Settantuno giri in cui Andrea Kimi Antonelli ha mantenuto la calma e il sangue freddo per coronare il sogno di una vita. A soli 20 anni, il leader del Mondiale ha vinto il titolo iridato, riscrivendo la storia della Formula 1. Nel 1991 Riccardo Patrese conquistò a Città del Messico una delle vittorie più belle della sua carriera, dimostrando di essere molto più di un semplice secondo pilota. Trentacinque anni dopo, sullo stesso circuito, Andrea Kimi Antonelli ha riportato in Italia un titolo mondiale che mancava dal 1953. Due generazioni, due storie diverse, unite dal talento e dalla voglia di lasciare il segno in Formula 1. Questo ragazzino bolognese classe 2006, amante delle tagliatelle al ragù, è cresciuto guardando i vecchi video di Ayrton Senna e muovendo i primi chilometri sotto lo sguardo attento di papà Marco, pure lui pilota e poi proprietario dell’AKM Motorsport, squadra impegnata in diversi campionati GT.
Aveva visto lungo Toto Wolff, il deus ex machina dell’era Mercedes, quando è stato chiamato a scegliere l’erede di un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton: dopo una normale stagione di apprendimento, Kimi è esploso, diventando a 20 anni, due mesi e 7 giorni il più giovane campione del mondo di sempre. Polverizzato il record di un altro giovane fuoriclasse come Sebastian Vettel, iridato per la prima volta nel 2010 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Antonelli non ha bruciato le tappe, le ha divorate: dopo essersi fatto largo fra i kart – conquistando i primi titoli già a nove anni – e aver attirato le attenzioni della Mercedes, che nell’aprile 2019 lo ha inserito nel suo programma Junior, nel 2022 si laurea campione F4 Adac e F4 italiana e l’anno dopo vince i campionati Formula Regional Middle East ed Europea.

E dopo che anche in Formula 2 conferma tutto il suo talento, per lui si spalancano le porte della serie A del motorsport. Appena 18enne, debutta nelle prime libere di Monza dove viene anche annunciato come pilota per la stagione 2025. Un’annata dove raccoglie tre podi che fanno da trampolino di lancio per la stagione della definitiva consacrazione: secondo subito in Australia, in Cina diventa il più giovane di sempre a conquistare una pole position in F1 (19 anni, 6 mesi e 18 giorni, battuto anche in questo caso Vettel che nel Gp d’Italia 2008 aveva 21 anni, 2 mesi e 11 giorni).
Questo l’ordine di arrivo: 1. Verstappen, 2. Hamilton, 3. Antonelli, 4. Leclerc, 5. Norris, 6. Russell, 7. Piastri, 8. Colapinto, 9. Lawson, 10. Gasly.

Andrea Kimi Antonelli ha avuto la possibilità di compiere qualcosa che nessun pilota italiano è riuscito a realizzare negli ultimi 73 anni: conquistare il titolo mondiale di Formula 1. L’ultimo a riuscirci fu Alberto Ascari, nel 1953, al volante della Ferrari. Da allora l’Italia ha avuto grandi interpreti, piloti velocissimi, vincitori di Gran Premi e protagonisti di stagioni indimenticabili, ma nessuno è più riuscito a salire sul tetto del mondo. Un successo strepitoso conquistato con merito in questa stagione dove ha collezionato ben nove vittorie: a Shanghai, Suzuka, Miami, Montreal, Monaco, Spa, Monza, Madrid e Austin la scorsa settimana
Antonelli è arrivato in Messico da leader indiscusso del campionato. La vittoria di Austin, la nona della sua stagione, lo ha portato a 365 punti, con 123 lunghezze di vantaggio sul compagno di squadra George Russell e 124 su Lewis Hamilton. A vent’anni è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, superando il primato stabilito da Sebastian Vettel nel 2010. Una vittoria straordinaria, non soltanto per Antonelli, ma per l’intero automobilismo italiano.
La Mercedes è stata la più brava a interpretare i nuovi regolamenti, ma a Kimi Antonelli va dato atto che ha saputo capitalizzare al meglio la superiorità delle Frecce d’Argento, mandando in crisi anche un compagno di squadra più esperto come George Russell, le cui ambizioni sono state soffocate sul nascere. Ma quello che distingue un ottimo pilota da un campione è la capacità di restare a galla anche quando il mare è mosso. E Antonelli, anche quando imperversa la tempesta, tiene la barra dritta.

Max Verstappen ha vinto il GP del Messico, ma Andrea Kimi Antonelli si è laureato Campione del Mondo per la prima volta in carriera al suo secondo anno in Formula 1 dopo 73 anni dall’ultimo Campione italiano. Il trionfo di Antonelli assume un significato ancora più profondo: non soltanto la vittoria di un giovane campione, ma il ritorno dell’Italia sul gradino più alto della Formula 1. “Ce l’abbiamo fatta. Grazie alla Mercedes e alla mia famiglia: senza di loro non sarei qui. È un momento che ricorderò per sempre. Sono senza parole, sto ancora cercando di metabolizzarlo nella mia testa. È stata una stagione incredibile, e condividere questo podio con Max (Verstappen, ndr) e Lewis (Hamilton, ndr) è incredibile. Non vedo l’ora di avere altre battaglie con loro in futuro”. Così il campione del mondo della Formula 1, Kimi Antonelli, dopo la conquista del titolo nel Gran Premio del Messico. “Questo weekend ho sentito un po’ più di tensione, ma sono felicissimo di esserci riuscito e di potermi godere il resto della stagione”, conclude.
Il titolo di Antonelli, festeggiato tra le lacrime, colora d’azzurro Città del Messico e fa esultare anche le Frecce d’argento tedesche : la Mercedes non vinceva un titolo piloti dal 2020, quando a trionfare era stato Hamilton con il suo settimo sigillo. Il campione affiancato oggi sul gradino più basso del podio, in un’iconica chiusura del cerchio.
Somiglia a tanti piloti, secondo tanti piloti e anche secondo noi ad Ayrton Senna, il suo idolo, anche fisicamente, non solo per il 12 sulla macchina. Ha qualcosa di ciascuno dei più grandi, ma soprattutto è unico, “nativo di questa generazione di monoposto – ha spiegato l’ex ferrarista Ivan Capelli, oggi commentatore di Sky Sport – al punto da poter essere considerato un’evoluzione del pilota“. Ha imparato meglio e prima di tutti a guidare le macchine superibride, “sembra un’intelligenza artificiale che si autoaggiorna“, il complimento di Toto Wolff dopo la rimonta incredibile di Monza, la incredibile vittoria partendo dal 19° posto che è l’impresa dell’anno, della carriera. Unico anche per i suoi segreti: il ciondolo con la coda di balena da cui non si separa mai, che fu del nonno e del papà, la scaramanzia (entra ed esce dall’auto sempre dalla stessa parte, la sinistra), i baci alla monoposto, la super memoria. Kimi ricorda con grande precisione tutti i tempi, i record delle piste, i suoi. Ricorda anche l’incidente del 2020, sui kart, la frattura alla gamba sinistra, tutto serve per crescere e imparare. Anche provare, di notte, un parcheggio in retromarcia con il cambio manuale, poche ora prima di prendere la patente, nemmeno due anni fa a San Marino, dove risiede: unico errore durante l’esame, non aver messo la freccia sorpassando una macchina ferma.
Ora Kimi Antonelli è l’Harry Potter dei motori, il protagonista assoluto di una meravigliosa realtà a sua immagine e somiglianza. Gli auguriamo di restare per sempre così, sarebbe la vittoria più straordinaria.

Tutti i record di Andrea Kimi Antonelli
Più giovane ad aver vinto un mondiale: 20 anni e 68 giorni (GP Città del Messico 2026)
Più giovane ad aver fatto una pole position: 19 anni e 202 giorni (GP Cina 2026)
Più giovane ad aver messo a segno un giro veloce: 18 anni e 224 giorni (GP Giappone 2025)
Più giovane ad aver fatto un giro in testa: 18 anni e 224 giorni (GP Giappone 2025)
Più giovane in testa ad un mondiale: 19 anni e 216 giorni (GP Giappone 2026)
Più giovane pilota ad ottenere un hat trick (pole, vittoria, giro veloce): 19 anni e 202 giorni (GP Cina 2026)
Più giovane pilota ad ottenere un grand chelem (pole, vittoria, giro veloce e gara condotta sempre in testa): 19 anni e 286 giorni (GP Monaco 2026)
Più giovane pilota ad aver vinto una gara sprint: 19 anni e 314 giorni (GP Gran Bretagna 2026)
Più giovane pilota ad aver ottenuto un podio in una gara sprint: 19 anni e 76 giorni (GP San Paolo 2025)
Più giovane pilota ad aver ottenuto una pole in una gara sprint: 18 anni e 252 giorni (GP Miami 2025)
Maggior numero di punti nella stagione del debutto: 150 (2025)
Primo pilota nella storia le cui prime cinque vittorie in carriera sono tutte consecutive
Kimi Antonelli è campione del mondo!
A soli 20 anni conquista un traguardo straordinario, diventando il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.Un successo che riporta un pilota italiano sul tetto del mondo, premiando talento, impegno, determinazione e dedizione. Un motivo di grande orgoglio per la nostra Nazione.
Complimenti, Kimi!
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) November 1, 2026
Meloni, “Kimi orgoglio italiano”
“Kimi Antonelli è campione del mondo! A soli 20 anni conquista un traguardo straordinario, diventando il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1″. Così, su X, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che aggiunge: “Un successo che riporta un pilota italiano sul tetto del mondo, premiando talento, impegno, determinazione e dedizione. Un motivo di grande orgoglio per la nostra Nazione”.





