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28 Marzo 2026 14:02

Abodi: “Olimpiadi? Lavoriamo anche per ciò che resterà. San Siro è storia, non prospettiva”

Il ministro per lo Sport e i Giovani: "Rispetto le posizioni di tutti, ma auspico fortemente che un nuovo stadio nasca"

“A che punto siamo per Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina? Siamo arrivati, il 6 febbraio 2026 è domani e i pochi giorni che mancano corrono ben oltre le 24 ore”. Insomma, il futuro è qui. Così ha parlato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, a margine dell’evento ‘Per lo sport femminile si può fare molto di più’, nella 12esima edizione de ‘Il tempo delle donne’ a Milano. Nel febbraio 2028 – ha aggiunto – ospiteremo le Olimpiadi invernali giovanili e ragazzi e ragazze di tutto il mondo, dai 15 ai 18 anni, verranno in Italia. Gli stimoli organizzativi, ma anche legati all’eredità di questi grandi eventi, non mancano. Non c’è cosa peggiore che far passare questo tempo e non lasciare niente”.

Abodi: “Olimpiadi marea di entusiasmo”

Per Abodi, le Olimpiadi sono “una marea che copre tutto di entusiasmo, di passione, di tensione organizzativa. Quando si ritira la marea dobbiamo vedere cosa resterà dal punto di vista degli impegni, dell’offerta di sport e socialità in questa città e in tutte le città di questo perimetro, il più grande della storia dell’olimpismo, visto che comprende due regioni, due province autonome. È l’unica vera e profonda ragione degli investimenti che stiamo facendo. Cosa resterà

Abodi: “San Siro è storia, non prospettiva”

Il ministro ha parlato anche di un tema centrale per la città di Milano:Quali effetti potrebbe avere la vendita di San Siro? Sulle Olimpiadi nulla, il programma olimpico che riguarda San Siro è definito. La cerimonia inaugurale sarà giustamente celebrata e sarà un evento straordinario, planetario. Non voglio anticipare nulla, ma la cerimonia inaugurale ci collegherà con il resto dei luoghi simbolo delle Olimpiadi di Milano Cortina e raggiungerà il mondo. Io auspico soprattutto che Milano e l’Italia, grazie a Milano, abbiano un nuovo stadio moderno. Ne avvertiamo l’esigenza, ci è stato segnalato in maniera molto chiara e inequivocabile anche dalla Uefa“.

Il ministro ha aggiunto: “Bisogna avere rispetto della storia da un lato, ma anche rispetto del futuro dall’altro. Il futuro negli altri paesi è già arrivato e in Italia fa fatica. A Milano c’è questa dimostrazione di fatica di affermare i principi del futuro, ovvero uno stadio moderno, accessibile, funzionale che consenta di rispondere alle esigenze non soltanto del calcio, ma dell’intrattenimento in senso generale. San Siro è stato ed è storia insieme ad altri stadi iconici della nostra nazione, ma non è la prospettiva. Io credo che si debba saper coniugare il rispetto per il passato con questa voglia irrefrenabile di futuro. Spero che i club abbiano definitivamente la possibilità di esprimere tutta la capacità di investimento oltre alla creatività, che non mancherà in un nuovo San Siro che nasca in quell’area e che consenta allo sviluppo urbano di trovare anche in quell’elemento un fattore di pregio”.

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