Appalti truccati all’ ASL Brindisi: 5 imputati scelgono il rito abbreviato

Appalti truccati all’ ASL Brindisi: 5 imputati scelgono il rito abbreviato

Cinque dei 51 imputati nel procedimento penale che coinvolge anche due grosse società, la Manutencoop Facility Management e la Artsana, per gli appalti truccati alla ASL Brindisi hanno chiesto nell’udienza preliminare che si è celebrata ieri mattina dinanzi al gup Stefania De Angelis, di essere processati con rito abbreviato.  Nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri del Nas di Taranto e della Guardia di Finanza di Brindisi, denominata “Virus-Mercadet” il 12 novembre 2013 vennero eseguiti 22 arresti . 

Schermata 2015-09-11 alle 01.33.56I Carabinieri del NAS hanno individuato gravi indizi di reità per 17 gare, per un valore complesivo di 11 milioni di euro. La Guardia di Finanza per 19 gare, per un valore complessivo di 23 milioni di euro. Fu un terremoto che travolse anche numerosi esponenti politici finiti tra i 133 indagati, per molti dei quali i reati sono stati già dichiarati prescritti e si è proceduto all’archiviazione. Manutencoop è finita sotto inchiesta per una gara – secondo l’accusa pilotata – per l’efficientamento energetico dell’ospedale Perrino di Brindisi, per la quale erano stati previsti 10 milioni di euro, finanziamento andato perduto.

il faccendiere Giovanni Borromeo

il faccendiere Giovanni Borromeo

Ai responsabili dell’ Artsana viene invece contestata la frode in pubblica fornitura riguardo al servizio di consegna a domicilio di pannoloni per incontinenti. Un’operazione chirurgica. Nelle foto si vedono le buste con le offerte presentate per gli appalti asl tagliate con un bisturi. A eseguire l’intervento illegale è stato Giovanni Borromeo, un faccendiere che spiava le offerte delle altre ditte per indicare al suo imprenditore di riferimento la cifra esatta per vincere l’appalto.   Il sistema descritto è stato accertato mediante intercettazioni di conversazioni telefoniche e fra presenti, riprese video, accertamenti tecnici sulle buste contenenti le offerte. Il tutto avveniva nella stanza di Vincenzo Corso dirigente dell’ ASL Brindisi . Per le gare di valore inferiore ai 50.000 euro venivano invitate a partecipare 5 ditte “amiche”, 4 delle quali, però, fungevano da mere comparse, in quanto, seguendo le istruzioni ricevute dall’Area gestione tecnica, non presentavano offerte, oppure presentavano offerte superiori a quella del vincitore predeterminato, in attesa che venisse il loro turno per l’aggiudicazione di altri lavori.

Per agevolare il buon esito dell’illecito la commissione aggiudicatrice delle gare era composta dagli stessi appartenenti all’Area gestione tecnica, alcuni dei quali avevano anche costituito delle imprese (di cui erano titolari parenti o prestanomi) per poter partecipare alla spartizione con le forme apparenti del sub-appalto.  

Schermata 2015-09-11 alle 01.34.05Varie le utilità conseguite dei pubblici ufficiali indagati: quote societarie di un albergo, affidamento di lavori in sub – appalto a ditte intestate a familiari e prestanomi, titolarità di un’agenzia immobiliare, mobili, viaggi, preziosi.  A chiedere il rito abbreviato anche Rodolfo Rollo, ex direttore generale dell’ASL di Brindisi,  dell’ex direttore amministrativo Alfredo Rampino, del direttore dell’area gestione Patrimonio Andrea Chiari, Antonio Piro, l’ex assessore comunale di Brindisi Cosimo Elmo, che è anche un dipendente ASL brindisina nel settore area tecnica,di Mauro Albanese, dirigente del servizio farmaceutico e di Ignazio Buonsanto. 

Schermata 2015-09-11 alle 01.41.41Per gli altri 46 imputati, il pm Giuseppe De Nozza della Procura della repubblica di Brindisi ha rinnovato la richiesta di rinvio a giudizio: la decisione del gup De Angelis, sarà resa nota il 17 settembre prossimo. Ammesse le costituzioni di parte civile depositate dall’ ASL Brindisi e dalla Regione Puglia. Nell’elenco degli imputati figurano anche Claudio Levorato, amministratore della Manutencoop, insieme a dirigenti e manager della stessa. Non mancano ex vertici della ASL di Brindisi e il capogruppo del Pd al consiglio comunale, Salvatore Brigante accusato di “peculato” per essersi recato, con altre due persone, il 21 luglio del 2007 a un congresso dei Ds- Democratici di sinistra  a Roma con un’auto di servizio della ASL di Brindisi.

 

 

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