Ammonta a 400mila franchi svizzeri equivalenti a circa 430mila euro la somma richiesta dalla procura generale di Sion per concedere la libertà a Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi, i due titolari del Le Constellation di Crans-Montana, il discobar dove sono morte nel rogo di Capodanno 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. Lo ha reso noto la televisione svizzera Rts. Su questa richiesta deve però ancora pronunciarsi il Tribunale per le misure coercitive. I due sono
Al momento l’imprenditore francese Jacques Moretti si trova ristretto in carcere e la moglie Jessica Maric Moretti è sottoposta ad alcune misure cautelari come l’obbligo di firma e il divieto di espatrio.

Ieri mattina la telecamera dei TG1 ha filmato e documentato una scena singolare . Le telecamere inquadrano tre uomini che dal retro del ristorante “Vieux Chalet” di proprietà dei coniugi Moretti — che non è stato sequestrato — che portavano fuori un mobile e alcuni scatoloni chiusi per caricarli su un furgone nero. Ma il Vieux Chalet è anche il locale su cui, stando a una “soffiata” anonima, gli investigatori dovrebbero dare un’occhiata e questo perché “le patron — ma non è indicato il nome — è strettamente legato al traffico di droga“.
L’indagine svizzera continua con qualche disavventura…infatti la Procura ha scoperto che tra le carte sequestrate mancano proprio quelle riguardanti la ristrutturazione del locale. Nell’interrogatorio il “furbetto” ex-carcerato Jacques Moretti ha allargato le braccia: “Perdute o buttate via dopo due allagamenti consecutivi”.
Si svolgerà mercoledì prossimo, 21 gennaio, l’autopsia sui corpi di Chiara Costanzo e Achille Barosi, due dei ragazzi di 16 anni morti nell’incendio. La Procura di Milano, delegata da quella di Roma che ha aperto un’indagine per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio, ha inviato stamane ai legali che assistono le famiglie delle due giovani vittime l’avviso di fissazione dell’esame autoptico con cui si dovrà stabilire le cause della morte. Inoltre gli avvocati Antonio Bana e Stefano Cassamagnaghi, legali dei genitori di Achille Barosi, stanno procedendo con la costituzione di parte civile nell’indagine della procura di Sion.





