La Polizia di Stato celebra oggi il 167° anniversario dalla fondazione

ROMA – La Polizia di Stato ha celebrato questa mattina alla presenza delle più alte cariche dello Stato, il 167° anniversario dalla propria fondazione, che si svolge ogni anno il 10 aprile, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 121 del 1981 che ha delineato l’organizzazione ed i compiti della Polizia di Stato,  nella  splendida cornice della “Terrazza del Pincio” di Roma, dove si è svolto l’evento. Quest’anno ricorre anche il 60° anno dall’istituzione dell’allora Corpo di Polizia Femminile, che ha dato possibilità alle donne di far parte della Polizia di Stato, ricoprendo a pieno titolo e a tutti i livelli un ruolo fondamentale.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quest’anno ha concesso, la medaglia d’oro al merito civile alla bandiera della Polizia di Stato, per le attività svolte dalla Polizia di Prevenzione e dalle D.I.G.O.S. che, con eccezionale valore e senso del dovere, hanno profuso ogni energia nella lotta al terrorismo e all’ eversione dell’ordine democratico, per la difesa dei valori e delle Istituzioni della Repubblica.

Durante la cerimonia sono state consegnate le onorificenze e le ricompense ai poliziotti caduti in servizio, a quelli che hanno portato a termine importanti attività operative, nonché agli sportivi olimpici del Gruppo Fiamme Oro che hanno conseguito importanti risultati sportivi nel corso dell’anno. Quest’anno, inoltre, in occasione del centesimo anniversario dell’aquila, emblema della Polizia di Stato che accompagna l’istituzione sin dal 1919, con il suo portato di storia, valori, tradizione, sacrificio e abnegazione, è stata realizzata una medaglia commemorativa, raffigurante l’aquila dorata dalle ali spiegate.

In tribuna era presente una rappresentanza di Funzionari della Polizia di Stato, che ha indossato sugli abiti civili, la sciarpa tricolore quale simbolo della esclusiva missione del Funzionario di Pubblica Sicurezza, chiamato a garantire la salvaguardia delle Istituzioni democratiche e il sereno e ordinato svolgimento della convivenza civile per l’esercizio delle libertà costituzionali e dei diritti dei cittadini. Come di consueto,  alle ore 16.00, si terrà al Quirinale, il suggestivo cambio della guardia con lo squadrone a cavallo in uniforme storico-risorgimentale e la Banda della Polizia di Stato, che eseguirà un concerto con alcuni dei brani più significativi del repertorio istituzionale.

Reati in calo del 4% nel 2018, rapine -7% e furti-6,3%. “Gli indici di delittuosità registrano risultati confortanti. Conformemente all’analogo andamento del 2017, anche per il 2018 abbiamo rilevato un significativo calo dei fenomeni delittuosi, che segna il – 4%, ed i primi mesi di quest’anno confermano tale trend discendente. In particolare sono in decremento i reati che creano maggiore allarme sociale, come le rapine (-7,7 %) ed i furti (-6,3%), specie quelli in abitazione (-3%)”  ha detto il Capo della poliziaFranco Gabrielli, nel suo discorso ,

Il Ministro dell’ Interno Matteo Salvini nel suo discorso in occasione del 167esimo anniversario della fondazione della Polizia  ha ribadito che occorre “Rivedere le scorte, PS non fa da autista”. Va rivisto il sistema delle scorte  con “valutazioni oggettive  perche bisogna difendere chi va difeso, ma chi si occupa di sicurezza  non deve fare l’autista o l’accompagnatore personale”. aggiungendo che “per la sicurezza non dobbiamo guardare a modelli altrui ma sono altri che debbono rifarsi a modello italiano“.

“Sono onorato perché nostri uomini e le nostre donne sono di esempio, sono un modello per gli altri Paesi –  ha aggiunto il ministro Salvini –   In tema di sicurezza sono altri che debbono rifarsi al modello italiano. Vi sono grato di quello che fate per gli italiani  lo dimostriamo coi fatti. Abbiamo ereditato una situazione difficile  per il numero di agenti che andrà in pensione nei prossimi anni. Stiamo investendo in un piano di assunzione straordinario fino al 2022, non per un approccio sicuritario, ma perché sono coloro che vigiliamo sula nostra sicurezza e tranquillità“.




Roma blindata e centro off-limits: attivato il piano di sicurezza

Mentre Roma si prepara ad accogliere i leader di tutti i Paesi dell’Unione Europea in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, i rischi che le celebrazioni al Campidoglio si trasformino in un’occasione ghiotta per mettere a segno azioni sconsiderate da parte malintenzionati, ha fatto innalzare il livello d’allerta nella Capitale. Se da un lato crescono le preoccupazioni sul fronte “black block” intenzionati a fare devastazioni nel corso delle manifestazioni di sabato  con lo spettro jihadista imprevedibile del ‘lupo solitario’, cioè del jihadista self starter che può seminare il terrore semplicemente alla guida di un’autotornato ad aggirarsi in Europa dopo l’attacco di Londra, crescono i timori sul fronte della sicurezza.

Ed è proprio per scongiurare pericoli emulativi che la Prefettura ha disposto alcune misure strategiche come strade chiuse al traffico veicolare e pedonale, limitazioni al servizio di trasporto pubblico, con alcune stazioni delle metro chiuse, e il divieto di sorvolo e musei e aree archeologiche chiuse.  Agenti e telecamere sui tetti. Tutto questo si è tradotto in cinquemila agenti in strada arrivati da tutta Italia, oltre mille telecamere puntate sui punti nevralgici della città, cecchini e poliziotti della Digos sui tetti per riprendere dall’alto cortei e manifestanti, intere strade chiuse in cui, già da ieri, è vietato parcheggiare e interdette al traffico.

La preoccupazione è alta, hanno riferito i vertici delle forze di polizia e degli 007 convocati ieri mattina al Viminale dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, per una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa).  L’indicazione è stata quella di innalzare ulteriormente il livello di attenzione e rafforzare i controlli sui luoghi affollati.

Gli 007 sul web. L’attentato di Londra non ha modificato in maniera sostanziale l’organizzazione e la gigantesca macchina che si è messa in moto. Unica novità rilevante, appunto, è la creazione di una task force di 007 ed esperti informatici antiterrorismo che, dalle prime ore di giovedì, intercettano senza sosta messaggi su social o sulle pagine web: gruppi eversivi, monitorati costantemente già in tempi normali. Dai profili di sospetti “black bloc” a quelli di affiliati all’estremismo islamico, gli investigatori in tempo reale traducono messaggi criptici in una costante comunicazione con l’Interpol. Un lavoro che coinvolge anche le polizie di altri Stati che si scambiano e trasmettono informazioni che passano sul web, anche se solo allusive, relative al summit di domani.

Il timore è anche quello di possibili gesti emulativi. Quanto accaduto ieri a Westminster, ha spiegato Minniti, conferma “una minaccia che assume sempre più il carattere dell’imprevedibilità: i tempi di reazione si riducono sempre più. Come Nizza e Berlino, sono attacchi compiuti con i mezzi immediatamente disponibili. Noi dobbiamo quindi riflettere su una strategia che sia all’altezza di questa minaccia: come affiancare l’attività di intelligence al controllo del territorio”.

Intanto l’ Enac ha comunicato che lo spazio aereo sarà chiuso su Roma e le zone circostanti. Dalle ore 6 di oggi 24 marzo, alle ore 23 di domani 25 marzo, sono vietati tutti i voli, inclusi quelli con velivoli ultraleggeri e i voli con i mezzi a pilotaggio remoto (droni), in un’area circolare avente un raggio di circa 10 chilometri dal centro della città.

Due le aree di massima sicurezza, la ‘Blue zone’ quella del Campidoglio, e la ‘Green zone‘, che saranno chiuse al transito veicolare a partire dalle 00.30 della notte tra oggi e sabato (nell’area del Campidoglio) e dalle 7.30, fino a cessate esigenze (nell’area del Quirinale).

Serve dunque un monitoraggio stretto sui foreign fighters (poco più di cento quelli che hanno avuto a che fare con l’Italia, ma pochissimi tornati dai teatri di guerra) e sugli ambienti a rischio (dalle carceri ai luoghi di ritrovo degli islamici, ma anche il web) in modo da cogliere per tempo processi di radicalizzazione. Bastano anche cambiamenti nell’aspetto esteriore, la barba che cresce, vestiti più tradizionali, per far scattare un campanello d’allarme.

Ci sono già state 27 espulsioni quest’anno, l’ultima proprio ieri, un tunisino che viveva a Cinesello Balsamo. Ma non basta. Perché possono passare all’azione soggetti insospettabili, che si sono auto-radicalizzati sfuggendo alle ‘antenne’ degli apparati di sicurezza. Per questo serve anche un presidio accurato del territorio. E vigilati speciali sono i luoghi affollati, diventati obiettivo dei jihadisti a Londra come a Berlino e a Nizza.

Impossibile difenderli tutti, se si pensa solo ad una città come Roma, meta di decine di migliaia di turisti ogni giorno. Ecco perché Minniti ha chiesto di rafforzare ulteriormente i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone anche in vista delle cerimonie di sabato, nonché verso i luoghi che notoriamente registrano particolare afflusso di visitatori. Si parla di mete turistiche, monumenti, stazioni, aeroporti, Vaticano, ma anche i posti della movida. Ma, in assenza di segnalazioni specifiche di pericoli dal fronte terrorista, a preoccupare di più in vista delle celebrazioni per i Trattati di Roma, sono i soliti noti: gli antagonisti dei centri sociali più ‘duri’ pronti ad usare i cortei di protesta come ‘scudo’ per violenze di piazza.

Un po’ come è successo all’inaugurazione dell’Expo a Milano, l’1 maggio 2015. Segnali di guerriglia urbana ci sono stati anche recentemente, dagli scontri di Napoli per il comizio di Matteo Salvini, alle contestazioni alla Sapienza al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Si stimano in alcune centinaia i potenziali black bloc da tenere d’occhio sabato. E problemi potrebbe crearne anche l’estrema destra, con Forza Nuova che sfilerà. Non sembrano invece in arrivo presenze significative dall’estero. Si parla di qualche decina di persone. In ogni caso, l’input arrivato alle forze di polizia è quello di essere visibili e rigorose: una gestione dell’ordine pubblico che, come disse lo stesso Minniti dopo gli scontri a Napoli, deve essere improntata ad una “tranquilla fermezza”.

Ma cosa accadrà nel centro blindato della Capitale?

 

AUTO PRIVATE Per la giornata di oggi, venerdì 24 marzo, sia la zona blu dell’area Campidoglio sia quella verde, delimitata da via Nazionale, piazza della Repubblica, via Barberini, via Bissolati e via del Corso, saranno totalmente aperte al traffico sia veicolare sia pedonale. Non è prevista nessuna chiusura né di fermate metro, né di negozi e ne di scuole. Sabato 25 marzo, invece, apartire dalle 00.30 sino a cessate esigenze, sarà interdetto il transito privato dei veicoli nell’area Campidoglio (‘Blue zone’).

Fino alle ore 08.00 sarà consentito, esclusivamente per gli operatori della stampa, l’accesso dal varco n. 1, sito in via Luigi Petroselli altezza via di Ponte Rotto. Sempre sabato mattina, dalle 07.30 e sino a cessate esigenze, il transito veicolare sarà interdetto anche nell’area Quirinale (‘Green zone’). Fino alle 11.00 sarà consentito, esclusivamente per gli operatori della stampa, l’accesso dai varchi n. 32 (via della Consulta altezza via del Quirinale) e n. 36 (salita di Montecavallo altezza Piazza del Quirinale).

PEDONI Per quanto riguarda il traffico pedonale, sabato dalle ore 00.30 sino a cessate esigenze l’ingresso nell’area Campidoglio sarà consentito solo agli aventi titolo previa verifica dei presupposti ed effettuazione di controlli di sicurezza. Nella stessa giornata, dalle 07.30 e sino a cessate esigenze, il transito pedonale nell’area Quirinale sarà consentito solo agli aventi titolo previa verifica dei presupposti ed effettuazione di controlli di sicurezza. I residenti e gli ospiti alloggiati in strutture site all’interno delle due zone potranno comunque uscire dalle aree suddette e farvi rientro.

PARCHEGGI Entro le 19 di venerdì 24 marzo 2017 tutti i veicoli in sosta (inclusi motoveicoli e ciclomotori) lungo alcune vie dovranno essere rimossi. Anche i cassonetti delle vie percorse dal corteo Eurostop saranno rimossi. Le zone interessate saranno Piazzale Ostiense, via Marmorata e strade limitrofe, Piazza dell’Emporio, lungotevere Aventino e piazza Bocca della Verità. Stessi provvedimenti riguarderanno anche l’area del Campidoglio.

TRASPORTI PUBBLICI Anche le linee dei mezzi pubblici subiranno delle importanti modifiche. A partire dalle 00.30 di sabato 25 marzo le fermate e i capilinea dei mezzi di trasporto pubblico presenti nelle due aree ‘Blue zone’ e ‘Green zone’ saranno sospese. Inoltre, la fermata ‘Colosseo’ della metro B e le fermate ‘Spagna’ e ‘Barberini’ della metro A rimarranno chiuse a partire dall’ultima corsa della serata di oggi e per tutta la giornata del 25 marzo. Il capolinea del tram 8 sarà spostato alla fermata sita in via Arenula/Cairoli.

VIE DELLO SHOPPING E NEGOZI Nonostante non sia stato emanato alcun provvedimento per la chiusura dei negozi nelle aree di sicurezza, sono molti gli esercenti che hanno deciso di abbassare le serrande o di restare chiusi. Come i commercianti di Testaccio, che sabato verrà attraversato dal corteo Eurostop. Alla manifestazione che da piazza Porta San Paolo arriverà fino a Bocca della Verità attraversando lo storico quartiere romano, a cui hanno aderito anche i sindacati di base e movimento No Tav, sono attese circa 10mila persone. Un corteo che preoccupa residenti e commercianti, che temono danni alle proprie attività.

MUSEI Molti i siti archeologi e i musei che tra oggi e domani rimarranno chiusi al pubblico. A partire dalle 19 di oggi e per tutta la giornata di domani saranno chiusi il Foro Romano, il Foro Palatino, i Fori Imperiali, il Foro Traiano i Mercati di Traiano il Teatro Marcello (limitatamente all’accesso di via del Teatro di Marcello) il Colosseo, la Domus Aurea, la Domus Romane i Musei Capitolini, il Complesso del Vittoriano e le Scuderie del Quirinale.

TRASPORTO MERCI Dalle 06 di oggi e fino alle 24 del 25 marzo sarà vietato il trasporto di merci pericolose (armi, esplosivi, combustibili), in tutta la zona delimitata dalla ztl denominata ‘anello ferroviario’. Dalla mezzanotte sino alle 24 del 25 marzo 2017 sarà vietato l’accesso di qualunque veicolo adibito al trasporto di merci (compresi quelli di massa inferiore alle 3,5 tonnellate) in tutte le ztl del centro storico.

Le sim dei terroristi. Proprio ieri gli agenti della Dia hanno smantellato un’organizzazione criminale impegnata nel traffico di esseri umani, su cui da tre anni stava indagando e trasmesso gli esiti dell’indagine a colleghi europei. Il perché sta in un dettaglio dell’inchiesta. Il pm Carlo Lasperanza ha infatti individuato l’uso da parte di clandestini e trafficanti di 70mila schede anonime e prepagate estere per 300mila euro, messe in funzione con i dati di utenti ignari o sfruttando oltre 40mila documenti d’identità ritenuti falsi. La Dda teme che le schede sospette siano finite nelle mani anche di soggetti vicini ai terroristi, come il tunisino, amico dell’attentatore di Berlino, espulso da Latina. Cinque al momento gli indagati: i tre grossisti e due pachistani, ma migliaia di telefonini “anonimi” sono ormai in circolazione.

ll discorso della sindaca Roma. C’è attesa per il discorso che la sindaca Virginia Raggi farà in apertura dei lavori davanti ai capi di Stato, ospiti di palazzo Senatorio, e previsto per le 10.15. Potrebbe non limitarsi, questo circola in ambienti vicini al 5Stelle, a parole di benvenuto nei confronti dei governatori ma cogliere l’occasione, assai ghiotta, di usare quel palcoscenico e tutta l’attenzione che all’evento sarà dedicata per lasciarsi andare a una tirata antieuropeista, nel Dna del Movimento




Cari Grillini, imparate a vedere la realtà ed a farne tesoro…

di Franco Bechis

Quando sento dire a molti militanti e anche a qualche portavoce del M5s che sono stati loro a scoprire il caso dei palazzi d’oro affittati alle istituzioni da Sergio Scarpellini, mi verrebbe voglia di lanciare nei loro confronti quel “vaffa” che li portò alla ribalta delle cronache qualche anno fa. Mi viene ancora più voglia leggendo i commenti ad alcuni articoli e video che ho pubblicato negli ultimi giorni critici nei confronti del comportamento tenuto ora da Virginia Raggi. Molti insulti, e i soliti: “e tu dove eri anni fa, quando esplodevano gli scandali?”

Dove erano loro, invece! Dove erano i militanti del M5s? Dove erano i loro portavoce? Vista la fortunata anagrafe di molti, potrei rispondere in culla, a scuola, forse in università. Certo del tutto ignari di quel che accadeva nel mondo, anche nel piccolo mondo che era accanto loro. Quando loro non erano ancora nati facendo il mio mestiere da giornalista scoprii il caso dei palazzi d’oro di Scarpellini e ne scrissi su Milano Finanza dove lavoravo nel 1997. Ne ho scritto inascoltato o quasi per 18 anni prima che qualcuno del M5s se ne accorgesse. L’ho fatto su quattro giornali: MF, Il Tempo, Italia Oggi e Libero, e un esempio di quegli articoli è visibile nello slide show. Per rispondere a qualche insulto, ecco dove ero prima: a scrivere quello che voi non leggevate.

Non mi stupisce che ci sia in giro qualche presuntuosetto che pensa di potere distribuire a destra e manca patenti e di potere dare lezioni a tutti perché lui ha la verità in tasca. Bene, sappiate che non è stato il Movimento 5 stelle a fare scoppiare il caso dei palazzi d’oro e non è stato il Movimento 5 stelle a fare saltare quei contratti con la Milano ’90 di Sergio Scarpellini. Il primo contratto non rinnovato dalla Camera era semplicemente scaduto dopo 18 anni, tempo in cui ne abbiamo scritto decine di volte inascoltati (dopo un po’ di tempo anche altri colleghi giornalisti come Sergio Rizzo).

Se poi sono saltati tutti i contratti è perché Enrico Letta in un discusso decreto legge ha dato la possibilità di recessione unilaterale dagli stessi. E la maggioranza degli organi dirigenti della Camera dei Deputati e del Comune di Roma – che non erano del M5s (solo allora schierato per la disdetta), ha deciso che si era speso troppo per troppi anni e la cosa doveva finire. A onore di cronaca alcuni esponenti del M5s dopo la disdetta hanno insistito perchè uno o due di quei contratti con Scarpellini fossero riattivati, per dare lavoro a centinaia di dipendenti che altrimenti restavano per strada. Questa è la verità e dalla verità non si può prescindere perché adesso farebbe comodo fosse diversa.

Verità è un termine un po’ pomposo. Forse meglio realtà. Magari è diversa da come l’avremmo voluta, ma bisogna guardarla come è senza pararsi gli occhi. E imparare dalla realtà anche per il futuro. E’ un’amara realtà quella dell’arresto di Raffaele Marra, lo capisco. Ma non la si può anestetizzare dicendo che Marra non era del M5s, ma “1 dei 23 mila dipendenti del Comune di Roma” come ha detto la Raggi. Era un dirigente che ha scelto lei, che ha voluto testardamente al suo fianco, che da furbacchione l’aveva adocchiata già nella scorsa consiliatura offrendo i propri servigi e qualche documento a lei e a Daniele Frongia.

Ricordo quel pomeriggio del dicembre 2014 quando scoppiò Mafia Capitale. Cercai insistemente il gruppo consiliare del M5s allora ospitato nel palazzo affittato da Scarpellini. Per lunghe ore mai nessuno rispose al telefono: non avevano collaboratori nè segreteria, e i 4 erano in giro. Cercavo di averene le dichiarazioni patrimoniali dei consiglieri e assessori comunali, per vedere chi aveva ricevuto finanziamenti da Salvatore Buzzi. Mi sentivo d’istinto di mettere la mano sul fuoco per i grillini, e quindi cercavo un loro aiuto perché l’accesso a quella documentazione era pubblico, ma a me sarebbero occorsi giorni, a loro sarebbero bastati pochi minuti.

Quando finalmente li trovai, mi dissero timidi timidi che a quell’ora del venerdì non se la sentivano di disturbare il segretario generale del comune, a cui avrebbero dovuto fare la richiesta. Mi sembrarono spaesati e ancora del tutto sulle nuvole, e mi colpì quel timore reverenziale nei confronti di quella struttura che avrebbero semmai dovuto combattere. Alle 8 di sera chiamai l’unico altro su cui avrei potuto mettere la mano sul fuoco, il radicale Riccardo Magi ed ebbi quello che cercavo in pochi minuti.

Non sono preparati, non sanno muoversi nei palazzi del potere, sono spesso assai ingenui. Però ho imparato ad apprezzare i grillini con il tempo, perché li ho visti studiare e imparare come mi era capitato solo nel 1994 con la prima infornata di leghisti, naive ma lavoratori come loro. Oggi in Parlamento molti di loro sono i più preparati nelle commissioni, e sono fra i pochi in grado di migliorare le terribili leggi che arrivano da Palazzo Chigi, quasi sempre scritte con i piedi. Molti altri parlamentari questo lavoro non lo fanno, preferiscono inseguire la dichiarazione volante o la comparsata in tv, ma non capiscono nulla di quello che dovrebbero dire e nulla di quello che debbono votare. A 3 anni di distanza la truppa grillina è la più preparata in Parlamento.

Siccome è l’esatto contrario di quel che si scrive e dice in giro, spesso ho preso le loro difese di fronte ad attacchi politici e di stampa del tutto strumentali, perché la realtà era un’altra e dalla realtà non si può prescindere mai. Mi è evidente anche in queste ore l’esagerazione con cui si tratta il caso del Comune di Roma: da giorni e giorni sbattuto in prima pagina, ancora lunedì oggetto di maratone televisive su “Colomban sì, Colomban no”, o “Lombardi contro Raggi”, “correnti divise”. Piccoli episodi che se si fosse trattato di altri partiti avrebbero faticato a trovare quattro righe in cronaca. Mi è chiara la strumentalità mediatica di questo caso. C’è anche il desiderio di vendetta per essere stati messi all’indice molte volte in altri casi dal Movimento 5 stelle.

Posti gli evidenti errori compiuti dalla Raggi, che non è colpevole del delitto del secolo, ma di avere sbagliato la scelta dei collaboratori e di testardaggine per avere difeso quella scelta quando anche tutti i suoi amici la mettevano in guardia, una mia spiegazione di quel che è accaduto ce l’ho. Una spiegazione che ha in sè un consiglio al M5s che viene dal profondo del cuore. La spiegazione è semplice: Roma è una città tremenda. Che ti avvolge come una spirale, e ti soffoca. Non è facile sfuggire a questi tentacoli del potere e dalle strategie di un sottobosco del potere che ha visto passare papi e re ed è convinto di potere fottere chiunque, perché quelli appunto passano e loro alla fine restano.

Ho visto personaggi che erano inquietanti alla fine degli anni Ottanta quando arrivai a Roma e che sono ancora lì, pronti ad avvolgere nelle spire i nuovi malcapitati. Marra era uno di questi sempre pronti a riciclarsi e bravissimi a rendersi utili sembrando del tutto disinteressati. La Raggi è cascata come una pera nella trappola. Ma non è stata la sola. Ho visto altri personaggi che hanno già vissuto altre stagioni e ben altre compagnie politiche a fianco di alcuni leader del M5s. Qualcuno è perfino riuscito ad entrare nei loro staff. Sembrano amici, sembrano convertiti alla buona battaglia, ma sono quelli che alla fine vi fregheranno come è accaduto al Comune di Roma.

Il consiglio non richiesto che mi sento di potere dare ai grillini è di starne alla larga. Fate da soli, sbaglierete lo stesso ma non in malafede. Dagli errori si può ripartire, ma i guai che vi provoca chi all’ultimo si unisce per secondi fini a voi potrebbero essere irreparabili. Non imbarcate nessuno a bordo. Non fidatevi di nessuno, perché sono lì solo per usarvi. Siete inesperti? Lo siete come chi vi ha votato. Si sbaglia e si riparte da capo. Ci si mette di più, e pace. I guai veri che stanno alle vostre spalle consentiranno tanto perdono alla vostra inesperienza. E tutti hanno ancora le ferite aperte dai vari governi degli esperti, dei professori, dei tecnici.

Dovete imparare a resistere a quella Roma che fa fuori con leggerezza papi, re, dittatori e imperatori. Ma per farlo dovete guardare la realtà senza nascondervela, e imparare soprattutto dai vostri errori.

*commento tratto dal blog di Franco Bechis

 




Se 193mila euro sono una vita complicata

di Deborah Dirani*

Io conosco un sacco di donne con una vita complicata. C’è la mia amica A. che aveva un talento formidabile per il teatro ma ha scelto di fare la mamma di un bambino affetto da una malattia rara per cui non c’è cura. Non l’ho mai sentita lamentarsi, ma l’ho sentita qualche volta ragionare con angoscia su cosa succederà al suo bambino una volta che lei e suo marito non ci saranno più.

C’è la mia amica N. che è nata uomo ma aveva un cuore di donna e ha lottato tutta la vita per diventarlo e durante questa lotta ha rimediato anche un virus che al solo sentirne il nome un sacco di gente fa tre passi indietro: Hiv.

C’era la mia amica S. che ha tentato di lottare contro una malattia che la faceva oscillare lungo una sinusoide impazzita dell’umore e il giorno di Pasqua di qualche anno fa ha pensato che non poteva vincere questa battaglia, si è riparata sotto un albero e ha ingoiato tutte le pillole che dovevano guarirla assieme a una bottiglia di whiskey.

C’era anche la mia amica A. che per 12 anni ha battagliato contro 3 tumori e lo ha fatto sempre con un bel sorriso e senza un solo secondo di lamentela. Aveva un buon lavoro, ma lo ha dovuto lasciare, aveva una vita che amava e ha dovuto lasciare pure quella.

CdG raggi-raineri

 

Ora, Carla Romana Raineri, la neocapo di gabinetto della neosindaca Raggi, ha detto che al Campidoglio ci rimette, e che ha una vita complicata.

Ecco, senza voler essere la più moralista dei moralisti (che il rischio che si corre, cari 5 stelle, è di inciampare in uno più moralista di te che rivela al mondo le crepe della tua eccepibile etica), dicevo: senza voler sbrodolare con la storia della morale, io di vite complicate ne incontro tutti i giorni, ma di solito non hanno uno stipendio da 193mila euro l’anno. Che io non discuto il principio per il quale il lavoro vada sempre ed equamente retribuito, discuto però il buongusto di chi si lamenta della scelta di vita che ha fatto e per la quale viene pagato e non con due bruscolini sbucciati.

Il buongusto sta nel ringraziare chi, con tasse e balzelli pagati su uno stipendio che (quando si ha la fortuna di avere un lavoro) si aggira intorno ai 1200 euro, permette a te di prenderne mensilmente quasi 10 volte tanto. Ma certo, il tuo è un lavoro di grande responsabilità, devi controllare che tutta la macchina amministrativa della capitale d’Italia – una specie di buco nero che fagocita risorse e buone intenzioni – marci spedita e senza macchie. Certo lavori dalle 7 alle 24 (ammazza che fisico) e vivi lontana da casa, fai la pendolare tra Roma e Milano e te devi pure pagare il biglietto sul Frecciarossa.

Io capisco tutto e, giuro, sono solidale con te capo di gabinetto, magistrato in aspettativa, del sindaco Raggi. Ma ho una domanda da farti: ti hanno per caso sedata, bendata, caricata a forza su un vagone di prima classe, e catapultata al Campidoglio senza che tu potessi dire né ahi ne bahi? O magari t’hanno costretta ad assumere un incarico che ti tiene lontana dalla tua famiglia, ti costringe a dormire una manciata di ore per notte e, addirittura, saltare le ferie d’agosto?

No.

La verità è che la scelta l’hai fatta tu e, ho il sospetto, che ora ti sia accorta di essere rimasta con il cerino corto tra le mani, perché a leggere le tue dichiarazioni circa la piccola polemica estiva che ti vede coinvolta capisco che il giorno in cui hai accolto la richiesta del sindaco di Roma tu abbia fatto male i conti. A voler essere precise, e io ci tengo, inizio a pensare che tu abbia incasinato i principi che dovevano guidarti nella scelta: sei andata a fare un mestiere che dovrebbe mettere al primo posto il bene comune non quello del conto corrente che hai intestato! Se vai a fare il capo di Gabinetto a Roma dovresti andarci con lo spirito di ‘missione’ che dovrebbe animare chi dedica la propria vita a migliorare quella degli altri. Sennò, scusa, ma stai dove sei, no? Chi te lo fa fare?

Stai dove sei che comunque vivi a 100 metri a piedi dal tuo posto di lavoro (il Palazzo di Giustizia di Milano, ndr) e guadagni 170mila euro l’anno. Ma soprattutto, non fare la vittima perché la tua vita non è complicata. Le vite complicate sono altre alle quali la tua non assomiglia per niente.

E ora, buon lavoro, signora Carla. Fallo bene, fallo con tutta te stessa, merita questo stipendio che ti viene dato e noi saremo contenti di versartelo ogni mese

*giornalista, tratto dall’ Huffington Post




Calciomercato, la rassegna stampa dei principali quotidiani italiani

Il calciomercato visto dagli altri: ecco la rassegna stampa dei principali quotidiani italiani.
CdG Corrieredellosport

JUVE, GÖTZE CI STA  – Il fantasista è pronto a lasciare il Bayern: si tratta sulla base del prestito biennale con la formula Morata
NAPOLI, ROMAGNOLI ALLO SPRINT. E SI SBLOCCA ASTORI – La priorità è il centrale della Roma, soluzione vicina per il difensore del Cagliari.
LA ROMA ASPETTA SALAH – Sabatini è tornato da Londra, da Firenze annunciano battaglia, l’Inter spera nel colpo
BARCELLONA, POGBA SFUMA – Bartomeu vince le elezioni: Laporta battuto, la Juve può stare tranquilla
FELIPE MELO VERSO L’INTER – Sneijder lo spinge in nerazzurro: il brasiliano è disposto a dimezzarsi l’ingaggio per un biennale

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CdG Tuttosport

TORO, RIECCO SEFEROVIC – Torna caldo lo svizzero dell’Eintracht che rispunta tra Defrel e Belotti: la decisione del francese (in ballo anche il Palermo) influirà sulla possibile partenza dell’Under 21
“VI DIAMO CERCI, DATECI GUARIN” – Il Milan è pronto a proporre uno scambio di prestito all’Inter: Mancini è perplesso
GÖTZE, ASSIST ALLA JUVE – Le dichiarazioni del talento del Bayern alimentano le speranze di Marotta
MISSIONE PALERMO: OBIETTIVO ARAUJO – Va superata la concorrenza di Anderlecht e Galatasaray per l’attaccante

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CdG palloni

CdG corrieredellasera

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GÖTZE STRIZZA L’OCCHIO ALLA JUVE – Il fantasista tedesco apre ai bianconeri: “Sono una grande squadra”
ROMAGNOLI, IL MILAN SPERA – Solo panchina in amichevole per il difensore della Roma: un altro segnale che il difensore è sul mercato
SALAH, ROMA IN VANTAGGIO – Della Valle volerà a Londra la settimana prossima per chiarire con Chelsea e giocatore
La Repubblica
JUVE, VIA ALL’OPERAZIONE GÖTZE – Il tedesco: “Vorrei andare all’estero”. Il Bayern chiede almeno 40 milioni, parte la trattativa.
ROMAGNOLI, C’È ANCHE IL CHELSEA – Il difensore resta in panchina contro il Real Madrid: la Roma pretende 30 milioni dal Milan e parla del ragazzo con i Blues.
MILAN, NO AL GENOA PER NIANG – Preziosi ha chiesto il francese a Galliani che ha rifiutato aprendo alla cessione di Cerci
CdG logo il messaggro

ROMA, SALAH IN PUGNO – Sabatini è rientrato nella capitale con il gradimento dell’egiziano e la disponibilità del Chelsea a cederlo
FIORENTINA, IN ARRIVO SUAREZ – Viola vicini al centrocampista dell’Atletico Madrid.



Continua la campagna acquisti del Taranto. Torna Marsili

Dopo sette anni il centrocampista romano Massimiliano Marsili, classe 1987, dopo aver raggiunto l’accordo contrattuale con la società rossoblù torna a vestire la maglia del Taranto con cui ha già giocato in C1 nella stagione 2007/08 ,  in  cui totalizzò 21 presenze in campionato, senza mai segnare,  ed ha già raggiunto la squadra in ritiro a Serino mettendosi a disposizione dell’allenatore Favo. Il centrocampista romano che ha iniziato la sua carriera nella squadra Primavera della  Roma, ha giocato nel Taranto e successivamente nel Modena, Cosenza, Nocerina, Andria, Martina, Brindisi e Matera.