Il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato il ricorso urgente ex art 700 cpc, presentato da Sigfrido Ranucci a seguito della sua rimozione dalla conduzione di “Report“, decisa dalla Rai a fine agosto. Attraverso i suoi legali Ranucci aveva presentato ricorso al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai. Si trattava di un ricorso , un ricorso urgente con la richiesta della revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro. Il programma verrà condotto dai giornalisti Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale (subentrata dopo il passo indietro di Giulia Presutti).
Dopo Giorgio Mottola e Giovanna Boursier, adesso è Alberto Nerazzini a scagliarsi contro l’ex conduttore della trasmissione di Rai 3. E i toni sono tutt’altro che concilianti. Accuse di falsità, insinuazioni, riferimenti alla megalomania e persino l’ipotesi di una querela. Quella che per anni è stata una delle squadre più conosciute del giornalismo investigativo italiano è ormai alle prese con una guerra intestina combattuta a colpi di dichiarazioni e post sui social.

L’ultimo capitolo porta la firma di Nerazzini, storico inviato di Report e successivamente approdato a La7, che ha affidato a Facebook una durissima replica a Ranucci. “Sfiancato, eppure non sorpreso, devo occuparmi delle falsità sparate da Sigfrido Ranucci sul mio conto mercoledì 30 settembre nel suo ennesimo post scompigliato e violento”, è l’incipit del lungo intervento.
Per capire meglio l’origine dello scontro bisogna fare un passo indietro sino al 27 settembre, quando al DIG Festival di Modena si è tenuto un dibattito intitolato “Il Caso Report”. Sul palco, tra gli altri, proprio Nerazzini e Mottola. Il primo aveva contestato la presunta vicinanza politica a sinistra di Ranucci, richiamando i suoi rapporti con Valter Lavitola, e denunciato di aver subito tre censure durante la propria esperienza nel programma. Dichiarazioni rilanciate dal programma condotto da Antonino Monteleone e in onda su Rai 3 “Filorosso”, e alle quali l’ex conduttore aveva risposto sui social, respingendo le accuse e attaccando i vecchi collaboratori.
Puntualmente è arrivata la controreplica. Nerazzini descrive Ranucci come un uomo alle prese con “forme endemiche di megalomania e bagni quotidiani nella ‘sua gente’”. E rincara la dose: “La situazione è disperata e così è l’uomo, a cui, per giorni, ho cercato di non replicare perché è quasi impossibile farlo se non a tono, e il suo tono è un mix micidiale di insinuazione, mafiosità e falsità”.

Il ricorso di Ranucci
Il ricorso sottolineava alcuni punti tra cui la carenza di motivazioni, l’inconsistenza giuridica dell’atto e il demansionamento. Gli avvocati di Ranucci avevano ripercorso la storia professionale del giornalista fino all’attentato dello scorso ottobre “strumentalizzato al fine di delegittimare la reputazione professionale di Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report – scrivevano i legali nelle 43 pagine del ricorso – mediante una campagna di denigrazione personale e professionale del Ranucci, avvenuta con la diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni”.
Ma la giudice del Tribunale del lavoro di Roma ha dato ragione ai vertici della tv di Stato. Ranucci non farà più parte della redazione di Report., poichè secondo la giudice siamo invece nell’ambito “del normale potere direttivo e gestionale dell’impresa“. Respinto e bocciato anche un altro argomento della difesa del giornalista che attribuiva al solo Paolo Corsini direttore degli approfondimenti RAI la risoluzione. Impossibile, scrive la giudice, che tutto questo non sia stato condiviso dall’intero management Rai.

La sospensione di 10 giorni
Soltanto quattro giorni fa la Rai aveva comminato una sospensione di 10 giorni a Sigfrido Ranucci , in seguito alla valutazione dei risultati dell’analisi della Commissione per il Codice Etico della Rai, contestando il contenuto di alcune mail aziendali inoltrate a Valter Lavitola, una 50ina di ingressi in Rai di Laura Cianfoni e la denigrazione di alcuni colleghi.. Il legale Roberto De Vita difensore del giornalista aveva annunciato che “il provvedimento sarà impugnato”.
La decisione della Rai “di procedere ad una riorganizzazione della redazione, con avvicendamento autorale e di conduzione, appare, a un esame sommario, sganciata dalla parallela vicenda disciplinare e adottata quale mezzo di risoluzione della situazione di tensione interna creatasi tra i membri della redazione e, come tale, strumento di tutela del sereno operare di questa nel rispetto della normativa di legge“. E’ quanto si legge nella ordinanza con cui i giudici del tribunale del Lavoro di Roma hanno respinto il ricorso in via urgente presentato dal giornalista Sigfrido Ranucci per ottenere il reintegro alla conduzione della trasmissione Report.
A questo punto il giornalista Sigfrido Ranucci ha tempo fino al 13 ottobre per decidere se accettare una delle tre opzioni messe sul piatto dai vertici Rai in alternativa a “Report”: vice direttore di Rai News o del Tg3 o corrispondente dal Cairo.





