Lo Spinuso (Forza Italia) La sinistra ha deciso di far morire il porto di taranto

CdG Lospinuso PietroLo dichiara Pietro Lospinuso consigliere regionale tarantino  Forza Italia  . “Ieri il Consiglio comunale ha approvato la variante al piano regolatore del porto –dice il consigliere – che verte tutta su un falsità: la connessione tra l’intervento di prolungamento del pontile e l’investimento di Tempa Rossa. Una circostanza evidentemente falsa con cui la sinistra ha deciso di privare la città di un’infrastruttura strategica. Infatti, il progetto del pontile esiste da molto tempo prima che si parlasse di Tempa Rossa: sono passati 14 anni dall’inizio dell’iter per l’approvazione del piano regolatore del porto e da lì è cominciato il faticoso iter burocratico con l’approvazione del PRP da parte della Regione Puglia, la procedura di Via, l’intesa con il Comune sulla proposta di PRP, l’adozione da parte dell’autorità portuale, il rapporto sulla sicurezza dell’ambito portuale… un impegno bruciato, inutile, quando tutti gli atti, non abrogati, contenevano la previsione del progetto del pontile. 14 anni di permessi e rapporti per veder sfumare ogni sforzo durante una miope seduta del Consiglio Comunale. Ma nel 2007, quando Tempa Rossa non esisteva e il Comune approvava il Piano, il sindaco era lo stesso, solo che allora immaginava un porto di serie A… cosa è cambiato oggi? Il prolungamento del pontile, oggi come ieri e nonostante le ‘fasi di luna’ di Stefàno, resta strategico per lo sviluppo portuale. Si pensi che la città di Marsiglia (Francia n.d.r.) ha presentato un ricorso contro Trieste proprio per questo: le opere infrastrutturali realizzate nel porto italiano lo rendevano troppo competitivo, danneggiando –secondo Marsiglia- i traffici delle altre stazioni. Tradotto: è come se Taranto avesse una Ferrari –conclude- e la sinistra abbia voluto montarci il motore di una 500 per renderla meno competitiva”.




Il Comune di Taranto ha detto “no” al progetto Tempa Rossa

L’attesa seduta consiliare tenutasi questa mattina e protrattosi fino al primo pomeriggio, si è finalmente espresso senza ombra dubbi. Il Consiglio Comunale di Taranto è contrario a Tempa Rossa. La delibera sulla variante del Porto che esclude gli interventi funzionali al progetto dell’ ENI , cioè due serbatoi per lo stoccaggio e l’allungamento di 350 metri del pontile della multinazionale petrolifera del governo italiano, è stata approvata con 15 voti favorevoli e 3 contrari ( quelli dei consiglieri Lupo, Cataldino e Illiano, appartenenti al Gruppo di ‘Realtà Italia’ ) . I consiglieri comunali di Forza Italia, Ciraci, Tribbia, Cannone e Vietri, seguiti da  Brunetti e Cotugno del Partito Democratico, e  Renna della ‘Lista Condemi‘, non hanno partecipato al voto, preferendo uscire dall’aula consiliare.

L’ astensione, secondo il consigliere forzista Cannone si è basata sulla pressochè certezza che “nonostante l’approvazione della delibera, i lavori per il progetto Tempa Rossa non si arresteranno. L’ ENI, adesso fare sicuramente ricorso  impugnando una vecchia delibera comunale del 2005 – ha aggiunto l’altro consigliere forzista  Vietri–  con la quale durante la giunta dell’ ex-sindaco Di Bello, venne approvata all’unanimità la variante per il prolungamento del pontile petroli e relative opere di colmata per il deposito fanghi di dragaggio”. 

Gianni Azzaro

nella foto, Gianni Azzaro (Pd)

CdG cons com tmparossaAnaloga preoccupazione previsionale condivisa anche dal consigliere Guttagliere,  che ha sostenuto che se tutto ciò dovesse accadere “il Porto di Taranto potrebbe subire enormi rallentamenti o addirittura una sospensione dei lavori“. Il  confronto in consiglio è stato lungo e “duro”,  per consentire a tutte le forze politiche quasi tutte presenti in aula,  ad eccezione di solo 5 assenti, di discutere e confrontarsi su un tema così importante sullo sviluppo del Porto di Taranto. Il consigliere Gianni Azzaro, capogruppo del Partito Democratico,  ha aperto per primo la discussione  confermando la posizione del Pd in merito alla questione. “Riconfermiamo la nostra contrarietà al progetto Tempa Rossa  e approveremo la delibera così com’è dal momento che non abbiamo ricevuto da Eni nessuna certezza in termini ambientali e dunque non siamo disposti ad permettere un ulteriore insediamento inquinante in città – ha detto- ma qualora dovessero esser messi in discussione i 500 posti di lavoro e si pregiudichino i lavori del porto siamo disposti a rivedere la questione. Siamo convinti che il Porto rappresenti un’alternativa vera ed efficace per il territorio e non saremo mai responsabili di ulteriori ritardi“.

 Vincenzo Baio assessore all’ambiente, chiaramente sfavorevole al progetto  “Tempa Rossa” ha preso la parola dichiarando  che «dobbiamo assolutamente rimandare al mittente questo progetto. Oggi è una giornata storica per la politica tarantina in quanto ha la possibilità di dire la sua per contrastare ed evitare uno stupro ambientale che si protrae da oltre 50 anni. Abbiamo il dovere morale di difendere la città ed i bambini di Taranto”. Stessa posizione espressa anche dal consigliere Laruccia. “Approvando questa delibera vogliamo dare un messaggio chiaro al governo, ovvero che Taranto non può più essere una città sacrificata per l’interesse dell’intero Paese. Dobbiamo assumersi la responsabilità di affermare che l’aumento dell’inquinamento derivante dall’insediamento Tempa Rossa, non è politicamente accettabile”, a cui si è allineato  anche il consigliere dell’ IdV Ernesto D’Eri che ha detto “Quanti ricatti dobbiamo sopportare ancora? Quanto dobbiamo morire ancora? Quanto dobbiamo aspettare per uno sviluppo alternativo della città? Non ci sono osservazioni che reggano. La cittá è stufa di pagare il prezzo del ricatto tra ambiente e salute” .

CdG mappa tempa rossaSecondo il consigliere verde Angelo Bonelli  “questo consiglio non può permettersi alcuna ambiguità ma ribadire il proprio “no” indipendentemente dalle osservazioni che arriveranno. L’approvazione della delibera sulla variante del porto non è sufficiente. Occorre infatti che l’amministrazione comunale dia tempi certi circa il recepimento della direttiva Seveso. Si tratta di una normativa europea che il governo nazionale non potrà ignorare”.  Sulla base della documentazione in possesso dell’amministrazione comunale, fornita dall’ ENI, che con le sue raffinerie adiacenti al porto di Taranto è il partner logistico del progetto Tempa Rossa ,   emergerebbe che non vi sarebbero le necessarie garanzie sui rischi di incidente rilevante ed un aumento del 12% delle emissioni riferite soprattutto ai composti volatili .

Alla fine della discussione , a causa della divergenza di posizioni ed opinioni all’interno sono stati necessari per l’approvazione della delibera, anche  i voti dei consiglieri di opposizione Bonelli, Capriulo, Liviano e Venere per poter approvare la delibera, che ha  rivisto le prescrizioni contenute nel piano regolatore portuale, negando la possibilità che vengano realizzati i serbatoi di stoccaggio del greggio proveniente dalla Basilicata e l’allungamento del pontile del porto di Taranto in concessione all’ ENI, previste dal progetto Tempa Rossa . 

 




Solidarietà a chi? L’apparente risoluzione della vertenza Isola Verde

di Gaetano De Monte

Il legislatore li ha definiti contratti difensivi, di solidarietà. Tecnicamente sono accordi, stipulati tra le aziende e le rappresentanze sindacali che hanno come oggetto la diminuzione dell’orario di lavoro. Espedienti, i quali, di solito servono per risolvere situazioni di crisi industriali complesse, vedi la vicenda ILVA. A cui la politica, negli ultimi anni, vi ha dovuto fare ricorso, (a tali ammortizzatori sociali) nei campi più svariati: dalla meccanica, all’editoria, alla logistica, ogni volta che si sono dovuti scongiurare dei licenziamenti collettivi. E’accaduto anche venerdì sera, quando il consiglio provinciale di Taranto ha accolto, all’unanimità, un documento congiunto delle rappresentanze sindacali Cgil-Cisl-Uil relativo alla vertenza di licenziamento collettivo della società partecipata “Taranto isola verde”.

Scongiurando, di fatto, i 134 esuberi di personale previsti dal piano industriale 2014 presentato dal commissario liquidatore Francesco Zingariello. Peggiorando, però, in pratica, le condizioni economiche di tutti i dipendenti che hanno visto così come possibile soluzione alla vertenza il decurtarsi dello stipendio, già risicato, ( si trattava già di contratti part-time) del cinquanta per cento. Tant’è. In realtà, si tratta di una risoluzione obbligata alla vicenda, quella dei contratti di solidarietà: una soluzione fortemente voluta anche dal neo Presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano che se ne è fatto portavoce. Dopo aver ereditato dalla precedente gestione dell’Ente, bisogna dirlo, una situazione disastrosa dal punto di vista finanziario, e non solo. E così, il nuovo consiglio provinciale è stato chiamato a mettere una “toppa” a dieci anni di mal gestione della società partecipata, evidentemente.

Del “carrozzone” – come è stato definito – a capitale misto pubblico privato, creato a dicembre 2004 tra la Provincia e la spa del Ministero Italia lavoro, ora rimane una procedura di liquidazione tuttora in corso, e quasi due milioni di debiti accumulati, secondo quanto riconosce l’ultima relazione finanziaria predisposta dal commissario liquidatore. E soprattutto duecentosessanta dipendenti, impiegati nella pulizia e nella manutenzione degli immobili provinciali e di altri enti pubblici che esplichino la loro attività nel territorio della Provincia di Taranto, nella manutenzione e pulizia delle strade, della pubblica illuminazione, di alcuni servizi relativi all’ igiene ambientale e nella gestione degli archivi informatici. A loro, nella migliore delle ipotesi, se verrà rinnovato l’accordo di solidarietà tra società, sindacati, ente pubblico e scaduto il 20 ottobre, saranno riconosciuti salari da 450 euro lordi.

E’ bastato l’annuncio dato in aula dal Presidente Tamburrano: “dello stop ai licenziamenti, della volontà da parte della nuova giunta provinciale di rinnovare le convenzioni in scadenza e di concedere in capo alla stessa società isola verde altre competenze in merito alla difesa del suolo”, per placare parzialmente una situazione che rischiava di diventare esplosiva. Lo testimoniano gli incontri frenetici che ci sono stati tra parti sociali ed istituzioni locali negli ultimi venti giorni, ben cinque. Lo dimostravano i volti di quei lavoratori e di quelle lavoratrici che venerdì sera hanno atteso la deliberazione del consiglio provinciale. In religioso silenzio, con gli sguardi vuoti e le facce spente, in attesa, impotenti, di fronte alle decisioni che riguardano le loro stesse vite. Molti di quei dipendenti, verso sera, all’uscita dal palazzo di Via Anfiteatro, non trattengono la propria rabbia. La urlano in faccia ad alcuni consiglieri provinciali di Forza Italia, a Michele Franzoso, in particolare. La rabbia di chi è impiegato in lavori pericolosi ed usuranti, come lo è la manutenzione delle strade, ad esempio.

Ricordano due loro colleghi che hanno perso la vita nell’ultimo anno investiti sul posto di lavoro. Ti dicono che non sanno come mandare avanti le famiglie con appena cinquecento euro al mese. E che “invece di tagliare il capitale sociale si dovrebbero fare i tagli agli affidamenti a ditte esterne, che si occupano, in alcuni casi, degli stessi settori di competenza della società isola verde”. Lamentano l’incompetenza e l’atteggiamento truffaldino dimostrato da una parte della classe politica tarantina che avrebbe gestito, in alcuni casi imposto le assunzioni nella società isola verde in maniera clientelare. Creando sprechi, debiti e diseconomie. Che sono ricaduti infine sulla pelle dei lavoratori, a cui non rimane che ricevere “solidarietà”! O contratti difensivi. L’impressione, comunque è che la vertenza Isola verde solo apparentemente vada verso la sua risoluzione; in realtà sembra piuttosto anch’essa facente parte di quella situazione sociale ed occupazionale, tarantina, pronta ad esplodere, continuamente.

 




Presentata un’ interrogazione sui fondi regionali al programma televisivo della moglie di Nardoni


CdG cons regione pugliaL’ ampia notizia pubblicata dal CORRIERE DEL GIORNO sui finanziamenti regionali dell’assessore Nardoni alle iniziative in cui partecipa sua moglie Valentina De Palma,   ripresa in maniera molto succinta dall’edizione barese del quotidiano LA REPUBBLICA ed un colonnino della GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, con cui abbiamo raccontato che la moglie dell’assessore regionale conduceva un programma televisivo sull’emittente televisiva Studio 100, alla quale è stato assegnato un contributo regionale di circa 100mila euro che sarebbe stato reperito dai fondi  del “Programma di promozione dei prodotti agroalimentari pugliesi di qualità” della Regione Puglia, realizzato a seguito di una convenzione con Unioncamere,  per il quale è stato accantonato un fondo contributivo di 1milione e 714mila euro per l’anno 2014 , è arrivata  nel palazzo della Regione Puglia.

Luigi Mazzei (Forza Italia)

Luigi Mazzei (Forza Italia)

Ma sulle  assegnazioni “allegre” dei fondi dell’assessorato retto dal “nominato” (da Nichi Vendola)  Nardoni, vi era già stato un allarme lanciato dall’opposizione di centrodestra,  sulla gestione dei fondi europei per l’agricoltura che rischiano di tornare indietro inutilizzati  con un disimpegno di quasi 87milioni di euro a causa della mancata previsione di spesa , è arrivata oggi  oggi sull’assessore al Ramo, Fabrizio Nardoni  l’interrogazione del consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei il quale ha così commentato:  “Per risolvere i problemi degli olivicoltori e dei florovivaisti salentini c’è sempre tempo e i fondi non si trovano mai… ma, evidentemente, per questioni che sono molto più a cuore all’Assessore Nardoni sembra che le risorse non manchino e siano, soprattutto, immediatamente spendibili”La conferma sulla veridicità delle nostre notizie  emerge dalle dichiarazioni del consigliere azzurro “Sembra che purtroppo non ci si fermerà qui dal momento che altre iniziative risultano in programma con i soldi della Regione Puglia: una tra tutte il programma intitolato “Cinegusto”, sempre organizzato dalla conduttrice Valentina Di Palma, alias sig.ra Nardoni”.

 
Una manifestazione analoga – continua Mazzeisi è tenuta proprio ad Avetrana, in provincia di Taranto, dal titolo “Festival della dieta mediterranea” un’attività finanziata anche questa nell’ambito del PSR Puglia 2007-2013 (Misura 421 azione 4.2.2. Progetto LeaderMed) e nel cui programma è stato dato ampio spazio al “gran finale con Valentina De Palma chef  ‘con i tacchi a spillo’ ”.
 

CdG Valentina_studio100Ad oggi – spiega Luigi Mazzeisappiamo soltanto che i Fondi destinati all’emittente tarantina sarebbero stati bloccati dalla Regione poiché, come ufficialmente si legge, Studio 100 avrebbe problemi contributivi a causa del Durc bloccato”. Conseguente l’ interrogazione al Presidente Nichi Vendola e all’assessore Fabrizio Nardoni, i  cui si chiede: da quale organo e con quale metodo è stato affidato il contributo di 100.000 euro a Studio 100 per il programma di promozione dei prodotti agroalimentari pugliesi; come sono stati distribuiti i complessivi 1.714.000 euro previsti nella convenzione tra Regione Puglia e Unioncamere; se tutte le tv pugliesi hanno ricevuto la stessa attenzione; da quale organo, con quale metodo e per quale importo si è proceduto all’affidamento del progetto denominato “Cinegusto“; da quale organo, con quale metodo e per quale importo si è proceduto all’affidamento del progetto “Festival della dieta mediterranea“; se non risulti da quanto emerso una evidente incompatibilità tra le attività affidate e il ruolo dell’Assessore Nardoni; quali siano le iniziative che il Presidente della Giunta Regionale intende intraprendere in merito”.

Adesso cosa diranno i “pecoroni” e sodali dell’accoppiata Nardoni-De Palma ? Che siamo noi a fare disinformazione ? Cosa scriverà il giornaletto online di proprietà di un’associazione dell’ assessore Nardoni ? Cosa dirà , come diffamerà sui social network contro di noi  Luisa Campatelli l’ex direttore del giornale “clone” CdG di Puglia e Lucania edita dalla cooperativa editrice 19 luglio miseramente fallito e chiuso nel marzo scorso con un passivo di alcuni milioni di euro, dopo aver incassato e dilapidato negli ultimi 10 anni contributi pubblici sull’editoria per oltre 27 milioni di euro ? Non a caso la ex- direttore che ora firma quotidianamente sul “giornaletto” online di Nardoni, è la moglie di Angelo Lorusso,  coordinatore provinciale a Taranto del movimento “La Puglia per Vendola“, il quale (come il sen. Dario Stefàno) è un ex-democristiano che ha “svoltato” a sinistra per motivi ben noti e certamente non ideologici o politici. La chiamano “politica”…




Lospinuso: “Emiliano parla senza informarsi, così si’ distrugge il futuro di Taranto”.

Emiliano non sa di cosa parla e su Tempa Rossa lo fa a sproposito, senza responsabilità, senza cognizione di causa, offendendo l’intelligenza dei cittadini di Tarantini.”. Lo dichiara Pietro Lospinuso consigliere regionale di Forza Italia, . “Tanto per cominciare –prosegue- la diossina non c’entra nulla con Tempa Rossa, che svilupperebbe emissioni di altre sostanze. Qualcuno del Pd dovrebbe informare meglio il magistrato quando deve cimentarsi in dichiarazioni così delicate. Quanto alla compensazione, che evidentemente Emiliano non conosce, si tratta di un intervento riportato nel parere della Commissione tecnica di verifica di impatto ambientale (nella seduta plenaria del 21 giugno 2011) e nell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente in fase di autorizzazione del progetto, con decreto di Compatibilità ambientale VIA/VAS del 27 ottobre 2011. Per Tempa Rossa, in particolare, per compensare totalmente l’incremento di emissioni, l’Eni ha previsto di migliorare ulteriormente i sistemi di recupero dei vapori, utilizzando la combinazione di due delle più moderne tecnologie disponibili sul mercato ed utilizzate per il controllo dei vapori, consentendo di ottenere elevata efficienza e, quindi, il pieno rispetto delle prescrizioni VIA. Inoltre, nella VIA/VAS non vengono esaminate le attività di pre-trattamento del greggio, ma solo quelle di stoccaggio e movimentazione, proprio perché non sono comprese nel progetto di Taranto

Vendola ed Emiliano

Nichi Vendola e Michele Emiliano

Poi – ha aggiunto  Lospinuso – al segretario del Pd va ricordato che non si può essere forza di lotta e di governo contemporaneamente: Comune e Provincia di Taranto e la Regione, tutte governate dalla sinistra, hanno espresso pareri favorevoli al progetto di investimenti Eni sulla raffineria. Il 26 maggio 2011, infatti, si tenne un incontro presso l’assessorato regionale all’Ambiente e sia il Comune che la Provincia di Taranto espressero parere favorevole all’opera. Lo stesso Cervellera, che oggi si scatena presentando ordini del giorno in Consiglio Regionale, adottò, in qualità di vice Sindaco di Taranto, l’intesa con l’autorità portuale sul piano del Porto in cui era compreso anche l’investimento su Tempa Rossa. Diventa inspiegabile, alla luce di questo, la volontà di quella stessa sinistra di approvare la variante al Piano portuale che mettere a rischio tutti gli investimenti per lo sviluppo del porto. Oggi non possono parlare come dei verginelli. Ancor più grave è fare dichiarazioni pesanti con cui si decreta la morte di Taranto senza informarsi a dovere”

“Forse Emiliano – ha concluso Pietro Lospinuso – non considera l’emergenza occupazionale che si scatenerebbe, non conoscendo il nostro territorio. Tempa Rossa produrrebbe circa 300 posti di lavoro, più uno stimolo a tutto il comparto industriale ed eviterebbe la possibile chiusura della raffineria con la perdita di 1000 posti di lavoro. Come dovrebbero andare avanti le famiglie, secondo il segretario Pd, se dovessero chiudere le imprese dell’indotto anche alla luce della crisi dell’ ILVA? Se è questo il modo con cui Emiliano si propone alla Puglia, per un governo all’insegna dell’approssimazione e del qualunquismo con cui distruggere ogni prospettiva occupazionale, allora abbiamo ancora di più il dovere di lottare per vincere. Evidentemente  le primarie, come ha rilevato anche l’assessore Nicastro, hanno generato il dibattito pretestuoso, ma il territorio non merita di essere strumentalizzato per le smanie elettorali del centrosinistra”.




Il neopresidente Tamburrano assegna i primi incarichi alla Provincia di Taranto

Nella giornata di ieri il sindaco di Massafra, Martino Tamburrano nuovo Presidente della Provincia di Taranto,  dopo la nomina a vicepresidente di Gianni Azzaro del Pd. ha provveduto a nominare la nuova giunta provinciale: Pietro Bitetti (Pd) avrà le deleghe al Bilancio, Pubblica Istruzione ed Edilizia, ; Filippo Illiano (Realtà Italia )  vicino al sindaco Ippazio Stefàno che fu eletto alle scrose elezioni comunali nella lista Sds vicina al sindaco di Taranto, Ezio Stefano ,si occuperà di Sport, Spettacoli e Politiche sociali; Pino Pulito (Forza Italia) dovrà gestire la Formazione professionale e l’Agricoltura. 

Dopo che il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, aveva invitato alle dimissioni ai consiglieri del centrosinistra che avevano votato il candidato del centrodestra Tamburrano preferendolo al candidato del centrosinistra Gianfranco Lopane , oggi è stata la volta della sconfessione pubblica di Domenico De Santis responsabile enti locali per il Pd pugliese,  il quale aveva intimato ai democratici eletti nel consiglio provinciale tarantino neoeletto,  di accettare incarichi dal presidente della Provincia di Taranto. Ma sia l’invito di Emiliano che l’ “indicazione”  di De Santis sono stati letteralmente ignorati. E non solo. La segreteria provinciale del Pd di Taranto, rivendicando la propria autonomia, ha persino elaborato un documento in cui viene confermato il percorso avviato di “larghe intese”  dicendo di no e rifiutando  “settarismi e ideologismi”.




Forza Italia, Berlusconi attacca Fitto: “Sei figlio di un vecchio democristiano, vai via”

Dopo le forti polemiche interne a Forza Italia sulla linea da tenere nei confronti del governo Renzi, Silvio Berlusconi, parlando all’ufficio di presidenza, ha chiarito ancora una volta qual è la posizione del partito nei confronti dell’esecutivo:  si collabora sulle riforme ma per tutto il resto Forza Italia resta all’opposizione. Il documento sottoposto al voto del ‘parlamentino’ di Forza Italia ha però ricevuto il voto contrario di  Fitto e Capezzone

Berlusconi ha dettato la sua linea politica ed anticipato che da parte di Forza Italia vi sarà una netta opposizione al Governo Renzi, in particolare sui temi dell’economia, dell’immigrazione e del lavoro, evidenziando proprio sul Jobs Act la propria delusione per le misure decise dal premier.

Ma non tutti erano d’accordo.  Per primo  Fitto ,  secondo i racconti,  il battibecco fra i due è stato violento. “Tu non devi andare in tv, basta con dichiarazioni che danneggiano il partito e ci fanno calare nei consensi. Si discute dentro Forza Italia ma poi ti devi allineare a quello che decide la maggioranza” avrebbe detto Berlusconi a Raffaele Fitto rivolgendosi con tono molto alterato.

Fitto aveva chiesto di poter intervenire durante il  Comitato di Presidenza, ma l’ormai ‘ex-Cavaliere lo ha interrotto e zittito più volte, addirittura  allontanandosi dalla sua scrivania per dirigendosi verso lo scranno di Fitto che rivendicava il fatto ed il diritto democratico di porre questioni politiche. La tensione è salita quando l’ex premier si sarebbe rivolto a Fitto dicendogli: “tu sei figlio di un vecchio democristiano, qui non c’è spazio per certe cose“. Fitto ha però replicato che stava soltanto rispondendo e reagendo a delle provocazioni di Maria Rosaria Rossi in una sua intervista. Ed è stato questo il motivo per cui il leader di Forza Italia avrebbe alzato il tono della voce dicendogli : “Ce n’è stato un altro che si è comportato così. Se continui ti deferisco ai probiviri. Non mi costringere, se vuoi vattene e fatti il tuo partito con i tuoi 300 mila voti. Smetti di radunare i tuoi senatori e di fare dichiarazioni alle agenzie su sciocchezze come le primarie e l’articolo 18“.

Ma quello tra Berlusconi e Fitto non è stato l’unico scontro, infatti, c’è stato anche un acceso diverbio tra Denis Verdini e Daniele Capezzone.  Il presidente della commissione Finanze ha preso la parola per sostenere che Forza Italia sta perdendo consensi perché non fa opposizione. A quel punto, però, è stato interrotto  Verdini che, come noto, è tra i “custodi” del patto del Nazareno.”Oltre a parlare con il cuore – avrebbe detto – cerca di parlare con il cervello“. “Io ce l’ho il cervello” ha risposto Capezzone . “E allora se ce l’hai – avrebbe replicato il sanguigno  Verdinidovresti capire che questo governo ha fatto tutto quello che poteva fare che ci andasse bene, come la legge elettorale. Se dovesse passare il matterellum per colpa delle vostre posizioni, voi sarete responsabili e io vi impicco a un albero”. “E tu – è stata la risposta piccata di Capezzonesei responsabile se siamo passati dal 20 al 13%“.

Le primarie nel centrodestra. L’ex premier, pregiudicato, è anche tornato a bocciare lo strumento della consultazione popolare: “Sono contrario alle primarie“, avrebbe detto secondo quanto riportato da alcuni presenti. Con una sola eccezione: se ci fosse un’impasse sull’individuazione del candidato e la coalizione di centrodestra non riesciusse a mettersi d’accordo, allora per l’ex premier si potrebbe ricorrere alle primarie. Per il resto le sue perplessità e contrarietà restano intatte: le primarie non vanno bene sempre, ha spiegato, perché si possono prestare a manipolazioni. Berlusconi ha citato come esempi i casi scoppiati proprio all’interno del Pd e della coalizione di centrosinistra, ad esempio per Napoli con De Magistris, per Milano con Pisapia e per Roma con Marino. Ma ha dimenticato che in ogni competizione elettorale  successiva a queste, il centrodestra ha sempre perso….




Musillo segretario provinciale del Pd risponde e ridicolizza Vendola: “Scenda dal piedistallo”

Schermata 2014-10-01 alle 17.43.25Il segretario provinciale del Pd di Taranto  Walter Musillo  ha replicato alle dichiarazioni rilasciate da Nichi Vendola (Sel)  ancora per pochi mesi Governatore della Regione Puglia  il quale ha definito il risultato delle elezioni provinciali di Taranto “un film dell’horror”. Il segretario del Partito Democratico di Taranto ha detto , “anziché dare consigli politici al Pd di Taranto, da Vendola preferiamo ricevere il contributo di chi guarda prima di tutto ai gravi problemi di Taranto, e non ricevere sermoncini di purezza ed ortodossia del tutto fuori luogo“.

«Ritengo che il peggior film dell’horror a cui abbiamo assistito in questi anni – dice il segretario provinciale del Pd jonico – è stato sentire il Presidente Vendola ridere al telefono con Girolamo Archinà a proposito dell’aggressione ricevuta dal giornalista mentre faceva domande sui malati di tumore a Taranto»,«Vendola smettesse di salire sul piedistallo di una presunta superiorità morale e politica verso la realtà jonica. Non gli è consentitoNon è consentito a chi – aggiunge  Musillo–  contro il volere degli elettori, ha imbarcato, nella sua maggioranza e nel suo governo, esponenti di Forza Italia e del centrodestra».

Musillo ricorda che l’attuale assessore al bilancio della giunta in  Regione Puglia è stato eletto nelle liste del centrodestra foggiano e che proprio  “il gattopardismo di Vendola ne ha fatto l’assessore più importante della sua giunta”

Clicca qui per leggere l’inchiesta “Prigionieri dell’ Ilva” del quotidiano La Repubblica  con tutte le intercettazioni compresa quella di Vendola con Archinà.

 




La Provincia di Taranto produce “stracci” e lamenti pre-primarie nel centrosinistra

 “The day after” (il giorno dopo)  il voto delle elezioni provinciali di Taranto, genere un tutti contro tutti nel centrosinistra che si appresta a celebrare le proprie elezioni primarie per scegliere il candidato Governatore del Pd alla guida della Regione Puglia. Chiaramente quale migliore strumentalizzazione, l’avvenuta elezione a presidente della Provincia di Taranto  il sindaco di Massafra Martino Tamburrano, (Forza Italia) che è stato eletto anche con i voti del centrosinistra, sconfessando la debole candidatura di Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza.

Dopo gli attacchi alla componente “renziana” del Pd di Taranto coalizzato intorno all’ On.Michele Pelillo adesso  in molti attribuiscono strumentalmente cui responsabilità più o meno direttamente, al segretario regionale Michele Emiliano. Il quale cerca di difendersi promettendo un repulisti a livello locale tarantino. Piccolo particolare: non ha i poteri statutari. «Io ho mantenuto un indirizzo politico chiaro. Pur sapendo che sarebbe stata durissima per Lopane. Ho fatto una battaglia di principio. Senza tener conto di essere nel pieno di una battaglia per le primarie» dice l’ex-sindaco di Bari –  facendo i conti senza l’oste: vice presidente della Provincia di Taranto sarà Gianni Azzaro, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Taranto , come ha annuncia lo stesso neo-presidente Tamburrano .

CdG Pd sottoventoAd approfittare di questa situazione, sono guarda caso proprio i “rivali” di Emiliano nelle primarie del centrosinista.  A Michele Emiliano, segretario regionale del Pd, va la responsabilità di quello che è accaduto ieri a Taranto. Un pezzo degli amministratori del partito, da lui guidato, che votano per il candidato di Forza Italia a discapito di quello del Pd, è una pagina opaca di brutta politica, uno scivolamento verso un passato che non vuole passare”  dice Guglielmo Minervini, candidato alle primarie contro Emiliano, che fa la voce grossa.

Se – prosegue – questo è un tentativo per riportare il Pd pugliese al 15% e per perdere non solo la credibilità, ma anche le prossime regionali, il segretario regionale ha imboccato la strada giusta. Siamo davanti a un inciucio di dimensioni massicce e organizzate, che mostra dove conduce la linea di allegro trasversalismo praticato da Emiliano e rivela il modo con cui lui intende la politica: un partito che fa accordi sottobanco mentre silura i suoi migliori amministratori. E siamo solo ai titoli di testa: non vogliamo immaginare cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane tra primarie ed elezioni regionali. Magari non ci stupiremmo di assistere a pezzi del centrodestra, altrettanto organizzato, in fila ai nostri gazebo per rendere la cortesia”.

E secondo voi poteva mancare l’altro candidato-avversario di Emiliano, cioè il senatore di Sel (ex UdC) Dario Stefàno ? Quest’ultimo pur non essendo iscritto al Pd, cerca di attrarre la minoranza interna al Pd jonico ed attacca. “Il voto delle provinciali a Taranto sembra l’esito di ambiguità che incautamente sono state alimentate in queste settimane. Quelle, per capirci, richiamate appena qualche giorno fa da Antonio Polito in un editoriale pubblicato sulla prima pagina del Corriere della Sera. Spesso – scrive Politoqueste alleanze scatenano lotte interne ai partiti, come è accaduto in Puglia, dove Emiliano ha dovuto sconfessare l’intesa raggiunta dal Pd con i berlusconiani a Taranto e Brindisi, per non compromettere le sue primarie alla Regione’. Oggi, la domanda che tutti si pongono è semplice: è accaduto quello che era nelle intenzioni sin dall’inizio, nonostante smentite pubbliche, o siamo chiamati a commentare un’elezione sfuggita totalmente dalle mani delle segreterie politiche? Il voto di Taranto è un atto di sfiducia nei confronti del segretario regionale del Pd, una lotta interna a quel partito che i dirigenti di quel partito devono risolvere, o il compimento di un’intesa che solo a parole è stata smentita, cioè siamo di fronte a una lotta interna alla coalizione, che deve essere affrontata da tutti noi per non compromettere irresponsabilmente le Primarie prima e le elezioni regionali poi?

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Gli stracci fra Sel e Pd. La Provincia di Taranto ? Macchè vogliano solo fare il Governatore !

A muovere le accuse anche Michele Losappio, capogruppo di Sel in Regione, apertamente, diffida  delle rassicurazioni degli “alleati” Pd. “Non ci convinceranno mai gli autorevoli esponenti del Pd che l’elezione di un importante rappresentante di Forza Italia a presidente della Provincia di Taranto sia solo un fatto tecnico, connesso alle particolari procedure del nuovo sistema elettorale”. La colpa, per Sel, è di Emiliano. “Evidentemente il segretario regionale è troppo impegnato come candidato alle primarie per dedicarsi ad evitare un simile sfregio al centrosinistra pugliese”.

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Non una sola parola sul coinvolgimento dell’ (ex) on. Ludovico Vico nell’inchiesta “Ambiente Svenduto , in cui compaiono le telefonate del Governatore uscente Nichi Vendola leader di Sel, (vedi – ed ascolta qui – le intercettazioni pubblicate nella sezione inchieste del quotidiano La Repubblica ed il settimanale L’ Espresso ) . Non una sola parola sulla fuoriuscita del sindaco di Taranto dalle file di Sel al “gruppetto dei fuoriusciti” messo in piedi da Michele Emiliano. L’ultimo degli aderenti al correntone “pro-Emiliano” cioè il sindaco tarantino Ippazio Stefàno,   sa molto bene che senza i suoi voti personali, il centrosinistra a Taranto non ha i numeri , ed allora Stefàno lancia la sua sfida: “Ho pronte le dimissioni. Se qualcuno della maggioranza me lo chiedesse sono pronto ad una verifica politica. Entro 20 giorni da tale richiesta deciderei se andare o meno a casa”. Ridicola la pagliacciata politica messa in atto da due consiglieri del PD (Cotugno e Brunetti) che hanno preso in maniera esibionistica le distanze dai loro colleghi di partito scegliendo di sedersi in una posizione defilata.  

LE MINACCE DI EMILIANO: “PRENDEREMO PROVVEDIMENTI” – Emiliano contrattacca. “Noi non abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo aggregato una grande massa di persone che conoscono bene fatti e circostanze degli accordi politici che sono dietro l’elezione di Tamburrano, ed io sono contento di aver condotto questa battaglia di principi e di valori e di essere a capo dell’energia pulita di Taranto. Chi dice il contrario oggi mente sapendo di mentire. I tarantini e gli esponenti del Pd sanno che ho tentato in tutti i modi di contrastare l’elezione di Tamburrano. Chi afferma il contrario, non potendo dimostrarlo, mi chieda scusa. Quello che è accaduto a Taranto è grave: la direzione del Pd, che convocheremo al più presto, a valutare le condotte dei consiglieri che hanno sostenuto Tamburrano e ad adottare i provvedimenti conseguenti».

Ma alla fine di questo squallido patetico circo equestre, non una sola parola, iniziativa, progettualità sulla crisi economica della provincia jonica, economicamente dipendente dall’indotto siderurgico (ILVA), da quello petrolifero (ENI) ed industriale (Cementir). Non una sola parola sulla tentata strumentalizzazione  degli “amici di Vendola” della pineta Cimino ove si chiede una variante al piano regolatore, per costruite case, che nessuno ha a Taranto i soldi per comprare ?   Non una sola parola sul risanamento della città vecchia di Taranto, ove ha sede la segreteria dell’ assessore (nominato) regionale Fabrizio Nardoni , ma non c’è una sola farmacia e guardia medica !

Se questo è il Pd ed il centrosinistra di Puglia ora capiamo perchè questa regione ed alcune città come Taranto non contano nulla nel panorama della politica nazionale. Ora capiamo come mai Raffaele Fitto ha un consenso così elevato. Ora capiamo come mai questa terra sarà sempre territorio di conquista e sfruttamento della povera gente.




Il piagnisteo di Anna Rita Lemma

Partiamo da un presupposto. Questo quotidiano è assolutamente indipendente e rispetta tutte le idee dei lettori, cittadini, politicanti e partiti inclusi, nonostante tutto… Dopodichè non possiamo esimerci dal commentare le ridicole affermazioni del consigliere regionale del Pd, Anna Rita Lemma, la quale non contenta della pessima figura (non le fu consentito di votare ) fatta in occasione delle votazioni del direttivo provinciale del Pd di Taranto in cui dimostrò di non conoscere neanche lo statuto del partito in cui milita, ora strepita, tanto per avere qualche titolo e fotografia (l’accontentiamo anche noi…).

Decine di consiglieri comunali del Pd hanno tradito la base, gli elettori e le indicazioni della Direzione Regionale che avevano detto ‘’No” alle cosiddette ‘larghe intese’ con il centrodestraQuanto è avvenuto è grave ed impone  – dice la Lemmadecisioni proporzionate da parte dei livelli regionali e nazionali del partito. Chi ha scelto di votare palesemente centrodestra deve lasciare il nostro partito. Per quanto mi riguarda  attenderò le decisioni che Bari e Roma assumeranno. Mi auguro a stretto giro. Decisioni che ritengo fondamentali per la prosecuzione del mio percorso politico all’interno del Partito Democratico. Ci sono responsabilità politiche precise. Intanto chiedo le dimissioni del segretario provinciale Musillo e del segretario cittadino Lucarella”.

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Allora vediamo di aiutare la “consigliera” regionale Lemma (vicina alle posizioni della mini-componente del gruppetto di minoranza di Pippo Civati), a conoscere meglio il suo partito…L’art. 12 dello Statuto del PD, prevede che “i competenti organi delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano, nonché agli organi locali, è riconosciuta autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria in tutte le materie che il presente Statuto non riservi alla potestà degli organi nazionali, comprese le alleanze politiche ed elettorali a livello regionale, provinciale e comunale. Nel caso di decisioni che comportino una alleanza politica con partiti non coalizzati con il Partito Democratico in ambito nazionale, l’organo territoriale competente è tenuto ad informare preventivamente il Segretario nazionale e, se si tratti di organo sub-regionale, il Segretario regionale o il Segretario provinciale di Trento e Bolzano. In caso di rilievi o richiesta di riesame della decisione, gli organi che l’hanno adottata sono tenuti a rispondere motivandola in modo esaustivo

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Ebbene non ci risulti che la Direzione Nazionale a cui si appella la Lemma abbia mai smentito il voto del direttivo provinciale di Taranto del Pd, che con un consenso del 71% ha approvato la linea politica definita delle larghe intese. Come avrebbe mai potuto la direzione nazionale del Pd, annullare un accordo con Forza Italia, che a livello nazionale tiene in piedi nelle aule e commissioni parlamentari il Governo Renzi ? Nè tantomeno avrebbe potuto farlo il segretario regionale Emiliano, che essendo un ex-magistrato dovrebbe essere capace di conoscere, leggere e capire uno statuto.

Certo qualcuno potrebbe obiettare che il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano si era espresso contro questo accordo, ma anch’egli si è messo di fatto a parlare di corda in casa dell’impiccato…non confessando che la sua posizione contraria all’accordo delle “larghe intese” raggiunto a Taranto dal Pd, altro non era che frutto di un “contentino” conseguente all’accordo fatto a Taranto con il sindaco uscente Ippazio Stefàno, che di fatto ha lasciato Sel, passando con bagagli e voti (ormai pochi) al servizio di Emiliano in vista delle prossime primarie per la candidatura a Governatore della Regione Puglia.

Concludendo auspichiamo che la consigliera regionale Lemma e tutti i saltimbanchi della politica tarantina, la smettano di giocare a fare le prime donne, sulla pelle della città di Taranto e dei cittadini. La nave sta affondando e quindi occorre salvare tutti i passeggeri, non solo gli amici degli amici…

P.S. le dimissioni si danno, non si annunciano…o minacciano. E poi, dalle parti di Sel-Vendola c’è ancopra spazio, sopratutto a Taranto




L’analisi del voto e gli eletti alla Provincia di Taranto

Come già previsto , annunciato e confermato, il sindaco di Massafra Martino Tamburrano, di Forza Italia, è il trentesimo presidente della Provincia di Taranto. L’esponente del centrodestra, nonostante svantaggiato dai pronostici del centrosinistra, ha vinto ieri le elezioni col 63,8% dei voti per effetto delle “larghe intese” nazionali, applicate anche a Taranto dai due principali partiti che mantengono in piedi il Governo Renzi, e cioè il PD-Partito Democratico e Forza Italia.  Secondo alcuni il voto provinciale avrebbe di fatto causato una possibile crisi al Comune di Taranto, partendo dal presupposto che 21 consiglieri su 33 dei consiglieri comunali del centrosinistra che governa da circa 10 il comune . Niente di più impossibile, considerando che proprio pochi mesi fa la giunta comunale guidata da Ippazio Stefàno, aveva subito un folto rimpasto e riequilibrio, e che nessuno avrebbe la forza di governare la città senza i voti della maggioranza del Pd jonico.

Le “larghe intese”, che la minoranza interna del Pd di Taranto aveva cercato di neutralizzare attraverso un “cavallo di Troja” cioè Ippazio Stefàno, il quale come ben noto si è staccato ed allontanato definitivamente da Vendola e Sel, appoggiando pubblicamente la candidatura di Michele Emiliano a Governatore della Regione Puglia, in vista delle prossime elezioni previste per la primavera 2015,  attraverso un’apposita direzione regionale del Pd, che però anche per statuto interno aveva solo valore di indirizzo politico, in quanto le decisioni vengono adottate dai direttivi provinciali. Ed infatti “larghe intese”, sono state però rispettate da chi le aveva concordate. Ha funzionato quindi, l’accordo raggiunto dal senatore Michele Pelillo (Pd) e dall’ on. Gianfranco Chiarelli (Fi), che sono i veri vincitori “politici” di questa sfida elettorale, accanto al neo presidente Martino Tamburrano in netta ascesa all’interno del suo partito.

Tamburrano, 56 anni, funzionario della Regione Puglia in aspettativa, ha ricoperto in passato la carica di  vicepresidente della Provincia di Taranto, dal 2000 al 2004 durante la giunta provinciale guidata da Domenico Rana,  e successivamente consigliere provinciale sino allo scioglimento anticipato. Il sindaco di Massafra ha trionfato con 61.954 voti (ponderati) rispetto ai 35.146 del suo avversario, rimasto bloccato al 36,1%. Oltre un terzo dei voti totali sono stati ottenuti dal candidato di Forza Italia proprio nel Comune di Taranto, governato dal sindaco Ippazio Stefàno alla guida di una coalizione di centrosinistra che ha conquistato a suo tempo la maggioranza al ballottaggio grazie ai consensi e lista personale del sindaco. Nel comune di Taranto, ieri,  ben 21 sulle 33 schede viola votanti, sono state aggiudicate a favore di Tamburrano , e soltanto 12 per Lopane. Ogni voto espresso dai consiglieri eletti nel capoluogo aveva un valore di 1051 punti. La conferma che il  patto di “larghe intese” era stato rispettato, è arrivata dai voti di lista: 43.743 (45,5%) a Forza Italia; 33.641 (35,2%) al Pd; ed il 18.543 (19,3%) all’altra lista di centrosinistra. Il totale dei voti lista avrebbe visto quindi nettamente in vantaggio quelle a sostegno di Lopane che però è rimasto a terra, venendo sconfessato dalla decisione della maggioranza del direttivo provinciale jonico, che ha dimostrato di non gradire le ingerenze di Michele Emiliano.

Il sindaco di Massafra ha ottenuto consensi anche dove alla vigilia elettorale gli uomini di Vendola (Sel) e la minoranza del Pd jonico credeva non potesse ricevere , e cioè nel gruppo dei comuni più grandi dopo Taranto (Martina Franca, Grottaglie, Massafra e Manduria), i cui elettori votavano su una scheda di colore verde. Ed hanno sbagliato. Infatti  su 100 elettori , in 69 hanno votato in favore di Tamburrano nonostante la presenza di amministratori locali di due giunte comunali e mezzo eletti nel centrosinistra, soltanto 29 per Lopane e 2 nulle.

In questo gruppo ogni voto costituiva un valore di 251 punti. Nella fascia di Ginosa, Castellaneta, Sava, Mottola, Palagiano, San Giorgio Jonico, Laterza, Statte, Crispiano, Pulsano e Lizzano (scheda rossa), su 186 elettori, il sindaco di Massafra, Tamburrano ha conquistato 107 voti, il suo avversario Lopane soltanto 78 voti, una sola scheda senza voto, cioè bianca: ogni voto di questo raggruppamento portava in dote un controvalore di 156 punti.

Nella fascia di San Marzano di San Giuseppe, Palagianello, Avetrana, Carosino, Monteiasi, Maruggio e Fragagnano (scheda grigia), Tamburrano ha conquistato 51 voti e Lopane 40, sul totale di  su 91 elettori, ed  ogni voto  aveva quindi un controvalore di 90.

Nella fascia elettorale dalla scheda arancione,  cioè quella di Torricella, Montemesola e Faggiano , su 43 elettori, Lopane a sorpresa  ha ottenuto 23 voti, mentre Tamburrano solo 19, una bianca: ognuno di questi voti aveva un controvalore di 48 punti. Nell’ ultima fascia (scheda blu) cioè quella di Monteparano e Roccaforzata , i due candidati su 20 elettori  hanno intercettato la metà dei consensi a testa:  per entrambi ogni voto aveva un valore di 37 punti.

Una competizione elettorale questa,  che è stata vissuta soltanto dagli amministratori locali del capoluogo e dei comuni della provincia  cioè da coloro che chiamati al voto e si sono recati in tanti alle urne. A non presentarsi soltanto in diciassette, e fra le schede scrutinate dei votanti c’è stato chi non ha nascosto il proprio disappunto, scrivendo sulla scheda: «Le mezze cose non servono», dichiarazione di voto che chiaramente  è stato dichiarato nullo .

 

 




“Marchette dell’informazione” o conflitti d’interesse della politica ?

Giovedì 18 settembre, si è tenuta una conferenza stampa in “Fiera del Levante”, in cui l’assessore regionale alle Risorse Agricole Fabrizio Nardoni e l’associazione “Officine Taranto”hanno presentato un progetto sperimentale per la valorizzazione degli asini di razza martinese, allevati nella masseria Russoli di Crispiano, in cui è stato richiesto il coinvolgimento di Amiu (all’incontro con la stampa ha partecipato anche il suo presidente Federico Cangialosi), la società  pubblica “leader” nel 2013 in Puglia per le proprie perdite (10 milioni)  sui 30 totali di tutte le società regionali messe insieme.

CdG amiu TALa ricapitalizzazione dell’Amiu rappresenta il maggiore fallimento  dell’amministrazione comunale che anni fa prometteva di risanare l’azienda – diceva lo scorso dicembre 2013 il consigliere comunale Giampaolo Vietri capogruppo di Forza Italia  in un’intervista (leggi qui)  oggi invece si prelevano 20 milioni di euro dalle tasche dei tarantini, impegnando anche i bilanci successivi, per scongiurare l’interruzione di tutte la attività della società partecipata e le relative conseguenze sociali ed occupazionali. Vengono dunque al pettine tutte le questioni emerse in questi anni come le consulenze esterne, agli affidamenti diretti in assenza di bandi di gare e tutte le attività aggiuntive che quest’amministrazione ha trasferito all’azienda andando a pregiudicare irrimediabilmente la condizione funzionale ed economica della società. A tutto ciò  – continua Vietri – si è posto rimedio con una ricapitalizzazzione d’urgenza che, utilizzando per far presto le paure dei lavoratori, ha messo a riparo il sindaco il quale, in qualità di rappresentante del socio unico, in caso di fallimento dell’azienda avrebbe dovuto rispondere di danno erariale dinanzi la Corte dei Conti per non aver esercitato il controllo analogo previsto per legge sulle società a capitale pubblico. Discutibile è inoltre la legittimità della ricapitalizzazzione. Infatti  – conclude il capogruppo di Forza Italia – l’art. 6, comma 19, del DL.78/2010 vieta tale possibilità alle società che abbiano fatto registrare passività per tre esercizi consecutivi come l’azienda Amiu ha fatto per gli anni 2008, 2009 e 2010 e nonostante si affermi la legittima dell’atto alla luce dell’attivo di bilancio del 2011 va detto che lo stesso è stato raggiunto, come denunciato dal collegio sindacale, grazie ad un artificio contabile poichè furono stornati accantonamenti dal fondo rischi relativi al contenzioso con l’Agenzia delle Entrate per evitare all’Amiu una copiosa perdita che si è poi verificata nell’anno 2012″

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L’idea annunciata, è utilizzare questi animali per la raccolta differenziata in Città Vecchia, a Taranto.  Naturalmente, ora è necessario verificare la fattibilità di questo tipo di raccolta, valutarne le criticità gestionali e l’incidenza economica. Resta fermo il suo valore simbolico, segno della grande attenzione che si sta prestando per tutto quello che accade in Città Vecchia. L’Amiu ha annunciato che collaborerà attivamente con “Officine Taranto” per valutare gli esiti della sperimentazione. Quello che nessuno dei giornalisti presenti alla conferenza stampa, forse troppo impegnati a non confondersi con gli “asini”, ha scritto e raccontato è l’insolita compartecipazione fra l’assessore regionale all’ agricoltura e le Officine di Taranto è che fanno riferimento alla stessa persona !!!

Una casualità…. o uno dei tanti conflitti d’interesse che contraddistinguono l’azione cosiddetta “politica” di Nardoni ? La risposta la lasciamo a voi…..




Linea dura del sindaco Stefàno : «Fermeremo Tempa Rossa»

Il “no” a Tempa Rossa del Comune di Taranto non cambia. Smentite le dichiarazioni speranzose di Roberto Pasolini, direttore commerciale e comunicazione Total E&P Italia,  durante la presentazione in Confindustria: «Abbiamo incontrato il Comune, l’evoluzione del caso ILVA ha modificato gli scenari ma siamo certi di recuperare i rapporti». In realtà infatti i rapporti restano freddi. La posizione di Palazzo di Città viene peraltro confermata dal sindaco Ippazio Stefàno il quale, confermando la riunione della scorsa settimana con i dirigenti della joint venture fa un resoconto dell’ultimo periodo : «Sì ci siamo incontrati ma non è mutato niente per noi. Con me c’erano il dirigente pianificazione urbanistica del Comune l’architetto Rufolo, gli assessori all’Urbanistica e all’Ambiente e il capo di Gabinetto. In realtà avevamo chiesto un colloquio due mesi fa ma hanno preferito organizzare a Bari ciò che dovevano fare a Taranto. Una mancanza nei nostri confronti, un atteggiamento incomprensibile e infelice. Detto questo, andiamo avanti per la nostra strada che non cambia: rimane il dissenso al progetto».

Al sindaco non è andato giù l’atteggiamento dei vertici delle multinazionali petrolifere che ignorarono le richieste di chiarimento su “Tempa Rossa” inviate dai consiglieri di maggioranza un paio di mesi fa. Insomma, si è partiti col piede sbagliato e le distanze da cucire fra le parti restano rilevanti. Sia nel merito che nelle modalità.

CdG Tempa RossaStefàno ha aggiunto: «Nell’ultimo incontro ufficiale hanno ammesso una serie di errori ,  detto questo il nostro parere non cambia. In questi giorni voteremo in giunta il parere contrario al piano urbanistico del porto per poi discuterlo in consiglio comunale». Relazioni a rischio , quindi che verosimilmente, sfoceranno in una variante urbanistica che, in base alla direttiva Seveso, potrebbe costituire l’ultimo ostacolo al progetto “Tempa Rossa”.

Iniziativa questo che fa molto discutere. Angelo Bonelli, consigliere comunale di Taranto nonché coportavoce dei Verdi, aveva già manifestato tempo fa la sua opinione chiedendo al sindaco “di approvare una variante di piano regolatore che recepisca il DM 9 maggio 2001 in materia di direttiva Seveso. Il progetto Tempa Rossa con questa variante non potrebbe essere realizzato perché la direttiva Seveso prevede distanze di sicurezza e vincoli precisi per nuovi insediamenti vicino raffineria”.

Una delle poche voci fuori dal coro, a livello politico,  è quella del consigliere regionale Pietro Lospinuso (Forza Italia) che si è dichiarato invece favorevole all’insediamento petrolifero e nello stesso tempo contrario a “mettere mano al piano portuale, impendendo la realizzazione dei due silos necessari per lo stoccaggio del greggio proveniente dalla Basilicata . Se il Comune andasse fino in fondo su questa linea, potrebbero sfumare anche alcune opere per il rilancio portuale”.

Ma il sindaco Stefàno però va diritto sulla sua strada sottolineando anche l’atteggiamento ondeggiante dell’ ENI: «Vorremmo capire bene il destino di Eni sul territorio. Una volta leggiamo che il futuro sarà Tempa Rossa ma Eni va via, un’altra si dice che resta. C’è bisogno di chiarezza e trasparenza».

«Per la nostra economia è un volano irrinunciabile – ha dichiarato Vincenzo Cesareo presidente di Confindustria Taranto  – che darà impulso allo sviluppo della portualità e alla competitività del porto. Noi siamo fortemente convinti della bontà di questo progetto ma vogliamo che anche la comunità lo possa conoscere nella sua interezza».

Tempa Rossa, questo il nome del giacimento in Basilicata a mille metri di quota, è un’opera strategica per l’Italia ma sullo Ionio suscita solo ostilità generali ad eccezione della Confindustria e di qualche politico del centrodestra. Il progetto è talmente contestato e contrastato che,in definitiva, Eni, Total, Shell e Mitsui si sono resi conto che, forse, le notizie circolate finora sono state imprecise o utilizzate per scopi impropri. Una presentazione tardiva, con una strategia di comunicazione che sicuramente andava fatto  almeno tre anni fa, e senza dimenticare di indicare anche le possibili ricadute economiche collegate alle accise dovute per il transito sul territorio tarantino di 2.7 milioni di tonnellate di greggio l’anno. Questo potrebbe essere un argomento convincente, e potrebbe diventare un  vantaggio reale per la città. Del progetto se ne parla dagli anni ’80. Tempa Rossa è lo sviluppo del giacimento di Corleto Perticara, in provincia di Potenza, di cui sono titolari Total al 50 per cento, Shell e Mitsui con il 25 ciascuno. Il progetto petrolifero ha ottenuto nel 2011 il decreto Via/Aia dal ministero dell’Ambiente e nel 2013 il nulla osta fattibilità dal comitato tecnico regionale. Gli mancano in conclusione soltanto i permessi a costruire da parte del Comune tarantino. Il greggio estratto sarebbe trasferito a Taranto mediante l’oleodotto, stoccato in due serbatoi, da costruire, della capacità di 180 mila metri cubi e quindi imbarcato sulle petroliere, e pertanto non verrebbe lavorato nella raffineria ENI. L’attuale pontile verrebbe allungato di 355 metri per poter accogliere 90 petroliere l’anno in più. La Total ricorda che nel porto di Taranto attualmente a regime normale transitano circa 1300 navi l’anno. A regime, l’impianto raggiungerà una capacità produttiva giornaliera di 50.000 barili di petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di gpl e 80 tonnellate di zolfo e consentirà di aumentare di circa il 40 per cento la produzione nazionale italiana di greggio. L’investimento totale è di 1.6 miliardi, dei quali 300 milioni su Taranto. I progettisti garantiscono che le emissioni saranno uguali a zero perché se aumentano da una parte saranno compensate con una riduzione da un’altra, quindi è perfettamente compatibile con l’ambiente.




Di tutto e di più….

CdG bindiRosy Bindi :” certe Ministre scelte perché belle”.

Vabbè dai,  stai tranquilla, nel prossimo le sceglieranno perchè cesse.

 

 

CdG nozze-cane-bambinaIndia, per liberare la figlia dal malocchio la fanno sposare con un cane.

Sta cosa di chiamare cane i mariti deve finire….

 

 

 

 

CdG bocciataViene bocciata il giorno dell’esame e dà tutta la colpa al fidanzato:

… “Amore, mi avevi detto che ero brava in procedura penale“…

 

 

Schermata 2014-09-13 alle 09.49.13Al Bano:” Putin è un illuminato”.

Oh, questo a furia de fà vini s’ambriacat…

 

 

CdG SalviniSale la tensione dopo la morte del ragazzo a Napoli, Matteo Salvini :” Fermarsi all’alt è un obbligo”.

M’bè, anche avere politici seri….

 

 

 

 

CdG Barbara-DUrsoOrganizzazione Mondiale Sanità :” nel mondo un suicidio ogni 40 secondi”.

Avranno saputo che su Canale5 è ripreso Pomeriggio5

 

 

 

CdG MinettiMaltempo mette in ginocchio il Gargano.

Modello Nicole Minetti.

 

 

 

Legalizing MarijuanaProf. Veronesi :” La marjuana fa meno male della sigaretta”.

E’ quello che ho cercato di dire a mio padre quando mi ha scoperto, ma lui niente oh, non mi ha creduto!!!

 

 

CdG alessandra-mussoliniAlessandra Mussolini:non toccate le nostre indennità o ci ammazziamo

Questa è una minaccia o una promessa?

 

 

 

 

Napoli, al via il corteo per il 17enne uccisoNapoli, in centinaia ai funerali di Davide Bifolco.

…Arrivati tutti su uno scooter…

 

 

 

CdG borghezioBorghezio :” le madri che piangono Davide Bifolco sono l’Italia di merda”.

Un po’ come le madri che ti hanno votato.

 

 

 

 

CdG Vendola-nudoPer Vendola la Puglia non va petrolizzata, fatta eccezione per Taranto.

Anche per me i gay vanno lasciati vivere, ma per te posso fare sempre un eccezione.

 

 

 

 

CdG FORZA_ITALIARegionali, Forza Italia, frenata sulle primarie.

Ah, speravo contro un tir…

 

 

 

 

CdG carlo-contiRiparte il programma di Carlo ContiTale e quale show”.

…Farà cag….e  tale e quale all’anno scorso….

 

 




Elezioni per la Provincia di Taranto, depositate le liste

Rispettato il termine da entrambi gli schieramenti per la presentazione delle liste per le prossime elezioni che decideranno chi sarà il prossimo Presidente della Provincia di Taranto .  A correre per la carica dell’amministrazione provinciale saranno Martino Tamburrano, sindaco di Massafra, potenziale vincitore grazie ad un accordo di “larghe intese” fra Forza Italia ed il Pd, che ricalca gli accordi politici nazionali.

Tamburrano gode non solo del consenso del centro destra ma anche di quello della maggioranza del direttivo del Partito Democratico di Taranto, nonostante l’intervento “disturbatore” del segretario regionale del  Pd  Michele Emiliano che ha consentito alla minoranza del Pd jonico di compattarsi sulla candidatura (di facciata) di Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza, che ha poche speranza di prevalere.




Scontro tra Vendola e Emiliano per la candidatura di Dario Stefàno (Sel)

Caro Dario hai passato l’ultima settimana ad accusarmi di essere il segretario di un partito trasformista che intendeva stabilire intese sottobanco con Forza Italia. Ti abbiamo oggi dimostrato che le tue accuse erano infondate e campate per aria. Ma come hai potuto sospettare di noi con tanta superficialità proprio tu che i partiti di destra, di centro e di sinistra li hai girati e frequentati tutti, passando dall’uno altro in cerca di incarichi sempre più prestigiosi e ben pagati? Pensi che un curriculum come il tuo sia adatto a guidare il centrosinistra della Puglia erede e mentore di Nichi Vendola? A te la risposta che attendo con ansia” .

Questa la dichiarazione di Michele Emiliano che ha in realtà  il significato di una vera e propria provocazione dell’ex sindaco di Bari   che accusa Vendola di stare commettendo un grande errore politico nel sostenere il Sen. Dario Stefàno il quale è uno ‘che cambia’ partiti in cerca di posti sempre più prestigiosi.  L’ultimo messaggio di  Stefàno rivolto ad Emiliano  dice: “@micheleemiliano anche oggi, in un giorno di dolore per la #Puglia, scegli il dileggio. quando vuoi parlarmi di contenuti scrivimi“.




E Stefàno spiazza la sinistra di Vendola

«Sono pronto a sostenere un sindaco del Pd alla presidenza della Provincia di Taranto». E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno  in occasione della riunione avuta a Palazzo di Città e durata un’ora con i sindaci dei comuni della provincia amministrati dal centrosinistra.  All’appello mancavano il primo cittadino di Mottola, Pinto , il sindaco di Carosino  Sapio ed il   sindaco di Palagiano Tarasco.

nella foto, Martino Tamburrano

nella foto, Martino Tamburrano ( Forza Italia) 

Il sindaco di Taranto ha spiazzato letteralmente tutti,mettendo sul tavolo le proprie carte che sembrano mettere in difficoltà la maggioranza del Pd, cioè quella che la  scorsa settimana  in occasione della riunione della direzione provinciale jonica del Pd,   ha votato per il documento che vorrebbe raggiungere le larghe intese con la candidatura del sindaco di Massafra, Martino Tamburrano ( di Forza Italia) a nuovo Presidente della Provincia, dopo esserne già stato in passato vicepresidente . Un’ipotesi che per motivi elettorali (leggasi “primarie del Pd”) non ha visto entusiasta il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, ex-sindaco di Bari e candidato in pectore alle prossime elezioni del 2015 per la guida della Regione Puglia.

Emiliano su Twitter ha dichiarato di essere contrario alle larghe intese: concetto che ribadirà giovedì in occasione della direzione regionale, che però per statuto non ha alcun potere sulle decisione assunte dal direttivo provinciale tarantino. Secondo l’opposizione alla cordata renziana tarantina,  l’organismo regionale guidato da Emiliano non dovrebbe dare spazio a interpretazioni, e quindi il Pd jonico sarebbe costretto a fare retromarcia ed appoggiare su un proprio candidato, sperando  di raggiungere un’unità nel centrosinistra. Con una condizione, come è stato ricordato e messo in luce in un intervento durante la direzione provinciale, che a qualcuno «non faccia schifo votare per un candidato del proprio partito».

Una teoria che però si scontra con gli accordi nazionali fra il Pd e Forza Italia, e molti dimenticano che comunque i candidati devono sempre essere approvati dalla Direzione Nazionale. Ed Emiliano ricorda molto bene come sia sfumata la sua candidatura alle scorse elezioni europee a cui ambiva molto partecipare.

BARI - ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 - MICHELE EMILIANO NUOVO SINDACO DI BARIDa ieri alcuni esponenti del Pd sono tornati a care pressioni sul sindaco di Martina Franca, Franco Ancona, nonostante le non poche  perplessità determinate dagli equilibri interni nel suo Comune. In sindaco martinese sarebbe stato individuato dalla minoranza provinciale tarantina per destabilizzare l’ultima decisione del direttivo.  Il sindaco Ancona, è bene ricordare, non è iscritto al partito , ed è sempre stato distante dalle logiche che hanno interessato il Pd, ma è in sintonia con l’assessore regionale Donato Pentassuglia, il quale però fa parte della maggioranza provinciale del Pd insieme al sen. Michele Pelillo.

Su Ancona, secondo alcuni che hanno interesse a far circolare queste voci, ci sarebbe anche il gradimento di Stefàno, speranzoso in cuor suo che se dovesse passare questa linea sarebbe lui stesso ad apporre il sigillo sull’operazione. Ma in realtà  Ippazio Stefàno è estraneo (e non molto ben visto) al Pd jonico, così come è sempre più distante dal partito di Vendola (Sel) .

 I “big” del partito stanno considerando  in queste ore  il valore politico che Emiliano  vorrà dare giovedì al documento da far approvare alla direzione regionale. Se la direzione infatti auspicasse (ma senza poterla obbligare) la convergenza delle segreterie provinciali su candidati di centrosinistra, allora il Pd jonico in teoria potrebbe  giocarsi la difficile partita con Forza Italia, dovendo infatti dare per scontate numerose defezioni e di peso politico locale, regionale e nazionale. Se invece non ci dovessero essere dubbi interpretativi, il Pd jonico sarebbe politicamente “costretto” a candidare nel più breve tempo possibile un proprio rappresentante di “bandiera” , prima che Ippazio Stefàno possa cambiare idea, come spesso ha fatto.

CdG Stefano_VendolaAnche perchè alla sua sinistra , i suoi vecchi amici di Sel scalpitano per sostituirlo alla guida di Palazzo di Città con l’auto-candidato in pectore Fabrizio Nardoni, molto poco amato e stimato dai tarantini, e che sembra camminare con il suo gruppo, in maniera pericolosa, in quanto vi sono alcune inchieste della magistratura in corso che potrebbero danneggiarlo. Quello che molti a sinistra non considerano è l’effetto “intercettazioni-ILVA” che ha coinvolto il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, il Governatore Nichi Vendola, l’ex-deputato del Pd Ludovico Vico oggi schierato con la minoranza interna al Pd di jonico. Un terreno minato su cui Emiliano potrebbe giocarsi la maggioranza dei voti del Pd jonico, ben superiori a quelli che gli porterebbe Ippazio Stefàno che pubblicamente appoggia la candidatura alla guida della Regione dell’ex-sindaco di Bari.

Non a caso appena 24 ore fa lo stesso Emiliano ha ricordato che “è un problema inutile perché il presidente della Provincia è eletto dai consiglieri comunali della provincia direttamente con scheda diversa da quella per lista dei consiglieri. In caso di plurime candidature vince chi prende un voto in più. Dunque non c’è legame tra il candidato Presidente e le liste. Sono dunque elezioni dove non esiste maggioranza e minoranza e non hanno carattere partitico”




Primarie nel centrodestra. Raffaele Fitto riparte dalla sua Puglia

Raffaele Fitto, ha radunato a Monopoli i parlamentari ed amministratori pugliesi  insieme ai quadri dirigenti  del partito per dare progettualità politica al percorso del centrodestra verso le primarie di coalizione (quelle che a livello nazionale Berlusconi impedisce) da cui scaturiranno le indicazione sul candidato governatore della Puglia alle prossime elezioni del 2015.  Il leader pugliese di Forza Italia ha detto  “Ci sembra molto utile questo percorso che riteniamo il più chiaro, trasparente e lineare per aggregare il centrodestra e per selezionare un programma serio e credibile e un candidato che lo possa interpretare avendo una legittimazione dal basso“.

“La mia posizione – ha aggiunto Fitto  – è quella di aiutare il processo di selezione della classe dirigente e sostenere il percorso delle primarie. Non ho alcuna intenzione di entrare nel meccanismo interno. Le regole devono essere condivise con tutti i partiti che hanno già condiviso questo percorso sino ad oggi e con gli altri che ci auguriamo possano ulteriormente condividerlo“.

Soffermandosi a parlare  sulla scelta dei candidati, Fitto ha detto che “sarebbe auspicabile” che possano parteciparvi “non solamente candidati che siano espressione dei partiti ma anche rappresentanti della società civile“. “Auguro e auspico – ha concluso – un processo dal basso che modifichi strutturalmente una situazione esistente che possa ridare linfa nuova, entusiasmo, partecipazione e motivazione ai nostri elettori“.




Il marò’ Latorre ha un malore. Il Ministro della Difesa Pinotti vola in India

Uno dei due marò trattenuti in India Massimiliano Latorre, ha avuto ieri sera un malore per il quale è stato necessario il ricovero nel dipartimento di neurologia di un ospedale di New Delhi, ove tuttora è stato ricoverato e trattenuto in osservazione. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è volata stanotte in India per accertarsi delle condizioni del fuciliere di marina, che comunque non sarebbero gravi. Il ministero della Difesa sottolinea che “i sanitari si sono dichiarati soddisfatti di come ha reagito alle prime cure”.

Schermata 2014-09-01 alle 13.23.04Si tratterebbe di ischemia, secondo quanto scrive su Facebook,  la figlia del marò, Giulia Latorre:  “Purtroppo le belle notizie non ci sono mai“. In un commento precedente, che successivamento è scomparso dalla rete, aveva scritto: “Ma voi Italia di m… fateli stare lì un altro pò! Vi preoccupate di portare qui gli immigrati che bucano le ruote perchè vogliono soldi e non vi preoccupate dei vostri fratelli che combattono per voi, e alcuni perdono la vita. Italia mi fai schifo“.

Il ministro degli Esteri Federica Mogherini  ha dichiarato  che riportare i marò in Italia rimane una delle priorità del Governo italiano.  «Appena informata del malore che ha colpito Massimiliano Latorre, ha contattato la compagna del marò, Paola Moschetti, per esprimerle la vicinanza sua e del governo». Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri.  “Sono vicina a Massimiliano Latorre cui auguro con tutto il cuore di rimettersi al più presto“, ha detto la Mogherini, aggiungendo: “Come è sempre stato in questi mesi, seguiamo ogni giorno il caso dei due fucilieri di Marina con l’obiettivo di riportarli in Italia: per il governo e’ una priorità”. “E come sempre – ha ricordato – il Ministero degli Esteri e tutte le sue strutture sono al lavoro per assistere al meglio i due militari e le loro famiglie“.  Mogherini è stata in queste ore in contatto con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, rende  infine noto la Farnesina.


IL MINISTRO E’ ARRIVATO IN INDIA Il ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti è giunto oggi a New Delhi per verificare di persona le condizioni di salute del sottufficiale di Marina Massimiliano Latorre che ieri è stato ricoverato in un ospedale della capitale indiana per un malore. Hanno accompagnato il ministro nel viaggio dall’Italia l’ambasciatore in India, Daniele Mancini, e il consigliere diplomatico Stefano Pontecorvo.

IL COLLOQUIO DI AGOSTO  Ad agosto il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva avuto una lunga telefonata con il primo ministro indiano Narendra Modi, durante la quale entrambi i premier avevano condiviso “l’importanza di un rilancio dei rapporti bilaterali fra le due democrazie, sia per quanto riguarda gli scambi, sia per la cooperazione internazionale e , nel quadro Ue”

LA DIAGNOSI –  Latorre, sarebbe stato vittima di un attacco ischemico transitorio (Tia), dal quale si sarebbe però ripreso, e secondo quanto si è appreso, ha reagito bene alle prime cure dei medici del reparto di neurologia dell’ospedale di New Delhi, dove è stato ricoverato. «Massimiliano Latorre sta meglio e ha ripreso conoscenza. È ricoverato nel reparto di neurologia di un ospedale a New Delhi ed è assistito dalla famiglia e dai funzionari dell’ambasciata italiana in India». Lo ha dichiarato il senatore pugliese Nicola Latorre (Pd), presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama, dopo aver parlato al telefono con Salvatore Girone, l’altro marò pugliese detenuto in India che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione.

«I medici italiani che seguiranno Latorre arrivano dall’ Italia insieme al ministro Pinotti – ha aggiunto Nicola Latorree la situazione sembra essere sotto controllo. Questa ingiusta detenzione in India, che loro sopportano con grande senso di responsabilità, è sempre più fonte di malessere. Auguriamo al nostro fuciliere di rimettersi al più presto e, consapevoli che questo non sia il momento delle polemiche, continueremo a percorrere ogni strada diplomatica già attivata dal Governo per riportarli in Italia».

Il presidente della commissione Difesa della Camera, on. Elio Vito (Forza Italia) ha commentato la vicenda: “Il Governo italiano attivi immediatamente tutte le iniziative e le procedure necessarie per chiedere ed ottenere il rientro in Italia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che vivono con le loro famiglie, da oltre 900 giorni, una profonda ingiustizia, che causa loro profondi disagi e grandi sofferenze e che affrontano con onore e senso di responsabilità”  aggiungendo con grande serietà che “non è questo il momento della polemica, interna ed internazionale, è però il momento di dire basta e che i marò siano fatti tornare a casa”.

1 settembre 2014 | ultimo aggiornamento h. 18:03




Martino Tamburrano sempre più vicino alla presidenza della Provincia di Taranto

La direzione provinciale del Pd  jonico si è pronunciata sulle prossime elezioni provinciali fissate per il 28 agosto del 2015, ottenendo 64 voti favorevoli e 27 contrari. Sconfitta la minoranza che fa riferimento all’area ‘cuperliana’ e ‘civatiana’, rappresentata da Ludovico Vico (ormai bruciato dopo il suo coinvolgimento per le intercettazioni sull’ ILVA) e Anna Maria Lemma, attuale presidente regionale del partito – la quale non ha nemmeno potuto partecipato alle votazioni, venendo esclusa dallo stesso statuto interno, in quanto non è componente della direzione provinciale di Taranto. La decisione della maggioranza interna del Pd jonico ha quindi di fanno annientato l’auto candidatura di Ippazio Stefàno, attuale sindaco di Taranto, che veniva sponsorizzato dall’accoppiata  Vico/Lemma che si è rivelata come facilmente prevedibile debole e perdente.

A prevalere è stata l’alleanza sempre più ferra fra il senatore Michele Pelillo e Mazzarano, ritenuti ormai dei “fedelissimi” di Renzi, che sono stati tra i principali “sponsors” della soluzione bipartisan che prevede appunto il sindaco di Massafra  Tamburrano (Forza Italia) alla presidenza della Provincia di Taranto.

Schermata 2014-08-30 alle 23.01.02Lo scontro interno al Pd jonico a questo punto potrebbe aprire una crisi politica all’interno del comune di Taranto. La componente renziana aveva sostenuto di voler seguire da subito la via delle larghe intese nazionali, sostenendo appunto  la candidatura alla presidenza della Provincia, dell’attuale sindaco di Massafra, Martino Tamburrano, storico avversario ed esponente di Forza Italia  che è stato  preferito non solo al sindaco di Taranto Ippazio  Stefàno recentemente alleatosi con il gruppo che sostiene la candidatura dell’ex-sindaco di Bari  Michele Emiliano alla guida delle Regione Puglia,  ma anche all’attuale sindaco di  Martina Franca Franco Ancona,  che secondo l’opposizione interna al Pd di terra jonica sta raccogliendo ottimi consensi fra i cittadini di Martina .

Secondo voci attendibili interne al Pd,  l’accordo bipartizan, di fatto consentirebbe ad un candidato renziano legato all’attuale consigliere regionale del Pd Michele Mazzarano di avere buone possibilità di poter diventare il prossimo sindaco di Massafra alle prossime elezioni amministrative al posto di Tamburrano. Nel frattempo però è spuntato fuori un commento negativo del segretario regionale del Pd in Puglia Michele Emiliano, il quale è in piena campagna elettorale per le primarie del suo partito, dopo aver acquisito i voti e l’alleanza di Ippazio Stefano a Taranto, che in cuor suo covava di salire sulla poltrona di Presidente della Provincia di Taranto.