La maggioranza dei senatori M5S vuole mandare a casa Di Maio

ROMA — Stavolta i nemici interni di Luigi Di Maio si sono esposti e presentati in massa decisi a raggiungere l’obbiettivo di disarcionare Di Maio dalla guida del Movimento 5 Stelle, sin  dall’indomani della pesante sconfitta delle ultime Elezioni , che  viene accusato ancora una volta di aver concentrato su di sè e sulla corte dei suoi “fedelissimi” troppo potere, e di volerlo gestire in totale autonomia solitudine potendo contare sul sostegno di Davide Casaleggio e della inattendibile piattaforma Rousseau, che viene utilizzata (senza alcuna forma di garanzia e democrazia) come specchietto per le allodole a fronte delle scelte calate dall’alto come l’alleanza col Pd, e l’accordo per le regionali in Umbria, anziché essere come millantato uno “strumento di democrazia diretta“.
Luigi Di Maio viene accusato di voler occupare troppi ruoli,  lasciando così facendo il Movimento senza una guida, sopratutto ora che il “signorino” di Pomigliano sarà spesso fuori Italia dopo essere  diventato ministro degli Esteri, pur essendo privo di alcuna esperienza, senza conoscere le lingue straniere, ed essersi reso responsabile di sconfinamenti politici in altri Paesi .
Ieri pomeriggio il senatore Emanuele Dessì si è presentato con un documento di poche righe davanti  gruppo Cinquestelle a Palazzo Madama diventato negli ultimi tempi un “covo” di rancori e malcontento, facendo una proposta sin troppo esplicita: votare la modifica statutaria per sostituire Di Maio con un organo collegiale a dieci componenti, cioè ripristinare il vecchio “direttorio”. Secondo il vicecapogruppo Gianluca Perilli, non si può fare perchè ci sono delle procedure da rispettare. Ma l’adesione al documento di Dessì  è stato condiviso da molti, forse troppi e si quindi avviata una raccolta firme per chiedere quello che la maggioranza dei senatori grillini ritiene non più rinviabile, con un appello aperto al garante  Beppe Grillo affinchè intervenga per rimediare alla situazione imbarazzante che mette a serio rischio la tenuta del Governo nelle aule di Palazzo Madama.
Contro Di Maio si è formato un “correntone” di storici esponenti grillini: da Barbara Lezzi a Nicola Morra, Alberto Airola e Mario Giarrusso. Assieme a loro gran parte della truppa dei parlamentari grillini arrivati al secondo mandato, come anche Luigi Di Maio, che sembrano pronti a voler destabilizzare e rovesciare quello che sembrava uno strapotere intoccabile fino a poco tempo fa .
I “falchi” del gruppo M5S al Senato approfittando sull’ assenza di Paola Taverna,  e sul fiancheggiamento esterno di Alessandro Di Battista, hanno quindi avuto gioco facile a pilotare il dibattito contro Di Maio potendo contare sul fiancheggiamento degli oppositori come Nicola Morra, della linea politica di Di Maio: “Lo dico da sempre, Luigi non può fare tutto da solo, serve più condivisione” , posizione che può contare anche sulla rabbia e delusione degli (ex) fedelissimi, Barbara Lezzi e Michele Giarrusso su tutti, che sono stati esclusi dal governo. Emblematico il silenzio di alcuni dei fedelissimi in passati ritenuti più vicini a Di Maio, come Danilo Toninelli attuale capogruppo in pectore. Segno che ha scavato a fondo.
A remare contro sono Di Maio sono i grillini che non hanno condiviso l’intesa con il Pd, e che non hanno accettato di esserne rimasti ai margini. Vuoi perché hanno perso potere, o perché non ne hanno guadagnato abbastanza. Tutti i dissidenti  fanno capo ad Alessandro Di Battista più o meno esplicitamente . Rispetto alle correnti sotterranee che da sempre vivono dentro i 5 stelle, sebbene negate, la novità,  è che ora i nuovi protagonisti dell’opposizione interna si coordinano e vengono allo scoperto. Si confrontano, discutono, condividendo reciprocamente i  post che scrivono sui social. Così facendo si è creata una vera e propria “rete” di opposizione interna e puntano a raggiungere dei risultati immediati: in primo luogo ad aumentare la loro influenza nei gruppi parlamentari e tra gli eletti nei comuni e nelle regioni di tutt’Italia. Anche perchè non avendo Beppe Grillo schierato dalla loro parte, è solo aggregando la base del movimento che possono sperare di ribaltare l’attuale vertice.
Una rivolta quella degli esponenti del M5S al Senato che quindi coinvolge e tocca di fatto  anche Davide Casaleggio  il figlio del co-fondatore del movimento, che viene accusato senza tanti giri di parole, di interagire in simbiosi con Di Maio pur di perseguire i suoi interessi personali, a danno del Movimento. Giarrusso non usa mezzi termini: “L’utilizzo della piattaforma Rousseau va precisata e rafforzata, le decisioni non possono essere rimesse sempre alla discrezionalità del capo. Il potere si tramanda di padre in figlio solo nelle monarchie o nelle dittature, ma la storia insegna che finiscono sempre nel sangue. Ma siccome viviamo in un’epoca diversa, per il nostro caso sarà sufficiente un grosso vaffa alla Grillo“.
Arriva una stoccata anche nei confronti di Toninelli, candidato capogruppo al Senato:Danilo deve raccontarci per filo e per segno come mai abbiamo mandato a quel paese 6 milioni di elettori. Finché non chiarisce su quanto successo nell’ultimo anno e mezzo, non abbiamo bisogno di ulteriori ambiguità” . Ma se il Senato sembra una pentola in ebollizione  pronta ad esplodere , anche la Camera Di Maio non se la passa meglio. Basti pensare al toto-capogruppo. Per il ruolo attualmente ricoperto da Francesco D’Uva si sono fatti avanti in undici: Emanuela Corda, Sebastiano Cubeddu, Gianfranco Di Sarno, Leonardo Donno, Paolo Giuliodori, Anna Maccina, Pasquale Maglione, Marco Rizzone, Francesco Silvestri, Raffaele Trano e Giorgio Trizzino. Un vero e proprio intrigo di cordate, correnti interne e sottocorrenti pronte a scontrarsi tra di loro, nella consapevolezza  che ci sarà tempo fino a lunedì per ritirare la candidatura e trattare nuove posizioni nel direttivo.
Il vero scontro che si profila all’orizzonte è tra Macina e Silvestri (in tandem con  Riccardo Ricciardi considerato molto “vicino” a Roberto Fico.  Minuzie rispetto a quanto sta accadendo a Palazzo Madama con i senatori che hanno messo  alla berlina per la prima volta il leader  Di Maio sempre più contestato e debole. Fantascienza fino a qualche mese fa, proprio come l’accordo con il Pd. Ma tutto, appunto, può succedere.
Si confida quindi  ancora su Grillo per disarcionare Di Maio. Il senatore  Primo Di Nicola sostiene che “serve più collegialità, tornare allo spirito originario. È ora di introdurre il principio democratico dell’elezione dal basso verso l’alto di tutti i livelli, organi e cariche”, e quindi occorre modificare lo Statuto che peraltro è stato “scritto da Luca Lanzalone“, l’ex presidente dell’ Acea di Roma finito prima in carcere ed ora sotto processo per corruzione, e “che presenta vari profili di nullità perché contrasta coi nostri principi, a cominciare da quello che vieta il cumulo degli incarichi», aggiunge da giurista Ugo Grassi.
Il leader politico Luigi Di Maio, in viaggio diplomatico in America, sembra spiazzato e tace, lasciando parlare il suo staff. “Luigi Di Maio è all’assemblea delle Nazioni Unite, sta pensando al Paese“, sostenendo che il processo di riorganizzazione del Movimento sia stato già avviato. Nel frattempo scatta la contraerea a difesa, che però viene immediatamente sminuita da Morra : “Il sale della democrazia è il confronto, in cui tutti possono dire la loro e vengono ascoltati“.
In assemblea sono pochi  a parlare. Lo fa il senatore Vaccaro che dice “Luigi ha portato il M5s al 33%, siamo al suo fianco” dimenticando che nelle ultime due tronate elettorali il M5S ha perso la leadership dei consensi nel Paese . “Piena fiducia” aggiunge il Sen. Coltorti. Ma in molti sono rimasti zitti in assemblea. Ed ora i fedelissimi di Di Maio temono che anche il gruppo alla Camera possa allinearsi alla sfiducia ricevuta dal gruppo di Palazzo Madama.
I sottoscrittori del documento contro Di Maio non sono degli oppositori qualsiasi, ma degli ex “fedelissimi” che hanno gestito anche molto potere. e  che hanno  attraverso Max Bugani un legame stretto anche con l’associazione Rousseau,  Dopo la lite che li ha divisi, Bugani consigliere comunale a Bologna socio di Davide Casaleggio,  è tornato dalla parte di Di Maio, ma  è molto arrabbiato per com’è andata la trattativa del nuovo contratto col Pd considerato “un accordo al ribasso“. Il nemico è anche il premier Giuseppe Conte. E nemici sono i parlamentari che si sono allineati con Di Maio  per l’accordo a tutti i costi pur di governare insieme al Partito Democratico. Adesso gli ex “colonnelli” ce l’hanno anche e soprattutto con il capo politico Di Maio. E assicurano che continueranno a farsi sentire.



Di tutto di più...

Le “perle”… di Luigi Di Maio

Stringe la mano al leader dei gilet gialli, parla di democrazia millenaria in Francia, colloca Pinochet in Venezuela, chiama più volte il presidente cinese Xi Jinping ‘PING’, dice che gli americani dovrebbero lanciare soldi e non missili in Siria” e fatica pure con l’inglese. Il nuovo ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Virginia Saba la fidanzata di Di Maio alla buvette della Camera, nel giorno che sancisce il matrimonio tra M5s e Pd 

La cosa più importante è il garbo. Ecco, la parola chiave deve essere: garbo. Mi hanno detto che la Farnesina è bellissima, spero che riuscirò a vederla, sono curiosa. E inoltre non è vero, come continuate a dire, che Luigi non sa l’inglese. Lo sa bene, ha studiato” (fonte: La Repubblica)

Il leader leghista Matteo Salvini intervistato da Libero

Vigliacchi, non durate! Torneremo presto… L’unica colpa che ho è di essere stato ingenuo, ritenevo di vivere in un Paese democratico. I miei genitori mi hanno educato con sani principi

Il gioco di parole di Francesco D’Uva capogruppo M5s alla Camera, durante la fiducia al Conte bis

Rivolgendosi agli ex alleati della Lega: “Perché avete aperto la crisi a Ferragosto? Dovete ancora spiegare per quale MOJITO… ehm, per quale motivo l’avete fatto…” (con standing ovation dei grillini)

Il lapsus della presidente del Senato Elisabetta Casellati in aula durante la discussione per la fiducia al Governo Conte Bis

Senatore CASINI concluda per cortesia… ehm, Salvini. Ed il leader leghista, alzando le braccia: “No… Casini no, per favore!

Il direttore di Libero Vittorio Feltri accoglie così il nuovo esecutivo, con un editoriale di prima pagina

Non riesco a immaginare quale sia l’umore di Mattarella, costretto a benedire questa porcata. Lasciamo a Conte il suo zoo pieno di terroni e ostile al Nord che li mantiene tutti

Il leader pentastellato Luigi Di Maio saluta via mail, con strafalcione annesso, i dipendenti del Ministero dello Sviluppo economico, che lascia per gli Esteri 

Carissimi, questi ultimi 14 mesi sono stati molto intensi, abbiamo lavorato tanto e portato a casa provvedimenti e riforme di cui NE sono orgoglioso” (fonte: Corriere.it)

Andrea Cpi esponente di Casa Pound pubblica su Facebook una foto dell’esponente dem Paola De Micheli, alla Camera in abito rosso, e commenta così (post poi rimosso)

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti… appena staccato dal TURNO SULLA SALARIA” (strada di Roma su cui sostano signorine…allegre , per non dire altro ! )

Giuramento del Governo Conte Bis : dalla diretta WhatsApp del giornalista Aldo Cazzullo 

In rosso scarlatto la ministra Bonetti di cui si favoleggia abbia un piercing sulla lingua”. La risposta della neo ministra per le Pari Opportunità, su Twitter: “Ho grande stima per Aldo Cazzullo. Ma la sua battuta sul mio (inesistente) piercing mi dispiace. E vorrei essere giudicata per la mia attività di professoressa universitaria, di educatrice, di donna. E da adesso di Ministra. Non sul fatto che io possa o no avere dei piercing” (fonte: Corriere.it)

L’ex portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone riciclatori come giornalista del quotidiano  La Verità sull’outfit della neo ministra per le Politiche Agricole Bellanova, già bracciante agricola e sindacalista, nel giorno del giuramento 

Carnevale? Halloween?” (fonte: Twitter)

Fabio Sanfilippo caporedattore di Rai Radio1 ha attaccato duramente l’ex ministro Salvini, su Facebook

Ti sei impiccato da solo e questo è evidente. Io ne sono felice. Vabbè, si era capito. Ora perderai almeno il 20, 25 per cento dei consensi che ti accreditano i sondaggi, lo sai? E che fai? Non hai un lavoro, non sai fare niente, non hai un seggio da parlamentare europeo, hai perso il posto da ministro. Certo stai in Parlamento. Con la vita che ti eri abituato a fare, tempo sei mesi e ti spari nemico mio… Quello che non ti perdonerò è di aver plagiato la mente di due miei nipoti, con i miei figli non ci sei riuscito, cazzo. Ma li recupero, fidati. Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate”. E Salvini: “Vergognati schifoso che non sei altro, prendertela con una bambina di sei anni

Leggiamo da Libero

L’allarme di Berlusconi: “Sono tornati i comunisti” .

 

Il deputato Vittorio Sgarbi nel corso delle dichiarazioni in dissenso, dopo l’intervento del premier Conte

Quando il figlio dell’elevato Grillo è stato accusato di stupro, Grillo ha fatto Di Maio ministro degli Esteri, cercando la copertura del Pd che controlla i giudici, come si è visto bene con il caso Palamara

Dopo l’alleanza con il Pd Debora Billi  una delle responsabili della comunicazione pentastellata,  “fedelissima” di Casaleggio,  dice addio al Movimento 5 Stelle 

L’obbrobrio che si è consumato nel Palazzo ha superato in nefandezza il golpe del 2011, e la mano che ha riconsegnato il mio Paese ai carnefici della Grecia stavolta porta il nome di MoVimento 5 Stelle (…). Ho sempre combattuto, malgrado tutto. Sono riuscita a togliermi soddisfazioni a dispetto di molti: la campagna di Luigi sui ‘taxi del mare’ è stata un’idea mia (…) (fonte: Facebook)

Il ritorno delle grandi metafore del deputato LeU Pierluigi Bersani 

Gli italiani stiano tranquilli: se questo nuovo governo non saprà pedalare, la bicicletta casca”  (fonte:  Di Martedì , La7)

Il riconfermato ministro dell’Ambiente Sergio Costa intervistato dal Corriere della Sera

Non ho voluto seguire le trattative sulla lista dei ministri. Mentre Conte si occupava della formazione del nuovo governo stavo giocando a ‘Un, due, tre stella’ con le mie nipotine

Il parlamentare leghista Claudio Borghi commenta sul premio consegnato al Festival del Cinema di Venezia a Luca Marinelli, vincitore della Coppa Volpi come miglior attore protagonista per l’interpretazione di Martin Eden 

Se Marinelli fosse stato uno con idee di destra, dicendo che andavano controllati i confini e cose del genere, quel premio non lo vinceva, ma lo sanno tutti, lo sanno tutti… Preciso: Marinelli lo merita, bravissimo eh, ma se fosse stato di destra, non avrebbe vinto” (fonte: Agorà, Rai 3, via Open)

L’imprenditrice ed influencer Chiara Ferragni alla mostra di Venezia con il suo film, “Chiara Ferragni unposted

Sentivo che c’era il bisogno di raccontarmi per far capire meglio che persona sono e quale sia veramente il mio lavoro

L’ex senatore forzista Antonio Razzi intervistato da Tuttosport

Che colpo Han! Che colpo! L’avevo già consigliato a Beppe Marotta, meno male che adesso lo ha preso Paratici. Il massimo sarebbe portare la Juventus allo stadio Primo Maggio di Pyongyang. Anzi ne parlerò con Kim Jong-un già a metà settembre: organizziamo una partita con la Juventus che schiera Han e Kim dà il calcio d’inizio. Han ama il calcio, ama l’Italia e ama la Corea. Adesso amerà anche la mia Juventus: il massimo!

Il titolo del quotidiano Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti su Massimo Sebastiani, il 45enne accusato dell’omicidio di Elisa Pomarelli

Le due facce del killer. Il GIGANTE BUONO e quell’amore non corrisposto

Una delle “perle” di Giuseppe Conte durante il suo discorso alla Camera, nel giorno della fiducia

Riserveremo la massima attenzione al rafforzamento delle regole europee per l’etichettatura e la tracciabilità degli alimenti

La primissima proposta del nuovo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5S). 

Lei chiede due miliardi per la scuola e uno per l’università e la ricerca. Dove si trovano? “Non voglio togliere soldi a nessuno. Vorrei delle tasse di scopo: per esempio sulle bibite gasate e sulle merendine, o tasse sui voli aerei che inquinano”” ( fonte:  Corriere della Sera )

Il sentimento “politico” del senatore Pd Matteo Renzi esternato e diffuso sui social network 

La politica si fa con i sentimenti e non con i risentimenti”.

 




Crisi di governo: slitta alle 12 l'incontro del premier incaricato Conte, Pd e M5S

ROMASlittato alle 12 il nuovo vertice sul programma previsto alle 9.30 tra delegazioni Pd-M5S e il premier incaricato Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.  Ieri è sembrato vacillare l’accordo per un governo 5S-Pd sulle dichiarazioni di Di Maio.  Ieri  Luigi Di Maio, forzando la mano nell’incontro, aveva consegnato  una lista di 20 punti al premier incaricato sottolineando che ‘o si approva il programma M5s oppure è meglio il voto’. aggiungendo che  tra le priorità dei grillini non c’è la modifica dei decreti sicurezza, un’altra ragione di scontro con il Pd, oltre alla pretesa di Di Maio di fare il vicepremier . In mattinata, dopo l’incontro al Colle sono emersi in ambienti parlamentari della maggioranza timori che Conte stia anche ipotizzano la possibilità di rinunciare al mandato conferitogli dal Presidente della Repubblica, alla luce delle difficoltà emerse nelle ultime ore.

Ieri sera il premier incaricato ha incontrato a Palazzo Chigi Franceschini e Orlando del PD , D’Uva e Patuanelli del M5S. “C’è un percorso per un programma condiviso”  ha assicurato Palazzo Chigi in una nota. Conte a margine del funerale del cardinale Silvestrini, ha detto: “Discorso duro? Non l’ho sentito proprio” . Il premier incaricato avrebbe chiesto una rosa di nomi per ciascun ministero. Ma dal Partito Democratico precisano: “Precondizione è un chiarimento sulle parole di Di Maio“.

Il premier incaricato Conte è salito  al Colle prima dell’incontro con le delegazioni di Pd e M5S, che arrivano a palazzo Chigi appena prima delle 12.30. Mentre si trova a colloquio con Mattarella, iniziano le dichiarazioni di esponenti di entrambi gli schieramenti. Dal Pd parla la vicesegretaria Paola De Micheli: “Vogliamo un chiarimento sul programma e di questo stiamo parlando con il presidente Conte. Continuiamo a lavorare a un programma serio per gli italiani e non accettiamo ultimatum“. Mentre dal fronte M5S è intervenuto Alessandro Di Battista che definisce le reazioni del partito democratico un “paradosso”. Secondo lui, è paradossale « il fatto che quelli del Pd considerino «ultimatum» idee e soluzioni sacrosante per il benessere collettivo. Luigi ha parlato come ha il dovere di parlare il Capo politico del Movimento. Ha parlato come avrei parlato io e migliaia di attivisti. Ha parlato a nome di un Movimento che un anno e mezzo fa ha vinto le elezioni proprio perché ha proposto gli stessi temi di ieri“, ha scritto in un post su Facebook.

Infine arrivano anche le dichiarazioni di Matteo Salvini, che si rivolge direttamente al presidente Mattarella: “Basta, metta fine a questo vergognoso mercato delle poltrone, convochi le elezioni e restituisca la parola e la dignità agli Italiani“.

E’ durato oltre 2 ore il vertice a Palazzo Chigi conclusosi questo pomeriggio alle 15:15  tra Giuseppe Conte e le delegazioni del Pd e dei 5 stelle  . I primi riscontri sembrano essere positivi. Graziano Delrio, capogruppo dei Dem alla Camera ha riferito: “Abbiamo continuato l’approfondimento dei dossier insieme al presidente del consiglio incaricato, quindi abbiamo fatto ulteriori passi avanti. Adesso il presidente si incaricherà di fare una sintesi quasi definitiva del lavoro di oggi“. A sua volta Andrea Marcucci, capogruppo del partito democratico in Senato sottolinea come “sul fronte politico è chiaro che c’è bisogno di un chiarimento, ci aspettiamo che avvenga di qui a breve“.  Sul fronte M5S il capogruppo al Senato Stefano Patuanelli,  è ottimista: “Oggi abbiamo continuato la ricognizione sui temi, vedremo nelle prossime ore, la ricognizione è andata bene. Stiamo lavorando“. Il capogruppo alla Camera del M5S, Francesco D’Uva, , ha dichiarato: “Abbiamo parlato di programmi e del documento che abbiamo già condiviso per vedere se si può andare incontro alle istanze di tutte le forze politiche interessate. Si sta lavorando per andare avanti. I tempi? Il prima possibile“.




Crisi di governo: il M5s insiste su per Conte premier. Oggi nuovo vertice col Pd

ROMA – E’ terminato, dopo circa quattro ore, intorno alle 2 di questa notte l’incontro tra le delegazioni del Pd e di M5s svoltosi a Palazzo Chigi, sede insolita per una trattativa politica fra due partiti . Vi è un punto rigida in questa “trattativa” che è andata fino a notte fonda, senza produrre(ancora) un accordo, perché “c’è ancora molto da fare sui programmi”. In realtà il vero problema trovare un accordo sulla  figura del premier, perché la posizione di Di Maio appare come un diktat: prima il sì a Conte, poi si discute dell’esito. Una posizione che il Pd non condivide. Un nuovo vertice dovrebbe tenersi stamani alle 11.

Fonti del Partito Democratico hanno commentato:”Strada in salita su programma e contenuti. Sulla manovra finanziaria emergono differenze. Oggi si continua“: mentre dal M5S commentano : “E’ un momento delicato e chiediamo responsabilità, ma la pazienza ha un limite. L’Italia non può aspettare, servono certezze. Aspettiamo una loro posizione ufficiale su Conte” . Una sola cosa è certa, e cioè che il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti non entrerebbe in un ipotetico governo M5s-Pd, restando alla guida della Regione Lazio.

il capigruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci ed alla Camera Graziano Delrio. Al centro il vicesegretario Andrea Orlando

Ma cosa è successo ieri ? Nel pomeriggio si è svolto un primo incontro interlocutorio tra Zingaretti e Di Maio. Fonti del MoVimento facevano trapelare che “si va verso il Conte bis“. Ma Zingaretti, dopo aver ascoltato Di Maio,  si è recato al Nazareno per un ulteriore confronto con i capigruppo del Pd al Senato ed alla Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio. Non ci sono veti, vogliamo parlare di contenuti“, ha spiegato Marcucci all’uscita dalla riunione sull’ipotesi di Conte premier di un governo M5s-Pd.

Casa Pd

Il segretario Zingaretti.  intercettato dai giornalisti davanti alla sede del partito al Nazareno, a sua volte ha detto “Credo che siamo sulla strada giusta. Avevamo chiesto che si partisse su idee e contenuti e stasera continueremo ad approfondire, sono ottimista” aggiungendo “Sono e rimango convinto che serva un governo per questo paese, un governo di svolta. Voglio difendere l’Italia dai rischi che corre che vuol dire anche difendere le idee, la dignità i valori e la forza del Pd. Bisogna ascoltarsi a vicenda, le ragioni degli uni e degli altri e mi auguro che nelle prossime ore ci sia la possibilità di farlo, finora non era avvenuto”. Ma Zingaretti ribadisce che servono “elementi di discontinuità sia sui contenuti sia su una squadra da costruire“.

Matteo Renzi nella sua e-news scrive Adesso la crisi di governo è nelle mani dei segretari di partito. Io come tutti auspico che prevalgano la saggezza e la responsabilità, da parte di tutti. Dire ‘prima gli italiani’ oggi significa dire: mettiamo a posto i conti e garantiamo un governo” dimenticando tutti i suoi proclami anti-M5S spesi nell’ultima campagna elettorale per le recenti Elezioni Europee.

Una riunione della Direzione Nazionale del Partito Democratico è stata convocata dal presidente del partito, Paolo Gentiloni, per martedì alle 18 con all’ordine del giorno, la “crisi di Governo” e varie ed eventuali.

Casa M5S

Nel frattempo  in un appartamento del centro storico di Roma , si è svolta una riunione dei vertici dei Cinque stelle, movimento che notoriamemte non ha una sede propria,  per decidere sul governo. All’incontro ha partecipato Luigi Di Maio che è stato a Palazzo Chigi prima di dirigersi all’appuntamento, con i capigruppo Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli e gli altri esponenti di spicco del Movimento da Roberto Fico ad Alessandro Di Battista, da Paola Taverna a Davide Casaleggio. Alla riunione non c’è il “garante” Beppe Grillo che ieri ha avuto una “vivace” telefonata con Di Maio che teme di essere oggetto di un cambio in corsa che Grillo cerca e Casaleggio più o meno subisce. E martedì alle 19, da quanto si apprende, si terrà l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del M5S.

Duro attacco della Lega

Chi ha paura del voto non ha la coscienza pulita ha detto Matteo Salvini in una conferenza stampa tenuta al Senato, chiarendo che “non stiamo facendo appelli alle piazze. Continuo a garantire stabilità a questo Paese. La via maestra è il voto”.

Sta per nascere un Governo conun gioco di palazzo contrario alla maggioranza silenziosa del popolo italiano che ha votato da due anni a questa parte, un ribaltone pronto da tempo”, ha detto ancora Salvini: “”Rifarei tutto era un governo fermo, era un Parlamento fermo, era inutile tirare a campare. Ora viene il dubbio che questo essere fermi fosse telecomandato“. “Dico a Pd e M5S che da giorni si stanno trascinando nella contrattazione di ministeri e poltrone: fate in fretta, state perdendo giorni su giorni e non trovano accordo su ministeri, non su progetti, ma sulle poltrone. Sembra di tornare ai tempi della Prima Repubblica, ai tempi di De Mita e Fanfani”. Così su Facebook il leader della Lega, Matteo Salvini.

“Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto per l’Italia e per gli italiani – ha aggiunto il Ministro dell’Interno – “Qualcuno per il patto per le poltrone vuole smontare quello che abbiamo fatto finora. Sta vincendo il partito delle poltrone“. Conte – commenta Salviniè la riedizione del Governo Monti, preparava la manovra su suggerimento dei suoi amici Merkel e Macron“. Per settimane – aggiunge il leader della Lega – i Cinque Stelle ci hanno sfidato a votare il taglio dei parlamentari, ci sono anche per farlo domani. Ci sono, va bene, si può fare: è un segnale di serietà e di rispetto del contratto di governo e di altra promessa mantenuta. Bisogna preparare una manovra economica importante che tagli le tasse“.    Leggo che Di Maio vuole fare il ministro dell’Interno. Vai, io sono pronto a darti consigli per un mestiere difficile ma entusiasmante: affidarmi questo ministero è la cosa più bella che Dio e gli italiani potessero farmi”, ha concluso Salvini

Il “valzer” delle poltrone

Dietro il complicato confronto ufficiale tra Pd e M5S sui “programmi e sulle idee”, anche in questa crisi di governo di agosto spunta una febbrile trattativa sulle poltrone di governo. Con uno scambio progressivo di proposte e controproposte sull’organigramma approfondito fino tarda sera nell’incontro tra Di Maio e Conte da una parte del tavolo e Zingaretti e Orlando dall’altra.

La poltrona del Premier visto che sta prendendo corpo un Conte Bis, è quella più chiara anche se per rispetto verso il Quirinale il segretario del Pd Zingaretti continuerà,  a ripetere in pubblico che il “nodo non è sciolto”, almeno fino a domani quando sarà ricevuto dal capo dello Stato. Il “totoministri” diventa subito un rebus se si passa alla questione dei vicepremier : il Pd chiede che ci sia una sola poltrona di vicepremier da assegnare ad Andrea Orlando (o a Dario Franceschini), mentre il M5S vuole i gradi di vice anche per Di Maio, destinato a conquistare la delega del Viminale sinora ricoperta da Matteo Salvini. Qualcuno dei suoi l’ha anche avvertito dei rischi: “Occhio, Luigi, quella del ministero dell’Interno è poltrona che scotta. Non potrai fare la politica di Salvini sull’immigrazione. E, soprattutto, dal giorno dopo diventerai il bersaglio mediatico numero uno di Salvini stesso“. Per il Ministero dell’ Economia, poi, sarebbero in corsa Antonio Misiani (Pd), l’uscente Giovanni Tria ed anche Pier Carlo Padoan (Pd) visto che è caduto il veto sugli ex .

Verso il Viminale potrebbero spuntare altre soluzioni: il ritorno di Marco Minniti (Pd), o il capo della polizia Franco Gabrielli), Pd e M5S vorrebbero dividersi i tre ministeri che hanno una sfera d’azione internazionale. Possibile la conferma alla Difesa per l’anti-salviniana Elisabetta Trenta (M5S) ma per questa nomina ci sono richieste per Emanuele Fiano del Pd. da definire anche il nuovo Ministro degli Esteri che potrebbe essere Paolo Gentiloni o la riconferma di Enzo Moavero Milanesi (M5S) , le Politiche comunitarie potrebbero finire alternativamente a Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola, il primo attualmente eurodeputato, il secondo ex sottosegretario agli Esteri.

Per il Ministero della Giustizia in ballo tra l’uscente Alfonso Bonafede e l’ex Andrea Orlando (con outsider l’ex magistrato Pietro Grasso di Leu): Bonafede è un nome talmente in cima ai desiderata di Di Maio da essere stato indicato per primo. Zingaretti, che non entrerebbe al governo perché se lo facesse dovrebbe lasciare la guida della Regione Lazio, vuole nella squadra di Conte anche la sua vice Paola De Micheli per la guida del Ministero dello Sviluppo Economico,  e dal Nazareno spunterebbero anche i profili dei renziani Teresa Bellanova (Lavoro), Ettore Rosato (Difesa), Roberto Cingolani (Istruzione). Senza contare che Lorenzo Guerini (Pd) dovrà lasciare la presidenza del Copasir (il Comitato parlamentare sui Servizi Segreti, che viene affidato per prassi consolidata ad un rappresentante dell’opposizione di Governo) a un leghista e, quindi, anche per lui si profila un ingresso nel governo.

Il pacchetto di nomine dei 5 Stelle al governo, oltre a Di Maio, comprenderà Riccardo Fraccaro (Rapporti con Parlamento e delega alle Riforme) con l’occhio puntato al taglio dei parlamentari, forse Giulia Grillo (ancora Salute) e Sergio Costa (Ambiente). La poltrona delle Infrastrutture sembra ritagliata per Graziano Delrio (Pd) che sarebbe un ritorno alla guida del Ministero o per l’ingegnere triestino Stefano Patuanelli, attuale capogruppo M5S al Senato. Altro punto di discontinuità nella continuità rispetto al Governo Conte dimissionario (M5S-Lega) , viste le tensioni con Salvini, Vincenzo Spadafora, già sottosegretario alle Pari opportunità prossimo alla riconferma, sarebbe in odore di promozione.

Per concludere c’è la partita di Bruxelles. Nel totonomi che si è appena aperto c’è anche quell’appendice comunitaria, sulla scena delle prove generali del governo Conte entra Matteo Renzi che  alle 18.20 commenta : “Io commissario europeo? Guardate, piuttosto mi iscrivo al partito di Bersani e D’Alema”  cedendo la pole position per i galloni da commissario a Paolo Gentiloni.

 

 

 

 

Le consultazioni del Capo dello Stato si svolgeranno in due giorni.  Martedì il capo dello Stato sentirà al telefono l’ex-presidente Giorgio Napolitano, poi alle 16 riceverà il presidente del Senato Elisabetta Casellati e alle 17 il presidente della Camera Roberto Fico. A seguire i partiti, con il M5s ultimo gruppo ad essere ascoltato mercoledì alle 19.




Consultazioni di Governo: il M5S apre al Partito Democratico.

ROMA – E ormai in corso il dialogo tra Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle in vista dell’ipotesi di far nascere di un nuovo governo. L’assemblea dei gruppi M5S ha dato mandato per acclamazione al capo politico Luigi Di Maio e ai capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva per incontrare la delegazione del Pd.

Vi chiediamo il mandato per parlare del primo punto, il taglio dei parlamentari, sul quale chiederemo chiarezza”, aveva detto il capogruppo, Stefano Patuanelli, all’assemblea dei gruppi di Camera e Senato (convocata subito dopo l’incontro con Mattarella).

LE DICHIARAZIONI DEL M5S DOPO LE CONSULTAZIONI CON MATTARELLA

Nelle ultime ore si intensificano, infatti, i contatti tra M5s e Pd per verificare la possibilità di dar vita a un esecutivo. Sarebbe possibile, secondo fonti parlamentari, un incontro – più probabile a livello di capigruppo – tra le due forze nella giornata di domani. Questo, in vista della definizione di un possibile accordo (e di un nome) da portare all’inizio della prossima settimana al Colle.

Dal taglio dei parlamentari alla tutela dell’ambiente passando per la riforma della giustizia, del sistema bancario, del conflitto di interessi. Sono alcuni dei punti contenuti nei “10 impegni” annunciati dal Quirinale da Luigi Di Maio sui temi che il M5s vuole siano portati avanti in un nuovo governo.

1) TAGLIO PARLAMENTARI. E’ il punto che il capo politico del M5s ha messo in primo piano al termine delle consultazioni: “deve essere un obiettivo di legislatura” precisa

2) MANOVRA. “deve essere equa” e contenere la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, il salario minimo, il taglio del cuneo fiscale e misure a sostegno delle famiglie, della natalità, dei disabili e per l’emergenza abitativa. “Avevamo promesso di abbassare le tasse alle imprese che assumono e va fatto. E va dichiarato illegale uno stipendio di 2 o 3 euro l’ora” dice.

3)AMBIENTE.Serve un cambio di paradigma” precisa Di Maio che annuncia gli obiettivi di un’Italia al 100% Rinnovabile, di un Green New deal per l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. “I piani di investimento pubblici dovranno avere al centro la tutela dell’ambiente” e affrontare “il nodo dei cambiamenti climatici“. E basta inceneritori, No alle trivelle , Sì all’economia circolare. “serve poi una legge sui rifiuti zero e sugli investimenti alla mobilità sostenibile“.

4) INFORMAZIONE. Il M5s punta ad una legge sul conflitto di interessi e alla riforma della RAI, ispirata al modello della Bbc inglese. “Se i cittadini pagano il canone hanno diritto ad una tv di qualità” dice

5) GIUSTIZIA E CSM. “Dobbiamo dimezzare i tempi della giustizia e riformare i modi di elezione del Csm. I cittadini e le imprese hanno bisogno di una giustizia efficace e veloce” dice Di Maio.

6) AUTONOMIA. differenziata e riforma enti locali. Va completato il processo e avviato un piano di cancellazione degli enti inutili

7) LEGALITA’. Carcere per i grandi evasori, inasprimento delle pene per i reati finanziari e per chi organizza i traffici illeciti e serio contrasto a chi organizza l’immigrazione clandestina

8) SUD. Serve un piano straordinario di investimenti per il Sud che contempli anche la creazione di una banca pubblica per gli investimenti

9) BANCHE. Per il M5s occorre una riforma sistema bancario che separi le banche di investimento dalle banche commerciali .

10)TUTELA DEI BENI COMUNI. Dalla scuola all’acqua pubblica fino alla sanità e passando per le infrastrutture che “appartengono ai cittadini” e revisionando le concessioni autostradali.

LE DICHIARAZIONI DEL PD DOPO LE CONSULTAZIONI CON MATTARELLA

“Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare“, ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti confermando l’inizio ufficiale del dialogo con i pentastellati. Per chiarire i dubbi del Partito Democratico, fonti M5S hanno riferito che non sono in corso in queste ore contatti tra Lega ed il Movimento 5 stelle, anche se non è stata mai ufficializzata la chiusura definitiva al Carroccio.

Dalle prime indiscrezioni, l’intervento di Di Maio era stato accolto con molta freddezza e delusione dal Pd, che si aspettava un’apertura più esplicita dopo che dalla direzione del Nazareno era arrivato un sì netto ad un confronto per un possibile governo, seppure condizionato dall’accettazione di alcuni “paletti” programmatici. Ma l’interlocuzione è ormai avviata.

LE DICHIARAZIONI DELLA LEGA DOPO LE CONSULTAZIONI CON MATTARELLA

 

Dopo 45 minuti di colloquio con il Presidente Sergio Mattarella, al Quirinale, Matteo Salvini  ha lanciato un segnale chiaro a Luigi Di Maio  che “ha sempre lavorato bene, nell’interesse di questo Paese”  e con il quale tenta di ricucire lo strappo. “Ho scoperto in questi giorni che nel Movimento 5 stelle c’è chi è disponibile a manovra coraggiosa”, dice ai cronisti. E dunque, se qualcuno mi dice “ragioniamo perché i No diventino Sì”, “miglioriamo la squadra”, “diamoci un tempo e un obiettivo”, “non contro ma per”, io sono un uomo concreto e quindi non porto rancore, guardo avanti, mai indietro. Se è così e c’è la voglia di lavorare, noi ci siamo senza pregiudiziali“.

La strada è in salita, ma Salvini tenta il tutto per tutto purché non si concretizzi l’ipotesi di un governo Pd-M5S e si allontani l’incubo di tornare all’opposizione: “L’ho detto a Mattarella – dice Salvini che un accordo tra Pd e Cinque stelle contro la Lega, fatto per tirare a campare, è vecchia politica. Qualcuno vorrebbe cancellare i decreti sicurezza e riaprire i porti, ma io non ci sto. E sarebbe irrispettoso nei confronti del popolo italiano veder rientrare dalla finestra i Boschi, i Lotti e le Boldrini”.

La via maestra resta quella che porta alle elezioni – prosegue Salvini non quella delle manovre di palazzo fatte per tenerci fuori dai giochi”. E sugli insulti “non rispondo”, aggiunge il leader della Lega, che ribadisce i motivi per cui si è arrivati alla caduta dell’esecutivo di Giuseppe Conte. “«La mia voglia di chiarezza non era un capriccio, era una questione di responsabilità. Il governo non andava più avanti e le riforme erano ferme. Adesso, mi interessa che gli italiani abbiano un governo che guardi avanti“.  Il Presidente Mattarella, conclude Salvini, “ha tutto il tempo e gli elementi per scegliere al meglio, nell’interesse del popolo italiano“.




Ecco chi sono i 18 dissidenti M5s che sfidano la Lega sul decreto sicurezza

ROMA –  I deputati del M5s dissidenti che si oppongono alla Camera al Decreto sicurezza che porta la firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini, sono diciotto, i quali sostengono che così com’è stato votato al Senato non va bene. In una lettera inviata al capogruppo M5s Francesco D’Uva chiedono anche una maggiore collegialità nelle decisioni che  nel Movimento vengono calate dall’alto, questa è la loro tesi.

Tra i 18 sono presenti alcuni ritenuti “fedelissimi” del presidente della Camera Roberto Fico, a partire da Gilda Sportiello, 31 anni, che protestò per la leaderhisp troppo accentratrice di Luigi Di Maio, e Doriana Sarli, 57 anni, che si era esposta anche sulla legittima difesa, ed assai critica sulla subalternità alla Lega sui migranti.   Quasi tutti sono alla prima legislatura. La “pancia” del M5s in Parlamento.

Tra gli altri hanno firmato Valentina Barzotti, 32 anni, di Lodi, avvocato, esperta in diritto del lavoro; Raffaele Bruno, 44 anni, di Napoli, regista teatrale; Santi Cappellani, 27 anni, di Catania, dipendente di un’azienda privata; Giuseppe D’Ippolito, 60 anni, di Nicastro (Catanzaro), avvocato civilista; Paola Deiana, 33 anni, di Alghero, laureata in scienze e tecnologie per l’ambiente; Carmen Di Lauro, 30 anni, di Vico Equense , diploma di liceo scientifico; Yana Chiara Ehm, 28 anni, nata in Germania, vive in Toscana,  laurea in scienze politiche e scienze islamiche, Master in relazioni internazionali con focus su Medio Oriente, Caucaso e Asia centrale, analista politica. Antonio Federico, 38 anni, di Campobasso, laurea in ingegneria industriale; Veronica Giannone, 37 anni, di Galatina (Lecce); Conny Giordano, 35 anni, di Napoli, laureata in filologia moderna. Riccardo Ricciardi, 36 anni, di Pietrasanta, laureato in lettere, regista teatrale; Doriana Sarli, 57 anni, di Napoli, veterinaria; Elisa Siragusa, 32 anni, di Milano, laureata in scienze statistiche; Gilda Sportiello, 31 anni, di Napoli, educatrice; Simona Suriano, 31 anni, di Catania, laureata in legge, master in politica internazionale; Guia Termini, 33 anni, di Treviglio (Bergamo), laurea triennale in ingegneria gestionale;  Roberto Traversi 49 anni, di Milano, architetto e giornalista pubblicista, Gloria Vizzini, 30 anni, di Caltanissetta ma eletta in Toscana, laurea in lettere classiche e dottorato di ricerca in filologia greca e latina, fa l’insegnante

Il testo del decreto sicurezza arriverà in aula il 23 novembre. Salvini ha posto un aut aut: o il decreto verrà approvato entro il 3 dicembre o altrimenti salta il “banco”. Il governo potrebbe mettere la fiducia, come ha già fatto al Senato. Di Maio ha immediatamente già confermato la sua lealtà all’alleato della Lega ed è convinto di riuscire ad assorbire la protesta e stasera compierà “una ricognizione“, ha detto.

Una situazione dopo quella già esplosa al Senato sullo stesso tema, con i “casi” De Falco e Nugnes  che conferma il malessere e dissenso che circola all’interno del Movimento Cinquestelle. Ma cosa chiedono in realtà ? “Siamo convinti che anche la parte sugli Sprar potrebbe essere perfezionata“, ha spiegato il presidente della Commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia, dove il provvedimento è stato incardinato. Brescia ha precisato meglio  il senso degli emendamenti: “All’articolo 1 , che prevede l’abrogazione della protezione umanitaria, sono istituiti dei casi speciali che noi chiediamo possano essere convertiti in permessi di soggiorno per motivi di lavoro“. Sull’articolo 12, che limita lo Sprar (il sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) ai soli rifugiati, i 5 stelle chiedono di intervenire “con un’estensione a nuclei familiari con minori, disabili e donne incinte – continua Bresciaquella dei Cas, deve essere a gestione pubblica, con standard qualitativi uguali allo Sprar: assistenza sanitaria, psicologica e di orientamento legale, trasparenza e rendicontazione delle spese“.

Secondo questa componente del M5S, così si combatterebbe davvero il business dell’immigrazione. Ed è questo che, conferma Brescia, hanno chiesto i rappresentanti dei comuni. In più, potrebbe esserci una proposta di modifica alla vendita dei beni confiscati, perché “così com’è scritta nel decreto potrebbe farli tornare nelle mani della criminalità“.