore al gesto di Bielsa: “Abbiamo soltanto restituito un gol – ha commentato il tecnico argentino nel post gara – il calcio inglese è noto per la sportività. Playoff? Penso che questa prestazione contro quella che è la migliore squadra del campionato in questo momento ci dia maggiore convinzione nei nostri mezzi“. Nessun dramma quindi .

Marcelo Bielsa ha vinto comunque, dimostrando di essere un “vero” uomo di sport, ed ora è pronto ad una nuova battaglia. Una delle persone più intelligenti, originali e spesso provocatorie della storia del gioco.  Che ama vincere con correttezza.