L’ operaio Claudio Salamida dipendente diretto di Acciaierie d’ Italia (ex Ilva ), originario di Alberobello, in provincia di Bari è morto questa mattina nel reparto acciaieria 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto. Lascia una moglie e un figlio piccolo. Sarebbe precipitato dall’alto, dal 5° al 4° piano, durante un controllo. Secondo le prime informazioni, durante un controllo degli impianti al piano superiore, avrebbe ceduto un grigliato sul quale in quel momento si trovava il lavoratore. Sul posto sono arrivati compagni di lavoro e delegati sindacali. Sono state aperte le indagini. Anche gli ispettori dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.


L’azienda Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, ha espresso immediatamente il proprio “profondo cordoglio” e assicurato che sono in corso verifiche per accertare la dinamica dei fatti. Sul luogo della tragica morte, sono intervenuti i responsabili della sicurezza e il personale sanitario che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione, purtroppo inutilmente.
Dopo la tragedia, è stato proclamato da Fim-Cisl, Fiom -Cgil e Uilm-Uil uno sciopero immediato di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo Acciaierie d’ Italia in amministrazione straordinaria (ex Ilva-ex Arcelor Mittal Italia) , “con articolazioni territoriali” a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali. “In attesa di conoscere la dinamica, tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico, si stringono intorno alla famiglia del lavoratore”, spiegano i sindacati dei metalmeccanici. A scioperare anche lo stabilimento di Genova Cornigliano, dove la protesta è scattato alle 13 e proseguirà per 24 ore.
Il cordoglio del governatore Decaro
“Il mio cordoglio più sincero va alla famiglia del lavoratore e a tutti i colleghi che in queste ore piangono la morte di Claudio Salamida. Il dolore merita tutto il nostro rispetto e lo sciopero annunciato dai sindacati è sacrosanto – dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro – Ma il cordoglio non basta. Chiedo con forza che si metta immediatamente in campo un piano straordinario di manutenzione e risanamento che garantisca la sicurezza di tutti i lavoratori e avvii con decisione il percorso di decarbonizzazione. In queste condizioni l’acciaieria non ha futuro.Oggi, davanti all’ennesima tragedia, ogni parola rischia di essere superflua. Chi deve indagare lo farà e fin da ora esprimo massima fiducia negli inquirenti. Ma non possiamo derubricare quanto accaduto a un caso isolato. Chiediamo al Governo un intervento immediato, affinché si faccia piena chiarezza sulle condizioni di sicurezza del lavoro e venga data una risposta chiara sul futuro delle acciaierie, che non può prescindere dalla messa in sicurezza degli impianti e dalla tutela dei lavoratori. Così non è più possibile andare avanti”, ha concluso Decaro.
Il cordoglio del sindaco di Taranto Bitetti
“Voglio esprimere il mio cordoglio e quello dell’intera giunta alla famiglia dell’operaio morto all’interno dell’ex Ilva. Questo è il momento del dolore e sento quindi di aggiungere ben poco. Condivido le ragioni dello sciopero annunciato dai sindacati che da anni, insieme alle istituzioni, lamentano le condizioni disastrose e non più accettabili dell’acciaieria anche in termini di sicurezza. Confido, infine, nelle indagini degli organi competenti affinché si faccia piena luce sull’accaduto”. ha dichiara il sindaco di Taranto Piero Bitetti in merito all’incidente sul lavoro all’ex Ilva costato la vita all’operaio Claudio Salamida.
Uilm: “Ulteriore perdita insopportabile di vite umane”
“La tragedia rende drammatica una situazione già fortemente compromessa. È l’ulteriore perdita insopportabile di vite umane che si somma al sacrificio di questi lunghi anni e pone l’accento sull’emergenza legata ai mancati investimenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza” ha dichiarato con una nota Rocco Palombella segretario generale della Uilm. “Purtroppo le nostre denunce non sono mai state ascoltate fino in fondo. Questo tragico incidente impone a tutti una seria riflessione sulle responsabilità e su quello che doveva essere fatto per evitare che ciò accadesse – aggiunge Palombella – Chiediamo che sia fatta piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità che hanno causato questa ennesima vittima. Siamo vicini alla famiglia di Claudio, a cui vanno le nostre più sincere condoglianze. Non vogliamo altre vittime sul lavoro. Ora servono risposte e soluzioni concrete”.
Capone (Ugl): “Il sistema di prevenzione e sicurezza non sta funzionando come dovrebbe”
“Esprimo profondo cordoglio per la tragica morte di Claudio Salamida, Colpisce e indigna che una tragedia di questa gravità si sia verificata in un impianto come l’ex Ilva, da anni sottoposto a controlli continui, prescrizioni stringenti e a un livello di vigilanza teoricamente tra i più elevati del Paese. Se si può morire anche in un sito così monitorato, significa che il sistema di prevenzione e sicurezza non sta funzionando come dovrebbe”. ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale dell’ Ugl. “Questo rende l’accaduto ancora più grave. Non possiamo accettare che, nonostante verifiche, procedure e protocolli, si continui a perdere la vita sul lavoro. Il pensiero va alla famiglia di Claudio, alla moglie e al figlio piccolo, travolti da un dolore immenso e ingiusto. Come sindacato chiediamo con forza che si faccia piena luce sulle responsabilità e che si passi dalle carte ai fatti: servono investimenti reali, controlli efficaci, formazione continua e un’applicazione rigorosa delle misure di sicurezza. Non possiamo permettere che il lavoro resti un rischio mortale. La tutela della vita, della salute e della dignità dei lavoratori deve essere una priorità assoluta e non negoziabile. ha concluso Capone.





