Indagini sui finanziamenti milionari della Regione Puglia alla Ladisa Ristorazione

ROMA – Non è un buon momento per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sopratutto dal lato giudiziario, dopo aver ricevuto un avviso di proroga delle indagini preliminari nell’ambito dell’ inchiesta sulla nomina di Francesco Spina, ex sindaco di Bisceglie, a consigliere di amministrazione dell’agenzia regionale Innovapuglia. con un compenso da 20mila euro l’anno.
Al centro della prima inchiesta che  ha coinvolto il governatore Michele Emiliano indagato ad aprile per “abuso d’ufficio” e “induzione indebita a dare o promettere utilità“, reato questo contestato anche al capo di gabinetto del presidente della giunta, Claudio Stefanazzi, e agli imprenditori Vito Ladisa (della società Ladisa di Bari) Giacomo Mescia (della società Margherita di Foggia)  e Pietro Dotti, titolare dell’agenzia di comunicazione pubblicitaria Eggers di Torino.
Il punto di partenza da cui sono state avviate le verifiche è quella dei presunti illeciti nel finanziamento della campagna elettorale per le primarie del Pd nel 2017, in cui Michele Emiliano sfidò Matteo Renzi e Andrea Orlando nella corsa per la segreteria nazionale. La creatività della sua campagna di comunicazione del costo 64 mila euro venne affidata alla società Eggers di Torino, di proprietà dell’imprenditore pubblicitario Pietro Dotti, il cui intervento ed operato venne contestato dal governatore pugliese che probabilmente cercava un alibi alla figuraccia fatta alle primarie.
Chiaramente l’agenzia Eggers voleva essere pagata per il suo lavoro , mentre Emiliano non voleva pagare, e per questo motivo Pietro Dotti ottenne dal Tribunale un decreto ingiuntivo nei confronti di Emiliano, come lo stesso imprenditore torinese ha confermato e documentato in un interrogatorio subito dopo le perquisizioni di aprile. Il debito di Emiliano secondo la Procura  venne saldato per 59 mila proprio dalla Ladisa per 24 mila euro dalla Margherita di Mescia.
E’ proprio per quella fattura della società Eggers, che  Ladisa afferma invece di avere pagato per una propria campagna di comunicazione, costituirebbe la chiave di volta per accertare se i rapporti fra il Presidente della Regione Puglia e l’imprenditore barese di fatto siano il corrispettivo di un accordo . Gli investigatori ipotizzano che mentre Ladisa avrebbe estinto il debito personale di Michele Emiliano ,  in cambio la Regione avrebbe garantito sostegno finanziario con fondi “pubblici” , grazie all’acquisizione di commesse pubbliche  che nell’erogazione di contributi e finanziamenti pubblici.

La Ladisa era una delle aziende candidate all’ aggiudicazione del mega-appalto per le mense ospedaliere del valore complessivo di 260 milioni di euro , successivamente bloccato e provvisoriamente sostituito con gare ponte delle singole Asl. Non è un caso che nel decreto di perquisizione eseguito lo scorso 9 aprile, la Procura della Repubblica avesse dato ampio mandato alle Fiamme Gialle di cercare in casa di Vito Ladisa e nella sede aziendale anche documenti relativi “ai procedimenti amministrativi svolti o in corso di svolgimento e all’emissione, da parte della Regione, anche di finanziamenti e contributi“. Pochi mesi dopo la campagna per le primarie del Pd, grazie a una delibera della giunta regionale approvata su proposta del presidente il 5 aprile 2018 arrivarono all’azienda non pochi contributi e finanziamenti.

La  Guardia di Finanza ha acquisito  dal Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia il documento  che diede il semaforo verde al finanziamento da 12 milioni di euro con fondi Por Fesr per il “progetto RE-Star” della Ladisa nella zona industriale di Bari , che riguardava la ” ristorazione 4.0″, con un investimento da 27 milioni, 12 dei quali di fondi europei .
L’indagine è condotta dalla Guardia di Finanza di Bari, coordinata dal procuratore aggiunto Giorgio Lino Bruno e dalla pm Savina Toscani con la supervisione del procuratore capo Giuseppe Volpe, che ha avocato a sé il fascicolo sulla fuga di notizie, che grazie ad una soffiata di uno dei tanti giornalisti baresi suoi “sodali”, consentì a Emiliano l’ 8 aprile scorso di conoscere  in anticipo della imminente perquisizione, che era stata programmata per l’11 aprile.



Michele Emiliano indagato per abuso d’ufficio: “Nominò a Innovapuglia il sindaco di Bisceglie violando la Legge Severino”

ROMA – Nuovi problemi con la giustizia per il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano al quale è stato notificato un altro avviso di proroga delle indagini preliminari per “abuso d’ufficio”. La vicenda riguarda  la nomina, a luglio 2017, di Francesco Spina (ex sindaco di Bisceglie) come consigliere della società Innovapuglia, che gestisce gli appalti centralizzati della Regione. Una nomina che di fatto ha violato la Legge Severino che vieta l’assegnazione di incarichi pubblici a chi nel biennio precedente abbia fatto parte della giunta e del consiglio di Comuni con più di 15mila abitanti.

Il provvedimento è stato notificato ad Emiliano venerdì scorso, al termine di un’inchiesta condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari su delega del pm dr.ssa Chiara Giordano,  titolare del fascicolo. Emiliano già due mesi fa, aveva ricevuto un altro avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica di Bari, insieme al suo capo di gabinetto Claudio Stefanazzi, e tre imprenditori, i quali avevano finanziato la campagna elettorale nel 2017 durante la campagna elettorale per le “primarie” del Pd .

Emiliano e Spina

Spina, sindaco di Bisceglie fino ad agosto del 2017, in base alle norme previste dalla legge Severino non avrebbe potuto ricevere incarichi prima di due anni. La nomina nel consiglio di InnovaPuglia è stata decisa dalla giunta regionale a fine luglio 2017 incurante delle norme di legge . Spina è stato indagato anche per “falso” in quanto, al momento dell’accettazione dell’incarico avrebbe firmato una dichiarazione in cui attestava di non trovarsi in situazioni di conflitto di interessi.

Immediata la reazione del governatore pugliese, che ha diramato una nota commentando la vicenda: “È tutto regolarissimo. Non abbiamo nessuna preoccupazione” ha detto Emiliano, secondo il quale “l’inconferibilità è stata esclusa dall’Anac e dagli uffici del Gabinetto del Presidente perché Spina è un semplice consigliere di amministrazione senza deleghe. La inconferibilità dei sindaci riguarda solo il ruolo di presidente con deleghe o di amministratore delegato. In caso di consiglieri di amministrazione senza deleghe non sussiste”. A sentire la versione di Emiliano che spesso e volentieri dimentica di non essere un giudice, ma soltanto un magistrato in aspettativa (peraltro sanzionato dal Consiglio Superiore della Magistratura)  “il reato tecnicamente non sussiste”.

Quello che Emiliano non dice che la nomina che lui considera legittima sulla base a un parere dell’ Anac, in realtà altro non era che un semplice atto di segnalazione dell’ Autorità Anticorruzione al Parlamento a cui si proponeva di escludere dalla Severino alcuni casi di inconferibilità, tra cui la nomina in incarichi senza poteri di gestione: suggerimento questo che però non è mai stato recepito dal legislatore. Quindi resta da capire da dove Emiliano tragga le sue imbarazzanti deduzioni ed auto-assoluzioni

Emiliano passa al contrattacco: “I reati che invece sussistono ed anzi si ripetono (e che sono stati da me già denunziati al Procuratore della Repubblica) – ha aggiunto il presidente della Regione Puglia – sono quelli dei pubblici ufficiali che veicolano notizie coperte dal segreto istruttorio, che poi vengono diffuse, determinando una rivelazione del segreto di ufficio e conseguentemente un danno alla mia immagine con dettagli privi di alcun rilievo penale. Non discuto la notizia della richiesta di proroga delle indagini – ha aggiunto l’ex pm antimafia – ma la minuziosa descrizione del merito dell’indagine dettagliatamente riportata dalla stampa ed ignota al diretto interessato, perché non descritta neanche nella citata richiesta. A questo punto, accanto al rapido accertamento della verità,  è inevitabile – e sono fiducioso – che la magistratura faccia di tutto per individuare questi pubblici ufficiali che si pongono al di fuori della legge anziché tutelarla“.

Anche in questo caso Emiliano cade nel ridicolo, in quanto fu proprio un giornalista a rendergli noto che si indagava su di lui, e non lo apprese certamente da un articolo di giornale o dal web… La Procura di Bari dovrà ora esaminare la documentazione acquisita dalla Guardia di Finanza e stabilire se l’indagine merita di andare avanti o procedere alla proposta di archiviazione al giudice per le indagini preliminari.

 

 

 




Indagato ex presidente InnovaPuglia. Ancora una volta uno dei “nominati” di Michele Emiliano

ROMA – Una nuova indagine per peculato coinvolge l’ex direttore dell’ Amgas di Bari Fabrizio D’Addario ed ex presidente di InnovaPuglia, che, pochi giorni dopo la nomina alla presidenza della società che fa capo alla Regione, nell’agosto scorso si dimise perchè indagato per truffa e peculato in un’inchiesta della Procura di Bari.

Quest’ultima inchiesta è stata archiviata  ma ha avviato un secondo filone d’indagine in cui  D’Addario sarebbe indagato con altre tre persone che ruota intorno alle “diverse operazioni di ritiro e smaltimento di rifiuti ingombranti” provenienti dal cantiere edile a due passi dalla ex clinica Madonnina, svolta gratuitamente a favore di un privato con uomini e mezzi dell’Amiu (la municipalizzata barese per la raccolta di rifiuti) per ripulire da rifiuti ingombranti l’area di un cantiere dell’impresa.  Gli altri indagati sono Antonio Ventrella, di 65 anni, capo dell’area servizi esterni di Amiu PugliaNicola Ferrara, di 59, caposquadra della municipalizzata, e Nicola Mininni, 50enne amministratore della impresa Mi.Edil.

Secondo le indagini svolte dalla Guardia di Finanza del Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Bari, e coordinate dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e dal sostituto Marco D’Agostino, gli indagati si sarebbero appropriati di risorse pubbliche per circa 8mila euro: si tratta della somma che avrebbero dovuto pagare se il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti fosse stato svolto regolarmente. Secondo l’accusa, il valore dei lavori forniti gratis a spese dell’Amiu, era di 8.000 euro.

L’ex consigliere comunale D’Addario, di professione commercialista, avrebbe anche fornito al caposquadra (a sua volta autorizzato da Ventrella) le chiavi di accesso al cantiere, e le “indicazioni necessarie per effettuare il servizio“. Sempre D’Addario avrebbe poi riferito a Mininnilo stato di avanzamento dei lavori e la circostanza che, a fronte del servizio svolto, l’Amiu Puglia non avrebbe emesso alcuna fattura e che, pertanto, non sarebbe stata sostenuta, a fronte del servizio svolto, alcuna spesa”. Insomma, l’accusa ritiene lavorasse gratis per Mininni a spese dell’Amiu,.

Il CdA di InnovaPuglia dovrebbe essere composto da tre persone. Dopo le dimissioni di D’Addario, ne restano due , una delle quali, l’ex sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, è anche lui indagato per abuso d’ufficio, falso ideologico e falso materiale.

 




Ance sul nuovo appalto per l’ Ospedale di Taranto

Schermata 2016-04-19 alle 18.08.36L’ ANCE TARANTO – Sezione Costruttori Edili di Confindustria Taranto a seguito della decisione della ASL di cambiare in corsa e di scegliere INVITALIA per la conduzione della gara di appalto per la progettazione esecutiva e la costruzione del nuovo ospedale di Taranto, ha inviato una nota in cui si vuole chiarire ” una volta per tutta che il problema non è in alcun modo INVITALIA. Siamo consapevoli che INVITALIA assolve ad un ruolo importante nel facilitare e supportare i processi di sviluppo soprattutto nei territori del Mezzogiorno dove si fa più sentire il deficit di capacità amministrativa delle istituzioni locali“.

A Taranto, per la cronica debolezza del nostro sistema, INVITALIA dovrà operare in concreto, e in modo determinante, per garantire tempestività ed esecutività agli interventi del Contratto Istituzionale di Sviluppo.

CdG marinaro

nella foto Antonio Marinaro, ANCE Taranto

Non comprendiamo però – continua la nota dell’ ANCE Tarantoquesta fuga dalle responsabilità di conduzione dei procedimenti di affidamento degli appalti. Non è un buon segnale per una città che attende segnali di riscatto anche da una classe dirigente in grado di mostrarsi operosa e di assumersi la responsabilità di fare e di guidare i processi economici

Nel caso della ASL ,  l’ ANCE Taranto si chiede “le ragioni di questo improvviso cambio di rotta, considerato che solo qualche settimana addietro la stessa ASL ha tenuto un incontro pubblico con il mercato per presentare le procedure di partecipazione alle gare attraverso la piattaforma EMPULIA di INNOVAPUGLIA, soggetto aggregatore della Regione Puglia.

Auspichiamo a questo punto – aggiunge l’ ANCEche tutto ciò non porti a ritardi e rinvii, sarebbe un peccato visto il grande lavoro fin qui svolto da qualche nostro fattivo rappresentante politico per garantire a Taranto una realizzazione così importante”.

Il 18 aprile è stato pubblicato il nuovo codice dei contratti, di cui il Corriere del Giorno si è occupato (leggi QUI) che tra le tante innovazioni introduce all’ art.59 l’espresso divieto del “ricorso all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione di lavori”, ponendo di fatto fine all’appalto integrato.

Se così è, a meno che non si voglia ricorrere all’affidamento a contraente generale – secondo ANCE Tarantobisognerà predisporre la progettazione esecutiva prima di poter andare in gara e questo inevitabilmente allungherà i tempi. Solo per fare un esempio, la stessa ANAS per non incorrere nel divieto del nuovo ordinamento ha pubblicato lo scorso venerdì, dunque in extremis, due appalti integrati importanti, e tante altre stazioni appaltanti in Italia hanno fatto lo stesso. Forse ci si è distratti un attimo, considerato che tale previsione era nota e comunque contenuta nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri del 3 marzo. Si è perso dunque del tempo prezioso per poter fare, nei tempi, la gara per affidare progettazione esecutiva ed esecuzione con il vecchio ordinamento“.

Taranto,  secondo la Sezione Costruttori Edili di Confindustria Taranto può uscire davvero dal tunnel nel quale suo malgrado si trova “ma ognuno, nelle proprie sedi e con le proprie competenze, deve mettere al centro il senso di responsabilità e l’interesse generale, in questo caso quello al buon andamento di un amministrazione efficiente ed in grado di rispondere con efficacia e tempestività ai bisogni dei cittadini“.

 




Le amministrazioni comunali in Puglia navigheranno con la fibra ottica a 30 Mb entro il 2018

di Valentina Taranto

Tutti i Comuni della Puglia saranno raggiunti e collegati entro il 2018 dalla connessione internet con fibra ottica a 30 Mbps. Entro il 2016 è prevista la connessione per tutti i capoluoghi di provincia e gli altri 154 Comuni.  Attualmente nella Regione Puglia risultano connessi 1.780 istituti scolastici, compresi gli uffici della Pubblica istruzione, 390 pubbliche amministrazioni centrali e locali, 185 siti delle Forze Armate, oltre 259 tra ospedali e strutture sanitarie.  “Il tutto – si legge in una nota di InnovaPugliarealizzato con i Fondi europei della programmazione 2007-2013, per uno sforzo che porta la Puglia ad essere tra le prime regioni italiane per diffusione della banda ultra larga“.

In merito all’obiettivo della programmazione 2014-2020 – continua il comunicato stampa di chiusura della prima giornata degli “Open Days Innovazione Ict – Agenda digitale Puglia2020“, sarà una connessione a 100 Mbps per il 50% della popolazione pugliese.

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nella foto, Gianni Sebastiano

Il Distretto produttivo dell’Informatica Pugliese, con le 100 aziende e le quattro università che ne fanno parte, continua a dare il suo contributo per migliorare l’applicazione dell’Agenda Digitale – dichiara Gianni Sebastiano, presidente del Distretto Produttivo dell’InformaticaCrediamo che questo ciclo di incontri  possa essere un importante momento per il confronto e la produzione di idee propulsive per il comparto IT e la pubblica amministrazione pugliese. La vitalità e l’inventiva delle aziende locali ci ha spinti ad essere partner di quest’iniziativa che  vede amministratori e imprenditori confrontarsi in maniera sistematica e continuativa su un tema di fondamentale importanza per affrontare le sfide globali dell’informatica e le necessità dei cittadini“.

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nella foto l’ ing. Francesco Surico

Il ciclo che abbiamo avviato oggi ha sottolineato l’ ing. Francesco Surico, direttore generale di InnovaPugliavuole essere la modalità con cui la Regione Puglia, attraverso la collaborazione con InnovaPuglia e con il Distretto dell’Informatica, vuole costruire l’Agenda Digitale Pugliese con la partecipazione di tutto il territorio. Siamo partiti dalle infrastrutture perché sono la condizione necessaria per offrire servizi digitali a imprese e cittadini. Proseguiremo con il confronto sulle competenze digitali che sono un pilastro per lo sviluppo di un sistema innovativo”

“Il prossimo 15 maggio chiameremo nuovamente i player nazionali e multinazionali a raccontarci dal loro punto di vista cosa serve oggi in termini di professionalità, per lavorare con le università e il mondo dell’istruzione e della formazione pugliese e fare in modo che i giovani possano avere maggiori chance di occupazione qualificata. Proseguiremo fino al prossimo autunno affrontando temi che possono avere grosse ricadute sullo sviluppo della Puglia come la sanità e gli open data. L’obiettivo è costruire insieme un percorso verso un’innovazione profonda del territorio che utilizzi al meglio le risorse della nuova programmazione e realizzi la Smart Puglia 2020.