La legge ed il giornalismo dei “prescritti”

di Antonello de Gennaro

Il giornalista-sindacalista Mimmo Mazza con alle spalle un passato di rappresentante di seggio per conto del Partito Comunista Italiano a San Marzano di San Giuseppe, dove venne condannato per brogli elettorali,  salvandosi successivamente in appello grazie alla “prescrizione”, è diventato negli ultimi tempi  il “paladino” dei massafresi, o meglio in realtà di “qualche” massafrese. Proprio lui che osteggiava sui social network l’ avvenuta elezione del “massafrese” Martino Tamburrano alla presidenza della Provincia di Taranto… !

Leggere quanto scrive oggi suLa Mazzetta del Mezzogiorno” (come il quotidiano La Repubblica definì anni fa la Gazzetta del Mezzogiorno all’epoca dei fatti quando venne arrestato un suo direttore) e cioè che “i massafresi sono al centro di una campagna mediatica” presentandola come “la Tebaide d’ Italia, ovvero quello che per anni è stato celebrato per luogo incastonato tra gli insediamenti della cività rupestre e bizantine” esaltandola come “uno splendido luogo di grande quiete e silenzio”  fa a dir poco stramazzare al suolo dalle risate .

Probabilmente per Mazza dover ammettere la sua manifesta incapacità di fare un’inchiesta giornalistica, il fatto di non essere mai stato capace di rivelare qualcosa di utile che abbia fatto scaturire un’indagine, un processo, deve pesare molto, essendosi egli “specializzato” esclusivamente nella pubblicazione di atti processuali e veline della Procura di Taranto, o a fare “interviste in ginocchio” come scrisse giustamente tempo fa il Nuovo Quotidiano di Puglia deve risultare a dir poco amaro. Ma tutto ciò capita a chi viene assunto da un giornale soltanto a seguito di una causa di lavoro…

Come non dare quindi ragione a Pinuccio quando scrive oggi sulla sua pagina FacebookQuindi dopo i servizi sulla controversa politica a Taranto ignorati dalla stampa locale, oggi la Gazzetta del Mezzogiorno esce dopo settimane con un articolo in difesa della politica tarantina con affermazioni (allucinanti n.d.a.) in linea con quello che ha detto Tamburrano nella conferenza stampa quasi accusandomi di buttare fango sul territorio. Diceva bene chi affermava che quel giornale è buono solo per vendere le cozze

Evidentemente a Mazza stanno più a cuore gli affari ed interessi di un noto imprenditore “massafrese” della spazzatura, a lui notoriamente molto “vicino”, che finanziava pubblicitariamente “Ribalta di Puglia” una rivista di campagna di cui il Mazza era direttore responsabile, prima che il Presidente sul Tribunale di Taranto su nostra istanza la cancellasse dal registro della stampa, nonostante venisse comunicato il cambio di direttore, con l’avvento (sulla carta, e peraltro mendace) di un suo collega , tale Vittorio Ricapito.dopo 4 anni che non usciva più, dichiarando il falso in un atto pubblico !

Sentenza Mazza

Per il giornalista “prescritto” Mazza non bisognerebbe denunciare il voto di scambio del “massafrese” Michele Mazzarano (Pd) emerso dall’inchiesta con cui Striscia la Notizia insieme al CORRIERE DEL GIORNO hanno denunciato e rivelato documentalmente il fenomeno del voto di scambio e la “parentopoli” interna all’ ASL di Taranto. Ma tutto ciò evidentemente è comprensibile per Mazza, che come dicevamo è stato condannato a 7 mesi nel 2001 per “abuso in atti d’ufficio” per i reati commessi mentre svolgeva l’incarico di rappresentante di seggio per il PCI durante le elezioni nel suo paese di San Marzano di San Giuseppe, processo dal quale si è salvato in appello, ed è bene ribadirlo nuovamente e ricordarlo ai lettori, si è salvato solo e soltanto grazie all’intervenuta prescrizione.

Secondo il “giornalismo”….di Mazza quanto trasmesso da  Striscia la Notizia e pubblicato del CORRIERE DEL GIORNO sono “presunti scoop” ed “accertate diffamazioni” se non “proprie e vere calunnie”.  Se lo dice lui…che è campione nel suo giornale per le denunce (ricevute) e citazioni per danni in sede civile  per le sue diffamazioni, da cui si è sinora salvato grazie all’intervento economico del suo editore che rimborsa i diffamati pagando i danni, allora è proprio il caso di dire, povera informazione e sopratutto povera legalità !

E’ altresì comprensibile che un giornalista…del genere si meravigli, allorquando poverino non ha avuto neanche la capacità (o il coraggio ?) di raccontare quanto scopri  l’ ottimo e valido collega Guido Ruotolo del quotidiano LA STAMPA di Torino, su  “Angelo Soloperto, sorvegliato speciale – scriveva  Ruotolo  – domani compirà 50 anni. Voleva organizzare una festa in grande, indimenticabile, nel suo paese, San Marzano di San Giuseppe, provincia di Taranto, paese agricolo dove i vecchi parlano ancora arberesche, il vecchio albanese – prima con uno spettacolo a pagamento (tre euro a bigliettocon il cantante neo-melodico Nino Fiorelli, poi con i festeggiamenti veri e propri, e c’è da scommettere, pure con i fuochi d’artificio”. Eppure a San Marzano vive tutta la famiglia del Mazza… Risulta strano che non sapesse cosa accadeva nel suo paesello d’origine !

Il giornalista a mezzo servizio….sostiene che il Sindaco di Massafra “farebbe bene a difendere con le mani e con le unghie” la sua città. Dimenticando che è stata proprio la cittadinanza di Massafra a sovvertire l’egemonia politica del centrodestra guidato da Tamburrano , ed a ridicolizzare il PD di Mazzarano che nella stessa cittadina, nell’ultima tornata elettorale ha conseguito solo il 7% dei consensi, conquistando il peggior risultato amministrativo in Italia del Partito Democratico !  Forse a qualcuno deve essere sfuggita… la protesta ambientale dei massafresi, che la loro città probabilmente la conoscono molto meglio di chi scrive per sentito dire dagli “amici degli amici”.

 

la vera Massafra, altro che “uno splendido luogo di grande quiete e silenzio”

 

Così come non abbiamo letto una sola parola di vicinanza sindacale dell’ Assostampa di Puglia al collega Michele Montemurro, al suo capo servizio Giovanni Camarda del Nuovo Quotidiano di Puglia che sono denunciati dal proprietario della CISA spa di Massafra, Tonino Albanese per diffamazione, e la cui denuncia ci risulta essere stata archiviata dalla Procura di Taranto, archiviazione a cui Albanese si è opposto, e nel prossimo giugno dovrebbe celebrarsi un’udienza  dinnanzi al Gip del Tribunale di Taranto.

Ma ormai i giornalisti-sindacalisti pugliesi li conosciamo bene: loro sono bravi a solo a farsi gli interessi loro, o a diffamare la concorrenza come Mazza ha fatto prima con il CORRIERE DEL GIORNO e recentemente anche con TARANTO BUONA SERA. Per il resto è noto che i sindacalisti pensano soltanto al proprio posto di lavoro, alla propria carriera, ad un buono stipendio ed alla propria famiglia !

P.S.  Per le diffamazioni dell’ Assostampa nei nostri confronti è stata richiesto il rinvio a giudizio della Procura di Bari dinnanzi al Tribunale competente. Mentre quello per Mazza e signora per le diffamazioni espresse nei miei confronti è imminente . E’ solo questione di giorni !

Di seguito vi pubblichiamo alcuni dati e commenti presi dalla pagina Facebook di Pinuccio il quale come potrete constatare coni vostri stessi occhi,  gode di un seguito-consenso  di 478mila persone. Sul suo commento odierno sulla Gazzetta del Mezzogiorno questi i risultati: oltre 3.4000 “like” (mi piace), 345 condivisioni, più di 250 commenti !

Eccone qualcuno: buona lettura e mi raccomando tappatevi il naso…!!!”




Spedito un proiettile a Pinuccio dopo le sue inchieste di parentopoli e appaltopoli pugliese

ROMA –  L’inviato del programma “Striscia la Notizia” Alessio Giannone , più noto con il suo nome artistico ‘Pinuccio‘, che da circa due mesi si occupa della “Parentopoli” e “Appaltopoli” a Taranto, con inchieste che hanno portato anche alle dimissioni di Michele Mazzaranol’ex assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia,  ha trovato un proiettile depositato a mano nella cassetta postale della sua abitazione, a Bari.

L’inviato di Striscia la notizia era di ritorno da Taranto dove continua ad occuparsi di parentopoli e appaltopoli pugliese, filone che  sta seguendo da circa un mese a questa parte.Lo rende noto un comunicato del tg satirico di Canale 5. Il proiettile – ha raccontato Pinuccio – non era accompagnato da alcun biglietto. L’inviato di Striscia ha immediatamente sporto denuncia ai Carabinieri.

All’amico Pinuccio ed suo staff di autori e collaboratori la nostra più totale e piena solidarietà, ed invito a non preoccuparsi minimante dell’ accaduto. In Puglia è normale… I vigliacchi abbondano, esattamente quanto il malaffare e la vigliaccheria dei mandanti in giacca e cravatta.

 




La “Parentopoli” di Taranto: ecco tutti i nomi dei parenti illustri…assunti dalla SDS per l' ASL Taranto

di Antonello de Gennaro

Continua l’inchiesta di Striscia la Notizia, affiancata dal nostro giornale, sulla “Parentopoli” tarantina  che si sta rivelando di giorno in giorno sempre di più un pozzo senza fondo, di connivenze fra esponenti della politica, dirigenti di enti pubblici e società private che erogano servizi profumatamente retribuite dagli appalti della ASL Taranto e quindi della Regione Puglia utilizzando soldi pubblici. Circa cinque anni fa, l’ ASL di Taranto chiese alla SDS s.r.l. di Vincenzo Festinante un più ampio monte di ore per il CUP gestito dalla società di Festinante, e quindi di altro personale .

Un andazzo che andava avanti da oltre 10 anni, confermata dallo stesso consigliere regionale Michele Mazzarano, dimessosi dalla carica di assessore regionale a seguito dell’esplosione dello scandalo sul voto di scambio e sulla parentopoli su cui sta indagando la Procura della repubblica di Taranto che ha affidato le indagini in corso alla Digos della Polizia di Stato.

La S.D.S. di Taranto opera nel settore della progettazione ed erogazione di servizi informatici e telematici, come si legge sul loro sito “La nostra missione aziendale si concretizza nel supporto progettuale ed operativo alle organizzazioni pubbliche e private nella gestione delle relazioni con i clienti, attraverso l’erogazione di soluzioni call center inbound ed outbound e la gestione di sportelli al pubblico” operando a Taranto e provincia e lavorando quasi esclusivamente per l’ ASL Taranto.

Ecco i nomi delle “coincidenze”…per dirla alla Pinuccio. La signora Patrizia Chieppa  passata da infermiera a responsabile in una carriera durata 10 anni,  lavora presso la ASL come “coordinatrice del servizio CUP” ma è anche la moglie di Pasquale Melucci , responsabile della ditta SDS. Anna Russo moglie dell’ex assessore Vincenzo di Gregorio attualmente consigliere del Comune di Taranto e segretario cittadino del Pd, venne  assunta presso l’ S.D.S. srl circa sette anni fa nello stesso periodo in cui il marito ricopriva l’incarico di assessore nella giunta di centrosinistra guidata dall’ex-sindaco Ippazio Stefàno.

In quello stesso periodo venne “accontentato”…  anche il suo collega di partito Lucio Lonoce, all’epoca dei fatti vice sindaco ed assessore ai lavori pubblici, ed attuale presidente del Consiglio Comunale di Taranto, con l’assunzione di sua moglie Loira De Pasquale, entrambe assunte dalla S.D.S. srl  per prestare servizio come gli altri al CUP dell’ ASL Taranto.

 

Fra le assunzioni di casa PD nella S.D.S. risulta anche Carmela Loreto, che sarebbe la nipote dell’ex- senatore e sindaco di Castellaneta, Rocco Loreto, la quale  all’ultima campagna elettorale, guardate un pò di lato con i vostri occhi, chi sosteneva: Michele Mazzarano. Ah, quando si dice i casi…. della vita !

Come non definire “ridicole” le accuse rivolte a Striscia la Notizia da Maria Grazia Cascarano, esponente della corrente “Fronte Democratico” di Michele Emiliano,  candidata Pd al Senato alle ultime elezioni dello scorso 4 marzo, “trombata” (cioè non eletta) dagli elettori ? La “signora delle tessere” come viene definita a Manduria (Taranto) all’interno del Partito Democratico ,  la candidata “trombata”  del Pd che  ha dichiarato : “Sono numerosi gli elementi di perplessità in ordine alla vicenda di cui è vittima Michele Mazzarano, al quale ribadisco vicinanza personale e sostegno politico. A mio avviso si tratta di un’ operazione mediatica costruita per screditare la sua figura, la sua attività di assessore regionale e di esponente del Pd. Sono sicura che la Magistratura farà piena luce. Pur trovandosi nel mezzo della bufera, Mazzarano ha dato prova di grande responsabilità e senso delle Istituzioni, rassegnando le dimissioni nelle mani del presidente Emiliano”.

Gianfranco Lopane, Michele Mazzarano e Maria Grazia Cascarano

La Cascarano nel suo delirio da “trombatura” elettorale ha aggiunto: “Il mio timore è che dietro questa vicenda ci sia il malcelato intento di delegittimare e screditare un’area politica che sta faticosamente tentando di costruire percorsi nuovi e mi rattrista constatare che Taranto oggi è meno protetta. Mazzarano, infatti, aveva messo in campo una serie di strumenti per rendere più competitivo il territorio ionico. Ora sarà più difficile recuperare il gap economico tra Taranto e le altre aree della Puglia e dell’Italia”.

Come non meravigliarsi davanti a certe dichiarazioni a dir poco ridicole, se il Pd a Taranto, così come in tutta la Puglia è stato “asfaltato” dagli elettori ? Nessun commento della Cascarano però sulle assunzioni facili delle moglie dei suoi “compagni” di partito e di merende. Sarà un caso…ma guardo caso anche la figlia della Cascarano lavora per il CUP di Taranto. Della serie “casa Pd: tutti in famiglia” !

Abbiamo scoperto qualcosa di poco chiaro sulla S.D.S. Infatti all’interno del sito nella “pilicy della privacy” viene scritto che “A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili. Il “titolare” del loro trattamento è la società S.D.S. s.r.l., che ha sede legale in Taranto (Italia), via Cataldo Nitti 45/A -74123″, ma Stranamente sempre sullo stesso sito viene indicata in calce (come previsto dalla Legge) la propria sede legale, che però viene indicata “Sede legale: Piazzale Dante (Bestat), 2 – 74121 – Taranto (TA)”. La domanda che ci si pone conseguentemente  è: ma dove ha sede realmente la S.D.S. srl ?

In relazione alle dichiarazioni di Emiliano dello scorso 26 marzo (cioè due settimane fa) all’ inviato Pinuccio di “Striscia la Notizia“: “Voglio fare anche un appello. Se ci sono situazioni opache nella gestione della Regione Puglia, parlatene, parlatene anche con Striscia la Notizia, con i Carabinieri, con me” dimenticandosi che lui è anche assessore regionale alla sanità ad interim sin dal primo giorno della sua Presidenza alla guida della Regione Puglia, e queste cose le sa. Quindi come mai tace ? Abbiamo contattato oggi la portavoce di Michele Emiliano alla Regione Puglia, la quale si è limitata  a riferirci che “al momento Emiliano ritiene di non dover fare dichiarazioni pubbliche“, e che “quando le farà vi terremo informati“. Della serie: “meglio che me ne sto zitto !” . Ma noi al  suo contrario continueremo a parlare !

 

Fra le varie “beneficiarie” delle assunzioni privilegiate da parte della SDS di Festinante, che chiaramente paga le sue dipendenti grazie agli introiti incassati dall’ ASL Taranto e quindi dalla Regione Puglia, compare anche Luisa Caracciolo nipote del dottor Paolo Quarato, ex Direttore Amministrativo dell’ASL Taranto. Ciliegina sulla torta..l’assunzione nel 2011 alla SDS  anche di Giuseppe Conserva , figlio di Michele Conserva assessore all’ambiente della Provincia di Taranto, coinvolto nello scandalo dei favoreggiamenti all’ILVA, ma dichiarato assolto il 27 settembre 2016, dalle gravi accuse a suo carico, dal Gup Pompeo Carriere con la formulazione “perchè il fatto non sussiste”, a seguito dall’accusa di associazione per delinquere e concussione formulata dal pm dr. Remo Epifani dalla Procura di Taranto.

Le accuse formulate nei confronti di Conserva vennero modificate in quanto secondo il giudice delle udienze preliminari non si era raggiunta la prova della contestata concussione: gli imprenditori ascoltati avevano escluso infatti che Conserva abbia mai chiesto denaro o abbia esercitato pressioni. La nuova ipotesi accusatoria della presunta corruzione (e quindi non di una concussione) a carico di Conserva è confluita nel procedimento-parallelo a quello-madre di “Ambiente Svenduto” si prescriverà a fine maggio 2018.

Secondo fonti confidenziali interne all’ ASL di Taranto, alle dipendenze dell’ S.D.S. srl  gestore del CUP di Massafra dell’ ASL di Taranto, vi sarebbero anche  Debora (detta Nota) Notaristefano candidatasi nelle liste del PD alle Comunali di Massafra, e persino sua sorella Patrizia  ( ???) grazie alla parentela “politica” di quest’ultima essendo la moglie di Mazzarano

In serata Michele Mazzarano ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il seguente post: “Ieri Striscia la Notizia ha pubblicato questa notizia: parentopoli pugliese spunta la cognata dell’ex assessore Mazzarano. La notizia è falsa tanto è vero che la stessa Striscia è corsa a cancellarla dal suo sito come si evince negli screen shot che pubblico qui di seguito e ad eliminarla dal servizio andato in onda. Tuttavia il danno è stato fatto perché è rimasta on line per alcune ore, cosicché la rimozione è stata tardiva, essendo stata già copiata e ripresa da innumerevoli altri siti giornalistici e pseudo tali. Ho meritato finora ben 12 servizi in due settimane da un gigante come Striscia, nonostante non solo non sono indagato per nessun reato ma al contrario sono stato vittima di un tentativo di truffa come risulta dalla mia denuncia alla Procura della Repubblica di Taranto e dalla documentazione che lo dimostra”

Mazzarano così continua nel suo post : “Nonostante il mio avvocato abbia più volte illustrato la verità dei fatti alla redazione e abbia inviato tutte le carte che provano la truffa contro di me, non solo Striscia non ne ha tenuto conto ma ha addirittura aumentato la dose pubblicando una notizia falsa. Purtroppo non ho né i mezzi né la forza di Striscia la Notizia per competere sul piano mediatico. Quello che ho è una incondizionata fiducia nella giustizia. Per questo non ho altra strada che denunciare Striscia la Notizia per diffamazione confidando con serenità nell’unico verdetto che conta davvero”.

Leggere Mazzarano che scrive oggiho incondizionata fiducia nella magistratura” dopo che in un recente passato dopo essere stato rinviato a processo per ben due volte si è salvato solo e soltanto grazie all’intervenuta prescrizione, senza quindi essere mai stato scagionato da una sentenza assolutoria, ci fa letteralmente ridere. Risponda Mazzarano al nostro quesito: se si processava innocente nei due procedimenti che lo vedevano imputato, come mai non ha rinunciato alla prescrizione per ottenere invece una piena assoluzione ? Altri rappresentanti del PD come Filippo Penati a Milano lo hanno fatto ! O forse Mazzarano si è “tuffato” nell’intervenuta prescrizione,  ben sapendo che gli assegni lasciano sempre traccia…???

Mazzarano aggiunge di confidarecon serenità nell’unico verdetto che conta davvero“. E quale sarebbe ? Forse la prescrizione a cui si è abbonato salvandosi come già detto in due processi ?

Marrano si auto-assolve dichiarandosi  ” vittima di un tentativo di truffa come risulta dalla mia denuncia alla Procura della Repubblica di Taranto e dalla documentazione che lo dimostraignorando che alla fine sono le risultanze delle indagini della Magistratura a stabilirlo e non certamente il contenuto di una querela (di parte !). Piuttosto Mazzarano ci spieghi, chi sono le”8 persone che ho messo lì dentro”  come lui stesso ha dichiarato ??? E sopratutto a che titolo “le ha messe”  essendo l’ S.D.S. srl una società privata ?

Il nostro giornale oggi pomeriggio ha cercato di contattare Mazzarano, inutilmente in quanto non risponde alle telefonate , e si è quindi rivolta telefonicamente al suo legale Avv. Fausto Soggia (come i tabulati potranno facilmente comprovare) a cui è stata da noi inviata una mail via Pec alle ore 21:36 cioè ancor prima che Mazzarano pubblicasse alle ore 22:11 di questa sera il suo post che abbiamo riportato integralmente sopra.

Nella mail inviata abbiamo chiesto “ufficialmente” conferma se Patrizia Notaristefano cioè la moglie di Mazzarano o  sua cognata (cioè sua sorella ) Patrizia Notaristefano avessero avuto o abbiano rapporti di lavoro con società, associazioni o cooperative che prestano servizi retribuiti per l’ ASL Taranto. Attendiamo fiduciosi che questi accertamenti verranno disposti anche dalla Magistratura.

Nel Pd di Massafra compare anche  un altro Notaristefano di nome  Angelo (coordinatore dei giovani PD massafresi) il quale però incredibilmente ci risulta  alleato e considerato vicino alle posizioni dell’avversario storico di Mazzarano a Massafra, e cioè Vito Miccolis, “trombato” alle elezioni amministrative del 2011 in cui venne sconfitto da Martino TamburranoAbbiamo contattato telefonicamente anche Vito Miccolis, il candidato sindaco di Massafra nel 2011 ed ex consigliere provinciale del Partito Democratico cugino di Domenico Miccolis un altro “privilegiato da parentela” assunto dalla SINCON srl per lavorare per l’ ASL Taranto , per verificare  opportunamente le informazioni in nostro possesso che lo riguardavano, ma Vito Miccolis si è rifiutato di risponderci sostenendo di “non conoscerci“.

Paura forse di ritorsioni politiche di Mazzarano ? A Massafra si sa che succede di tutto e di più….

 

P.S. CHIARAMENTE IL CORRIERE DEL GIORNO E’ SEMPRE A DISPOSIZIONE DEI LETTORI O DELLE PERSONE CITATE PER EVENTUALI RETTIFICHE E/O PRECISAZIONI DA FORMULARSI NELLE FORME E TERMINI PREVISTI DALLE NORME DI LEGGE SULLA STAMPA.

 

 




Striscia continua a svelare gli “altarini” del voto di scambio di Michele Mazzarano

ROMA – Dalle registrazioni acquisite dal programma “Striscia la Notizia”  (Canale5) sulla vicenda del “voto di scambio” di Michele Mazzarano, consigliere regionale del Partito Democratico aderente alla corrente “Fronte Democratico” che fa riferimento all’attuale Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, si allarga l’inchiesta che coinvolge anche delle assunzioni “allegre”… in una società informatica, la SINCON di Taranto, il cui presidente del Consiglio di Amministrazione è il rag. Luigi Sportelli, presidente (in scadenza) della locale Camera di Commercio jonica.

 

Un cittadino pugliese ha denunciato a Striscia la Notizia questa presunta “parentopoli“, fornendo un elenco di dipendenti  proprio della SINCON pieno di parenti , figli e mogli di dirigenti dell’ ASL Taranto, parenti di politici tutt’ora in attività, portaborse vari. Insomma di tutto e di più.

Il nuovo denunciante della “parentopoli” tarantina ha fornito persino copia di un esposto inviato via Pec nell’agosto del  2016 al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, rimasto privo di alcun riscontro, circostanza questa che dimostra l’inattendibilità delle dichiarazioni di Emiliano di millantata trasparenza e legalità , formulate all’indomani dell’ennesimo scandalo che ha decimato la sua Giunta Regionale.

Non è la prima volta che la S.IN.CON s.r.l. (di seguito SINCON) compare fra le maglie delle irregolarità della giustizia. Infatti nel 2012 vi era stata una sentenza della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Puglia, che era venuta a conoscenza di una indagine penale in merito a presunte irregolarità nella gestione di alcuni servizi informatici, affidati alla società  SINCON con delibera n. 648 del 5.4.2006. Fra i servizi prestati dalla SINCON all’ ASL Taranto risultava previsto anche il servizio di Help Desk di 2°livello/ Help Desk di 1°livello, per un costo annuale preventivato in €.1.756.481,00 (IVA compresa). Il personale della SINCON da destinare al servizio di Help Desk  (di 2°livello – Team di operatori particolarmente esperti) veniva dettagliatamente individuato in uno specifico prospetto, costituente parte integrante della proposta di convenzione in allegato alla citata delibera, per un totale complessivo di n. 50 unità.

Da altre indagini delegate alla Guardia di Finanza di Taranto, era emerso, anche tramite l’escussione del predetto personale SINCON, che le n.50 unità formalmente adibite al servizio di “Help Desk” di fatto erano adibite esclusivamente ad attività di “Data Entry” ossia di semplice inserimento dati: attività per la quale non è richiesta alcuna particolare specializzazione nel settore informatico e che avrebbe potuto essere svolta, come in realtà già avveniva in moltissimi casi, dai dipendenti dell’Azienda sanitaria.

Dalla sentenza della Corte dei Conti si evince inoltre che “Tale circostanza veniva confermata dallo stesso dott. Gallina, Responsabile dell’Area Risorse Finanziarie, il quale dichiarava agli organi di p.g. (informativa nr.34/12-3 di prot.llo 2007 del 16.02.2009 del Nucleo Investigativo dei C.C. di Taranto) nel verbale di s.i. rese in data 24.04.2007, che “i dipendenti SINCON che lavorano presso questa Area Risorse Finanziarie, sono dei semplici utilizzatori di programmi Sincon, oltre che eventualmente di altre applicazioni software installate presso i p.c., necessari allo svolgimento delle attività quotidiane di data entry. Normalmente, i problemi tecnici che si verificano sugli strumenti informatici in dotazione al reparto e/o software (programmi applicativi) vengono risolti dai tecnici della Sincon appositamente chiamati con una richiesta scritta, sottoscritta da me personalmente o da un mio collaboratore responsabile del proprio ufficio”.

Gli operatori della società di servizi informatici tarantina, questa volta escussi dai Carabinieri di Taranto  avevano confermato che il servizio di Help Desk di 1° livello veniva assicurato da un numero limitatissimo di dipendenti della SINCON, nello specifico dalla signora Colapinto Daniela, dislocata presso il CED SINCON (via Minniti a Taranto), con mansioni di ricezione delle segnalazioni che ella provvedeva ad inoltrare, in ultima istanza, ai tecnici (solitamente dott. Michele La Tagliata, dott.Giuseppe Brugnola ed ing. Sergio Fresta) incaricati di risolvere l’eventuale anomalia insorta.

Sulla base di tali riscontri investigativi la Procura regionale ha dedotto che gli amministratori della ASL Taranto, attraverso la simulazione di un servizio di Help Desk (1° e 2° livello), hanno provveduto ad assicurare all’Azienda sanitaria un certo numero di personale (n.50 unità ) da destinare allo svolgimento di impieghi informatici elementari quale è quello di inserimento dati, aggirando, in tal modo, il blocco delle assunzioni previsto dalla Legge Finanziaria del 2006 (legge 23.12.2005 n.266), ma facendo tuttavia sostenere, all’Azienda sanitaria, una spesa ben superiore rispetto alla tipologia, e quindi al reale contenuto, della prestazione ricevuta con corrispondente danno per le finanze della stessa.

La Corte dei Conti aggiungeva che “E’ appena il caso di ricordare che il Direttore Generale, in quanto organo di vertice dell’azienda sanitaria, oltre a dover tenere un comportamento pienamente osservante dei suddetti canoni di imparzialità, correttezza e buon andamento della gestione amministrativa canonizzati dall’art.97 della Costituzione, a mente dell’art.16 della legge regionale n.36/’94 e del d.leg.vo n.502/’92 e s.m. è prioritariamente responsabile della sana e corretta gestione delle risorse dell’Azienda sanitaria al pari del Direttore Amministrativo che viene nominato a ricoprire tale ruolo, o almeno dovrebbe, proprio in virtù della particolare competenza e professionalità acquisita nel campo della direzione di strutture sanitarie pubbliche e/o private“.

La particolare negligenza e superficialità della condotta tenuta nella vicenda dall’ ASL Taranto, è dimostrata anche dalla circostanza per la quale l’azienda sanitaria locale tarantina, non solo ha continuato ad affidare il servizio per il 2006 alla SINCON senza preoccuparsi minimamente di procedere con una gara pubblica, ma ha anche persino accettato pedissequamente le condizioni economiche riportate nella proposta formulata dalla società in data 23.02.2006. Oculatezza e prudenza avrebbero dovuto ispirare anche la condotta del dott. Gallina, il quale, all’epoca dei fatti Dirigente Responsabile dell’Area Gestione Risorse Finanziarie dell’ ASL Taranto , ma anche questi aveva apposto parere favorevole alla delibera, senza porre in evidenza che il costo orario del servizio richiesto era notevolmente superiore rispetto a quello che l’Azienda, a parità di funzioni e prestazioni, sosteneva per il proprio personale dipendente.

Nella propria decisione in diritto la Procura regionale della  Corte dei Conti , ha espressamente rappresentato che del danno patito dalla Azienda sanitaria, individuato nella differenza tra il maggiore costo orario (€. 22,18) pagato alla SINCON per prestazioni di “data entry” e quello minore (€. 12,72) necessario per ottenere la stessa prestazione dal personale interno, devono “rispondere, per condotta gravemente colposa, gli amministratori e i dirigenti che hanno partecipato alla approvazione della delibera D.G. n.648 del 5.04.2006, con la quale, come più volte ricordato è stato affidato, in proroga, il servizio in questione alla SINCON, ovvero il Direttore Generale, il Direttore Amministrativo (Regione Puglia dr. Maccari), il Dirigente dell’Area Gestione del Patrimonio (dott. Palazzoquest’ultimo successivamente deceduto n.d.r.), nonché il Responsabile dell’Area Gestione Risorse finanziarie (dott. Gallina)”.

E’ evidente che la Procura regionale, in relazione alla partecipazione del convenuto Maccari Direttore amministrativo all’epoca dei fatti, all’approvazione della deliberazione, si è sostanzialmente riferita alla formulazione da parte di costui del parere favorevole nella veste di Direttore amministrativo, aggiungendo che “deve preliminarmente evidenziarsi l’inconsistenza della deduzione difensiva secondo cui egli sarebbe estraneo alla decisione del Direttore Generale perché si sarebbe limitato, al pari del Direttore sanitario, non convenuto in giudizio, ad esprimere il proprio parere favorevole all’adozione dell’atto deliberativo senza alcun apporto determinante“.

L’affermazione della Procura regionale della Corte dei Conti, secondo cui “il servizio di help desk di 2° livello fosse in realtà una prestazione di mero inserimento dati (“data entry”) nei programmi informatici dell’ASL TA 1, è confermata dalle dichiarazioni rese, nell’ambito delle indagini penali, da tutti i dipendenti della SINCON adibiti a tale servizio, i quali hanno anche unanimemente riferito che il vero servizio di help desk era quello di 1° livello, che veniva assicurato da un limitatissimo numero di dipendenti (cfr. pagg. 7 e segg. relazione prot. 21180/11 del 17.1.2011 del Nucleo Polizia Tributaria di Taranto – Sezione Tutela Spesa Pubblica – della Guardia di Finanza)“.

Al di là dell’ampollosità dei termini adoperati,  secondo la procura pugliese della Corte dei Conti la descrizione del servizio contenuta nella proposta di convenzione della SINCON, approvata con la deliberazione in contestazione ed individuato come “supporto operativo continuo on-site sulle procedure applicative”, assicurato da ben 50 dipendenti dislocati presso quasi tutti gli uffici dell’Azienda, rendeva già evidente che tale servizio non poteva che consistere in attività di base per il funzionamento degli applicativi informatici in esercizio presso l’Azienda stessa. Diversamente non si vede perché oltre a quello denominato “help desk di 2° livello”, ma garantito da un numero così alto di personale, nella stessa proposta di convenzione SINCON era anche previsto il servizio di help desk di 1° livello che prevedeva, come è prerogativa essenziale di una prestazione di tal genere, l’assistenza tecnica in caso di problematiche riguardanti la gestione del servizio informatico della ASL TA/1.”

La spiegazione della vicenda è ben esplicitata nell’allegata sentenza di seguito pubblicata:

Corte dei Conti Puglia_ SINCON

Sapete chi gestisce attualmente in appalto tutto il settore informatico ed il portale dell’ ASL Taranto ? La Consis un consorzio di società informatiche fondato proprio dalla SINCON, società che ne fa parte, che continua a fare affari alla faccia della legalità, nell’ ASL Taranto  nonostante quanto accaduto nel recente passsato nelle sovra-fatturazioni, continuando quindi a prosperare .

Ma non è questo il primo caso. Nei prossimi giorni infatti vi racconteremo e documenteremo un’altra analoga vicenda di fatturazioni “allegre” molto simile che vede “protagonisti” (se così possiamo chiamarli) questa volta il Comune di Taranto e la Sincon . E capirete tante altre cose…

 

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI