Sono 16 le misure cautelari eseguite per gli scontri avvenuti lo scorso 31 gennaio, durante la manifestazione nazionale promossa per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Sono indagati a vario titolo per resistenza aggravata e lesioni a Pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa, rapina e tentato omicidio. Le misure sono state eseguite dalla polizia a Torino, Asti, Vercelli, Genova, Firenze, Imperia e Reggio Emilia. Tra le misure figurerebbero custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari, divieti di dimora nel capoluogo piemontese e obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
In quella circostanza, oltre mille manifestanti, la maggior parte dei quali completamente travisati e vestiti di nero, dopo aver deviato dal percorso preavvisato, si sono diretti verso la sede dell’ex centro sociale attaccando per circa due ore la forza pubblica dislocata a protezione dell’immobile con il lancio di pietre, bottiglie, artifizi esplodenti e altri oggetti contundenti, creando anche barricate infuocate per impedire l’avanzata dei contingenti, causando il ferimento di 103 appartenenti alle forze dell’ordine, con prognosi fino a 100 giorni. I manifestanti hanno inoltre, incendiato un mezzo del reparto mobile di Torino, a bordo del quale si trovava un agente di Polizia, e aggredito con calci e colpi di martello un altro operatore dopo avergli sottratto il casco e lo scudo in dotazione. Due degli indagati di oggi rispondono proprio di tali episodi. Nel corso delle violenze sono stati inoltre danneggiati numerosi esercizi commerciali, condomini, autovetture private e banche, nonché arredi urbani e cassonetti.
“Dissenso e protesta sono sempre legittimi ma non possono mai sfociare in aggressioni e disordini. Chi scende in piazza solo per praticare violenza non si illuda di sfuggire alla legge, perché troverà sempre la risposta ferma delle Istituzioni. Lo dimostra l’operazione di oggi, che ha portato all’esecuzione di 16 misure cautelari nei confronti di altrettanti militanti che si sono resi responsabili di devastazioni e scontri con le Forze dell’ordine nel corso della manifestazione dello scorso 31 gennaio a Torino, dopo lo sgombero di Askatasuna. Un’altra testimonianza del grande lavoro messo in campo da magistratura e Polizia per isolare i violenti, contrastare ogni tentativo di minaccia alla sicurezza dello Stato e tutelare i principi democratici su cui si fonda il nostro Paese“. Lo sottolinea sui social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi





