A intentare la causa il gruppo Mediaset, Marina e Pier Silvio Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui a seguito della puntata del format ‘Falsissimo‘ trasmesso su You Tube e diffuso sui social media lo scorso 26 gennaio, con il quale Corona avrebbe diffamato i personaggi televisivi causando danni reputazionali e patrimoniali quantificati complessivamente in 160 milioni di euro.
Nell’udienza tecnica odierna i legali del colosso televisivo e dei conduttori (gli avvocati Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno e Salvatore Pino) si sono confrontati per circa un’ora con gli avvocati Piergiorgio Molinari, Umberto Ilardo e Laura Bertani difensori di Corona e della società Atena. I legali specificano poi che “sui social, in televisione e nei locali, continua, con lo stesso accanimento, la stessa violenza verbale, la stessa prepotenza, a propalare le medesime invettive, accuse e insinuazioni“. Una “campagna denigratoria nei confronti di Mediaset e dei suoi volti più noti” che è continuata anche nel tour teatrale iniziato da Corona.

Argomento centrale dell’ udienza odierna centrale l’ammissibilità dei mezzi di prova: la difesa dell’ex agente fotografico ne ha chiesto l’esclusione sostenendo la violazione dei termini del contraddittorio e definendo la richiesta economica “spropositata e con intento dissuasivo”. La giudice Stefania Novelli del Tribunale civile di Milano si è riservata la decisione e nei prossimi giorni depositerà l’ordinanza: se le prove verranno ammesse il processo proseguirà con nuove udienze, altrimenti si andrà direttamente verso la sentenza.
Il delirio di Corona
All’uscita dall’aula al termine dell’ udienza, Fabrizio Corona non ha contenuto ancora una volta i soliti attacchi e le provocazioni alla presenza dei cronisti presenti: “Mi prendo la responsabilità di tutto quello che ho detto, non ho paura. Ho fatto otto volte avanti e indietro dalla galera, per essere fermato mi devono sparare”. L’ex fotografo ha inoltre ribadito di aver presentato una denuncia per estorsione, contestando la cifra richiesta: “Mi chiedono una somma che è fuori dalle tabelle del tribunale, e questo è un reato“.
Di parere choaramente contrario la posizione di Mediaset e dei promotori della citazione. In una memoria depositata nelle scorse settimane, i legali del gruppo hanno confermato integralmente le richieste di risarcimento, accusando Corona di condurre una prolungata “campagna d’odio e diffamazione” basata su “accuse e insinuazioni gravemente lesive costruite sul nulla”.
Secondo l’accusa, Fabrizio Corona sfrutterebbe i vuoti normativi dei nuovi media per agire svincolato da qualsiasi regola etica, proseguendo le medesime invettive anche nei social, in tv e durante i suoi tour teatrali. Mediaset ha già reso noto che gli eventuali risarcimenti ottenuti saranno destinati alla creazione di un fondo per sostenere le spese legali delle vittime di stalking, cyberbullismo e reati rientranti nel Codice Rosso.





