Due arrestati dai Carabinieri per il tentato omicidio alla discoteca Cromie di Castellaneta

Due arrestati dai Carabinieri per il tentato omicidio alla discoteca Cromie di Castellaneta

Arrestati due giovani di origine barese, ritenuti responsabili, in concorso, del tentato omicidio ai danni di quattro ragazzi tarantini, vittime di una sparatoria avvenuta all’uscita dalla discoteca Cromie di Castellaneta 

All’uscita dalla discoteca Cromie di Castellaneta, dopo un’insignificante lite all’interno del locale  avvenuta il 9 marzo 2014  furono sparati 11 colpi di arma da fuoco  contro due ragazzi di Taranto. Le operazioni investigative attivate dai dai Carabinieri del Nucleo Investigativo Reparto Operativo del comando provinciale di Taranto congiuntamente alla Compagnia di Castellaneta e con la collaborazione del Comando Provinciale di Bari,   i quali effettuando un attento esame dei filmati registrati dal sistema di videosorveglianza del locale e delle videocamere installate sui tratti stradali intercorrenti fra Castellaneta e Bari, e dalle dichiarazioni rese da testimoni dei fatti, hammo consentito di accertare la dinamica di quanto avvenuto ed individuare i due responsabili.

Si tratta di Antonio Marino Ferruccio  di 33 anni e di Sergio Triggiani  di 31 anni, con precedenti giudiziari entrambi  e residenti nel pericoloso quartiere Japigia a Bari. Dalle indagini che hanno condotto alla loro cattura dei due pregiudicati, si è arrivati alla ricostruzione dei fatti.   Una comitiva tarantina la sera del 9 marzo, venne avvicinata da un gruppo di baresi che per stupidi motivi, cercarono di aggredire a calci e pugni uno dei tarantini.

Questi ultimi, proprio per evitare il peggio (che invece accadde)  decisero di andare via dalla discoteca, ma mentre stavano raggiungendo il parcheggio vennero inseguiti e nuovamente aggrediti. Saliti a  bordo della propria auto, una Toyota Yaris, le due vittime furono inseguite addirittura da due autovetture, una Opel Corsa ed una Volkswagen Tiguan, di colore bianco entrambe  che cercarono ripetutamente  di speronare la Yaris per bloccane la fuga. Il conducente della  Toyota Yaris temendo giustamente  il peggio e nel tentativo di scappare imboccò sfortunatamente una strada senza uscita.

Errore questo che si rivelò fatale poichè le vittime, dopo aver cercato invano di effettuare un’  inversione di marcia, furono raggiunte dapprima dalla Opel Corsa e quindi dalla Tiguan, che chiuse loro l’unica via per una possibile fuga. Il Triggiani, a bordo dell’Opel Corsa era in possesso di una pistola calibro 7.65, e quindi avvicinò alla Yaris esplodendo furiosamente tutti i colpi dell’arma da fuoco che aveva nel caricatore.

La volontà omicida omicida del soggetto venne chiaramente fuori dall’aver continuato di cercare di sparare altri colpi, premendo inutilmente il grilletto dell’arma, nonostantela stessa fosse già scarica, manifestando in tal modo la evidente piena e  totale  volontà di uccidere le vittime. Il  ragazzo 26enne seduto sul lato passeggero della Yaris ed il suo amico conducente 25enne, a causa della brutalità dei baresi, hanno  riportato gravissime lesioni,tutt’oggi permanenti  per uno dei due. Gli altri tre passeggeri del veicolo, una ragazza di 24 anni e due ragazzi rispettivamente di 28 e di 18 anni  che erano con loro,  invece,  miracolosamente rimasero sani e salvi.

Dopo la fuga dei due delinquenti, si è arrivati all’ identificazione dei due soggetti, grazie ad un’ intensa e scrupolosa attività investigativa ben articolata e sopratutto approfondita, grazie alla quale sono stati raccolti molteplici e convergenti  gravi  indizi della loro  colpevolezza e responsabilità a carico dei due indagati, accusati dei reati contestati.

Fondamentali sono state le comparazioni fatte dagli investigatori, sui fotogrammi estrapolati dal sistema di video sorveglianza della discoteca, grazie ai quali è stato possibile analizzare la corporatura, faccia e particolari dei soggetti ripresi e presenti nel video,  che all’esito di un accurato lavoro di analisi antroposomatica condotta dagli esperti di videografica della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Taranto, coincidevano con quelle degli arrestati

E’ stato poi ripreso da una serie di telecamere di sorveglianza presenti sull’itinerario  anche il percorso delle loro macchine che li portava a Bari. Il Ferruccio ed il Triggiani  sono senza alcun dubbio da parte dei Carabinieri i responsabili del tentato omicidio di quattro giovani, nonché di detenzione e porto illegale di pistola e di violenza privata continuata.

Antonio Marino Ferruccio , dall’esito della perquisizione domiciliare avvenuta nella sua abitazione da parte dei Carabinieri, è stato trovato in possesso anche di 9 grammi di hashish che erano stati ben occultati, ma inutilmente . I due soggetti quindi, effettuate le formalità di rito sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Bari.  Anche un terzo uomo presente in una delle due auto degli aggressori al momento dell’efferatezza, è stato indagato. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Taranto, Vilma Gilli, su richiesta del pubblico ministero Remo Epifani che ha coordinato l’inchiesta, .

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