Antonio Decaro, che ha stravinto le elezioni regionali del 23 e 24 novembre ricevendo il 64% dei voti, il 7 gennaio diventerà ufficialmente presidente della Regione Puglia . L’appuntamento per la proclamazione è stato fissato per le ore 15 nel palazzo della Corte d’Appello di Bari, dove sono pervenuti da Foggia e Lecce gli ultimi plichi degli uffici centrali circoscrizionali con la verifica del conteggio dei voti. Dopo la proclamazione avverrà il passaggio di consegne fra Decaro con il governatore uscente, Michele Emiliano.

Il risultato delle urne era sinora rimasto bloccato per settimane a causa dei ritardi e dalle polemiche, ha fatto parecchio discutere.Mentre l’insediamento di Decaro è stato bloccato da un periodo di attesa, i nuovi governatori di Veneto e Campania si erano già insediati nelle funzioni ed al lavoro, Antonio Decaro ha ben pensato bene di guadagnare tempo, studiando i dossier ancora aperti., partendo dalla sanità, che è la priorità del suo mandato.
Dopo la proclamazione dei 50 consiglieri regionali eletti, che al momento è prevista per il 14 gennaio, Decaro è pronto ad ufficializzare i nomi degli assessori della sua prima giunta regionale dove sarà presente l’ex governatore della Regione Michele Emiliano, probabilmente alla guida dell’ assessorato allo sviluppo economico.

Alessandro Leoci, ex capogruppo nel precedente consiglio regionale del movimento “Con” che fa riferimento proprio ad Emiliano, che si era presentato per la lista civica socialista “Avanti Popolari” ed attualmente non compare tra gli eletti nei giorni scorsi, ha depositato una memoria formale all’Ufficio centrale elettorale della Corte d’Appello di Bari, con il preciso obiettivo, riporta una sua nota, per richiamare “l’attenzione su alcune criticità emerse nel procedimento di attribuzione dei seggi, così come risultante dai dati pubblicati sul portale ministeriale Eligendo, e mira a sollecitare una verifica puntuale e rigorosa delle operazioni elettorali prima della proclamazione definitiva degli eletti”.
“Pur senza entrare nel merito tecnico delle questioni giuridiche sollevate – precisa la nota di Leoci – la memoria si fonda su alcuni principi cardine dell’ordinamento democratico che, secondo quanto evidenziato, risulterebbero compromessi dall’attuale applicazione delle regole: il principio di rappresentatività democratica, che impone che l’attribuzione dei seggi avvenga sulla base del reale consenso espresso dagli elettori alle liste; il principio di uguaglianza del voto, che richiede che ogni voto abbia il medesimo peso e non produca effetti distorsivi o discriminatori; il principio di libertà e personalità del voto, soprattutto in relazione al voto disgiunto, espressamente previsto dall’ordinamento; il principio di certezza del diritto, che esige regole chiare, prevedibili e coerenti con la normativa statale e costituzionale“.






