Firmato al Ministero di Giustizia il protocollo. Via all'iter del Polo unico giudiziario di Bari

ROMA – È stato sottoscritto questo pomeriggio a Roma, nella sede del Ministero della Giustizia, il protocollo d’intesa integrativo a quello sottoscritto il 25 gennaio 2018  finalizzato alla realizzazione del ‘Polo della giustizia di Barì nell’area delle ex caserme dismesse “Capozzi” e “Milano“.

Il Comune di Bari si farà carico degli interventi di carattere urbanistico/viario per l’accesso, il transito e la sosta nei pressi della zona della caserme. Il Ministero ha confermato la disponibilità di 94,7 milioni di euro.

L’accordo è stato siglato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, dal direttore dell’Agenzia del Demanio Riccardo Carpino, dal consigliere della Città Metropolitana di Bari Vito Leccese, dal direttore generale del Comune di Bari Davide Pellegrino, dal provveditore delle Opere pubbliche di Campania – Molise – Puglia – Basilicata Giuseppe D’Addato, dal presidente della Corte d’Appello di Bari Francesco Cassano e da procuratore della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari Anna Maria Tosto.

Il ministero della Giustizia ha dato attuazione ai relativi impegni finanziari per una quota di 22.181.000 euro. Ulteriori risorse sono state disposte nella ripartizione del Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, per una quota pari a 72.519.000 euro.

I rappresentanti degli Enti coinvolti, coordinati dal ministero della Giustizia, istituiranno un Tavolo tecnico per accelerare l’attuazione del protocollo e per porre repentine soluzioni ad eventuali criticità che dovessero verificarsi.

Attualmente Procura e Tribunale Penale sono ospitati nella cosiddetta soluzione provvisoria con contratto di 6 anni rinnovabili per ulteriori sei anni nell’ ex Palazzo Telecom   in via Dioguardi, nel  quartiere Poggiofranco di Bari, in attesa della realizzazione del Polo ma sopratutto dopo lo sgombero, avvenuto un anno fa, per inagibilità e rischio crollo dell’ex Palagiustizia di via Nazariantz.

Antonio De Caro

“Mi auguro questa firma rappresenti un vincolo sul futuro – ha dichiarato il sindaco di Bari, Antonio Decarochiunque nei prossimi anni sarà sindaco o ministro o siederà ai vertici della giustizia cittadina non potrà tornare indietro e annullare gli sforzi, il lavoro e i sacrifici fatti fino ad oggi per giungere a questo obiettivo. Il Polo della Giustizia barese oggi deve essere una certezza“.

“Un anno fa a Bari la giustizia si celebrava nelle tende, –  ha commentato a margine della firma il Guardasigilli Bonafede – .dopo un anno e dopo aver sistemato gli uffici in una soluzione ponte, c’è la prospettiva di una cittadella giudiziaria. Una soluzione che serve anche a recuperare immobili inutilizzati appartenenti allo Stato, creando così sinergie fra istituzioni, risparmio sui costi e sostenibilità

 

 

 

 

 

 




I collaboratori del "giornaletto" di Bonafede pagati dal Ministero di Giustizia

ROMA – Mentre il Governo Conte taglia i fondi alla stampa nello stesso tempo consente al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di  finanziare (per le marchette) il suo giornaletto.  Incredibilmente lo stesso Guardasigilli dalla pagina Facebook, lo scorso  l’8 gennaio 2019, ha annunciato il “lancio” di un giornale pagato con i fondi del ministero della Giustizia  e scrive : “Il nuovo anno porta la prima novità al ministero della Giustizia. Su www.gnewsonline.it potete trovare le attività del ministro, dei sottosegretari e dei dipartimenti del dicastero” ed aggiunge “Vi presento  il nuovo quotidiano on line del ministero della Giustizia. Per informare puntualmente, fare approfondimento, contribuire al pubblico dibattito“.

Un’iniziativa che in realtà mira esclusivamente ad incentivare gli altoparlanti della comunicazione del ministro grillino con uno strumento  un po’ retrò che scimmiotta i giornaletti delle amministrazioni comunali, pagati con i soldi dei cittadini, ed utilizzati per propagandare le “marchette” del sindaco di turno.

Nel suo lunghissimo post su Facebook però il guardasigilli Bonafede omette un passaggio fondamentale: il sistema di finanziamento del giornale. Infatti   24 ore prima del lancio, nel ministero di  via Arenula il 7 gennaio 2019, viene firmato il contratto per l’assunzione di un consulente esterno: Gianni Parlatore che pesa sulle casse dello Stato per 32mila euro l’anno. Ma qual’ è il lavoro del nuovo consulente esterno del ministro grillino? Semplice: seguire il “marchettificio” del Guardasigilli.

Spulciando i primi articoli, pubblicati sul giornaletto on line, in molti articoli compare la firma del nuovo collaboratore del ministro Bonafede. In realtà, lo staff che lavora al “giornaletto” di Bonafede, pagato sempre con i soldi pubblici del contribuente, è più numerosa:   direttore della testata è Andrea Cottone, che ha un rispettabile contratto da 120mila euro, ma il cui incarico in realtà sarebbe quello di coordinare l’ufficio stampa del ministero. Tra i redattori compare un’altro collaboratore del ministro, tale Massimo Filippone: incarico di 24mila euro l’anno. il quale oltre a collaborare con l’ufficio stampa deve curare i contenuti degli articoli che vengono inseriti nel portale. Ed ancora un altro consulente esterno Gianluca Rubino con contratto di 27 mila euro l’anno e il cui nome compare nella struttura redazionale del giornaletto per la propaganda ministeriale-politica.

La testata gnewsonline.it  venne registrata nel 2005, ma nel passato veniva utilizzato come semplice contenitore per news di servizio del ministero. Adesso con l’ingresso (e l’assunzione) dei comunicatori dei Cinque stelle. il fine è cambiato: occorre promuovere l’immagine del Guardasigilli.  I risultati al momento non sono dei migliori: il suo “lancio” è stato un flop.  Infatti è partito proprio dalla redazione del giornale www.gnewsonline.it il video sull’arresto di Cesare Battisti. Un filmato che ha scaricato sul ministro soltanto critiche e giudizi negativi. Al punto tale da indurre persino  Rocco Casalino, il portavoce del premier Giuseppe Conte, a prendere le dovute distanze.

Il marchettificio per la comunicazione del ministro Bonafede è stato messo a disposizione anche dei sottosegretari alla Giustizia (Vittorio Ferraresi) di rigorosa fede ed appartenenza grillina. Così come dei sindaci dei Movimento Cinque stelle, che in realtà non c’entrano assolutamente nulla con il governo. Come ad esempio il  caso di Chiara Appendino finita sul portale del Ministero per un progetto del Comune di Torino sulla rieducazione dei detenuti.

Il paradosso che mentre il M5s fa la guerra ai contributi per l’editoria indipendente, nello stesso tempo i grillini finanziano con soldi pubblici il giornale controllato dal ministro. E non solo….




Il ministro Centinaio: impegno su gelate, xyella e frodi nel decreto legge semplificazione

di Federica Gagliardi

Chiederemo di inserire oggi stesso il provvedimento sulle gelate degli ulivi in Puglia nel prossimo decreto semplificazioni“. Lo ha detto il ministro Centinaio davanti al Mipaaft sul palco allestito dalla Coldiretti. “Cercheremo di riproporlo per l’ennesima volta – ha precisato – La Puglia è stata la prima regione italiana che ho visitato da ministro, quindi nessuno può dire che il ministro non abbia attenzioni nei confronti di questa Regione”.

Sul fronte delle calamità naturali, Centinaio ha aggiunto, “lavoreremo e cercheremo di collaborare insieme ai colleghi ministri e a tutto il governo per cercare di inserire più fondi al Fondo di solidarietà nazionale. Sappiamo benissimo che le risorse sono limitate e di conseguenza l’obiettivo è dare ristoro e aiutare il più possibile“. “Per quanto riguarda il decreto Xylella, credo sia una questione di ore o di pochi giorni. Siamo in dirittura di arrivo, ci sarà una parte che entrerà nel decreto semplificazioni e stiamo lavorando per farla entrare il più velocemente possibile“.

“Cercheremo di riproporlo per l’ennesima volta – ha precisato il ministro – perché questo è un altro dei problemi che ci è stato evidenziato dal mondo pugliese. La Puglia è stata la prima regione italiana che ho visitato da ministro, quindi nessuno può dire che il ministro non abbia attenzioni nei confronti di questa Regione“.

Coldiretti ha denunciato gli errori regionali e l’assenza nella manovra approvata delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale. Nei cartelli dei manifestanti si leggevano frasi come “Solo promesse per l’olio italiano nessun interesse”, “Produzione dimezzata, olivicoltura dimenticata”, “Chiudiamo i porti al falso olio italiano”, “Fermiamo la Xylella E’ #disastrocolposo” ma anche “Presidente Conte non dimenticare gli ulivi della tua Puglia” per ricordare le origini del premier italiano.

A colpire la produzione italiana di olio extravergine sono gli effetti più pesanti del cambiamento climatico, spiega uno studio della Coldiretti, che hanno causato lo scorso inverno la distruzione di 25 milioni di ulivi in zone strategiche per l’olivicoltura italiana. Di conseguenza è crollato il raccolto: quest’anno si aggira attorno ai 200 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici per la pianta simbolo della dieta mediterranea.

La situazione più grave in Puglia. dove si realizza la maggioranza dell’olio italiano e si contano 90mila ettari di uliveti senza produzione, un taglio di circa 2/3 del raccolto e un equivalente di 1 milione di giornate lavorative perse. Per la prima volta nella storia – evidenzia la Coldiretti – la produzione spagnola stimata quest’anno in 1,6 miliardi di chili è superiore di oltre sei volte a quella italiana, che potrebbe essere addirittura sorpassata da quella della Grecia e del Marocco.

“Sia con il Ministro che come i Sottosegretari abbiamo avuto risposte importanti per quanto riguarda la Xylella e il fondo di solidarietà. Siamo soddisfatti anche sul sistema controlli e la valorizzazione dei prodotti italiani. ” Così, Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, dopo l’incontro con il Ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio.

 

 

La mobilitazione a sostegno del piano salva olio – ha sottolineato Prandini in un comunicato – “continua con un confronto serrato con i gruppi parlamentari per sostenere i provvedimenti fino a quanto non saranno assunti ed operativi con responsabilità a livello regionale e nazionale. E’ importante la volontà di inserire il provvedimento – ha sostenuto Prandinisulle gelate nel prossimo decreto sulle semplificazioni e di presentare il decreto sulla Xylella entro la prossima settimana in conferenza Stato regioni poiché la tempistica è essenziale, affinché le linee programmatiche entrino in vigore in funzione della ripresa vegetativa per consentire i reimpianti, gli innesti e favorire adeguamenti e programmazione delle attività dei frantoi. Inoltre – ha aggiunto Prandinicome è stato fatto per la crisi del latte abbiamo chiesto di attivare l’Ismea per bloccare le situazioni debitorie delle imprese agricole colpite dal gelo e dalla Xylella “

“Il Ministro ha accolto anche la nostra proposta di aprire un tavolo al Ministero della Giustizia per combattere i reati agroalimentari che colpiscono pesantemente la produzione nazionale che va difesa – ha precisato Prandinianche valorizzando il panel test e aumentando i controlli fatti alla trasformazione e all’importazione e con una maggiore trasparenza dell’indicazione dell’origine in etichetta. In questo contesto ci aspettiamo anche una decisa difesa della produzione italiana in Europa nell’ambito degli interventi di politica agricola in modo che i fondi vadano alle vere imprese olivicole e nei negoziati internazionali dove l’agroalimentare italiano viene troppo spesso usato come moneta di scambio per interessi diversi”  ha concluso Prandini .

 




Palagiustizia Bari: revocata autorizzazione alla nuova sede

ROMA – Il Ministero della Giustizia ha revocato l’aggiudicazione della ricerca di mercato per l’individuazione di una sede per gli uffici giudiziari penali baresi in favore dell’immobile ex Inpdap in via Oberdan a Bari. Lo ha reso noto ieri lo stesso Ministero. L’indagine era stata avviata il 25 maggio scorso dopo la dichiarazione di inagibilità per rischio crollo del Palagiustizia di via Nazariantz, sede di Tribunale penale e Procura, e successiva ordinanza di sgombero da parte del Comune di Bari con scadenza 31 agosto.

Nella nota il Ministero della Giustizia chiarisce che hanno avuto “esito negativo” gli “ordinari controlli amministrativi riguardanti il possesso dei requisiti e l’assenza di cause di esclusione, come dichiarati in sede di iniziale offerta”. Non viene specificato quali siano le motivazioni precise della revoca, invocata nelle scorse settimane da avvocati e personale amministrativo.




Palagiustizia Bari:4 pm in una stanza. Incredibile ma vero !

ROMA – Fino a 4 magistrati per stanza, per un totale di dieci pm (un terzo dei magistrati inquirenti in servizio a Bari) e circa 50 amministrativi (meno della metà del personale). In attesa di una sede più grande, sarà organizzata così la Procura di Bari, dopo l’imminente trasferimento nell’immobile di via Brigata Regina che provvisoriamente ospiterà gli uffici giudiziari penali in seguito alla dichiarazione di inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz.

Le uniche sedi disponibili attualmente sono quella di via Brigata e l’ex sezione distaccata di Modugno, dove dovrebbero trasferirsi giudici e cancellerie del Tribunale (in entrambe sono in corso i necessari lavori di adeguamento). In via Nazariantz lavoravano complessivamente 626 persone, tra le quali anche militari e agenti di polizia giudiziaria. I Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno già traslocato provvisoriamente i rispetti uffici di p.g. presso i rispettivi comandi provinciali, sul lungomare di Bari, mentre la Polizia di Stato nei prossimi giorni si trasferirà presso il centro polifunzionale al quartiere San Paolo.

Lo sgombero dovrà essere eseguito entro il 31 agosto. Non essendoci spazi per tutti, il lavoro potrebbe essere organizzato per turni. Oggi i vertici degli uffici giudiziari baresi e dell’avvocatura sono a Roma per un incontro convocato in via Arenula,  sede del Ministero della Giustizia, a seguito dal quale si attendono delle novità sul palazzo in cui dovrebbero traslocare Procura e Tribunale, l’ex edificio Inpdap in via Oberdan, che era stato individuato con ricerca di mercato.




Il Consiglio dei Ministri approva decreto di fermo per gli Uffici Giudiziari di Bari

ROMA –  Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Guardasigilli Alfonso Bonafede, ha approvato oggi un provvedimento d’urgenza teso a far fronte alla grave condizione in cui versano gli Uffici giudiziari di Bari. Con questo decreto-legge viene infatti stabilita la sospensione dei processi penali in qualunque fase e grado, e dunque anche in grado d’appello dei procedimenti innanzi al giudice di pace in primo grado.

Che la situazione di Bari fosse grave ed urgente il Ministro della Giustizia lo aveva già dichiarato il 7 giugno, quando aveva deciso di andare a verificare di persona la situazione. Visita che aveva promesso proprio il giorno del suo giuramento come Ministro, quando durante il festeggiamento per il 2 giugno aveva incontrato nei giardini del Quirinale, il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro. La visita in quegli uffici giudiziari, traslocati urgentemente da un Palazzo di giustizia oramai inagibile, alle tensostrutture, lo avevano definitivamente convinto che quella situazione “veramente impossibile” come l’aveva definita, esigeva un intervento urgente.

Questa la storia di una giustizia sempre più malata . A metà maggio venne trasmessa una relazione tecnica che evidenziava una criticità delle condizioni strutturali dell’immobile di via Nazariantz. Il 25 maggio (e quindi cioè prima dell’avvento del nuovo Governo Conte) il Ministero della Giustizia autorizzò con decreto l’utilizzo del soppresso Tribunale di Modugno per lo svolgimento delle future attività giudiziarie del Tribunale e della Procura del capoluogo pugliese. Nello stesso momento contempo, venne deciso di svolgere le udienze penali all’interno di tensostrutture allo scopo di consentire i rinvii di quelle già fissate che rechino il vecchio indirizzo indicato in citazione.

Lo svolgimento delle attività giudiziarie, presso le strutture temporanee allestite all’aperto, determina una situazione ingestibile per il personale e tutte le parti che vi partecipano. Dovendo provvedere a garantire i diritti processuali delle parti, Il Ministero di Giustizia ed il Governo sono dovuti ricorrere alla necessaria sospensione dei termini, previsti dal codice di procedura penale, fissati per la proposizione dei reclami e impugnazioni, nonché dei termini di durata delle indagini preliminari. mIl provvedimento ha decorrenza immediata e durata limitata: il Decreto-legge resterà, infatti, in vigore fino al 30 settembre 2018.

La sospensione odierna del Ministero di Giustizia non comprende i procedimenti che hanno carattere di urgenza (convalida arresto, giudizio direttissimo, convalida sequestri) o che sono a carico di imputati in stato di custodia cautelare. E’ stato stabilito, inoltre, che la sospensione non riguarderà i procedimenti per reati di criminalità organizzata e terrorismo. Infine, visto il fermo forzato dei processi, disposto con decreto-legge, nel periodo considerato è sospesa la prescrizione del reato, che riprenderà il suo corso appena cesserà la causa di sospensione.

“Avevo promesso che ci avrei messo la faccia – ha dichiarato il Guardasigilli Alfonso Bonafedeed oggi abbiamo emanato un decreto d’urgenza che sospende tutti i processi e i termini processuali, inclusi quelli di prescrizione, da qui fino al 30 settembre: a Bari non avranno bisogno di fare udienze nelle tende, una cosa inaccettabile per una Repubblica democratica“.sottolineando che “basta vedere una giustizia costretta nel fango del dibattito politico, noi ci occupiamo finalmente dei cittadini”.

E’ quanto ha sottolineato il ministro della Giustizia Bonafede al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al dl per la sospensione dei processi fino al 30 settembre nel capoluogo pugliese,  ribadendo che Il governo “si impegnerà nell’individuazione di uno stabile” che sostituisca l’edificio del Tribunale di Bari.




Palagiustizia Bari. Il Vicepresidente del Csm Legnini, chiederà un disegno legge al ministro Bonafede

ROMA – Il Csm avanzerà formalmente la richiesta al Ministro della Giustizia di intervenire con un decreto legge sull’emergenza del Palagiustizia di Bari. Lo ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini che ha chiesto di intervenire sull’emergenza giustizia a Bari così come si fece a seguito del terremoto dell’Aquila. “Se vogliamo far sì che non si realizzino situazioni di difficoltà come la prescrizione dei processi – ha detto intervistato da Tg2occorre intervenire con strumenti normativi, procedurali e con risorse, come si fa a seguito di calamità naturali“.

“Ho vissuto la vicenda dell’Aquila anche lì si verificò la paralisi dell’attività giudiziaria e anche lì si intervenne con decreto“.  ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, intervistato da Tg2 Rai Cronache.




Procuratore di Bari: “il Ministero sapeva tutto da da 15 anni !”

ROMA – “E’ falso” che il Ministero ha saputo della situazione di pericolo crollo del Palagiustizia di via Nazariantz solo lunedì scorso, “perché ha ricevuto informazioni ed inviti continui a rimediare ai problemi segnalati, da almeno quindici anni, se non più”. In una nota inviata dal procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, al personale amministrativo del Palagiustizia, c’è un esplicito atto di accusa al Ministero della Giustizia. “Stiamo facendo il possibile per contemperare la sicurezza di tutti noi con le esigenze indifferibili del servizio – scrive Volpe -. Credetemi, ci stiamo sforzando al massimo per raggiungere l’equilibrio tra queste due fondamentali ed imprescindibili esigenze. E non è colpa nostra se siamo arrivati a tanto“.

Nella nota Volpe, parlando di “squallida vicenda“, comunica inoltre ai dipendenti il trasferimento nell’edifico di via Brigata Bari n.6 di Procura e Ufficio gip dove si lavorerà “a rotazione“, annunciando per lunedì “un provvedimento che spiegherà cosa faremo”.

Trasloco Palagiustizia Bari

Per rispondere nell’immediato all’esigenza di spostamento degli uffici giudiziari di via Nazariantz a Bari, il Ministro della Giustizia ha sottoscritto in data odierna il decreto che consente l’utilizzazione dei locali della ex sezione distaccata di Modugno e la Direzione dei beni e servizi ha chiesto al Demanio la valutazione di congruità ed il nulla osta alla stipula del contratto di locazione per l’immobile dell’INAIL di viale Brigata Regina.

Con un comunicato diramato nella tarda mattina odierna, il Ministero di Giustizia ha reso noto che “l’ amministrazione segue la situazione degli uffici della città di Bari, mai affrontata in modo completo e complessivo come invece in questi ultimi anni si sta facendo, adoperandosi per soluzioni di tipo definitivo.Proprio in tale ottica ha recentemente stipulato il Protocollo d’Intesa che consentirà finalmente di dare un’adeguata sistemazione agli uffici giudiziari cittadini presso l’area demaniale delle ex Caserme Milano e Capozzi”.

“Con tali iniziative si intende fronteggiare la situazione di emergenza. Il Ministero – continua la nota – che aveva già esperito un tentativo che non aveva dato esito positivo, ha avviato, pubblicandola sul sito, una nuova indagine di mercato per il reperimento in locazione di uno o più immobili per la sistemazione provvisoria degli uffici giudiziari baresi per i quali si è reso necessario predisporre l’immediato trasferimento. Si tratta di un necessario atto di impulso per consentire in tempi rapidi l’individuazione di una soluzione ponte che garantisca adeguata, pur se temporanea, allocazione degli uffici fino alla realizzazione della cittadella giudiziaria”

“Gli uffici del Ministero stanno operando in costante contatto con gli uffici giudiziari, il Demanio e le autorità locali per assumere le iniziative necessarie a fronteggiare l’attuale situazione critica comunicata al Ministero solo con la trasmissione dello scorso lunedì della più recente consulenza dell’INPS” conclude la nota del Ministero.




Giustizia: il programma di assunzioni del Ministero prosegue con 200 nuovi funzionari giudiziari

Barbara Fabbrini

ROMA –  Il direttore generale del personale e della formazione  del Ministero della Giustizia Barbara Fabbrini ha firmato oggi  il decreto che avvia l’assunzione di 200 funzionari giudiziari mediante scorrimento da graduatorie di idonei di altre amministrazioni. Le assunzioni, già programmate e finanziate nel corso del 2017, riguardano uno dei profili più scoperti negli uffici giudiziari.

Prosegue così il programma di assunzioni voluto dal ministro Andrea Orlando, che avrà come prossima tappa la scelta delle sedi per gli 800 vincitori del concorso da assistenti giudiziari, già la prossima settimana. All’esito della presa di possesso dei 200 funzionari saranno quindi avviati gli scorrimenti dalla graduatoria dei cancellieri riqualificati ex art. 21 quater chiusa lo scorso luglio, mantenendo così l’impegno alla promozione anche del personale già in servizio.




Presentato il Punto Impresa Digitale e le attività della Camera di Commercio di Matera per il 2018

ROMA – Dai voucher Pid, del Punto Impresa Digitale, a sostegno dell’adozione delle tecnologie Impresa 4.0 per promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici, ai voucher per le attività delle imprese aderiscono ai percorsi di Alternanza scuola-lavoro, per finire alle iniziative di comunicazione dello strumento della composizione delle crisi da sovraindebitamento, la Camera di commercio di Matera chiude il 2017 e apre il 2018 con una serie di misure soprattutto economiche a sostegno delle imprese della provincia di Matera.

Angelo Tortorelli

Il 2018 vedrà l’ente camerale impegnato a sostenere le imprese nella trasformazione tecnologica – dice il presidente della Camera di Commercio di Matera, Angelo Tortorelli automazione, digitalizzazione, globalizzazione cambiano le imprese e noi siamo al loro fianco per coadiuvare questo passaggio. L’ente camerale predisporrà a breve un bando per la concessione di voucher da spendere in attività di consulenza e formazione sui temi del programma ministeriale Impresa 4.0. Per l’Alternanza scuola – lavoro già nel mese di novembre la Camera di commercio ha pubblicato un bando da 30mila euro e che prevede voucher – da 500 euro per alunno fino a un massimo di 4 alunni– per coprire le spese dei tutor aziendali che affiancano gli studenti ospitati in azienda.

I fondi non spesi, entro la fine di dicembre, del primo bando Alternanza scuola – lavoro, saranno rimessi a bando nei primi mesi del 2018 – aggiunge  il segretario generale della Camera di commercio di Matera, Luigi Boldrinun ulteriore bando verrà pubblicato in primavera. I fondi per i voucher Pid e Alternanza scuola – lavoro rinvengono dall’aumento del 20% del diritto camerale annuale”.

Il 2017 della Camera di commercio di Matera si chiude con un un’altra importante iniziativa della Camera di commercio: la mattina di lunedì 11 dicembre – nella sala convegni dell’ente camerale – si terrà un incontro sul tema del sovraindebitamento. “Se potessi avere mille euro al mese. Perché le famiglie s’indebitano, rimedi per non essere travolti” è il titolo del convegno che avrà un testimonial d’eccezione  il giornalista Maurizio Costanzo che ha voluto essere presente in collegamento video con Matera. Un collegamento che si terrà dalle 11 alle 12.

Maurizio Costanzo

 “La Camera di commercio di Matera sceglie un momento d’incontro pubblico per tornare a parlare dello strumento del sovraindebitamento – ha spiegato il presidente dell’ente camerale di Matera, Angelo Tortorellivogliamo divulgare il più possibile lo strumento della Composizione delle crisi da sovraindebitamento, una seconda chance che può portare fino all’esdebitazione (beneficio della liberazione dei debiti non onorati) di tutti i debiti pregressi. Ricordo che l’ Organismo Sovraindebitamento Unioncamere Basilicata è l’unico soggetto in Basilicata iscritto (n.59 dal luglio 2016) al Registro tenuto dal Ministero della Giustizia, ed è dunque qualificato a gestire l’iter per il sovraindebitamento”. Tutte le informazioni per conoscere chi può e quali requisiti deve avere per accedere a questo strumento di legge, quali documenti e in che tempistica presentarli, sono rintracciabili sul sito di Unioncamere Basilicata attraverso questo link .

 

Il convegno, moderato dal collega RAI Edmondo Soave, conterà sulla qualificata presenza di importanti relatori. Ai saluti istituzionali del Prefetto Antonella Bellomo, del sindaco di Matera  Raffaello De Ruggieri e del presidente della Camera di commercio Angelo Tortorelli, seguirà l’introduzione ai lavori del presidente del Tribunale di Matera Giorgio Pica. Gli aspetti tecnici saranno affrontati dall’avvocato Paolo Porcari, dalla vice segretario generale Unioncamere Tiziana Pompei, dalla psicologa Caterina Rotondaro e dal dirigente scolastico del Liceo Scientifico Alighieri di Matera prof. Vincenzo Duni. Le conclusioni sono affidate a don Basilio Gavazzeni della Fondazione lucana antiusura Mons. Vincenzo Cavalla.

Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming, e sarà quindi possibile seguirlo anche attraverso il nostro quotidiano online che seguirà l’evento.




Polo giudiziario di Bari: semaforo verde dal Ministro di Giustizia Orlando per il finanziamento

ROMA – Il Ministero della Giustizia finanzierà l’avvio della progettazione del Polo Giudiziario di Bari. La decisione è stata formalizzata quest’oggi dal ministro Orlando durante la riunione a cui hanno partecipato il Sindaco di Bari Antonio Decaro, l’Agenzia del Demanio ed il competente Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, unitamente ai vertici giudiziari del Distretto.

Il Polo sorgerà nell’area demaniale delle Ex caserme Milano e Capozzi, ipotesi per la quale i locali uffici giudiziari hanno da tempo espresso il proprio gradimento, attraverso le deliberazioni della competente Conferenza Permanente. Vista la complessità dell’opera e il notevole ammontare delle risorse finanziarie necessarie, si è scelto di effettuare la progettazione per lotti funzionali, in modo da rendere possibile la successiva effettuazione dei lavori in maniera progressiva, iniziando il trasferimento degli uffici a partire dalle situazioni che si presentano allo stato logisticamente più complesse.

L’Amministrazione locale ha assicurato la propria assoluta collaborazione, soprattutto in relazione alle problematiche di carattere urbanistico e, comunque, legate all’inserimento della nuova realtà giudiziaria nel tessuto cittadino (trasporti, infrastrutture, ecc.). Si tratta del primo concreto passo verso la risoluzione dell’annoso problema dell’edilizia giudiziaria barese, per il quale verrà immediatamente predisposto un Protocollo d’Intesa che vincoli anche in futuro tutte le Istituzioni interessate al rispetto degli impegni oggi assunti.

“Un ulteriore successo dell’amministrazione Orlando” recita con soddisfazione  il comunicato stampa del Ministero  “da inquadrarsi nella costante efficace azione di revisione di tutta la materia dell’edilizia giudiziaria, sia in termini di razionalizzazione logistica che di risparmio di spesa (anche sotto il profilo dell’efficientamento energetico) intrapresa subito dopo il trasferimento al Ministero della Giustizia, nel settembre 2015, di tutte le competenze in materia di spese di funzionamento degli uffici giudiziari”.




L’informatica al servizio del Paese: strategie per la giustizia

di Paolo Campanelli

ROMA – Si è tenuto nei giorni scorsi nell’Aula Magna della Suprema Corte di Cassazione il convegno “ L’informatica al servizio del Paese: strategie per la giustizia” promosso dall’Innovation group (Ileana Fedele, Antonella Ciriello, Giuseppe Corasaniti) che sta lavorando da qualche mese per “informatizzare” il processo di legittimità e, soprattutto, per contribuire a creare una “sensibilità digitale” nella sfera ordinamentale della giurisdizione. Il convegno si è aperto con un ricordo del magistrato Renato Borruso, pioniere dell’uso dell’informatica nella giustizia sin da prima che l’attuale rivoluzione digitale fosse lontanamente immaginabile in cui è stato fatto il punto sul percorso che l’informatica ha compiuto nel campo giuridico, e sulla strada ancora da fare

il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione Giovanni Canzio

Al convegno sono intervenute molte personalità della giustizia e dell’informatica italiana, fra cui il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione Giovanni Canzio, Maria Rosaria San Giorgio consigliere della Suprema Corte di Cassazione e componente togato del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Amoroso, Direttore dell’ufficio del Massimario, il magistrato Ercole Aprile  consigliere della Suprema Corte di Cassazione e componente togato del Consiglio Superiore della Magistratura, Donato A. Limone e Giovanni Sartor entrambi professori di informatica giuridica, il primo all’ Università di Bologna ed il secondo alla Sapienza di Roma, Sebastiano Faro , direttore dell’ITTIG del CNR di Firenze, Giuseppe Corasaniti sostituto procuratore della procura presso la Suprema Corte di Cassazione , Vincenzo Di Cerbo direttore del CED della Suprema Corte di Cassazione, e Pasquale Liccardo  direttore della Direzione Generale sistemi informativi automatizzati del  Ministero della Giustizia. chiamati ad illustrare le innovazioni più recenti già operanti in altri Paesi, e nonostante l’Italia è stato il primo Stato in Europa ad avere informatizzato il processo civile, è altresì vero che non è stata ancora assorbita  la funzione dell’apporto digitali che potrebbe consentire alla giustizia italiana di poter  fare il “salto di qualità”  in termini di efficacia e tempi processuali.

Il convegno è stato concentrato sulla parte “tecnica dell’uso dell’informatica nell’ambito della giurisprudenza sia da parte “attiva” di avvocati, giudici e magistrati, sia da parte del cittadino con la sua parte di archivio: il primo vagito di supporto all’archiviazione è stato nel 1924, ma è nel corso degli ultimi 3 decenni che la necessità di un sistema efficiente di catalogazione e controllo dei vari e molteplici documenti ha superato il limite assoluto gestibile dall’analogico, sia nel Civile che nel Penale. Un’enorme vantaggio dell’uso dell’informatica è infatti la categorizzazione e classificazione delle Rassegne e l’istantanea archiviazione dei provvedimenti, oltre che una rapida consultazione degli stessi.

In conclusione c’è ancora molta strada da fare per poter fruire di tutti i vantaggi che il digitale permette ; l’obbiettivo finale è quello di trasformare le pagine “biblioteca” in veri e propri portali per l’uso da parte di avvocatura e cittadini, che oltre all’aspetto informativo per il quale il digitale potrà in concreto contribuire alla velocizzazione dei procedimenti poiché uno dei principali, se non il principale ostacolo per investimenti e tutela dei diritti è l’eccessiva durata dei procedimenti e la percepita scarsa trasparenza dei meccanismi che li regolano, ed è stato proprio in questo senso che nel corso del convegno è stato posto l’accento sui nuovi processi telematici che si muovono in questo campo.




Inchiesta Consip: il pm Woodcock indagato dalla Procura di Roma

ROMA – Il pm di Napoli Henry John Woodcock è indagato dalla procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta Consip, per violazione del segreto d’ufficio. “Ho appreso di essere indagato per il reato di rivelazione di segreto di ufficio. Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale“: è quanto ha dichiarato all’agenzia ANSA il pm di Napoli Henry John Woodcock, interpellato a proposito dell’inchiesta avviata nei suoi riguardi dalla procura di Roma nel contesto della vicenda Consip.

A dicembre, quando l’indagine sulla centrale unica acquisti della pubblica amministrazione passó per competenza da Napoli a Roma, il quotidiano diretto da Marco Travaglio pubblicò alcune carte coperte dal segreto. Gli atti di indagine di questi mesi rivelerebbero che dietro alla fuga di notizie ci sia il pm partenopeo, titolare del fascicolo fino a quel momento.

Per questo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi hanno deciso di iscriverlo per violazione del segreto e hanno dato comunicazione al Ministero della Giustizia, al Consiglio Superiore della Magistratura (che già aveva aperto un fascicolo sul suo operato) e alla procura generale presso la Corte di Cassazione.

Per la presunta fuga di notizie riservate relative all’inchiesta Consip, insieme al pm Woodcock è indagata dalla procura di Roma – secondo quanto apprende l’ANSA – anche la giornalista Federica Sciarelli, nota conduttrice del programma televisivo “Chi l’ha visto?“. Alla cronista è stato anche sequestrato il telefono cellulare. Alla giornalista Sciarelli, da lungo tempo legata al pm napoletano, è stato contestato il reato di concorso in rivelazione di segreto. Secondo l’accusa, Sciarelli sarebbe stata il tramite per il passaggio delle informazioni da Woodcock ad un giornalista del Fatto Quotidiano. “Non posso aver rivelato nulla a nessuno – ha detto Federica Sciarelli all’ANSAsemplicemente perché Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste, tantomeno ciò che è coperto da segreto

L’assemblea degli azionisti di Consip Spa, societa’ interamente controllata dal ministero dell’Economia, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, composto da 3 membri. Il nuovo amministratore delegato  è Cristiano Cannarsa, attuale numero uno della Sogei, che subentra a Luigi Marroni. Presidente è stato nominato Roberto Basso, attuale portavoce del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Il terzo membro del cda è Ivana Guerrera, dirigente del dipartimento del Tesoro




Ecco dove si firma per separare la carriere dei giudici da quelle per i magistrati

ROMA – Il comitato promotore per la raccolta delle firme necessarie per il referendum popolare sulla separazione delle carriere, ha già superato dopo solo due settimane  21mila delle 50.000 firme necessarie,   Ad annunciarlo è stato Beniamino Migliucci, presidente dell’UCPI – Unione Camere Penali Italiane durante la manifestazione nazionale di Roma che ha dato il via alla quarta astensione dei penalisti contro il ricorso alla fiducia nell’iter di approvazione del ddl sul processo penale e il suo contenuto in tema di processo a distanza e prescrizione. “Il dato è impressionante, sia per il numero di firme raccolte sia per il livello di mobilitazione che ha coinvolto migliaia di avvocati impegnati nei punti di raccolta nei territori, all’interno dei tribunali e nelle piazze di centinaia di città italiane. Stiamo incontrando il favore di vasti settori dell’opinione pubblica, della politica, della cultura e dell’Accademia perché tale iniziativa non ha alcuna pertinenza con rivendicazioni di ordine corporativo e sindacale. Per due funzioni diverse – prosegue Migliucciservono due carriere diverse. Solo così si potrà dare piena attuazione al principio del giusto processo. I numeri ci dicono che si tratta della più vasta campagna mediatica e comunicativa mai intrapresa non solo dall’ Ucpi ma da tutta l’avvocatura italiana e il dato – conclude il presidente dei penalisti – ci fa ben sperare per i prossimi cinque mesi e mezzo che ci dividono dal traguardo minimo di 50.000 sottoscrizioni

“È una battaglia per attuare l’articolo 111 della Costituzione, che prevede, per assicurare la parità delle parti e l’imparzialità della decisione, che il giudice sia terzo rispetto a chi accusa e chi difende. Sembra – ha sottolineato – un argomento tabù, avversato da una parte della magistratura, invece negli altri paesi che hanno codici accusatori, totalmente democratici e liberali, è un fatto normale che il giudice sia distinto da chi accusa. Credo che sia una questione avvertita anche dai cittadini sarebbero più rassicurati e accetterebbero in modo più sereno le decisioni”.

La firma dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri per la separazione delle carriere

Il comitato promotore è composto esclusivamente da avvocati: “Abbiamo voluto – ha spiegato Migliucci che fosse così per evitare strumentalizzazioni della politica. Chi è d’accordo scenda in campo perché almeno si possa discutere del problema“.

L’Unione delle camere penali, sostenuta dalla Fondazione Einaudi e dal Partito Radicale, propone due Consigli superiori della magistratura, distinti e totalmente separati tra di loro: uno per i pubblici ministeri, l’altro per i giudici. E l’ordine giudiziario finalmente suddiviso tra magistratura requirente e giudicante, così come avviene in quasi tutti i Paesi dell’Occidente.

Va segnalato che c’è stato qualche presidente di tribunale, come Firenze, che ha sorprendentemente rifiutato gli uffici del palazzo di giustizia per la raccolta delle firme. Un comportamento che il Ministero della Giustizia, forse, dovrebbe censurare: i presidenti di tribunale, infatti, non ne sono i proprietari. E gli uffici giudiziari, come quelli comunali, da sempre sono teatro delle raccolte di firme per iniziative legislative popolari.

Per  l’ on. Fabrizio Cicchitto Presidente della della Commissione esteri della Camera  “la separazione delle carriere sarebbe una rivoluzione straordinaria. Non si tratta di un pallino degli avvocati ma di una cosa di straordinario rilievo per la democrazia nel nostro Paese

Ecco i punti per la raccolta delle firme in (quasi…) tutta Italia che di seguito vi segnaliamo.

Punti raccolta firme

Abruzzo

  • PESCARA: giovedì 25 maggio dalle 10.30 alle 13 presso i locali della Camera Penale di Pescara – Palazzo di Giustizia Settore Penale primo piano stanza B127; domenica 28 maggio dalle ore 10 alle ore 13 gazebo in PIANELLA (PE) in V.le Regina Margherita zona mercato coperto; sabato 3 giugno dalle ore 16.30 alle ore 19.30 gazebo in PESCARA angolo C.so Umberto – Viale Regina Margherita; martedì 6 giugno dalle 16 alle 19 – Palazzo di Giustizia – Aula Alessandrini – in occasione dell’Evento Formativo organizzato dalla C.P. sulle Misure di Prevenzione Patrimoniali; giovedì 15 giugno dalle 10.30 alle 13 presso i locali della Camera Penale di Pescara – Palazzo di Giustizia Settore Penale primo piano stanza B127; giovedì 29 giugno dalle 15.30 alle 19.30 – in occasione dell’incontro del XIV corso di formazione tecnica e deontologica dell’Avvocato Penalista della scuola Territoriale C.P. Pescara.
  • TERAMO: mercoledì 24 e giovedì 25 maggio presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Teramo dalle 10,00 alle 13,30.
  • L’AQUILA: dal 22 al 25 maggio presso il Palazzo di Giustizia, in via XX Settembre e proseguirà il 27 maggio pomeriggio nel Centro città a ridosso del Castello Cinquecentesco e il 28 maggio mattina in Piazza del Duomo.

Calabria

  • CATANZARO: atrio del Tribunale di Catanzaro, dal 4 maggio fino a mercoledì 31 maggio dalle ore 10 alle ore 13.
  • LAMEZIA TERME: 19 maggio dalle 10, al Palazzo di Giustizia di Lamezia, la raccolta firme per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per l’attuazione della separazione delle carriere.
  • CASTROVILLARI: nel Tribunale di Castrovillari sarà allestito un banchetto per la raccolta firme dal 22 maggio 2017. La raccolta proseguirà nei locali del Consiglio dell’Ordine fino al termine della campagna di sottoscrizione.
  • REGGIO CALABRIA: Venerdì 26 maggio dalle 15 alle 19 e sabato 27 maggio dalle 9 alle 13 sarà allestito un tavolo per raccolta firme presso l’auditorium Nicola Calipari del Consiglio Regionale della Calabria in Reggio Calabria.

Campania

  • SANTA MARIA CAPUA VETERE: martedì 23 maggio, dalle 9.00 alle 13.00, nel cortile antistante il Tribunale Civile; venerdì 26 maggio, dalle 15.00 alle 18.00, nella sala antistante il Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi, Corso Garibaldi.
  • AVELLINO: giovedì 25 maggio, presso il Tribunale, in Piazza D’Armi, secondo piano, spazio antistante l’Aula Magna, dalle 15.00 alle 16.30.
  • BENEVENTO: La raccolta delle firme avverrà nei giorni 24, 25 e 26 maggio 2017, dalle ore 9:30 alle ore 11:30, presso il primo piano del Tribunale di Benevento.

 

Il vicepresidente della Camera dei Deputati Roberto Giachetti firma a Roma per la separazione delle carriere

 

 

Emilia-Romagna

  • RIMINI: 24 e 31 maggio (la mattina) presso il Tribunale di Rimini; 16 giugno in occasione del convegno sulla separazione delle carriere (a partire dalle 14.30 sino a fine lavori) presso centro congressi SGR Rimini (altri punti di raccolta sono previsti per le mattine del 20 e 27 maggio in luoghi da definire che comunicheremo a breve). 20 e il 27 maggio (la mattina) in Piazza Ferrari sul marciapiede davanti al Caffè Commercio
  • BOLOGNA:  16 e 18 maggio 2017 dalle 9:00 alle 13:00 presso il Tribunale di Bologna; 27 maggio 2017 dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 19:00 in Via Indipendenza in corrispondenza del civico n. 20; mercoledì 24 maggio p.v. dalle 15:30 alle 18:30 Via Cartoleria n. 44 all’Ingresso del Teatro Duse in occasione dell’Assemblea ordinaria degli iscritti all’Ordine degli Avvocati di Bologna. 28 maggio 2017 dalle 10:00 alle 13:00 in Ugo Bassi angolo Via Nazario Sauro. A Bologna è possibile firmare anche presso l’URP del Comune di Bologna (Palazzo D’Accursio – Piazza Maggiore n. 6). Dal giorno 15 maggio 2017, inoltre, sarà possibile firmare presso i seguenti URP di quartiere: URP – Borgo Panigale-Reno – via Battindarno 123, URP – Borgo Panigale-Reno – via Marco Emilio Lepido 25/2, URP – Navile – via Fioravanti 16, URP – Navile – via Gorki 10, URP – Navile – via Marco Polo 51, URP – Porto-Saragozza – via 21 Aprile 3, URP – Porto-Saragozza – via dello Scalo 21, URP – San Donato-San Vitale – P.zza Spadolini 7, URP – Santo Stefano – via Santo Stefano 119, URP – Santo Stefano – vicolo Bolognetti 2, URP – Savena – Via Faenza 4.
  • PARMA: 23 e 24, 31 maggio, 7 giugno dalle 9:00 alle 12:30 presso il Tribunale.
    Inoltre si può firmare presso il Comune di Parma, Fidenza (PR), Busseto (Pr) e Polesine Zibello (Pr) dove ci si potrà recare dalle 8:30 alle 12:30 tutti i giorni.
  • MODENA: mercoledì, 24 maggio p.v., dalle ore 9.00 alle ore 12.30 a MODENA, Corso Canalgrande (di fronte al palazzo di giustizia); sabato, 27 maggio p.v., dalle ore 9.00 alle ore 12.30 – SOLIERA (MO), Via IV Novembre, domenica, 28 maggio p.v., dalle ore 9.00 alle ore 12.30 – SOLIERA (MO), Piazza Sassi; domenica, 28 maggio, dalle ore 14.00 alle ore 16.00 – COLLEGAROLA (MO); c/o stadio del Modena Rugby.
  • FORLI’: giovedì 25 e venerdì 26 maggio p.v. dalle ore 9:30 alle ore 12:30 all’ingresso del Tribunale di Forlì, lato Via Cignani.
  • PIACENZA: venerdì 26 maggio, martedì 13 giugno p.v., martedì 11 luglio dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso il cortile interno del Tribunale di Piacenza, sito in Vicolo del Consiglio n. 12

la senatrice Francesca Scopelliti ha firmato a sostegno della separazione delle carriere dei magistrati

 

 

Friuli-Venezia Giulia

  • UDINE: via Paolo Canciani (uscita Galleria Bardelli) i giorni 22, 23, 24, 25, 26 maggio e il 9 e 11 giugno 2017 dalle ore 10.30 alle 19.00; piazza Belloni il giorno 13 maggio 2017 dalle ore 10.30 alle 19.00; in piazza Matteotti i giorni 21, 30 e 31 maggio e 16, 17, 18 giugno 2017 dalle ore 10.30 alle 19.00. Le firme verranno, altresì, raccolte nell’assemblea del giorno 15 maggio 2017 nell’aula D del Tribunale penale di Udine dalle 11.30 sino al termine dell’assemblea stessa.
  • PORDENONE: comune di Pordenone, sede via Vittorio Emanuele II ufficio URP (Ufficio relazioni con il pubblico) al piano terra.
  • TRIESTE: venerdì 26/05/2017  dalle ore 16.00 alle ore 19.00 via San Nicolò angolo via Dante, Trieste; sabato 27/05/2017  dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00  via San Nicolò angolo via Dante, Trieste; domenica 28/05/2017  dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00  via San Nicolò angolo via Dante, Trieste; martedì 06/06/2017 ore 8.30-13.00  Foro Ulpiano, Trieste (davanti al Tribunale); giovedì 08/06/2017 ore 8.30-13.00  Foro Ulpiano,  Trieste (davanti al Tribunale); giovedì 15/06/2017 ore 17.00-19.30  Piazza Cavana, Trieste*; giovedì 22/06/2017 ore 17.00-19.30  Piazza della Borsa, Trieste*; giovedì 29/06/2017 ore 17.00-19.30  via San Nicolò angolo via Dante, Trieste (* per gli eventi contrassegnati dall’asterisco maggiori dettagli verranno comunicati in seguito).

 

A Roma ha firmato anche l’on.Fabrizio Cicchitto Presidente della della Commissione esteri della Camera 

 

Lazio

  • VELLETRI: La Camera Penale di Velletri ha organizzato un presidio fisso presso l’Ordine degli Avvocati per la raccolta delle firme. Ulteriori eventi saranno organizzati anche nei comuni del circondario.
  • ROMA: il 26 maggio, tutto il giorno, davanti alla Mondadori in Piazza Cola di Renzo a partire dalle 9:30.
  • MARCELLINA: dalle 10,00 alle 13,00 presso la aula consiliare del Palazzo del comune in Piazza C. Battisti; dalle 16,00 alle 20,00 nella piazza Martiri delle Foibe.
  • TIVOLI: (Via del Trevio n. 49/A) il 26 maggio 2017 dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e il 27 maggio 2017 dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
  • SANT’ANGELO ROMANO: Piazza Santa Liberata vicino alla sede del Comune il 27 maggio 2017 dalle ore 9:00 alle ore 20:00 e il 28 maggio 2017 dalle ore 10:00 alle ore 20:00

Lombardia

  • MILANO: 23 maggio, Università Statale (09.00/13.00); 24 maggio, Rotonda della Besana – ricostruzione processi ‘storici’ (18.00 / 20.30); 7 giugno, Largo Marco Biagi – 09.00 / 13.30; 15 giugno, San Vittore – sera; 27 giugno, evento Camera Penale Milano – Salone Valente (14.30/18.00); 28 giugno, evento Camera Penale Milano (amianto, evento ‘fuori sacco’) – (14.30/18.00).
  • MANTOVA: 23 maggio 2017 dalle 11.00 alle 12.30 presso l’Ordine degli Avvocati di Mantova.
  • BORGO VIRGILIO – BORGOFORTE (MN): Casa comunale, tutti i giorni feriali in orario di apertura degli uffici comunali.
  • CREMONA: presso Ordine Avvocati Cremona 25 maggio, 8, 15, 22 e 29 giugno 2017, sempre dalle 9:30 alle 12:30.
  • BRESCIA: Sala degli Alberi – ex Palazzo di Giustizia in via Moretto a Brescia il 12 maggio 2017, dalle ore 17.00.
  • BUSTO ARSIZIO: la Camera Penale di Busto Arsizio procederà alla raccolta delle firme nei giorni 17.05 e 14.06 dalle ore 9.00 alle ore 12.00 presso la sede della Camera Penale all’interno del Palazzo di Giustizia di Busto Arsizio, via Volturno.
  • MONZA: tavolo di raccolta firme di Avvocati e Tirocinanti presso il Tribunale di Monza, in Sala Avvocati, al secondo piano, 25 maggio, 1, 8 e 15 giugno dalle ore 9.30 alle ore 12.30,  e di Cittadini a Lissone nei giorni di sabato 20 e 27 maggio e 3 giugno in Piazza Libertà in appoggio al gazebo delle Liste Civiche “Lissone in Movimento” e “Lissone Futuro”.
  • BERGAMO: presso l’Ordine degli Avvocati il 23 maggio 2017 dalle 11:00 alle 13:00 ed il 6 giugno 2017 dalle 10:00 alle 13:00.
  • COMO: tutti i giovedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 sino alla scadenza del termine semestrale.

Piemonte

  • TORINO: 24 maggio, dalle 09 alle 13, Atrio Palazzo di Giustizia, Corso Vittorio Emanuele II 130; 31 maggio, dalle 15.00 alle 18.00, davanti all’Aula Magna del Palazzo di Giustizia, Corso Vittorio Emanuele II 130. I seguenti venerdì dalle 15 alle 19 e sabato dalle 10 alle 18 in centro città (via Roma 33, angolo via Cesare Battisti): 26 (venerdì) e 27 (sabato) maggio; 9 (venerdì) e 10 (sabato) giugno; 16 (venerdì) e 17 (sabato) giugno; 23 (venerdì) e 24 (sabato) giugno; 7 (venerdì) e 8 (sabato)  luglio; 14 (venerdì) e 15 (sabato)  luglio; 21 (venerdì) e 22 (sabato) luglio.
  • CUNEO: giovedì 25 maggio dalle 9 alle 13 presso il Tribunale Civile di Cuneo (Palazzo Lattes); venerdì 26 maggio 2017 durante il convegno “Nuovi patrimoni tra tutela del risparmio, fiducia e legalità” presso il teatro Toselli, via Teatro Toselli 9; martedì 30 maggio 2017 dalle 9 alle 13 presso il Tribunale penale di Cuneo (piazza Galimberti); giovedì 1 giugno 2017 dalle 9 alle 13 presso il Tribunale penale di Cuneo (piazza Galimberti); venerdì 16 giugno 2017 durante il convegno “La responsabilità del medico e della struttura sanitaria”.

 

fra i firmatari anche il collega Gianmarco Chiocci direttore del quotidiano IL TEMPO 

 

 

Puglia

  • FOGGIA: nei giorni 20 e 21 maggio 2017, Corso Vittorio Emanuele di fronte civico n. 36; un punto di raccolta verrà allestito in occasione del convegno del 26 maggio a Cerignola.
  • BARI: 19 e 20 maggio 2017 in occasione del congegno sull’obbligatorietà dell’azione penale (piazzale antistante Tribunale e venerdì pomeriggio e sabato mattina presso aula magna Corte Appello).

Sardegna

  • OLBIA: 19 maggio davanti all’ingresso del palazzo del Giudice di Pace dalla  ore 9.30 alle 13.00 ed una sabato 20 maggio.

Sicilia

  • TRAPANI: a giugno saranno organizzati altri punti di raccolta presso il polo Universitario di Trapani e presso il Comune di Trapani (indicheremo qui date, orari e luoghi quanto prima).
  • CATANIA: Tutti i giovedì presso il Tribunale in piazza Verga, primo piano, stanza n. 40.
  • ALTAVILLA MILICIA: nell’Ufficio Anagrafe, via Loreto n. 60 nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 09.00 alle 13.00. Funzionario incaricato: Antonino La Spisa
  • nella Piazza Belvedere: domenica 21 maggio, 4 giugno e 18 giugno dalle ore 09.00 alle ore 13.00.
  • TERMINI IMERESE: nei locali della Camera penale, all’interno del Palazzo di Giustizia, Piazza Di Blasi 1, nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 09.00 alle ore 13.00 nella Piazza Umberto I: 21 maggio e 28 maggio dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
  • BAGHERIA: nell’Ufficio Elettorale, via Pittalà (vicino Palazzo Butera) nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 09.00 alle 13.00. Funzionario incaricato: Silvana Varagona.
  • BELMONTE MEZZAGNO: nell’Ufficio Elettorale, via Matteotti n. 4 nei giorni di martedì e giovedì, dalle ore 09.00 alle 13.00 in Piazza della Libertà nei giorni di martedì e giovedì, dalle ore 09.00 alle 13.00, per i mesi di maggio, giugno e luglio 2017.
  • CASTELDACCIA: nell’Ufficio Elettorale, via Roma (Piano I) nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 09.00 alle 13.00. Funzionari incaricati: Rosalba Pinello e Donatella Belvedere.
  • CEFALU’: nell’Ufficio Elettorale, in corso Ruggero n. 139 nei giorni di martedì e giovedi dalle ore 09.00 alle ore 13.00. Funzionario incaricato: Lucia Greco.
  • TRABIA: nell’Ufficio Elettorale, via Spalla n. 30, nei giorni di martedi e giovedi dalle ore 09.00 alle ore 13.00. Funzionario incaricato: Domenico Bondì.
  • VILLAFRATI: nell’Ufficio Elettorale, Corso S. Marco n. 87, nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 09.00 alle ore 13.00. Funzionario incaricato: Giuseppa Fucarino.
  • ALTRI COMUNI SICILIANI: Caccamo, Sciara, Montemaggiore Belsito, Campofelice di Roccella, Castelbuono, Polizzi Generosa, Trabia, Altavilla Milicia, Bagheria, Misilmeri, Belmonte Mezzagno, Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, Campofiorito, Corleone presso gli uffici comunali dalle ore 09.00 alle 12.00 nei giorni di martedì e giovedì di ogni settimana.
  • MARSALA: 8 maggio, atrio Palazzo di Giustizia di Marsala (9:30-13:00); 21 maggio, Teatro comunale di Marsala dalle ore 18 (dalle ore 18); 31 maggio, 1 e 2 giugno, Cantieri del diritto: ulteriori iniziative saranno comunicate a breve.
  • PALERMO: 20 maggio, Fondazione Tricoli, Via Terrasanta; 8 giugno: aula magna corte di appello di palermo (evento formativo); 13 giugno: Aula magna corte di appello di Palermo (evento formativo).

Toscana

  • PISTOIA: lunedì 22 maggio, ore 21:00, Fondazione MAIC Onlus a Pistoia, Via San Biagio, 102;
    27/05/2017 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 in Piazza Gavinana a Pistoia (il Globo); 30/05/2017 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 presso ordine Avvocati di Pistoia, Piazza Duomo; 08/06/2017 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 presso ordine Avvocati di Pistoia, Piazza Duomo.
  • PRATO: Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Prato, Piazza del Comune n. 9, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 13:00 ed il lunedì anche dalle ore 15:00 alle ore 17:00 Via Pugliesi (angolo Via G. Garibaldi), dalle 20:00 alle 23:00, nelle seguenti date:  25 maggio, 1, 8, 15 e 22 giugno. Venerdì 19 maggio, dalle 9:30 alle 12:30, presso la “Sala Avvocati” della Camera Penale di Prato; lunedì 22 e mercoledì 24 maggio, dalle ore 9:30 alle ore 12:30, presso l’Ordine degli Avvocati, al secondo piano del Palazzo di Giustizia (P.le Falcone e Borsellino 8).
  • LIVORNO, PIOMBINO, CECINA: Punto raccolta firme 22 maggio a CECINA presso il corso di formazione per avvocati; punto raccolta firme 30 maggio a PIOMBINO , c/o corso formazione avvocati, associazione avvocati piombinesi; punto raccolta firme 23 giugno presso la camera commercio di LIVORNO, corso formazione avvocati , camera civile di Livorno. 24/5 Tribunale penale – via Falcone e Borsellino n. 1, primo piano – Aula avvocati – 10-13; 25/5 Tribunale Civile – via de Lardarel- piano terra stanza avvocati – 10-13; 23/6 evento formativo per Avvocati – Camera Civile di Livorno- Camera di Commercio di Livorno – dalle 15.00; 24/6 mattina 10-13 : Piazza Grande Pomeriggio dalle 18, piazza sant’Jacopo in Acquaviva, presso Baracchina Bianca
  • CECINA: 22/5 evento formativo per avvocati – Associazione Forense Cecinese- loc. La Mazzanta – dalle 15,00.
  • PIOMBINO: 30/5 evento formativo per avvocati – Associazione forense Piombinese- pizza Verdi 3- dalle 15,00.
  • GROSSETO: 23, 24, 25, 26 maggio 10,00 – 12,30 locali dell’Ordine avvocati presso Tribunale, piazza Fabbrini. Comune di Grosseto, Piazza Duomo, Ufficio elettorale, 9-12,30

Trentino-Alto Adige

  • BOLZANO: 20 maggio, Corso Libertà all’altezza dell’ex Euronics; Corso Libertà, davanti alla Farmacia Ferrari il giorno sabato 24.06.17 dalle ore 9 alle ore 14 e i giorni venerdì 23 e domenica 25.06.17 Ponte Talvera, lato bar Theiner, dalle ore 9 alle ore 14.00; Corso Libertà, davanti alla Farmacia Ferrari il giorno sabato 16.09.17 dalle ore 9 alle ore 14 e i giorni venerdì 15 e domenica 17.09.17 ponte Talvera, lato bar Theiner, dalle ore 9 alle ore 14.00; 25 maggio piazza Matteotti o davanti al Tribunale dalle 10.00 alle 13.00; 8 giugno: P.zza Matteotti o Piazza Tribunale con gazebo dalle 9.00 alle 13.00; 10 giugno: P.zza delle Erbe / Via Argentieri dalle 9.00 alle 13.00; 17 giugno: P.zza del Grano dalle 9.00 alle 13.00 (incrocio portici); 24 giugno: lido Bolzano dalle dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 14.00 alle 17.00

Umbria

  • FOLIGNO: sabato 19 dalle 10 alle 18, gazebo in Corso nuovo.

Veneto

  • VICENZA: sede dell’Ordine degli Avvocati in Tribunale, l’8 giugno dalle 10.00 alle 12.00 e il 19 giugno dalle 9.00 alle 12.30; Lunedì  19 giugno 2017 dalle ore 9.00 alle ore 12.30 presso la segreteria dell’Ordine degli avvocati di Vicenza in Tribunale.
  • VERONA: venerdì 26 maggio dalle ore 9,00 alle ore 14,00; venerdì 23 giugno dalle ore 9,00 alle ore 14,00; venerdì 14 luglio dalle ore 9,00 alle ore 14,00. Il tavolo per la raccolta delle firme sarà in tutte e tre le date ubicato nell’atrio di ingresso del Tribunale di Padova, Via Tommaseo n. 55.
  • TREVISO: Palazzo di Giustizia di Treviso nelle mattinate del 25 maggio, 1 giugno, 8 giugno, 15 giugno.
  • PADOVA: la Camera Penale di Padova “Francesco de Castello” ha fissato le iniziali date per la raccolta delle firme come di seguito indicate: venerdì 26 maggio dalle ore 9,00 alle ore 14,00; venerdì 23 giugno dalle ore 9,00 alle ore 14,00; venerdì 14 luglio dalle ore 9,00 alle ore 14,00. Il tavolo di raccolta verrà ubicato in tutte e tre le date nell’atrio d’ingresso del Tribunale di Padova, in Via Tommaseo n. 5

L’elenco completo dei punti di raccolta delle firme, e tutte le informazioni sull’iniziativa, si trovano sul sito dedicato www.separazionedellecarriere.it




Lo strano caso delle spese giudiziarie: la vera spending review

di Luigi Marattin

Le “spese giudiziarie” sono quelle necessarie al funzionamento delle centinaia di procure, corti d’appello, tribunali (pulizia, manutenzione, bollette, ecc). Nel 1941, in mancanza di una adeguata articolazione territoriale del Ministero della Giustizia, la responsabilità di queste spese fu attribuita ai comuni. I quali poi presentavano il conto allo Stato, che erogava loro un contributo.Per 70 anni questo meccanismo ha funzionato senza che nessuno si lamentasse, perché il contributo copriva integralmente le spese che i comuni avevano sostenuto.

Dal 2011 i contributi sono calati (fino a coprire meno della metà delle spese), e i comuni hanno legittimamente iniziato a protestare. Questa vicenda rappresentava un perfetto esempio di spesa pubblica fuori controllo a causa di una inefficiente organizzazione del ciclo della spesa. Il miglior incentivo a minimizzare i costi esiste quando un solo soggetto“usa” “autorizza” e “paga” la spesa. Qui invece erano ben distinti: chi usava e richiedeva la spesa era il presidente del tribunale o il procuratore della Repubblica, che telefonavano al sindaco e chiedevano questo o quell’intervento di manutenzione o di abbellimento dell’edificio. Chi autorizzava la spesa era il comune, che da un lato non voleva… infastidire il richiedente, e dall’altro era comunque poco preoccupato, visto che tanto poi alla fine pagava lo Stato (che era appunto il “pagatore di ultima istanza”).

Nell’autunno 2014, il Governo Renzi intervenne. Adeguati (e non banali) cambiamenti organizzativi hanno fatto sì che il Ministero della Giustizia potesse cambiare i propri processi produttivi ed essere in grado di accollarsi direttamente queste spese, che nei precedenti 74 anni non aveva mai gestito direttamente. E così dal 1 settembre 2015 chi usa, chi autorizza e chi paga la spesa sono lo stesso soggetto. Che risultati ha avuto questo cambiamento organizzativo sull’ammontare della spesa? Negli ultimi anni del vecchio sistema, la spesa media era di 300 milioni all’anno. Nel primo anno del nuovo sistema, secondo le prime stime, la spesa è stata di 225 milioni. Per una riduzione del 25%. Il semplice cambiamento organizzativo, con il subentro di una gestione unitaria statale a molteplici e frammentati gestioni locali, ha ridotto la spesa di un quarto.

Alcuni esempi sono a dir poco bizzarri: un servizio di vigilanza armata notturna per un ufficio giudiziario ligure costava, nella vecchia gestione, 60.000 euro a quadrimestre. Ora ne costa 550. La pulizia degli uffici giudiziari di un capoluogo sardo costava 18.211,75 euro al mese. Nella nuova gestione, si è andati a gara pubblica, risparmiando il 60,46%. Stessa percentuale di risparmio per una gara analoga in Calabria (59,58%). E molti altri esempi ancora.

Che cosa ci insegna il piccolo caso delle “spese giudiziarie”? Due preziose lezioni.

1) Nella spesa pubblica italiana si annidano ancora consistenti sacche di inefficienza. Se  per assurdo (ma forse non troppo)  la stessa percentuale di risparmio ottenuta nel caso degli uffici giudiziari fosse estesa a tutto l’ammontare dei consumi intermedi della pubblica amministrazione, potremmo interamente cancellare l’Irap. O ridurre l’Irpef del 20%.

2) Questi risparmi non si ottengono con i tagli lineari, né con affrettate e mediatiche operazioni pubblicitarie. Occorre modificare la struttura dei processi produttivi della pubblica amministrazione, coordinando il lavoro di diverse strutture con competenza, ordine e metodo. E tempo.

Già, il tempo. In un paese nel quale per decenni la spesa pubblica è stata vista, vissuta e teorizzata come “soldi di nessuno” piuttosto che “soldi di tutti”, per raggiungere risultati veri purtroppo occorre tempo.

*Consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri




Bisogna impedire a qualsiasi soggetto privato di accedere agli atti delle Procure

di Antonello Soro*

Gli sviluppi del dibattito politico di queste settimane hanno lasciato in ombra un’importante inchiesta del Corriere della Sera in tema di intercettazioni. Sotto i riflettori l’attività della società Area, nella sua veste di fornitore di servizi informatici per diverse Procure. L’inchiesta ripropone il tema della sicurezza dei dati raccolti nell’attività investigativa. L’argomento è di grande interesse perché dalla protezione dei dati dipendono l’efficacia delle indagini (e dunque la sicurezza pubblica), la tutela delle vittime, il diritto alla dignità dei terzi coinvolti nelle conversazioni. In questo caso la vicenda è molto particolare perché l’elemento di permeabilità del sistema non risiede nell’attività degli operatori telefonici, più direttamente impegnati nelle attività di captazione e data retention, ma in quella della società fornitrice dei server di numerose Procure, per una presunta acquisizione illecita di dati legittimamente intercettati, probabilmente durante un’operazione di teleassistenza.

I contorni della vicenda sono ancora da chiarire e la fase istruttoria tuttora in corso: ciò che comunque mi preme riaffermare è la necessità ineludibile di impedire che qualunque operatore privato- ancorché incaricato di svolgere attività di assistenza, manutenzione, fornitura di server o altra strumentazione tecnologica alle Procure- possa avere accesso e addirittura scaricare sul proprio pc i dati intercettati. Sarebbe non solo illecito ma anche davvero pericoloso per le indagini e per le persone. La legittima attività investigativa, nel coinvolgere soggetti privati, in varie fasi e a vario titolo, deve assicurare ogni possibile garanzia per evitare che terzi non autorizzati possano avere accesso al materiale probatorio acquisito.

E ciò tanto più in ragione della esternalizzazione di diverse operazioni (si pensi alle ambientali da remoto, realizzate con captatori forniti e in parte gestiti da privati) che rendono alquanto più permeabile, complessa e vulnerabile la filiera su cui si snoda questa attività, meritevole per ciò di una tutela rafforzata. Solo l’adozione di adeguate misure di sicurezza, da parte di ciascun soggetto operativo in ogni fase dell’attività di intercettazione, può contribuire a minimizzare i rischi.

Rischi inevitabilmente connessi alla frammentazione e parcellizzazione dei centri di responsabilità, derivanti dal coinvolgimento di un numero decisamente elevato di soggetti nella “catena” delle attività investigative. Di questi problemi l’Autorità Garante per la protezione dei dati si occupa da tempo e sotto vari aspetti: in ordine tanto alle responsabilità e agli oneri gravanti in capo alle Procure, quanto agli specifici doveri cui devono adempiere i privati nella molteplicità dei ruoli che essi possono svolgere (non solo i gestori telefonici ma anche, come nel caso di Area, fornitori dei server).

Sono stati molto importanti i provvedimenti del Garante (2008) sull’amministratore di sistema e sulle misure di sicurezza cui sono tenuti gestori e fornitori di servizi di comunicazione elettronica. Più recentemente, con un provvedimento del luglio 2013, abbiamo indicato alle Procure alcune essenziali misure organizzative indispensabili per proteggere quei preziosissimi flussi informativi e responsabilizzare al massimo tutti i soggetti coinvolti (non solo il p.m. ma anche la polizia giudiziaria), evitando fughe di notizie anche solo involontarie. L’iniziale diffidenza (quando non anche ostilità per una presunta interferenza indebita) su tali misure sembra in gran parte superata, anche grazie all’impulso dell’attuale Ministro della Giustizia, che sembra aver investito su questo progetto, nella consapevolezza della sua utilità sia per la privacy dei cittadini interessati, sia per la migliore efficacia delle indagini. Pur con un ritardo non trascurabile, i vari uffici giudiziari vi si stanno adeguando: è importante in particolare che le 26 Procure distrettuali stiano completando questo percorso.

Come pure è apprezzabile la scelta del Ministro di inviare alle Procure una circolare volta a promuovere l’innalzamento dei livelli di sicurezza dei sistemi informativi e dei dati intercettati, anche attraverso la proposta di un contratto unico per la fornitura di servizi informatici, con l’impegno del contraente al rispetto delle misure da noi prescritte. L’adozione di un unico standard contrattuale per la fornitura di servizi esterni, nel rispetto rigoroso delle nostre prescrizioni, potrebbe contribuire a minimizzare di molto i rischi di accessi abusivi e trattamenti illegittimi.

Per altro verso, sarebbe utile rimuovere l’attuale incredibile frammentazione dei fornitori cui ogni singola Procura si affida. Se ne discute da anni: e non si capisce quali siano gli ostacoli. In ogni caso va sottolineato come, forse anche grazie ai nostri interventi, quello della protezione dei dati nelle attività investigative sia diventato un tema cui oggi si presta attenzione più di ieri. Lo dimostrano le direttive adottate da molte Procure sul deposito e la trascrizione delle intercettazioni, richiamate dal Csm nel provvedimento del 29 luglio tra le buone prassi da seguire (oltre a quelle sulle misure di sicurezza), ed elevate sostanzialmente a norma di legge nel ddl sulla riforma del processo penale all’esame del Senato, come emendato dai relatori.

Provvedimento, quest’ultimo, che tocca un altro tema emergente dall’inchiesta giornalistica: la fornitura agli organi inquirenti, da parte delle società private, di sofisticate tecnologie informatiche capaci di realizzare una pluralità di operazioni investigative. Nel caso di Area, parrebbe che la società abbia fornito al regime di Bashar Al Assad un sistema di intercettazione centralizzato per il controllo massivo dell’attività dei dissidenti politici, in violazione delle norme (interne e internazionali) sul dual use, ovvero sulla duplicità di uso, civile e militare, cui sono soggette tali tecnologie e che, se non adeguatamente regolamentate, sono capaci di “bucare” intere esistenze individuali e collettive, strategie politiche, segreti di Stato.

Come dimostrato anche dal caso Hacking Team, è necessario che la produzione e commercializzazione di tali software sia adeguatamente regolamentata (sull’an e sul quomodo), in quanto potenzialmente pericolosa al pari di vere e proprie armi di distruzione di massa.

*Garante per la protezione dei dati personali




Carceri Calabria: il ministro Orlando sigla protocollo intesa reinserimento sociale

 

CdG orlandoIl Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio hanno siglato questa mattina presso la Sala Livatino del dicastero di Via Arenula un Protocollo d’intesa per la realizzazione di interventi di reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale nel territorio calabrese”, volto a proseguire la già proficua collaborazione interistituzionale avviata con la precedente stipula dell’Accordo interregionale del 27 aprile 2011.

E’ il tredicesimo protocollo che viene sottoscritto dall’insediamento del Governo, facendo seguito a quelli già siglati con le Regioni Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Umbria, Puglia, Sicilia, Lombardia, Molise, Piemonte e Basilicata, mentre altri due, con le regioni Emilia-Romagna e Toscana, erano stati firmati dal ministro Cancellieri. Il filo che li unisce è rappresentato dalla volontà di continuare a dare concreta attuazione ai principi contenuti nell’art. 27 della Costituzione che recita: “le pene…devono tendere alla rieducazione del condannato”.

schermata-2016-10-20-alle-04-26-15Il lavoro in questo senso rappresenta lo strumento principale, assieme allo studio, per favorire il processo di inclusione sociale e l’adozione di modelli di vita che facilitano il reinserimento sociale e riducono, come ampiamente dimostrato, i tassi di recidiva. E’ necessaria dunque, perché le azioni siano incisive, una sinergica collaborazione fra le diverse istituzioni e l’elaborazione di progettualità che offrano concrete opportunità di lavoro.

 

Le Parti con il protocollo sottoscritto si impegnano a elaborare iniziative, rinviando per il dettaglio alle due appendici operative, nelle comunità dove siano presenti Istituti di pena, Uffici di esecuzione penale esterna e strutture della Giustizia minorile; definire attività trattamentali, progetti specifici, trattamento per i minori e inclusione socio-lavorativa per le persone già in esecuzione esterna.

Alle Parti il compito di individuare le risorse finanziarie fra i fondi nazionali, regionali o comunitari che siano nella loro disponibilità e monitorare la corretta esecuzione delle azioni avviate. L’Accordo sarà valido sino alla conclusione della programmazione comunitaria 2014- 2020.




MiBACT e Ministero Giustizia insieme con il CSM per digitalizzazione carte processo Moro

 

CdG andrea orlandoROMA – Il Ministero dei beni culturali e del turismo e il Ministero della Giustizia, sulla base del protocollo per la conservazione e la valorizzazione della documentazione giudiziaria firmato lo scorso 6 maggio 2015 dai Ministri Dario Franceschini e Andrea Orlando (accanto nella foto), procederanno alla digitalizzazione delle carte dei processi per il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. Lo prevede il progetto presentato ai comitati scientifico e tecnico formalmente costituiti con la sottoscrizione del protocollo dal gruppo di lavoro al quale hanno partecipato le amministrazioni coinvolte.

CdG targa csmAl progetto partecipa attivamente il Consiglio Superiore della Magistratura, che ha in corso un’attività di catalogazione, promozione e diffusione dei processi storici italiani,  vedrà l’impegno nella scansione dei documenti, dei detenuti della casa circondariale di Rebibbia  .

Grazie a questa iniziativa, oltre un chilometro lineare di fascicoli processuali di primaria importanza nella storia del secondo Novecento, tra i quali sono compresi anche gli atti dei processi riguardanti le stragi dell’aeroporto di Fiumicino del 1973 e del 1985, la banda della Magliana e l’attentato al Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, verranno pertanto acquisiti in formato digitale per consentire la migliore conservazione degli originali, una più agevole consultazione dei fascicoli da parte di studiosi e ricercatori e una più efficace valorizzazione dei diversi materiali.




Giustizia civile: secondo trimestre 2016 positivo su pendenze, arretrato e mediazioni

nella foto il Guardasigilli Andrea orlando

nella foto il Guardasigilli Andrea Orlando

 La cura per la giustizia civile continua a produrre effetti positivi e migliora il settore in efficienza e performance”. Commenta così il ministro della Giustizia Andrea Orlando i dati del monitoraggio ministeriale relativi al II° trimestre 2016 pubblicati sul sito internet Giustizia.it (vedi QUI).   Gli indicatori in esame – ai numeri su pendenze e arretrato si aggiungono ora quelli su durata e mediazioni – si confermano infatti tutti positivi. I procedimenti pendenti al 30 giugno 2016 restano ben al di sotto della soglia dei 4 milioni (3.886.285) e in calo rispetto al I° trimestre, così come le pendenze in tema di esecuzioni e fallimenti (577.498). Stesso trend in discesa per l’arretrato dei procedimenti ultra-triennali in tribunale (la cosiddetta giacenza patologica, a rischio condanna per la legge Pinto), ora a quota 447.375, in calo anche rispetto ai numeri del I° trimestre.

Scende ancora il dato sulla durata effettiva dei procedimenti in tribunale: 992 giorni nel I° semestre 2016, per la prima volta al di sotto dei mille giorni; così come continua a migliorare l’indice complessivo di durata di tutti gli affari di tribunale, secondo la formula utilizzata dalla Cepej: 390 giorni nei primi sei mesi di quest’anno (confermando la proiezione di 367 giorni a fine 2016 negli affari civili di primo grado), rispetto ai 427 del 2015 e ai 487 del 2014. Si conferma in aumento, infine, il dato sulle mediazioni civili e commerciali, che nel 2015 ha sfiorato le 200mila iscrizioni e che, nel primo trimestre 2016 supera già le 52mila unità.

CdG aula tribunale

Già, perché la lentezza della giustizia è uno scandalo, ma anche un costo. Quando le cause civili non vengono risolte nel giro di 3 anni, scatta per il cittadino il diritto al risarcimento come prevede la cosiddetta legge Pinto. E non è un caso se qualche giorno fa il ministro Guardasigilli lamentava: Abbiamo speso quasi un miliardo per pagare i risarcimenti previsti dalla legge Pinto e dovuti ai processi troppo lunghi“.

Il sistema giustizia dovrebbe acquisire forze fresche, dopo vent’anni senza concorsi. Nello scorso luglio è stato infatti approvato in commissione Giustizia alla Camera un emendamento (inserito nel decreto legge che proroga il processo amministrativo telematico) che promette l’assunzione di mille nuovi amministrativi, che si aggiungerebbero al personale già approdato nei tribunali con le procedure di mobilità. Ancora ferma è invece la riforma complessiva della giustizia civile, veicolata dalla legge delega già approvata alla Camera e da marzo in attesa di iniziare l’esame al Senato. Il ministro Orlando punta ad approvarla entro ottobre ma, intanto, una novità che dovrebbe ridurre di molto i tempi del primo grado, vale a dire l’estensione del procedimento sommario di cognizione a tutte le cause in cui il tribunale decide in composizione monocratica, potrebbe trovare una corsia più rapida. Le disposizioni potrebbero infatti essere inserite in un decreto legge che dovrebbe anche ridare fiato alla Cassazione (destinandole 70 giudici in pensione) e che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare a breve.

 




E’ morto il boss Bernardo Provenzano

nella foto Provenzano il giorno della sua cattura nel 2006

nella foto Provenzano il giorno della sua cattura nel 2006

Muore ad 83 anni Bernardo Provenzano che era  ammalato da tempo, ritenuto uno dei criminali italiani più conosciuti al mondo, noto per il suo potere e la sua crudeltà. Indicato come il capo di “Cosa nostra”, venne arrestato  l’11 aprile del 2006 in una masseria di Corleone, a poca distanza dall’abitazione dei suoi familiari dopo una latitanza di 43 anni.

Il questore di Palermo Guido Longo ha disposto che vengano vietati i funerali per il boss Bernardo Provenzano, decisione presa per motivi di ordine pubblico, come già avvenuto in passato per altri casi analoghi. I familiari del capo mafia, ha spiegato  il Questore, potranno accompagnare in forma privata la salma del congiunto nel cimitero di Corleone, ma senza che si svolga la cerimonia funebre in chiesa.

Il capomafia era detenuto al regime di 41 bis nell’ ospedale San Paolo di Milano. Tutti i processi in cui era ancora imputato, tra cui quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, erano stati sospesi perché il boss, era stato ritenuto incapace di partecipare dopo essere stato sottoposto a molteplici consulti e perizie medico-legali . Grave stato di decadimento cognitivo, lunghi periodi di sonno, rare parole di senso compiuto, eloquio assolutamente incomprensibile, quadro neurologico in progressivo, anche se lento, peggioramento: è l’ultima diagnosi che i medici dell’ospedale hanno depositato. Nelle loro conclusioni i medici dichiaravano il paziente “incompatibile con il regime carcerario“, aggiungendo che “l’assistenza che gli serve e’ garantita solo in una struttura sanitaria di lungodegenza”.

Il legale di Provenzano: ‘Per me è morto 4 anni fa

Da anni  Rosalba Di Gregorio l’avvocato del boss,  aveva chiesto senza successo, la revoca del regime carcerario duro e la sospensione dell’esecuzione della pena per il suo assistito, proprio in virtù delle sue condizioni di salute.  “Provenzano per me è morto quattro anni fa, dopo la caduta nel carcere di Parma e l’intervento che ha subito. Da allora il 41 bis è stato applicato ai parenti e non a lui, visto che non era più in grado di intendere e volere e di parlare da tempo”. Così il legale del boss  ha commentato la notizia della morte del padrino corleonese. La penalista, negli ultimi anni ha presentato due istanze di revoca del carcere duro e tre di sospensione dell’esecuzione della pena.  Sono state tutte respinte.

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Il direttore del Dap: ‘Sempre curato in modo puntuale, condizioni aggravate dall’8 luglio per infezione polmonare‘ 

Provenzano proveniva dal centro clinico degli istituti penitenziari di Parma era ricoverato dal 9 aprile 2014 nell’ospedale San Paolo di Milano. La moglie ed i figli arrivati a Milano il 10 luglio, come informa il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il giorno stesso sono stati autorizzati ad incontrare il loro congiunto.  “Le condizioni di Bernardo Provenzano si sono aggravate ulteriormente venerdì scorso a causa di un’infezione polmonare. Provenzano è entrato in coma irreversibile lo stesso giorno. I sanitari dell’ospedale di Milano, d’accordo con il Dap, hanno avvertito immediatamente i familiari che sono arrivati e hanno potuto usufruire di un incontro col loro congiunto“. Lo precisa Roberto Piscitello, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Ministero della Giustizia : “Il regime di 41 bis – spiega il magistrato – in nulla ha aggravato lo stato di salute di Provenzano: anzi nei due ospedali in cui è stato detenuto,  Parma e Milano,  ha ricevuto cure puntuali ed efficaci“.

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