Casaleggio se la gode... l' Associazione Rousseau nel 2018 ha incassato esentasse circa 1 milione di euro "pubblici"

ROMAUn milione e 124.054 euro. Un vero e proprio “tesoretto” incassato esentasse dall’ Associazione Rousseau nell’ anno 2018 ,  fra i quali emergono i circa 700mila euro versati da deputati e senatori. È quanto si legge nella relazione al rendiconto firmata da Davide Casaleggio, presidente e tesoriere dell’ associazione che gestisce la piattaforma web del Movimento 5 stelle. I contributi da associazioni, partiti e movimenti politici (quindi dai gruppi parlamentari del Movimento Cinque Stelle)  ricevuti dalla no-profit guidata da Casaleggio invece ammontano a 119mila 800 euro.

I proventi delle “attività editoriali, manifestazioni e altre attività” dall’ Associazione Rousseau  si attestano a 2.731 euro, i contributi da “altri soggetti esteri”  cioè quelli che riguardano le donazioni da persone fisiche di valore inferiore a 5mila euro,  toccano quota 7.446 euro: ad esempio dagli Stati Uniti, sono arrivati a 2.870 euro, mentre proviene dal Belgio una donazione di 2.011 euro.

Nel bilancio si legge che “i contributi da persone fisiche”riguardano principalmente “il contributo per le piattaforme tecnologiche per l’ attività dei gruppi e dei parlamentari” (quindi soldi “pubblici” che sfuggono a qualsiasi controllo dello Stato) ed “il contributo per lo Scudo della rete avviato nel 2018”.

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E’ soltanto grazie ai versamenti-contributi (obbligatori) effettuati mensilmente dai parlamentari  del M5S – che, come prevede il regolamento interno, sono tenuti a sborsare 300 euro a testa ogni mese per sostenere la piattaforma Rousseau – l’ Associazione presieduta da Casaleggio ha incassato 699.844 euro. Il contributo per lo Scudo della rete – funzione che ha come obiettivo quello di fornire la difesa legale a iscritti ed eletti M5s dalle cause intentate contro di loro – raggiunge la cifra di 257.992 euro.

Rousseau_Relazione_31122018

L’ Associazione concluso l’esercizio con un avanzo di gestione pari a 57mila 573 euro e un “patrimonio netto positivo” per appena 2.188 euro.  Infatti la creatura “no profit” ( a parole…), presieduta da Davide Casaleggio, risulta essere molto ‘liquida’: i depositi bancari e postali, infatti, ammontano a 404mila 558 euro, ai quali vanno aggiunti 86 euro in ‘denaro e valori in cassa’, per un totale complessivo di 404mila 644 euro. Un vero e proprio “tesoretto” esentasse , che però viene azzerato dal totale dei debiti, che ammonta a 497mila 754 euro. Tra le passività emergono  “debiti verso fornitori” indicati in 352mila 96 euro.

Nella relazione al rendiconto sottoscritta da Casaleggio , che il CORRIERE DEL GIORNO pubblica “integralmente”, vengono indicati alcuni “fatti di rilievo” verificatisi dopo la chiusura dell’esercizio. Gli amministratori segnalano “la pubblicazione di una nuova piattaforma di voto nel mese di marzo per aderire alle richieste privacy e alle richieste di volumi di partecipazione degli iscritti”, un sistema che “è stato utilizzato per il voto delle europarlamentarie”. La multa del Garante infatti arrivò proprio nel giorno in cui si votava alle “europarlamentarie” per scegliere i 76 candidati M5S alle elezioni europee dello scorso 26 maggio. Un’Area voto potenziata dal punto di vista dell’infrastruttura tecnologica, assicuravano dal Movimento, rispetto alle rilevazioni del Garante che si riferiscono allo scorso novembre.

Casaleggio ha sporto denuncia in Procura per conto dell’Associazione Rousseau contro alcuni profili “clone” tra gli iscritti, creati con i loro dati ma senza il consenso dei diretti interessati. Secondo Enrica Sabatini, una dei quattro soci del’ associazione Rousseau, insieme a Massimo Bugani e Pietro Dettori, entrambi (profumatamente pagati) nello staff del vicepremier Luigi Di Maio a Palazzo Chigi, la denuncia “dimostra che il potenziamento dei processi ha funzionato, ovvero quel sistema di segnalazione che ha consentito e consente agli iscritti di inviare segnalazioni documentate per strutturare il controllo“. O forse invece altro non è che  una denuncia strumentale per pararsi il sedere da altre eventuali multe del Garante della Privacy, del quale non a caso il M5S vuole cambiare i vertici, piazzando propri uomini ?

In seguito alla pubblicazione del nuovo sistema “il Garante della Privacy – si legge sempre nella relazione – ha ritenuto di inviare una sanzione di 50mila euro per irregolarità individuate lo scorso anno“. A marzo “è stato inoltre completato il prototipo per il voto su blockchain messo a disposizione della comunità di sviluppatori perché possa essere testato e valutato”. Per quanto riguarda il futuro, “durante il 2019 si prevedono investimenti ulteriori per il miglioramento dell’infrastruttura sul fronte della sicurezza e della scalabilità ed il rilascio di nuove funzionalità a supporto degli iscritti”. In realtà gli oneri diversi di gestione (103.450 euro) appaiono i 64mila euro della prima sanzione comminata dal Garante della Privacy.

L’Associazione spende per servizi telematici 144mila 838 euro e circa 90mila euro per attività editoriali, di informazione e comunicazione, a cominciare dal nuovo Blog delle Stelle, stimato in 17mila euro. Per essere precisi, per il ‘Sistema Ocr’ sono stati investiti  26mila 245 euro , mentre il ‘Sistema gestione selezione’ costa 12mila 300 euro ed  il ‘Sito Academy’ costa  976 euro . Per la ‘nuova infrastruttura software sono stati spesi 33mila euro.

il “garante” del M5S : Beppe Grillo. O forse è più corretto chiamarlo “il furbetto” ?

L’ Associazione Rousseau sborsa per l’affitto dei locali in uso, in pieno centro di Milano,  29mila 780 euro (tecnicamente vengono indicati in bilancio come “affitti passivì”) soldi questi che in passano gravavano sui bilanci della Casaleggio & Associati,  mentre spende quasi 5mila euro per “altri noleggì” e 230mila 676 euro per il ‘personale dipendente’. In particolare, gli stipendi rappresentano un onere di 176mila 74 euro.

Poi ci sono  272mila 972 euro spesi per supporto legalea tutela del garante Beppe Grillo(che così facendo non ha spese legali a suo carico) e dell’ Associazione Movimento 5 Stelle. Nel dettaglio, questi costi comprendono le voci ‘spese legali’ (176mila 651 euro), “accantonamenti per rischi” (70mla euro), “contributi per Associazione Movimento 5 Stelle e Comitati” (26mila 321 euro). Consultando approfonditamente il loro rendiconto, si apprende che le spese “per infrastruttura“’ toccano quota 220mila 318 euro, mentre quelle per “comunicazione e organizzazione eventi” si attestano a 87mila 858 euro.

L’incapacità gestionale economia degli “adepti” del Movimento 5  Stelle emerge dai debiti in aumento, che superano la liquidità. Infatti i debiti correnti sono in aumento a quota 497.754 euro contro i 165.074 euro del 2017: quelli verso fornitori sono stimati in 352.096 euro, quelli tributari in 129.406 euro, quelli verso le banche in 2.333 euro. Il totale dei debiti supera la “liquidità”, che pure è alta: 404.558 euro tra depositi bancari e postali, a cui vanno sommati 86 euro in “denaro e valori in cassa“.

Tutti soldi pubblici. Con cui il Movimento Cinque Stelle si paga una bella fetta di spese della sua attività politica, mentre si era sempre dichiarato contrario al finanziamento pubblico dei partiti !

Occorre ricordare anche anche chi, come Marco Canestrari (un ex dipendente della Casaleggio Associati e autore con Nicola Biondo del libro-inchiesta sul M5S “Supernova”) chiedeva proprio al Movimento uno sforzo in più: quello di rendere trasparenti anche la lista dei soci e la rete di relazioni dell’Associazione Gianroberto Casaleggio, presieduta sempre da Davide Casaleggio il quale finta di dimenticare che ad una cena di raccolta fondi per questa associazione per la quale a cui  aveva partecipato la sera prima del suo arresto il “superconsulente” grillino Luca Lanzalone, che era stato indicato da Virginia Raggi, quale Sindaco di Roma, al vertice dell’ ACEA la società energetica del Comune di Roma, successivamente finito agli arresti domiciliari  per l’inchiesta sulle tangenti per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, .

Molti hanno dimenticato l’ispezione del Garante della Privacy fatta negli uffici dell’azienda, in via Morone 6 a Milano, considerata “parte” in causa, tanto più che ad assistere la società in quell’occasione è l’avvocato Montefusco, “storico” collaboratore dei Casaleggio. La nota di uno dei dirigenti che accompagna il rapporto sulla sicurezza parla di “siti gestiti da Casaleggio & Associati per conto del Movimento 5 Stelle e dell’Associazione Rousseau”. Alcuni documenti, peraltro, sono inviati all’ufficio del Garante dalla PEC (Posta Elettronica Certificata) di Casaleggio Associati. Ma c’è dell’altro: infatti non risulta chiaro chi sia il titolare del contratto di fornitura dei servizi erogati da IT.Net — i server, per semplificare: la Casaleggio o la Rousseau? Un dettaglio importante per stabilire a chi debbano essere comminate le eventuali multe

I contratti, come giustamente ricorda Marco Canestrari, non sono presenti nel dossier, quindi non è ancora possibile chiarire questa ambiguità che si può sintetizzare in qualche semplice domanda: c’è stato un passaggio di denaro in qualche momento tra l’Associazione Rousseau, il Movimento 5 Stelle e Casaleggio Associati? La “gestione” di cui si parla nel Rapporto Rousseau del Garante per la tutela dei dati personali è stato a titolo oneroso? Chi paga per i server su cui “gira” la piattaforma Rousseau, che un bug recentemente scoperto ha dimostrato essere legato a “Casaleggio”?

Ma il Movimento 5 Stelle pensa solo a far chiudere i giornali eliminando i contributi ai piccoli quotidiani e periodici di provincia  in maniera tale attraverso il web diffondere una sola unica voce: quella della Casaleggio. Altro che uno vale uno….quelle sono cazzate che solo un comico come Beppe Grillo poteva sparare !

 




Ecco come la Casaleggio vuole appropriarsi dei soldi pubblici

ROMA –  Il Decreto legge Bonafede noto ai più come legge Spazza-Corrotti o Decreto Anticorruzione  recante “misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici” contiene delle norme che riguardano il finanziamento ai partiti. Norme che sono semplicemente inapplicabili. Come ha osservato Marco Canestrari , autore di “Supernova” in realtà potrebbe chiamarsi “legge salva Casaleggio”.

Come si fa a non dare ragione a Canestrari quando scrive: ” Volevano la democrazia partecipata, e adesso sono un’élite. Volevano fare politica senza soldi. E adesso si scannano per i soldi. Volevano lottare contro il sistema dei media. E adesso sono dipendenti dai media. Volevano eliminare la casta. E adesso sono la casta” ?

Cerchiamo di ricostruire con precisione questa ennesima “porcata” politica del M5S. Gli articoli da 7 a 11 del decreto legge che è all’esame del Parlamento si occupano di una materia delicata e più volte modificata nel corso degli anni, cioè quella dei meccanismi con cui i partiti politici finanziano la propria vita politica. Un esempio lo si trova all’articolo 7 che prevede che entro venti giorni dalla data delle elezioni (di qualsiasi livello) i partiti debbano pubblicare sul proprio sito Internet “il curriculum vitae dei loro candidati e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziario” pubblicazione per la quale “non è richiesto il consenso espresso degli interessati“. Una prescrizione questa che si scontra con i principi della  tutela della privacy infatti non a caso il casellario giudiziale non è consultabile online.

 

L’articolo 9  è quello che interessa più o meno implicitamente il perverso rapporto intercorrente tra il MoVimento 5 StelleDavide Casaleggio, figlio dello scomparso Roberto Casaleggio  co-fondatore insieme a Beppe Grillo del MoVimento che di fatto ha ereditato dal padre  il totale controllo sul partito.

La situazione attuale è che il M5S  è di fatto un partito politico  controllato da un’associazione privata cioè dall’Associazione Rousseau, di cui sono soci Davide CasaleggioMassimo Bugani, (che lavora nell’ufficio stampa del premier Giuseppe Conte) che però “formalmente” non ha alcun ruolo all’interno del M5S.

Davide Casaleggio con Max Bugani

Tutti i deputati e senatori “grillini”  sulla base del Regolamento dei gruppi parlamentari del M5S sono tenuti a versare 300 euro al mese nelle casse dell’ Associazione Rousseau che così nell’arco di una legislatura grazie ai 346 parlamentari eletti nel  MoVimento, senza pagare un euro di tasse, e senza alcun controllo dello Stato e del Fisco, incassano la bellezza di 6 milioni di euro di denaro pubblico !

Il decreto anticorruzione voluto dal ministro Alfonso Bonafede di fatto  è stato pensato per “salvare” Rousseau e Casaleggio.  Infatti al primo comma dell’articolo 9 si legge che “sono equiparate ai partiti e movimenti politici le fondazioni, le associazioni e i comitati la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici ovvero che abbiano come scopo sociale l’elaborazione di politiche pubbliche“. Grazie a questo articolo di fatto si vuole dare per legge una dignità politica all’ Associazione Rousseau , associazione arrivata improvvisamente dall’alto in occasione dell’ultima revisione dello Statuto del M5S, quando si diceva che  avrebbe dovuto esclusivamente amministrare la gestione del “sistema operativo” del M5S. ma invece così non è stato.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio

Andando al comma 2 dell’articolo 9  è previsto che “un partito o movimento politico può essere collegato ad una sola fondazione o  ad una associazione o ad un comitato“. In pratica il MoVimento 5 Stelle, che è attualmente l’unico partito collegato ad un’associazione privata, potrà essere collegato solo all’ Associazione Rousseau  e non ad altre associazioni Quindi chiunque all’interno del M5S abbia intenzione di costituire nuove associazioni per fare  eventualmente “concorrenza” a quella del figlio  (mai  eletto)  di Gianroberto Casaleggio può rassegnarsi: non lo potrà mai fare. Alla faccia delle democrazia e degli slogan “uno vale uno“… !!!

Applicando l’articolo 9 voluto dal ministro guardasigilli Bonafede , accanto al M5S ci potrà essere  solo l’ associazione Rousseau, e così il ruolo di “padre-padrone” all’interno del M5S di Davide Casaleggio sarebbe “blindato” e garantito per Legge . C’è anche una parte che serve a “blindare” ancor di più Casaleggio: “i partiti o movimenti politici e le fondazioni, associazioni o comitati ad essi collegati devono garantire la separazione e la reciproca indipendenza tra le strutture direttive“.  Praticamente si stabilisce per legge in maniera inconfutabile che tramite l’ Associazione Rousseau, Davide Casaleggio ha anche il diritto di governare il M5S pur mantenendo l’indipendenza dal partito.  Casaleggio rimane a Milano nel suo ufficio e sin quando i soci non decideranno di estrometterlo…. non ci sarà alcun modo possibile per cambiare le cose.

Tutto questo dimostra e conferma che il gruppo dirigente del MoVimento 5 Stelle,  che non fa parte dell’ Associazione Rousseau  non ha alcun potere su questa associazione,  che di fatto controlla il M5S.

Alla faccia della democrazia e della legalità millantata dal M5S . Dove “uno in realtà vale molto “meno di uno…!




Un libro svela i segreti M5S: cinici, carrieristi e venali

ROMA –  Dopo esattamente dieci anni dal primo “Vaffa Day” di Beppe Grillo e del M5S,  arriva “ “Supernova, come è stato ucciso il Movimento 5 Stelle” “un libro scritto dai due ex Nicola Biondo , già capo dell’ufficio comunicazione M5S alla Camera dei Deputati,  e dall’informatico  Marco Canestrari dipendente della Casaleggio Associati fino al 2010, che svelano su com’è stato “ucciso” il M5s. “Noi ci siamo stati. Abbiamo visto. Sappiamo. E, adesso, raccontiamo” . 

Ne viene fuori un viaggio interno al movimento, con testimonianze inedite, che rivela come il M5s abbia “tradito uno per uno i suoi principi, trasformandosi in un partito taxi, uno strumento per la carriera personale, nel massimo dell’autoritarismo possibile” per fondare “una nuova leadership che mandi in soffitta i fondatori Grillo e Casaleggio“. Un viaggio “nella casta degli anticasta che potrebbe governare l’Italia tra pochi mesi”. Questi i passaggi più “gustosi” dal libro.

GIANROBERTO È PAZZO

All’inizio, Grillo inviava i testi via fax alla Casaleggio e lì venivano corretti e pubblicati. Presto però il guru prende in mano il blog e «diventa l’ideatore di quasi tutte le campagne proposte da Grillo». Di lui il comico dice a Canestrari: «È pazzo! È completamente pazzo!».

«IO SONO COME LICIO GELLI E CUCCIA»

La frase di Gianroberto Casaleggio quando, nel 2007, cura la comunicazione dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. «Io sono come un Licio Gelli buono, ma riservato come Cuccia. Se riesco a portare Di Pietro al 10% il Paese cambia».

IL BOOM DEL 2013: «E ORA COSA FACCIAMO?»

La telefonata di Grillo a Casaleggio la mattina dopo che il M5s prende il 25% alle politiche del 2013. «Pronto, Beppe?». «Gianroberto, sono io. Abbiamo vinto. E adesso cosa facciamo?». Istrionico, ma anche svuotato dopo un tour massacrante, Grillo non aveva la minima intenzione di scendere a Roma, e voleva restare nella sua casa di Sant’Ilario, «a curare l’orto: ho la lattuga che mi scappa da tutte le parti».

I PARLAMENTARI M5S? «NON SONO ALL’ALTEZZA»

A preoccupare i due fondatori era il gruppo parlamentare. «Abbiamo un dieci per cento di Scilipoti…» dice Grillo. «Il gruppo parlamentare non è all’altezza. Non potevamo candidare persone molto brave ma già elette negl enti locali. Le elezioni ci hanno colto di sorpresa e le nostre liste sono state riempite alla rinfusa» confida invece Casaleggio a Nicola Biondo. «Loro sono lì per il MoVimento, non devono fare politica, non tocca a loro, sono solo lo strumento di un programma e devono rispettare le regole che hanno sottoscritto. Grazie al MoVimento hanno avuto uno stipendio e un minimo di visibilità, chi non ci sta si accomodi fuori».

FRANCESCANI DA 13MILA EURO AL MESE

Inizi di maggio 2014. «Poche sere fa Beppe era a Roma. Eravamo a cena. Incalzato da una serie di racconti di alcuni miei colleghi, ha detto una cosa che mi ha lasciato stupefatta. Con la vita di merda che fate a Roma, tremila euro sono pochi. Se oggi qualcuno mettesse a paragone l’entità delle restituzioni di quel periodo con quelle odierne, capirebbe tutto. Le rendicontazioni prive di qualsiasi controllo e autoreferenziali sono insieme arma e luogo del delitto del francescanesimo, della lotta ai privilegi, del MoVimento. Oggi quasi tutti i parlamentari hanno uno stipendio in busta di circa tremila euro ma ne percepiscono tra i settemila e i diecimila al mese per le spese. E si definiscono francescani…».

DI MAIO: «QUANDO SARÒ A PALAZZO CHIGI…»

«Nel 2015, io e Di Maio decidemmo di andare alla mensa di Piazza San Silvestro e passammo quindi sotto Palazzo Chigi. Luigi puntò l’indice verso il balcone. Quando saremo lì disse sorridendo tu verrai con me, non mi fido di lasciarti a Montecitorio Il ragazzo aveva le idee chiare. Fin da subito».

LO SBIANCAMENTO DENTALE

Racconta Dario Tamburrano, europarlamentare M5s, di professione dentista: «Rocco Casalino (capo comunicazione al Senato, ndr) mi ha portato in studio un sacco di parlamentari. Per tutti sbiancamento dei denti e cura delle carie. Per me va bene, ma quel fare untuoso, questa cura davvero eccessiva della forma. Mi sbaglierò, ma sento una strana aria in giro». Dalla rivoluzione morale allo sbiancamento dentale.

FICO: «SIAMO VENDITORI DI SLOGAN»

Il deputato Roberto Fico, sbotta in privato con Nicola Biondo: «Ma dove stiamo andando? Che cosa stiamo diventando? Stiamo diventando venditori di slogan, buffoni da mettere davanti alle telecamere. Non è questo quello che dobbiamo fare…».

LA SCALATA DI LUIGINO

Il suo mondo si divide «tra chi è sfigato e chi non lo è», parole sue. Sinonimi di sfigato: chi critica, chi non veste in giacca e cravatta, chi nutre dubbi. Racconta un insider grillino: «L’arma vincente della scalata di Di Maio è stata quella di escludere ogni discussione dal gruppo parlamentare. O sei con lui o sei contro, in un brutto alone di omertà, che poco ha a che fare con l’Onestà». Di Maio governa col do ut des. È molto riconoscente con chi gli riferisce pettegolezzi interni al Movimento. «Racconta una storia interna al Rampollo e raggiungerai il paradiso per sempre entrando nelle sue grazie».

LADY DI MAIO E IL CAPPELLINO

Dopo il flop del M5s alle Europee, in una riunione dei parlamentari Silvia Virgulti, fidanzata di Di Maio, dice: «Le elezioni le abbiamo perse per il look lugubre di Casaleggio con il suo cappellino (Casaleggio era malato di tumore, ndr)». Gelo tra i presenti. Poco dopo un deputato va a complimentarsi con la Virgulti. È Alessandro Di Battista.

LA RAGGI COSTRUITA IN LABORATORIO

A Grillo non interessava Roma: «Se la tenessero…» dice di fronte a molti testimoni. Il candidato nel 2016 viene deciso da Casaleggio, con una telefonata alla Raggi: «Abbiamo pensato a te per la candidatura a sindaco di Roma. Te la senti?». Viene deciso che Daniele Frongia sarà il vicesindaco. E così avviene. «È la democrazia diretta. Nel senso che è diretta da Milano».

UN CONTROLLO SUI VOTI ON LINE? «COL C…O»

Quando viene chiesto a Casaleggio di far verificare le votazioni online del M5s da un ente terzo, la sua risposta è: «Col cazzo che faccio entrare una società estranea nel mio database».

 

“Se Silvio Berlusconi oggi avesse avuto vent’anni di meno e avesse scelto di ‘scendere in campo’ con un suo partito, probabilmente avrebbe utilizzato lo stesso schema di Grillo e Casaleggio: la rete, le società collegate, le fake news per fare profitti, le consulenze… Ridurre quel sogno di movimento popolare che era il progetto Cinque Stelle in una Forza Italia 2.0 è stato forse uno dei delitti politici più efferati di questi ultimi anni”.

Sono le parole con cui termina l’ultimo capitolo pubblicato di “Supernova, come è stato ucciso il Movimento 5 Stelle”, il libro sostenuto da un progetto di crowfunding online, che grazie a circa 600 contributori  online ha  raggiunto il budget richiesto.

Gli autori:

Nicola Biondo (1970) è stato perito giudiziario ausiliario per le procure di Milano, Brescia e Palermo. Componente della redazione di Blu Notte­ – Misteri italiani, la trasmissione condotta da Carlo Lucarelli, ha scritto inchieste e reportage per Avvenimenti, La Stampa, L’Adige, L’unità, Radio Radicale e il blog di Beppe Grillo. E’ autore con Sigfrido Ranucci de “Il Patto” e “Alkamar” (Chiarelettere). Ha ideato e diretto il primo master in giornalismo investigativo per l’Università di Urbino e ha insegnato alla California University. Dall’aprile 2013 al luglio del 2014 ha diretto l’ufficio comunicazione M5S alla Camera dei deputati. Oggi coltiva felicemente il suo orto vista mare.

Marco Canestrari (1983) è uno sviluppatore informatico. Dal 2007 al 2010 ha lavorato presso Casaleggio Associati occupandosi, per il blog di Beppe Grillo, della comunicazione con i MeetUp locali, della produzione di contenuti multimediali e dell’organizzazione dei V­Day del 2007 e del 2008. E’ autore del documentario “1992 ­- Una strage di Stato” (2010). Vive a Londra.