di Ilaria Cerulla
Non scenderanno in pista, non li vedrete salire sul podio e non sfileranno con le bandiere. Agenti di sicurezza, ufficiali di collegamento, investigatori e uomini d’intelligence sono già al lavoro per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Ogni Olimpiade, oltre alle gare, ospita una competizione silenziosa fatta di preparazione, analisi dei rischi, scambi di informazioni e protezione delle delegazioni straniere. Tra le presenze confermate, cooperazioni ufficiali e voci tutte da verificare, prende forma l’altra Olimpiade: quella delle polizie e anche sicuramente delle spie (Cia, Mossad ecc).

C’ è una presenza che ha fatto storcere il naso a molti: gli Stati Uniti d’ America avrebbero previsto una presenza molto limitata di agenti dell’Ice (Homeland Security Investigations): poche unità, senza poteri operativi sul territorio italiano, quindi destinate soltanto al supporto analitico e al coordinamento informativo per la delegazione americana. Un modello già visto in altre manifestazioni sportive: niente azioni dirette, solo scambio dati e valutazione dei rischi.

Maggiormente visibile e per niente sorprendente la cooperazione con apparati di sicurezza di Paesi partner. È il caso del Qatar, che ha inviato circa un centinaio di uomini già visti sfilare per le strade di Milano con i loro mezzi, per coordinarsi con le autorità italiane soprattutto per la protezione di figure istituzionali e membri della famiglia reale presenti all’evento. Anche in questo caso la guida e responsabilità resta in carico alle forze dell’ordine italiane, in quanto le squadre straniere sono presenti esclusivamente di supporto.


Ben più complessa e discussa la presenza iraniana. Esponenti politici italiani hanno parlato di atleti scortati dai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, ma l’ Ambasciata dell’ Iran da Roma ha smentito tutto, da cui prende luce l’ipotetica concorrenza tra apparati di sicurezza in competizione. Se fossero presenti strutture di sicurezza legate all’Iran, così come sono prevedibili delle rigide misure di protezione rafforzate per la delegazione israeliana che si avvale della sicurezza interna dei famosi e temibili servizi del Mossad . In tal caso le Olimpiadi di Milano-Cortina offrirebbero uno spazio di co-presenza indiretta tra mondi che altrove si fronteggiano: cioè il Mossad ed i Pasdaran, tutti nello stesso luogo. Ma c’è anche altro grande problema: la Russia.

Gli atleti russi ammessi come “neutrali” partecipano senza bandiera, ma è plausibile che Mosca mantenga canali di tutela e monitoraggio attraverso strutture consolari e di sicurezza statale: anche in questo caso pur se risulta difficile da provare, per le strade di Milano e Cortina sono prevedibili in azione (sotto copertura diplomatica) di agenti dell’ Fsb (l’ ex Kgb ). Massima attenzione generale è prevista dai Servizi Italiani per le manifestazioni annunciate dagli antagonisti contro i giochi: la prima del 5 febbraio, la seconda sabato 7. Solo che questa volta troveranno pane per i loro denti, e rischiamo di essere loro questa volta a farsi molto male.









