ALBERGHI E TURISMO: DALLA TEORIA DI DARWIN ALLE STRATEGIE WIN WIN

ALBERGHI E TURISMO: DALLA TEORIA DI DARWIN ALLE STRATEGIE WIN WIN

La teoria di Darwin ci insegna che abbiamo due opzioni: o ti adatti e cavalchi il cambiamento, oppure il cambiamento si adatterà a te; “non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”.

di MARCO GINANNESCHI

L’allarme lanciato dall’intervista del Presidente di Federalberghi Roma all’ Agenzia ANSA è un grido di allarme per i danni subiti dal Covid; viene fornita ufficialmente la stima che il 25-30% delle strutture alberghiere non aprirà più, e sembra essere il dato più impressionante rispetto alla già grave situazione attuale, che eroicamente vede resistere in apertura solo il 5% delle attività ricettive.

Data la drammaticità della situazione è troppo rischioso aspettare la data della fine della pandemia, della quale neanche i più inguaribili ottimisti possono aver certezza, o peggio ancora restare ad attendere ristori o altri indennizzi che non possono ripianare le perdite accumulate ma solo limitarne molto parzialmente i danni.

In realtà nella nuova era del Coronavirus ancora non si è presa coscienza che la reazione deve essere immediata e flessibile se non vogliamo essere costretti ad abbandonare le nostre imprese, il nostro lavoro, i nostri risparmi e il nostro futuro.

La teoria di Darwin ci insegna che abbiamo due opzioni: o ti adatti e cavalchi il cambiamento, oppure il cambiamento si adatterà a te; “non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”. Oltre a rappresentare la drammaticità delle statistiche sulla situazione attuale, che più o meno conosciamo tutti, ci interroghiamo sempre quale sia il “valore aggiunto” che ci attendiamo dai nostri rappresentanti delle istituzioni fino a scendere ai rappresentanti delle associazioni ai quali aderiamo.

Ci sono proposte, oltre a quelle di chiedere i ristori ai danni subiti? Ci sono idee da proporre oltre a quelle di lanciare un SOS in attesa che arrivi la scialuppa dì salvataggio? Le associazioni di categoria stanno valutando alternative da proporre per la soluzione alla crisi? Perché non si ragiona con strategie win win? Non sono ovviamente provocazioni ma solo uno spunto di riflessione per fare semplicemente outing e guardare oltre l’ostacolo dove non è necessario solo lanciarci il cuore ma anche la testa, anzi meglio le teste.

L’Italia è un paese che demograficamente sta avendo una rapida crescita degli anziani, per effetto dell’incremento dell’età media negli ultimi decenni e di una migliore qualità della vita alla quale non siamo disposti a rinunciare alla fine del ciclo lavorativo. Le richieste di residenze per anziani che abbiano una adeguata assistenza sanitaria, sono molto più numerose dell’offerta che il mercato attualmente è pronto a proporre.

Molto spesso le strutture più idonee di conversione in RSA sono proprio i piccoli alberghi che con adeguate modifiche, non principalmente strutturali, potrebbero essere adattati per una diversa destinazione.
L’abilità imprenditoriale sarà quella di una rinnovata capacità di proporre soluzioni di qualità nell’accoglienza per anziani, inclusiva e responsabile, che non ci farà più immaginare le RSA come un “parcheggio di lusso” ma come una futura confortevole dimora dove vivere il proprio tempo libero in salute e in sicurezza dopo una vita di lavoro e sacrifici.

Per gli alberghi la nuova mentalità dovrà essere quella di ricercare, non solo nel mercato domestico la tradizionale domanda turistica, ma una stabilizzazione di lungo periodo da dedicare agli ospiti della generazione che ha avuto il merito di costruire un Paese che attualmente non riusciamo più a governare. pronto a proporre. Molto spesso le strutture più idonee di conversione in RSA sono proprio i piccoli alberghi che con adeguate modifiche, non principalmente strutturali, potrebbero essere adattati per una diversa destinazione.

L’abilità imprenditoriale sarà quella di una rinnovata capacità di proporre soluzioni di qualità nell’accoglienza per anziani, inclusiva e responsabile, che non ci farà più immaginare le RSA come un “parcheggio di lusso” ma come una futura confortevole dimora dove vivere il proprio tempo libero in salute e in sicurezza dopo una vita di lavoro e sacrifici.
Per gli alberghi la nuova mentalità dovrà essere quella di ricercare, non solo nel mercato domestico la tradizionale domanda turistica, ma una stabilizzazione di lungo periodo da dedicare agli ospiti della generazione che ha avuto il merito di costruire un Paese che attualmente non riusciamo più a governare.

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