Arrestato e a processo Marco Carta: accusato di aver rubato magliette alla Rinascente.

MILANOMarco Carta è stato arrestato ieri sera con l’accusa di furto aggravato di 6 magliette dal valore complessivo di circa 1.200 euro alla Rinascente di Piazza Duomo a Milano. Il cantante stava uscendo dal grande magazzino intorno alle 20.35 quando è stato stato fermato in flagranza di reato dall’addetto all’accoglienza, che ha richiesto l’intervento sul posto dell’ Unità Reati Predatori della Polizia Locale del Comune di Milano.

Il tifoso del Cagliari e giocatore della Nazionale cantanti si trovava insieme ad una donna di 53 anni: i due avevano rimosso l’antitaccheggio dalla merce sottratta, trascurando invece la targhetta flessibile, che ha così suonato all’uscita. I due sono stati posti agli arresti domiciliari e verranno processati oggi stesso per direttissima.

La sua carriera

Marco Carta   prometteva a se stesso “da grande farò il cantante”   sin da quando ha 6 anni e da quel giorno dedica ogni energia alla realizzazione del suo sogno. E a 34 di traguardi ne ha raggiunti diversi vincendo nel 2008 il talent Amici di Maria De Filippi, conquistando il primo posto al Festival di Sanremo nel 2009 con il singolo ‘La forza mia‘ e trasformando in una vittoria anche la partecipazione a ‘Tale e quale show’ nel 2017. Oltre a pubblicare 6 album in meno di 10 anni e conquistando diversi riconoscimenti.

Nato a Cagliari il 21 maggio 1985  Marco Carta perse il padre a 8 anni  e due anni dopo anche la madre. La musica diventa così la sua ragione di vita e una preziosa valvola di sfogo, si legge sul sito dell’Isola dei famosi (perché nel 2016 l’artista sardo ha deciso di calarsi nei panni del naufrago e partecipare al reality). Dopo la perdita dei genitori, cresce assieme al fratello con i nonni materni coltivando con ambizione ancora maggiore il suo sogno e affinando il proprio talento vocale attraverso le prime esibizioni come solista in live-pub e cerimonie private. Fin da bambino canta con passione: il suo idolo assoluto è Lucio Battisti, che era anche l’artista prediletto della madre. Dopo l’Istituto professionale per Elettrotecnici, lavora come parrucchiere nel salone della zia: i guadagni vengono investiti in biglietti aerei per volare a Roma a fare provini.

Tra illusioni e disillusioni, che però non intaccano la sua fiducia né tantomeno la determinazione nell’inseguire il suo sogno, il 20 ottobre 2007 finalmente viene ammesso nel cast di Amici. In 6 mesi non mancano incertezze, crisi esistenziali, dubbi, paure e difficoltà ma il 16 aprile 2008 trionfa. A maggio 2010 esce ‘Il Cuore Muove’, prodotto da Paolo Carta e anticipato dal singolo ‘Quelle che dai’, scritto da James Morrison. Ad aprile 2012 esce il suo quarto lavoro, ‘Necessità Lunatica’, e torna nella scuola di Amici nella sfida tra i big. Il 16 giugno 2014 esce il singolo ‘Splendida ostinazione‘, un anno dopo ‘Ho scelto di no’, che si aggiudica il disco d’oro, mentre il 21 giugno – per festeggiare i 30 anni – Marco pubblica la sua prima autobiografia ‘Ho una storia da raccontare‘. Nel 2017 esce ‘Tieniti forte’, sesto (e al momento ultimo) album da lui pubblicato.

Dal processo per direttissima di oggi è uscita un’altra versione dei fatti. Alla fine dell’udienza l’avvocato Ciro Simone Giordano, uscendo dall’aula del processo, ha detto: “E’ stata dimostrata la totale estraneità, l’arresto non è stato convalidato e non è stata applicata alcuna misura cautelare. Lui è estraneo a qualsiasi addebito. Il fatto è attribuibile ad altri soggetti”. E lo stesso cantante, lasciando Palazzo di Giustizia, ha detto: “Non sono stato io a rubare, felice di poterlo dire”. Legittimo chiedersi: ma lui non si è accorto di nulla….?

Il cacciavite usato per togliere l’antitaccheggio e le magliette sono stati trovati nella borsetta della donna. Il cantante si è difeso dicendo “di non aver rubato lui le t-shirt”. La polizia locale di Milano ha acquisito i video delle telecamere di sorveglianza della Rinascente, per ricostruire quanto accaduto. Marco Carta comunque rimane imputato: è stato infatti rinviato a giudicio con l’accusa di furto aggravato in concorso. Il processo si svolgerà a settembre. Il giudice invece ha convalidato l’arresto per la donna, che è stata comunque scarcerata.




Rimettere il maestro al centro della scuola

di Francesco Alberoni

Un tempo fare l’insegnante era un’attività autorevole e rispettata. Il titolo di professore universitario aveva un alto valore sociale. Ora non più. Non credo che siano molti i ragazzi che a 18-20 anni sognino di fare l’insegnante. Hanno altre aspirazioni: diventare un calciatore, un cantante, andare da Amici della De Filippi o al Grande Fratello, diventare un famoso chef, un politico, un finanziere. Tutte attività che ti danno soldi, notorietà, fama: l’unica cosa che vuoi veramente, l’unica che cerchi in Facebook.

L’insegnante è disprezzato perché si trova all’estremo opposto. Non lo conosce nessuno, i genitori lo trattano con sufficienza. Un tempo alla fine della lezione gli studenti lo applaudivano perché lo consideravano uno studioso. Oggi è solo un teacher. Ma la forza di un Paese come l’Italia, la sua economia, il suo rango sociale sono fondati sulla scuola, sull’Università e sul suo livello scientifico culturale. L’insegnante deve tornare ad essere uno studioso. Oggi si pensa che debba conoscere solo cose specialistiche.

No. L’insegnante deve essere molto di più di ciò che insegna. Deve avere una visione ampia perché i suoi alunni devono crescere con uno spirito aperto. Ed oltre ad essere culturalmente ricco deve esserlo anche sul piano umano, deve essere un maestro, una guida e un leader. Deve trascinare con il suo esempio e con la sua fede gli alunni a salire sempre più in alto, fino ad acquisire la disciplina per saper creare e inventare. La società lo deve valorizzare, deve additarlo a modello, deve elogiarlo socialmente. Sapete quanti stupendi maestri ci sono nella nostra società, costretti a fare lavori burocratici idioti perché obbligati a partecipare a concorsi con diecimila posti anziché essere selezionati individualmente come i cantanti a X Factor?

Bisogna reclutare, selezionare i migliori. Tutti gli studiosi devono poter essere chiamati dopo aver accertata la loro eccellenza. Riscoprire il vostro orgoglio di maestri, il vostro compito, tornate a studiare, ad eccellere, a sentirvi guide come un tempo. Qualsiasi cosa insegniate, siate orgogliosi di farlo, e tenete al loro posto gli ignoranti presuntuosi che impazzano sulla scena.